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	<title>base jumping Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>base jumping Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Base Jumping: il video del lancio record di Valery Rozov, dai 7700 metri del Cho Oyu</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/sport/basejumping-il-lancio-record-nel-vuoto-di-valery-rozov-da-7700-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 07:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[Valery Rozov]]></category>
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					<description><![CDATA[Il base jumper Valery Rozov ha stabilito il record di lancio: 7700 metri di volo con[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/10/basejumping-il-lancio-record-nel-vuoto-di-valery-rozov-da-7700-metri.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/10/basejumping-il-lancio-record-nel-vuoto-di-valery-rozov-da-7700-metri.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/10/basejumping-il-lancio-record-nel-vuoto-di-valery-rozov-da-7700-metri-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/10/basejumping-il-lancio-record-nel-vuoto-di-valery-rozov-da-7700-metri-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il base jumper Valery Rozov ha stabilito il record di lancio: <strong>7700 metri di volo con la tuta alare</strong>, buttandosi dal Cho Oyu, la sesta montagna della Terra (8201 metri).  La sua pazzesca impresa lo pone al primo posto nella classifica del volo più alto di sempre. Il saltatore russo di Red Bull è arrivato all&#8217;altezza desiderata dopo 21 giorni di cammino e scalate al confine fra Cina e Nepal. Poi, indossata la tuta e lil casco con la videocamera si è tuffato nel vuoto per oltre 7 chilometri, superando di 500 metri il suo salto record precedente, che risale al 2013.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/il-russo-fiodor-koniujov-ha-stabilito-il-nuovo-record-del-giro-del-mondo-in-mongolfiera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Il record del giro del mondo in mongolfiera</a></strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/-1inxRb0te8" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Sport letale</h3>
<p>Rozov, che non è un ragazzino (51 anni), è considerato una leggenda della disciplina, che combina con l&#8217;alpinismo. Questo primato arriva in un momento di forti polemiche sul base jumping, uno sport adrenalinico ma che quest&#8217;anno ha fatto registrare <strong>37 morti nel solo 2016, su un totale di 311 in 35 anni.</strong> Le ultime in ordine di tempo sono state quelle del russo Ratmir Nagimyanov (schiantatosi su un&#8217;abitazione dopo il lancio dall&#8217;Aiguille du Midi) e di un canadese deceduto nella zona del Pordoi.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/perche-ci-affascinano-gli-sport-ad-alto-rischio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché ci affascinano gli sport ad alto rischio?</a><br />
</strong></p>
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		<item>
		<title>Perché ci affascinano gli sport ad alto rischio?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/sport/perche-ci-affascinano-gli-sport-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 06:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alex honnold]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[Basta, troppi rischi, non vale più la pena: la notizia che Clif Bar, produttore americano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Alex Honnold Banff" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Basta, troppi rischi, non vale più la pena: la notizia che Clif Bar, produttore americano di barrette energetiche da sempre vicino al mondo degli action sport, <strong>ha tolto la sponsorizzazione ad alcuni dei suoi atleti di punta</strong> (parliamo di Alex Honnold, Dean Potter, Steph Davis, Cedar Wright e Timmy O’Neill) e verso alcune discipline (il Base jump, l’highline e l’arrampicata in free solo) ha destato scalpore e dibattito al punto che la stessa azienda si è sentita in dovere scrivere una lettera aperta alla comunità del climbing per spiegare le proprie ragioni (<a href="http://www.clifbar.com/text/a-letter-to-the-climbing-community" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">la potete leggere in originale qui</a>).</p>
<p>La motivazione di questa decisione a suo modo epocale? Che &#8220;<em>queste forme di sport spingono il confine troppo in là, dando all’elemento rischio un margine che la nostra azienda non vuole più sostenere</em>&#8221; e che &#8220;<em>non ci sentiamo più di sostenere e trarre beneficio da atleti che sopportano un tale carico di rischio in sport che non consentono margine di errore, che non prevedono una rete di sicurezza</em>&#8220;.</p>
<p>Tutto questo in un momento in cui gli sport outdoor, action o estremi che dir si voglia stanno conquistando <strong>fette sempre più grandi di popolarità, fascino e praticanti</strong> come mai prima d&#8217;ora: pensate al fatto che secondo il Censis sarebbero alcune decine di migliaia gli italiani che hanno già provato il brivido del bungee jumping, o al successo di pubblico di rassegne cinematografiche come il Banff o l&#8217;European Outdoor Festival, sempre sold out.</p>
<p>Ma allora perché una scelta del genere da parte di un&#8217;azienda da sempre vicina a queste comunità sportive?</p>
<p>Abbiamo chiesto di aiutarci a rispondere a questa e ad altre domande alla professoressa Raffaella Ferrero Camoletto, <a href="http://www.didattica-cps.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=rfercam" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all&#8217;università di Torino</a>,  autrice di &#8220;Oltre il limite. Il corpo tra sport estremi e fitness&#8221; (<a href="https://www.mulino.it/isbn/9788815102331" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Il Mulino, 13 euro</a>) e altri scritti sull&#8217;argomento <a href="http://www.scipol.unito.it/documents/cv128.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">del corpo spinto al limite e dei nuovi sport tra rischio, gioco e stili di vita</a>.</p>
<p><strong>Professoressa Ferrero Camoletto, partiamo dalle motivazioni che spingono alla pratica di questi sport</strong><br />
Una premessa: spesso si parla di motivazioni per lo più dal punto di vista psicologico. C&#8217;è chi ha parlato di un profilo di personalità, riconoscendo con il termine sensation-seeker degli individui alla ricerca di emozioni forti; chi ha parlato di fattore rischio, o fattore Ulisse, come di un meccanismo innato che spinge alla ricerca del limite ultimo. Ma secondo me questo approccio è solo parziale: credo ci siano anche ragioni culturali a spingere questo genere di atleti. Ragioni che li rendono più vicini alla vita della gente comune di quanto un certo sensazionalismo mediatico sostiene.</p>
<p><strong>Quali sarebbero queste motivazioni culturali?</strong><br />
Bisogna partire dall&#8217;analisi di come sta cambiando la pratica sportiva e più in generale la concezione del corpo nella società contemporanea. Molti pensano che chi pratica questi sport cerchi la morte, in realtà è esattamente il contrario: già nel 1991 con il suo libro &#8220;Passione del rischio&#8221; l&#8217;antropologo francese David Le Breton aveva capito che questi sport cosiddetti estremi sono dei rituali di vita, non di morte. Chi li pratica cerca la conferma del proprio sé e del proprio essere degno di stare al mondo, e questa ricerca del senso e della misura della nostra esistenza è scattata nel momento in cui son venuti meno altri criteri, altre forme culturali e altre forme sociali attraverso le quali percepivamo noi stessi nel mondo.</p>
<p><strong>Quindi il bisogno di metterci alla prova nasce dal bisogno di capire chi e cosa siamo?</strong><br />
In questi sport la sfida è sia esterna, la natura, che interna, le nostre competenze e capacità: misurarsi con questa doppia sfida è un modo per capire il proprio valore.</p>
<p><strong>C&#8217;è però sempre una componente non controllabile di pericolo a cui ci si espone</strong><br />
Sì, queste sono pratiche sportive di volontaria esposizione a un potenziale rischio. Ma non bisogna confondere pericolo e rischio: chi pratica l&#8217;estremo descrive le proprie esperienze come un lavoro per arrivare a spostare i limiti della propria competenza attraverso sfide misurate alle proprie capacità. Sono pratiche di progressiva acquisizione di una forte consapevolezza di sé e delle proprie capacità, pratiche che coinvolgono il corpo come progetto. E in esse è compresa anche la capacità di saper rinunciare, di sapersi fermare: chi pratica questi sport sa benissimo che i limiti sono plastici, modificabili, e che la rinuncia è sempre temporanea.</p>
<p><strong>Ma allora quale modello veicolano queste pratiche sportive?</strong><br />
Quello di un individuo capace di prendere dei rischi nel senso positivo del termine: il modello di un individuo &#8216;imprenditore&#8217;, capace di cogliere le occasioni, un uomo autoresponsabilizzato, cosciente di sé, e perciò positivo, vincente. Non a caso l&#8217;immaginario di queste pratiche sportive è usato non solo da marchi a loro vicini e affini, ma anche per prodotti apparentemente distanti che vogliono associarsi a idee di creatività e plasticità nell&#8217;affrontare le trasformazioni di ogni giorno.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il senso di Andy Lewis per la libertà e la pazzia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/salute/psicologia/il-senso-di-andy-lewis-per-la-liberta-e-la-pazzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 06:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[international mountain summit]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[Andy Lewis è l’uomo che ha detto di no a Madonna, rifiutando mezzo milione di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Andy Lewis è l’uomo che ha detto di no a Madonna, <strong>rifiutando mezzo milione di dollari per andare in Tour con la regina del Pop</strong>: successe nel 2012, subito dopo lo show di &#8220;Sketchy&#8221; Andy nel Super Bowl Half Time, il momento più visto nella storia della Tv americana. E mentre lo slacklining diventava mainstream e tutti parlavano di quanto è pop camminare sulla corda, Andy spariva, per un mese, da qualche parte nel sud della Thailandia, per arrampicare, fare BASE jump e passare il tempo sulla sua slackline.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/perche-alcuni-hanno-lo-spirito-dellavventura-e-altri-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché alcuni hanno lo spirito dell&#8217;avventura e altri no</a></p>
<p>Andy è così, <strong>inafferrabile nella sua libertà</strong>, o <em>slacklife</em> come la chiama lui, quell’idea per cui non c’è una ragione vera per camminare in equilibrio su una fettuccia di nastro se non per il semplice fatto di farlo. Un <em>carpe diem west coast</em>, o <em>living in the moment</em> in cui pazzia e libertà, e qualunque altro equilibrio possibile tra le due cose, guidano ogni scelta di vita.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33118" src="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1.jpg" alt="Andy Lewis-1" width="670" height="447" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>Noi Andy Lewis l’abbiamo incontrato durante l’<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/tag/international-mountain-summit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">International Mountain Summit di Bressanone</a>: l’abbiamo visto sbucare da un vicolo nell’aria fredda del mattino, con <strong>un cappello con orecchie da coniglio illuminate in testa</strong>: “<em>Hey man, how are you doing?</em>” ci ha detto, come se ci conoscesse da sempre, e poi siamo andati a fare un giro per le montagne, nel corso del quale ha fatto un piccolo show delle sue abilità su una slackline innevata e ci ha raccontato della <strong>sua personalissima visione della vita</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33119" src="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4.jpg" alt="Andy Lewis-4" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<blockquote><p>La libertà? È il naturale diritto di dire e fare quello che voglio.</p></blockquote>
<p>Nel novembre del 2011 <strong>Andy Lewis ha attraversato The Great Bongzilla in free solo</strong>, superando il suo precedente record camminando per 55 metri a 60 metri di altezza senza protezione.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kUhNAw8hHy4?rel=0" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<blockquote><p>La sfida è quando sei ispirato da un’idea che sembra impossibile anche solo da cominciare. Poi questa idea diventa probabile, quindi possibile e infine realtà attraverso il lavoro, la perseveranza e la dedizione.</p></blockquote>
<h3>Come trasformare un sogno in realtà?</h3>
<blockquote><p>È come camminare sulla slackline: per arrivare in fondo devi concentrarti su ogni singolo passo, e c’è sempre un primo passo possibile verso un obiettivo apparentemente impossibile. Devi aver ben chiara in testa la tua idea e prendere la direzione giusta.</p></blockquote>
<p>Nel 2008 Andy Lewis ha tenuto il <strong>discorso di laurea come miglior studente della sua classe</strong> alla Humboldt State University. Era uno studente irrequieto ma brillante e <strong>passava la maggior parte del suo tempo a giocare con i videogames</strong>.</p>
<p>Poi <strong>ha trasformato il suo hobby in uno stile di vita</strong>, inventando alcuni dei più famosi, difficili e ammirati trick su una slackline, lanciandosi in pochi anni da oltre 200 BASE jump e girando il mondo per fare ciò che gli piace fare.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33121" src="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5.jpg" alt="Andy Lewis-5" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<blockquote><p>La normalità? È solo una specie di standard accettabile di vita. Tutti ambiscono a uno standard accessibile e raggiungibile, ma io credo invece che sia uno standard di mediocrità. Essere normali oggi significa essere deboli, arrendevoli, ordinari e costretti a nascondere la propria intelligenza.</p></blockquote>
<p>Andy Lewis <strong>detiene alcuni dei più incredibili record da Guinness dei primati</strong> del suo sport, dalla più lunga alla più alta slackline attraversate.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33120" src="https://www.sportoutdoor24.mom/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3.jpg" alt="Andy Lewis-3" width="640" height="362" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3.jpg 640w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<blockquote><p>Tutti si concentrano sui record, perché attirano il pubblico, ma la vera sfida è ispirare gli altri sfidando se stessi nel fare ciò che si vuole e si può fare. Non mi interessa un record mondiale se lo conquisto esprimendo solo il 70% delle mie possibilità. Ciò che mi ispira davvero è dare il 100% di me stesso sfidando le mie capacità.</p></blockquote>
<h3>Perché faccio ciò che faccio?</h3>
<blockquote><p>Ci sono cose, come l’amore e la passione, che non si possono spiegare a parole. Si capiscono solo provandole sulla propria pelle.</p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/EdHqmnB-NNc?rel=0" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Credits photo: <a href="https://www.facebook.com/andy.lewis.3532" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Facebook.com/AndyLewis</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Valery Rozov: il primo base jump dal Kilimangiaro</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/sport/valery-rozov-il-primo-base-jump-dal-kilimangiaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 11:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[Kilimangiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Valery Rozov]]></category>
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					<description><![CDATA[Il russo Valery Rozov ha 50 anni, ed è da poco diventato la prima persona[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/02/rozov-kilimangiaro-3.jpg" title="rozov-kilimangiaro-3" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/02/rozov-kiilimangiaro.jpg" title="rozov-kiilimangiaro" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
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<p>Il russo Valery Rozov ha 50 anni, ed è da poco diventato la prima persona ad aver affrontato un <strong>base jump dal Kilimangiaro</strong>, ossia la montagna più alta del continente africano e uno dei più grandi vulcani del mondo. Con la sua <strong>tuta alare</strong> Rozov ha compiuto un <strong>volo orizzontale di oltre 3 chilometri</strong>, in una caduta libera durata più di un minuto. Non è partito proprio dalla vetta, a 5.895 metri, ma dal Western Breach Wall, un punto di uscita decisamente più adatto, <strong>a 5.460 metri</strong>.</p>
<p>Un’impresa non facile, a detta dello stesso Rozov. Innanzitutto è stato necessario <strong>un intero anno di preparativi</strong>, e una volta sul vulcano africano si è dovuto aspettare non poco per trovare le condizioni climatiche ottimali. <em>“Non c’è altra montagna che attiri le nuvole sulla vetta come il Kilimangiaro”</em>, ha detto il base jumper. Anche la ricerca del luogo adatto è stata difficile, dato che le pareti del monte non sono verticali. È servita una giornata per trovare il punto giusto e, dopo aver perso un’occasione per saltare, Rozov e il suo team si sono dovuti accampare nel cratere del Kilimangiaro, a 5.750 metri. Il giorno successivo nuvole e vento hanno ancora bloccato le attività, e solo al terzo giorno si è riusciti ad affrontare il salto.</p>
<p>Rozov non è nuovo in questo genere di avventure. È infatti una sorta di <strong>leggenda tra i wingsuit flyer</strong>: fra le sue imprese più importanti va certamente ricordato il <strong>salto dalla parete Nord dell’Everest</strong> nel 2013, a 7220 metri di altezza, con il quale ha stabilito il record di più alto base jump del mondo.</p>
<p>Sul <a href="http://www.redbull.com/en/adventure/stories/1331704865303/valery-rozov-base-jumps-kilimanjaro" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">sito di Redbull</a> è possibile vedere il video del volo di Valery Rozov dal Kilimangiaro.</p>
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		<title>Base jumping da record</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/news/base-jumping-da-record-dal-burj-khalifa-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cappellari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 10:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[dubai]]></category>
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<p>Un salto da record per i francesi Vince Reffet e Fred Fugen, che hanno segnato un primato da brivido <strong>lanciandosi dalla sommità del Burj Khalifa</strong> a Dubai, il grattacielo più alto del mondo con i suoi 829,8 metri. La particolarità di questa impresa non consiste tanto nella scelta dell&#8217;edificio: già in precedenza vi sono stati altri salti dal Burj Khalifa. Mai nessuno, però, si era arrampicato fino alla vetta, come hanno fatto invece Reffet e Fungen.</p>
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		<title>Lanciarsi nel vuoto con stile</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/sport/roberta-mancino-fonde-moda-e-il-paradutismo-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cappellari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 10:13:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[roberta mancino]]></category>
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<p>La campionessa Roberta Mancino unisce le sue due passioni – <strong>la moda e il base jumping – </strong>in questo emozionante video, girato sul Monte Brento in Trentino Alto Adige. La Mancino, vestita per l’occasione da eleganti abiti di Roberto Cavalli, si esibisce in una serie di spettacolari salti nel vuoto insieme a campioni del calibro Giovanni Silvestri, Andrey Karr, Luca Tondelli e Maurizio Di Palma.</p>
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