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	<title>microplastiche Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>microplastiche Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>La plastica monouso ci impone qualche sacrificio che è giusto fare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/la-plastica-monouso-ci-impone-qualche-sacrificio-che-e-giusto-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1604" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/sardar-faizan-89VEUM6cxYs-unsplash-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="plastica monouso" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/sardar-faizan-89VEUM6cxYs-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/sardar-faizan-89VEUM6cxYs-unsplash-1-300x251.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/sardar-faizan-89VEUM6cxYs-unsplash-1-1024x855.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/sardar-faizan-89VEUM6cxYs-unsplash-1-768x642.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/sardar-faizan-89VEUM6cxYs-unsplash-1-1536x1283.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Rispondi a una domanda semplice semplice: quante volte, tornando da un&#8217;escursione o preparando lo zaino per un weekend in bici, hai infilato una borraccia riutilizzabile invece di comprare l&#8217;ennesima bottiglietta d&#8217;acqua? Se la risposta è &#8220;spesso&#8221; o &#8220;sempre&#8221;, allora il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi — che sta per cambiare drasticamente il modo in cui acquistiamo cibo, bevande e prodotti per l&#8217;igiene — ti troverà già mezzo pronto. Per tutti gli altri, invece, sarà una piccola rivoluzione a cui abituarsi.</p>
<h2>Cosa prevede il nuovo regolamento europeo</h2>
<p>Le regole sugli imballaggi sono cambiate con il regolamento approvato a fine 2024 ed entrato in vigore nel 2025, ma è nei prossimi anni che gli effetti diventeranno tangibili per tutti. Il primo passo concreto arriva ad agosto 2026, quando scatterà l&#8217;obbligo di realizzare tutti gli imballaggi con materiali riciclabili — un adeguamento su cui molte aziende si erano già mosse in anticipo.</p>
<p>Il cambiamento più visibile, però, è quello fissato per il 1° gennaio 2030: da quella data saranno vietati tutti i prodotti di plastica monouso. Una definizione che comprende molto più di quanto si immagini a un primo sguardo.</p>
<h2>Cosa sparirà dagli scaffali</h2>
<p>L&#8217;elenco dei materiali vietati, contenuto nell&#8217;allegato V del regolamento, è più ampio di quanto ci si aspetti. Ci sono innanzitutto gli imballaggi multipli, quelli che tengono insieme più prodotti — la plastica che avvolge le confezioni da sei bottiglie d&#8217;acqua, per intenderci, anche se su questo punto specifico le aziende del settore stanno facendo pressione sulla Commissione europea per ottenere un&#8217;esenzione, e non è escluso che entro il 2030 le cose possano cambiare.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-670675" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1.jpg" alt="plastica monouso" width="1920" height="2400" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1-240x300.jpg 240w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1-819x1024.jpg 819w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1-768x960.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1-1229x1536.jpg 1229w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/colourblind-kevin-WW-og2JupFs-unsplash-1-1638x2048.jpg 1638w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Spariranno anche gli imballaggi per frutta e verdura fresca sotto il chilo e mezzo — le retine per agrumi e cipolle, i vassoi per i piccoli frutti — anche se ogni Stato potrà prevedere eccezioni per i prodotti che richiedono una conservazione specifica. E poi tutto il monouso da ristorazione e ricettività alberghiera: piatti, bicchieri, posate, ma anche i flaconcini di shampoo e le saponette confezionate che si trovano nelle camere d&#8217;albergo, insieme alle buste di plastica ultraleggera per la spesa.</p>
<h2>Un cambiamento meno estraneo di quanto sembri</h2>
<p>Chi frequenta la montagna, i sentieri o pedala con regolarità ha probabilmente già interiorizzato molte di queste abitudini senza nemmeno accorgersene. La borraccia riutilizzabile è ormai un compagno di viaggio scontato per chi cammina o va in bici; il kit da campeggio prevede quasi sempre stoviglie lavabili invece di quelle usa e getta; e chi fa trekking di più giorni ha imparato da tempo a portarsi dietro contenitori richiudibili per evitare rifiuti sui sentieri. In questo senso, il regolamento europeo non fa che estendere a supermercati, hotel e ristoranti un principio che nell&#8217;outdoor è già patrimonio comune: usare meno, usare meglio, e non lasciare tracce.</p>
<h2>Perché vale la pena farlo, anche quando costa fatica</h2>
<p>È facile guardare a queste norme come a un fastidio burocratico in più, l&#8217;ennesima regola che complica la vita di aziende e consumatori. Ma i numeri raccontano un&#8217;altra storia: ogni tonnellata di rifiuti alimentari e da imballaggio smaltita in modo scorretto genera un impatto ambientale che si misura in tonnellate di CO2 immesse nell&#8217;atmosfera. Rinunciare a un flaconcino monouso in albergo o a una confezione multipack al supermercato non risolve da solo il problema, ma è uno di quei piccoli sacrifici collettivi che, moltiplicati per milioni di persone, fanno davvero la differenza.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-670676" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/brian-yurasits-JMMUqHlw2c8-unsplash.jpg" alt="plastica monouso" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/brian-yurasits-JMMUqHlw2c8-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/brian-yurasits-JMMUqHlw2c8-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/brian-yurasits-JMMUqHlw2c8-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/brian-yurasits-JMMUqHlw2c8-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/brian-yurasits-JMMUqHlw2c8-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è un caso che le stesse aziende produttrici stiano negoziando eccezioni: cambiare filiere industriali consolidate costa, e il conflitto tra interessi economici a breve termine e sostenibilità a lungo termine è reale. Ma se lo sguardo si allarga oltre la prossima trimestrale, la direzione tracciata dal regolamento europeo è quella giusta. E chi è abituato a portare a casa i propri rifiuti dopo un&#8217;escursione lo sa bene: certe rinunce, quando servono a proteggere quello che amiamo, non sono poi così difficili da accettare.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/con-questi-10-alimenti-ingerisci-fino-a-45-000-particelle-di-plastica-lanno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Con questi 10 alimenti ingerisci fino a 45.000 particelle di plastica l&#8217;anno</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/quanta-plastica-a-testa-produciamo-ogni-giorno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Quanta plastica a testa produciamo ogni giorno?</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/tappi-in-plastica/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Sì, il tappo di plastica inquina anche l&#8217;acqua che beviamo</a></strong></p>
<h2>Otto abitudini a costo zero per iniziare subito</h2>
<p>Non serve aspettare il 2030 per allinearsi. Ecco otto pratiche che non costano nulla e che, messe insieme, riducono già oggi il vostro impatto in fatto di plastica monouso e da imballaggio:</p>
<ul>
<li><strong>Portate sempre con voi una borsa pieghevole</strong> — ne basta una in fondo allo zaino o alla borsa, pesa niente e vi evita ogni sacchetto ultraleggero al supermercato.</li>
<li><strong>Usate la borraccia anche fuori dai sentieri</strong> — quella che portate in montagna funziona benissimo anche in ufficio o in città.</li>
<li><strong>Preferite lo sfuso quando c&#8217;è</strong> — frutta, verdura, legumi, detersivi alla spina: meno imballaggio, spesso anche meno spreco perché comprate solo la quantità che vi serve.</li>
<li><strong>In hotel, rifiutate i flaconcini monouso</strong> — molte strutture li tolgono su richiesta, e un piccolo flacone da viaggio riutilizzabile risolve il problema una volta per tutte.</li>
<li><strong>Rifiutate posate e cannucce di plastica nell&#8217;asporto</strong> — bastano le vostre, quelle che avete già in casa.</li>
<li><strong>Riutilizzate i contenitori prima di riciclarli</strong> — un barattolo di vetro o una vaschetta rigida possono avere una seconda vita per conservare cibo o avanzi.</li>
<li><strong>Scegliete il sapone solido al posto del flacone</strong> — dura di più, occupa meno spazio nello zaino da viaggio e non teme le perdite in valigia.</li>
<li><strong>Portatevi un contenitore per gli avanzi al ristorante</strong> — invece della vaschetta usa e getta che vi offrono, usate il vostro.</li>
</ul>
<p>Nessuna di queste abitudini richiede un investimento o uno sforzo particolare. Sono le stesse piccole attenzioni che chi va in montagna o pedala ha già imparato ad avere con lo zaino — bisogna solo portarle anche nella vita di tutti i giorni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dove si nascondono i PFAS, dagli imballaggi ai cosmetici (e come difendersi)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/la-tua-casa-e-piena-di-pfas-e-devi-cominciare-a-preoccuparti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 11:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/becca-tapert-UaBIcWSS4FY-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La tua casa è piena di PFAS, e devi cominciare a preoccuparti" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/becca-tapert-UaBIcWSS4FY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/becca-tapert-UaBIcWSS4FY-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/becca-tapert-UaBIcWSS4FY-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/becca-tapert-UaBIcWSS4FY-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/becca-tapert-UaBIcWSS4FY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>I PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche che includono gli acidi perfluoroacrilici e che sono <strong>chiamate anche &#8220;sostanze chimiche per sempre&#8221;</strong>, sono praticamente ovunque, e anche nelle nostre case. E se fai una ricerca online per PFAS, anche <a href="https://www.google.com/search?q=PFAS&amp;sca_esv=571711580&amp;rlz=1CAZKSY_enIT970IT970&amp;tbm=nws&amp;sxsrf=AM9HkKk62GzlZnsplBiNNYpg2Gonik6Yew:1696764733972&amp;source=lnt&amp;tbs=ar:1&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjM-_CZreaBAxXg5wIHHff1AocQpwV6BAgBEBE&amp;biw=1643&amp;bih=782&amp;dpr=1.17" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">solo tra le notizie certe e certificate</a>, puoi renderti conto di quanto <strong>possono essere dannose per la nostra salute</strong>. S</p>
<p>econdo l&#8217;<a href="https://www.eea.europa.eu/it/help/domande-frequenti/cosa-sono-i-pfas-e" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente</a> sono <strong>sono estremamente persistenti nel nostro ambiente e organismo</strong> e possono avere effetti negativi sulla salute come danni al fegato, malattie della tiroide, obesità, problemi di fertilità e cancro.</p>
<h2>Cosa sono i PFAS e perché sono pericolosi</h2>
<p>L&#8217;ultimo allarme è quello relativo alla <strong>presenza dei PFAS anche nell&#8217;acqua potabile che esce dal rubinetto</strong>, ma le oltre 4700 sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate si possono trovare anche in numerosi oggetti e prodotti che sono al nostro fianco in casa, dalle pentole antiaderenti, a indumenti e scarpe impermeabili, fino ad alcuni imballaggi alimentari.</p>
<p>L&#8217;EPA americana ha ha riconosciuto <strong>oltre oltre 12.000 forme di queste sostanze chimiche persistenti collegate a un lungo elenco di effetti sulla salute</strong>, tra cui la riduzione della fertilità, l&#8217;alta pressione sanguigna nelle persone in gravidanza, l&#8217;aumento del rischio di alcuni tipi di cancro, i ritardi nello sviluppo e il basso peso alla nascita nei bambini, le alterazioni ormonali, il colesterolo alto, la riduzione dell&#8217;efficacia del sistema immunitario e altro ancora.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-618195" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/annie-spratt-c6mdgjKg_hE-unsplash.jpg" alt="La tua casa è piena di PFAS, e devi cominciare a preoccuparti" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/annie-spratt-c6mdgjKg_hE-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/annie-spratt-c6mdgjKg_hE-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/annie-spratt-c6mdgjKg_hE-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/annie-spratt-c6mdgjKg_hE-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/annie-spratt-c6mdgjKg_hE-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Dove si trovano i PFAS (più spesso di quanto immaginiamo)</h2>
<p>I PFAS sono <strong>presenti in un numero incalcolabile di prodotti</strong>, dall&#8217;abbigliamento ai mobili, dalle scatole della pizza agli involucri degli alimenti, dagli utensili da cucina all&#8217;elettronica, dalla schiuma antincendio alle scarpe e molto altro ancora. Le sostanze chimiche sono utilizzate per rendere le pentole e le padelle antiaderenti, i tessuti più durevoli e resistenti alle macchie, gli imballaggi alimentari resistenti al grasso, le scarpe e i vestiti resistenti all&#8217;acqua e la carta e il cartone più resistenti, oltre a numerosi altri usi.</p>
<p>Il carico di PFAS sul pianeta è così diffuso che, secondo uno studio del 2022 pubblicato su Environmental Science and Technology, le sostanze chimiche cadono effettivamente dal cielo sotto forma di pioggia: le nuvole hanno raccolto i PFAS nell&#8217;acqua che evapora dagli oceani contaminati.</p>
<h2>Come difendersi dai PFAS in casa</h2>
<p>Per la maggior parte delle persone, tuttavia, la vita quotidiana all&#8217;interno delle proprie case è il luogo in cui è più probabile incontrare regolarmente i PFAS. Ecco un elenco non esaustivo di alcuni oggetti personali e parti della nostra casa che potrebberpo esporci a queste sostanze chimiche per sempre.</p>
<h3>Prodotti per la cura del corpo, tra cui shampoo, filo interdentale, carta igienica, assorbenti e tamponi</h3>
<p>I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) indicano che molti marchi di queste categorie di prodotti contenevano o contengono tuttora PFAS, che vengono aggiunti ai prodotti perché queste sostanze chimiche li rendono più durevoli, resistenti all&#8217;acqua o più scorrevoli.</p>
<p>Ma il filo interdentale, lo shampoo, gli assorbenti o i tamponi vengono utilizzati in bocca, vicino agli occhi o negli organi intimi, membrane mucose che assorbono facilmente i contaminanti. Molte marche dichiarano ora di essere prive di PFAS, e il numero di prodotti di questo tipo è in aumento: è bene controllare sempre l&#8217;etichetta al momento dell&#8217;acquisto.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-618199" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/willo-team-d0Wg704nN68-unsplash.jpg" alt="La tua casa è piena di PFAS, e devi cominciare a preoccuparti" width="1920" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/willo-team-d0Wg704nN68-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/willo-team-d0Wg704nN68-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/willo-team-d0Wg704nN68-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/willo-team-d0Wg704nN68-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/willo-team-d0Wg704nN68-unsplash-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dell’Università della Florida ha trovato tracce di PFAS perfino nella carta igienica, che sempre con le mucose ha a che fare oltre al fatto che la carta igienica viene smaltita nelle acque reflue che finiscono così contaminate, immettendo i PFAS nel ciclo dell&#8217;acqua.</p>
<h3>Prodotti di bellezza, tra cui smalto per unghie e trucco per gli occhi</h3>
<p>Lo smalto per unghie può rilasciare PFAS vaganti nella bocca quando si mangia o ci si mangia le unghie, mentre il mascara viene applicato direttamente sulla zona intorno agli occhi, contaminandoli come fanno le lenti a contatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I telefoni cellulari</h3>
<p>Li si maneggia tutto il giorno e sono pieni di PFAS. Forse non si possono toccare le schede dei circuiti, i semiconduttori e i cavi isolati che utilizzano PFAS, ma sicuramente si tocca lo schermo, che ha un rivestimento in PFAS per resistere alle impronte digitali. La cattiva notizia è che non sono solo le mucose a poter raccogliere i PFAS. Uno studio del 2020 pubblicato su <a href="https://enveurope.springeropen.com/articles/10.1186/s12302-023-00721-8" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Food and Chemical Toxicology</a> ha stabilito che le molecole di PFAS possono essere assorbite attraverso la pelle.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-618203" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/jenny-ueberberg-brfcpBfCebY-unsplash.jpg" alt="La tua casa è piena di PFAS, e devi cominciare a preoccuparti" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/jenny-ueberberg-brfcpBfCebY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/jenny-ueberberg-brfcpBfCebY-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/jenny-ueberberg-brfcpBfCebY-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/jenny-ueberberg-brfcpBfCebY-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/10/jenny-ueberberg-brfcpBfCebY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ciò è particolarmente vero per le molecole di PFAS a catena più corta, che si infiltrano sulla superficie della pelle e infine nel flusso sanguigno in modo più efficiente rispetto a quelle a catena più lunga.</p>
<h3>Coprimaterassi</h3>
<p>Sono morbidi, comodi e si trascorrono in media otto ore al giorno sdraiati su di essi, separati solo da un lenzuolo. Se le sostanze chimiche PFAS possono penetrare nella pelle, è facile che siano abbastanza piccole da passare attraverso i pori di un lenzuolo. È la resistenza alle macchie e all&#8217;umidità che i PFAS offrono a spiegare cosa ci fanno nei coprimaterassi.</p>
<h3>Vernice per pareti</h3>
<p>È dura, è resistente all&#8217;acqua e dura nel tempo. Questo è il punto di forza dei PFAS. Lo scorso anno uno <a href="https://factor.niehs.nih.gov/2018/11/community-impact/pfas" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">studio della Duke University</a> ha rilevato la presenza di PFAS in sei delle 10 marche di vernici più diffuse prese a campione. Lo studio ha anche determinato che in alcune marche c&#8217;era un off-gassing di PFAS, che riduce la concentrazione complessiva della sostanza chimica nella vernice sul muro, ma la disperde nell&#8217;aria, dove può essere inalata.</p>
<h3>Polvere domestica</h3>
<p>Se i PFAS entrano in casa attraverso i mobili, i tessuti, l&#8217;elettronica, i prodotti per la cura personale e altro ancora &#8211; e lo fanno &#8211; non resteranno fermi. Soprattutto i tessuti sono noti diffusori di PFAS nell&#8217;aria e ciò che entra nell&#8217;aria entra nei polmoni.<br />
Uno studio studio condotto l&#8217;anno scorso da ricercatori <a href="https://ehjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12940-022-00857-9" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">dell&#8217;Università di Yale e pubblicato su Current Environmental Health Reports</a>, ha preso a campione abitazioni, ambienti di lavoro e centri di assistenza all&#8217;infanzia e ha scoperto che i PFAS erano onnipresenti sia nell&#8217;aria che sulle superfici.<br />
Una soluzione semplice è quella di tenere la casa il più pulita possibile, soprattutto se si hanno bambini piccoli, perché questi ultimi sono molto più vulnerabili a queste sostanze chimiche persistenti di quanto lo siano gli adulti.</p>
<h3>Tappeti</h3>
<p>Molti tappeti, come quelli del bagno, sono progettati per essere resistenti alle macchie e all&#8217;acqua e le sostanze chimiche utilizzate per conferirgli queste proprietà sono piene di PFAS. Secondo un rapporto del Dipartimento della Salute dello Stato di Washington, fino al 90% dei tappeti in commercio testati presentava livelli rilevabili di PFAS.</p>
<h3>Cibo</h3>
<p>Tutti i tipi di imballaggi per alimenti, dalla plastica alla carta resistente al grasso, fino alle scatole della pizza, sono pieni di PFAS, e ciò che entra nell&#8217;imballaggio può penetrare negli alimenti.</p>
<p>Molti consumatori sono consapevoli del fatto che gli imballaggi degli alimenti possono essere problematici, ma ciò che forse non sanno è il rischio che corrono gli alimenti freschi, come il pesce e i prodotti caseari. L&#8217;inquinamento da PFAS è diffuso sia negli oceani che nei laghi e fiumi d&#8217;acqua dolce, dove contamina facilmente la carne dei pesci.<br />
Relativamente ai prodotti caseari, latte e formaggi dei supermercati potrebbero raccogliere PFAS dalle bottiglie di plastica o dalla carta plastificata in cui sono confezionati.</p>
<h3>Pantaloni da yoga e reggiseni sportivi</h3>
<p>Anche l&#8217;abbigliamento sportivo femminile conterrebbe PFAS, in particolare nell&#8217;area del cavallo e in tutte quelle in cui è necessario controllare l&#8217;umidità. Anche molti reggiseni sportivi mostrano la presenza di PFAS, soprattutto nella zona dei capezzoli.</p>
<h3>Altri prodotti domestici</h3>
<p>L&#8217;elenco degli oggetti contenenti PFAS presenti in casa comprende anche il nastro adesivo per idraulici (per definizione, deve essere impermeabile e i PFAS forniscono questa caratteristica), le corde della chitarra (i PFAS funzionano come cosiddetti elastomeri, fornendo elasticità e resilienza), gli involucri delle caramelle (i PFAS impediscono alle caramelle di attaccarsi alla plastica), il lubrificante per le catene delle biciclette (i PFAS respingono lo sporco e l&#8217;acqua e riducono l&#8217;attrito), i sacchetti di popcorn per il microonde (i PFAS rendono la carta antiaderente), il detersivo per la lavastoviglie e per il bucato (i PFAS contribuiscono a rompere il grasso). E così via.</p>
<p>Ovviamente non tutte le marche di questi articoli contengono necessariamente le stesse sostanze chimiche. Se la presenza di PFAS vi preoccupa potete controllare le etichette al momento dell&#8217;acquisto, informarvi sui siti internet dei marchi produttori o ancora su database indipendenti come il <a href="https://pfascentral.org/data-hub/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">data HUB di PFAS Central</a>.</p>
<p>Del resto queste sostanze chimiche perernni sono già e saranno sempre con noi, quindi la cosa migliore da fare ora è eliminarli dai prodotti il più rapidamente possibile e smettere di peggiorare il problema.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/perche-dovresti-comprare-solo-abbigliamento-pfas-free/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché dovresti comprare solo abbigliamento PFAS free</a></p>
<p><em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@beccatapert?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Becca Tapert</a> / <a href="https://unsplash.com/@willo32?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Willo Team</a> / <a href="https://unsplash.com/@anniespratt?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Annie Spratt</a> / <a href="https://unsplash.com/@jennyueberberg?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Jenny Ueberberg</a></em></p>
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		<title>Con questi 10 alimenti ingerisci fino a 45.000 particelle di plastica l&#8217;anno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/con-questi-10-alimenti-ingerisci-fino-a-45-000-particelle-di-plastica-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Salute]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 08:42:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni essere umano ingerisce, attraverso cibi e bevande, una media di oltre 45mila particelle di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/kalyani-akella-vCNLO20cuwY-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Con questi 10 alimenti ingerisci fino a 45.000 particelle di plastica l&#039;anno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/kalyani-akella-vCNLO20cuwY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/kalyani-akella-vCNLO20cuwY-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/kalyani-akella-vCNLO20cuwY-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/kalyani-akella-vCNLO20cuwY-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/kalyani-akella-vCNLO20cuwY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Ogni essere umano ingerisce, attraverso cibi e bevande, una media di oltre 45mila particelle di plastica all’anno. Ma, includendo anche i polimeri che vengono “respirati” attraverso l’aria, il conteggio sale fino a 120mila particelle. Restando nel solo campo degli alimentari, tuttavia, non tutti i cibi possiedono la stessa “carica” di plastiche: alcuni appaiono decisamente più inquinati di altri. Pesce, riso, sale, zucchero e chewing gum sarebbero infatti tra quelli da tenere maggiormente d’occhio. A riportarlo, recentemente e basandosi su diverse ricerche, è un articolo del magazine internazionale CNET, che ha individuato quelli che, tra bibite e cibi, presenterebbero i livelli più elevati di micro e nano-plastiche. L’uomo riesce a espellerne dal corpo solo una parte. Tuttavia, secondo due studi recentemente pubblicati sulle prestigiose riviste scientifiche Foods e Polymers, tale processo potrebbe essere coadiuvato da quello che è il primo integratore che aiuta a espellere le microplastiche dal corpo umano. Si chiama Plastikdren e a lanciarlo sul mercato è un’azienda italiana: Guna, casa farmaceutica leader nella low dose medicine. L’integratore è formulato a partire da una fibra naturale, derivata dalla chitina contenuta nel guscio del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), sottoposta a un processo di lavorazione specifico. Questa fibra è in grado di legare facilmente le particelle di plastica, grazie alla sua particolare struttura chimica.</p>
<h2>10 alimenti con cui ingerisci fino a 45.000 particelle di plastica l&#8217;anno</h2>
<p>“Il chitosano da Procambarus clarkii, – spiega il professor Umberto Cornelli della Medical School della Loyola University di Chicago, tra gli autori degli studi – una volta ingerito e giunto nello stomaco, forma reti molecolari in grado di legare lipidi e microplastiche, limitandone l’assorbimento. Le osservazioni preliminari condotte su un gruppo di volontari sani e a dieta controllata hanno evidenziato che la combinazione di chitosano da Procambarus clarkii e di acido tartarico riduce l&#8217;assorbimento di microplastiche. È stato misurato infatti un aumento del 45% delle microplastiche espulse attraverso le feci. Si tratta di una rilevazione importante, alla quale siamo arrivati dopo 25 anni di studi sui chitosani: è un dato acquisito che i fenomeni infiammatori dell’organismo umano dipendano, tra gli altri fattori, anche dall’exposoma, vale a dire dai fattori ambientali ai quali siamo quotidianamente esposti. Di questo fanno parte a pieno titolo e con un ruolo non indifferente proprio le micro e le nanoplastiche, che sono presenti nell’aria che respiriamo, nell’acqua nella quale nuotiamo, che beviamo e con la quale ci laviamo e nel suolo che ci dona i prodotti che ingeriamo”.</p>
<h3>Ogni anno si producano circa 400 milioni di tonnellate di plastica</h3>
<p>Nulla di sorprendente: gli studi attualmente disponibili stimano infatti che ogni anno si producano circa 400 milioni di tonnellate di plastica. Le plastiche sono sottoposte a processi di degradazione lenti e costanti che portano alla formazione di particelle sempre più piccole: fino a 5 millimetri si parla di microplastiche, quelle inferiori a 1 micrometro sono invece definite nanoplastiche. Grazie alla loro elevata biodisponibilità le microplastiche, attraverso l&#8217;alimentazione e l&#8217;ambiente inquinato, possono entrare nel flusso ematico e distribuirsi in ogni tessuto e fluido dell’organismo con potenziali conseguenze, in particolare, sul sistema cardiovascolare, sul sistema nervoso, sull’apparato respiratorio e sull&#8217;apparato riproduttivo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-653187" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/lynda-sanchez-JjvLtQcegb0-unsplash.jpg" alt="Con questi 10 alimenti ingerisci fino a 45.000 particelle di plastica l'anno" width="1920" height="1281" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/lynda-sanchez-JjvLtQcegb0-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/lynda-sanchez-JjvLtQcegb0-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/lynda-sanchez-JjvLtQcegb0-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/lynda-sanchez-JjvLtQcegb0-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/lynda-sanchez-JjvLtQcegb0-unsplash-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Le nano e microplastiche – conferma il professor Umberto Cornelli &#8211; stanno emergendo, in vari studi pre-clinici, come potenziali fattori di rischio per malattie cardiovascolari data la loro capacità patogenetica di indurre stress ossidativo, infiammazione e apoptosi delle cellule endoteliali e di altre cellule vasali, provocando alterazioni della funzione e del ritmo cardiaco, fibrosi del miocardio, disfunzione endoteliale e, soprattutto, aterosclerosi. L’integratore alimentare Plastikdren coadiuva l’eliminazione di queste scorie nocive dall’organismo”.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-653188" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/polina-mukhamedova-WB7mZ8ylRrc-unsplash.jpg" alt="Con questi 10 alimenti ingerisci fino a 45.000 particelle di plastica l'anno" width="1920" height="1307" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/polina-mukhamedova-WB7mZ8ylRrc-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/polina-mukhamedova-WB7mZ8ylRrc-unsplash-300x204.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/polina-mukhamedova-WB7mZ8ylRrc-unsplash-1024x697.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/polina-mukhamedova-WB7mZ8ylRrc-unsplash-768x523.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/08/polina-mukhamedova-WB7mZ8ylRrc-unsplash-1536x1046.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Plastikdren, che si presenta in confezioni da 60 compresse da un grammo, deve essere assunto prima di cena. “La raccomandazione che va sempre fatta – conclude il professor Cornelli – è che gli integratori alimentari non possono sostituire una dieta varia, sana e bilanciata e uno stile di vita salutare. A maggior ragione, vista la grande biodisponibilità di micro e nanoplastiche oggi, bisogna stare attenti a quello che si mangia e a quali ambienti ci si espone. Se si riduce l’assunzione di una sostanza potenzialmente tossica si mette l’organismo nelle condizioni di potersi proteggere meglio. Plastikdren è un aiuto ulteriore: per fare un parallelismo potremmo dire che si tratti di una ‘mascherina’, come quelle contro gli agenti inquinanti, ma applicata al tratto gastro-intestinale”.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/cure-rimedi/microplastiche-come-evitare-il-contatto-e-proteggere-la-tua-salute/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Le microplastiche sono ovunque: ecco come evitare il contatto e tutelare la nostra salute</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/microplastiche-nel-cibo-il-rischio-delle-contaminazioni-alimentari/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Tutto quello che devi sapere sulle microplastiche nel cibo e i rischi di contaminazione alimentare</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/inquinamento-da-plastica-5-libri-e-3-documentari-per-capirne-di-piu/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Inquinamento da plastica: 5 libri e 3 documentari per saperne di più</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/tappi-in-plastica/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché il tappo di plastica inquina l&#8217;acqua che beviamo</a></strong></p>
<h3>I 10 cibi ai quali fare attenzione (e come tutelarsi)</h3>
<p>Bustine di tè: per realizzarle, sostengono ricercatori dell’Università Autonoma di Barcellona, viene spesso utilizzata una plastica chiamata polipropilene, e anche se si scelgono bustine di carta, possono comunque contenere microplastiche che, a contatto con l&#8217;acqua calda possono essere rilasciate. Consumare tè sfuso può essere un’alternativa, pur se meno comoda.</p>
<p>Riso: uno studio dell’Università del Queensland ha rivelato che, per ogni mezza tazza di riso, ci sono dai 3 ai 4 milligrammi di plastica. Se si utilizzano preparati a base di riso istantaneo, questo numero diventa quattro volte superiore, attestandosi a 13 milligrammi. Lavando il riso se ne riduce la contaminazione dal 20 al 40%.</p>
<p>Acqua in bottiglia di plastica: può contenere 325 particelle per litro. Se esposte al caldo, poi, le bottiglie di plastica rilasciano polimeri. Meglio preferire le bottiglie di vetro, per stare tranquilli.</p>
<p>Pesci e crostacei: sono vittime della contaminazione marina. Secondo ricercatori dell’Università di Portland sono state individuate microplastiche in 180 test su 182. Se possibile meglio sceglierli pescati in acque controllate o da allevamenti con certificazione ambientale.</p>
<p>Miele: contaminato anche se in barattoli di vetro, secondo uno studio pubblicato su Environmental Pollution. Le api, infatti, assorbono l’inquinamento dell’aria. Acquistare miele biologico da apicoltori locali può ridurre i rischi.</p>
<p>Mele: assorbono microplastiche da terreni contaminati, come riporta uno studio pubblicato su Environmental Research. Se possibile bisognerebbe prediligere mele biologiche e lavarle bene prima di gustarle.</p>
<p>Carote: questo tubero soffre particolarmente la contaminazione dei terreni. Anche in questo caso il suggerimento migliore è quello di un lavaggio prolungato e accurato.</p>
<p>Sale: uno studio pubblicato su Environmental science and technology ha rivelato come, su 39 campioni raccolti da differenti siti nel mondo, il 90% è risultato contaminato. Meglio comunque sceglierlo in confezioni realizzate con materiali alternativi alla plastica.</p>
<p>Zucchero: secondo una ricerca del Journal of food composition, i processi industriali, oltre al packaging, hanno i loro effetti. Meglio acquistarlo meno processato (zucchero integrale) e in confezioni di vetro o cartone.</p>
<p>Chewing gum: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Chemistry for life, masticandone circa una ogni due giorni si possono ingerire circa 30mila particelle l’anno. Meglio consumarne con moderazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le microplastiche sono ovunque: ecco come evitare il contatto e tutelare la nostra salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Salute]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 07:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cure e rimedi]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo l&#8217;ultimo allarme ci mangiamo qualcosa come una carta di credito di plastica a settimana.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1277" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/marc-newberry-9vcEn3BJyy8-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Microplastiche: come evitare il contatto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/marc-newberry-9vcEn3BJyy8-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/marc-newberry-9vcEn3BJyy8-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/marc-newberry-9vcEn3BJyy8-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/marc-newberry-9vcEn3BJyy8-unsplash-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/marc-newberry-9vcEn3BJyy8-unsplash-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Secondo l&#8217;ultimo allarme ci mangiamo qualcosa come una carta di credito di plastica a settimana. Esagerazione o meno, di fatto <strong>le microplastiche sono ovunque: nell&#8217;aria che respiriamo, nell&#8217;acqua potabile che beviamo, nella polvere che si trova negli angoli di casa, perfino nel cibo che mangiamo</strong>. E se è vero quello che dicono gli scienziati, e cioè che possono danneggiare direttamente le cellule e causare infiammazione e tossicità, trasportare altre sostanze contaminanti, come i metalli pesanti o i PFAS, e in generale sedimentarsi nel sangue e nelle urine, ma anche nei polmoni e nel fegato, così come nella placenta e nel latte materno, l&#8217;esposizione inedita nella storia e specifica della nostra generazione di abitanti della terra, potrebbe essere un vero problema per la nostra salute.</p>
<h2>Microplastiche: come ridurre il consumo</h2>
<p>Ma cosa possiamo fare per <strong>difenderci da questa contemporanea forma di inquinamento</strong>? Come possiamo ridurre il consumo individuale di microplastiche? In che modo possiamo evitare di entrare in contatto con esse?<br />
Le microplastica sono <strong>piccole particelle di plastica larghe meno di 5 mm</strong>. E quelle che vanno da 1mm a 5mm sono le grandi microplastiche. Poi ci sono le <strong>piccole microplastiche</strong>, che variano da 100 nm a 1 mm, e le <strong>nanoplastiche</strong>, inferiori a 100 nm di dimensione. E sono proprio le piccole e le nano le più pericolose, perché non possiamo francamente pensare di vederle a occhio nudo e perché oltre che ingerite possono anche essere inalate e respirate.</p>
<h3>Le microplastiche sono ovunque, e sono sempre di più</h3>
<p>Considera questo: la plastica è stata introdotta come produzione verso la metà del secolo scorso. <strong>Nel 1950 si producevano 1.5 milioni di tonnellate di plastica all&#8217;anno; oggi 300 milioni di tonnellate</strong>. Circa <strong>due terzi di tutta la plastica prodotta dal 1950 a oggi è ancora presente nell&#8217;ambiente</strong>, per lo più sotto forma di microplastiche. Secondo le stime di un team internazionale di ricercatori, <strong>ci sono da più di 1,1 a 4,9 miliardi di chilogrammi di microplastica galleggianti in tutto il mondo</strong>; in pratica i 30 cm superficiali dell&#8217;oceano contengono tra gli 82 e i 358 trilioni di particelle di plastica.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628866" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash.jpg" alt="Microplastiche: come evitare il contatto" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E anche se già esistono grandi quantità di microplastiche nell&#8217;ambiente, nuove particelle vengono generate quotidianamente, dall&#8217;uso e riuso quotidiano che facciamo della plastica.</p>
<h3>L&#8217;origine delle microplastiche</h3>
<p>Le microplastiche possono essere divise in <strong>tre tipi in base alla loro origin</strong>e:</p>
<p><strong>Microplastiche primarie</strong>: queste sono piccole particelle di plastica prodotte per l&#8217;uso in una varietà di prodotti come cosmetici (microsfere utilizzate per l&#8217;esfoliazione), prodotti per la cura personale e abrasivi industriali. Le microsfere negli scrub esfolianti, il glitter e i granuli di plastica utilizzati nella produzione di plastica sono esempi di microplastiche primarie. In uno studio condotto dall&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), le principali fonti di microplastiche trovate negli oceani del mondo erano tessuti sintetici (35%), pneumatici (28%), polvere cittadina (24%), segnaletica stradale (7%), rivestimenti marini (4%), prodotti per la cura personale (2%), e granuli di plastica (0,3%).</p>
<p><strong>Microplastiche secondarie</strong>: Queste sono grandi articoli di plastica come sacchetti di plastica, bottiglie, reti da pesca e cannucce che si decompongono in pezzi sempre più piccoli nel corso degli anni (ciò potrebbe richiedere fino a 500 anni), ma rimangono nei nostri corsi d&#8217;acqua e discariche per sempre.</p>
<p><strong>Microfibre</strong>: Queste sono le fibre di plastica invisibili da tessuti sintetici come il poliestere nelle nostre magliette. Secondo un rapporto del 2015 della Scienza e della Tecnologia Ambientale, solo una giacca in pile da 500g può produrre incredibili 250.000 fibre in un solo lavaggio!</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628862" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/jas-min-5Wfttm2CjeI-unsplash.jpg" alt="Microplastiche: come evitare il contatto" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/jas-min-5Wfttm2CjeI-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/jas-min-5Wfttm2CjeI-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/jas-min-5Wfttm2CjeI-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/jas-min-5Wfttm2CjeI-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/jas-min-5Wfttm2CjeI-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se consideri le 3 principali origini di microplastiche attualmente nell&#8217;ambiente, puoi già avere un&#8217;idea di come provare a stare alla larga e soprattutto evitare di produrne altre a tua volta.</p>
<h3>Come ridurre il contatto con la microplastica</h3>
<p>Vediamo allora alcune cose che puoi fare per ridurre il contatto con la microplastica ed evitare di intossicarti. Se consideri che secondo le stime inaliamo qualcosa come circa 22.000.000 di micro e nanoplastiche ogni anno, e che stiamo solo ora cominciando a capire l&#8217;effetto dei microplastici sulla salute umana, è chiaro perché dovremmo cominciare da subito preoccuparci.</p>
<h3>Non scaldare il cibo nel microonde in contenitori di plastica</h3>
<p>Plastica e microonde non vanno d&#8217;accordo. I contenitori di plastica rilasciano plastica quando vengono riscaldati. Questo vale anche quando i contenitori di plastica sono etichettati come &#8220;sicuri per il microonde&#8221;. Essere sicuri per il microonde significa che il contenitore non si scioglierà nel microonde, non che non trasferirà sostanze chimiche al tuo cibo.</p>
<h3>Pulisci e passa l&#8217;aspirapolvere regolarmente</h3>
<p>Il 39% delle particelle di polvere in casa è costituito da microplastiche. Puoi ridurre quella quantità mantenendo la tua casa il più fresca e pulita possibile. Fai questo:</p>
<p>Passando l&#8217;aspirapolvere e pulendo almeno una volta alla settimana<br />
Utilizzando filtri o purificatori d&#8217;aria che catturano specificamente le microplastiche<br />
Optando per pavimenti duri invece che tappeti, poiché i tappeti rilasciano maggiori quantità di microplastiche nell&#8217;aria</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/la-tua-casa-e-piena-di-pfas-e-devi-cominciare-a-preoccuparti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La tua casa è piena di PFAS e dovresti cominciare a preoccuparti</a></p>
<h3>Riduci l&#8217;uso di bottiglie d&#8217;acqua di plastica monouso</h3>
<p>La microplastica è presente sia nell&#8217;acqua del rubinetto che nell&#8217;acqua in bottiglia, ma alcuni ricercatori hanno scoperto che <a href="https://www.pbs.org/newshour/science/scientists-find-about-a-quarter-million-invisible-microplastic-particles-in-a-liter-of-bottled-water" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">l&#8217;acqua in bottiglia contiene il doppio delle particelle di microplastica rispetto all&#8217;acqua del rubinetto</a>. Nel 2018, uno studio dell&#8217;Università di Stato di New York ha esaminato 259 bottiglie d&#8217;acqua provenienti da 19 diverse località in nove paesi diversi e ha scoperto che il 93% dei campioni conteneva microplastiche.</p>
<p>È altamente raccomandato utilizzare bottiglie d&#8217;acqua riutilizzabili realizzate con materiali alternativi, come vetro o acciaio inossidabile, per ridurre l&#8217;esposizione alla microplastica dell&#8217;acqua in bottiglia. Oppure cerca un sistema di filtraggio dell&#8217;acqua affidabile che possa rimuovere le impurità dall&#8217;acqua del rubinetto. Ci sono molte opzioni disponibili sul mercato, tra cui filtri sottolavello, filtri da banco e filtri per caraffe. Assicurati di scegliere un filtro che possa rimuovere efficacemente le microplastiche dall&#8217;acqua del rubinetto.</p>
<h3>Non usare i bicchieri monouso</h3>
<p>Un team di ricerca cinese guidato dall&#8217;Università di Sichuan ha scoperto che bere una sola tazza di caffè da asporto alla settimana <a href="https://www.foodpackagingforum.org/news/microplastic-exposure-through-drinking-cups-and-human-health-impacts" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">può esporre una persona a oltre 90.000 particelle di microplastica all&#8217;anno</a>.</p>
<p>Anche se molti bicchieri monouso sono fatti di carta, sono rivestiti con uno strato sottile di plastica, come polietilene o polipropilene, per renderli impermeabili. Questo rivestimento di plastica ha il potenziale per degradarsi in microplastiche nel tempo, specialmente se i bicchieri sono esposti al calore o all&#8217;umidità. Se bevi caffè ogni giorno in un bicchiere da asporto, è probabile che tu possa consumare microplastiche quotidianamente. La maggior parte di questi bicchieri di carta ha rivestimenti fatti di plastica di grado HDPE (polietilene ad alta densità), che è considerata &#8220;sicura&#8221;, ma è stata dimostrato che rilascia sostanze chimiche estrogeniche.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628858" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash.jpg" alt="Microplastiche: come evitare il contatto" width="1920" height="1920" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash-1024x1024.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash-768x768.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/ryan-de-hamer-pdTpTjV48_w-unsplash-1536x1536.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Investi in una tazza da caffè riutilizzabile realizzata con materiali riciclati, acciaio inossidabile o vetro da usare nel tuo bar preferito. Portare la tua tazza aiuta a ridurre gli sprechi, e molti caffè offrono sconti ai clienti che utilizzano le proprie tazze riutilizzabili.</p>
<h3>Riduci il consumo di molluschi</h3>
<p>Le microplastiche che finiscono nell&#8217;oceano vengono ingerite dai molluschi che si nutrono sul fondo. Quando consumi i molluschi, le microplastiche vengono quindi ingerite anche da te: è la catena alimentare e non ci puoi fare nulla. Ridurre o evitare il consumo di molluschi può aiutare a ridurre la quantità di microplastiche che entrano nel tuo sistema.</p>
<p>I molluschi consumati più popolari includono:</p>
<p>Gamberi<br />
Aragoste<br />
Granchi<br />
Capesante<br />
Vongole<br />
Ostriche<br />
Cozze</p>
<h3>Evita i contenitori alimentari in plastica</h3>
<p>Secondo uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0304389422023263" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">studio del Journal of Hazardous Materials</a>, i contenitori alimentari in plastica calda rilasciano più di 10 milioni di microplastiche per ml di acqua. Nello studio, è stato anche osservato che l&#8217;imballaggio alimentare in plastica rilascia costantemente micro- e nanoplastiche.</p>
<p>Le persone che ordinano cibo da asporto da cinque a dieci volte al mese si calcola che consumino tra le 145 e le 5.520 particelle di microplastica a causa del sedimentazione atmosferica o dei frammenti dalla superficie interna del contenitore di plastica.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628854" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/elena-rabkina-B9VFrYJCIzQ-unsplash.jpg" alt="Microplastiche: come evitare il contatto" width="1920" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/elena-rabkina-B9VFrYJCIzQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/elena-rabkina-B9VFrYJCIzQ-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/elena-rabkina-B9VFrYJCIzQ-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/elena-rabkina-B9VFrYJCIzQ-unsplash-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/elena-rabkina-B9VFrYJCIzQ-unsplash-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per limitare la tua esposizione a sostanze chimiche nocive, evita di scaldare il cibo nei contenitori di plastica e usa vetro resistente al microonde, contenitori biodegradabili, ciotole di ceramica o carta assorbente per coprire il cibo. Un&#8217;altra opzione è ordinare il tuo cibo da asporto da fornitori sostenibili che forniscono contenitori ecologici o riutilizzabili. Puoi anche ridurre la tua esposizione complessiva alle microplastiche evitando plastiche monouso e scegliendo alternative riutilizzabili quando possibile.</p>
<h3>Scegli prodotti per la pulizia eco-compatibili</h3>
<p>Puoi contribuire a promuovere un ambiente più sano e ridurre il rischio di esposizione alla microplastica utilizzando prodotti per la pulizia eco-compatibili in ufficio. Le microsfere e altre microplastiche dannose per l&#8217;ambiente e la salute umana di solito non si trovano nei prodotti per la pulizia eco-compatibili.</p>
<p>Scegliere prodotti per la pulizia eco-compatibili realizzati con ingredienti naturali e biodegradabili che si degradano rapidamente e non inquinano l&#8217;ambiente può anche contribuire a promuovere pratiche sostenibili. Inoltre, i prodotti per la pulizia eco-compatibili sono confezionati in materiali riciclabili o biodegradabili, il che può contribuire a ridurre gli sprechi e mantenere la plastica fuori dall&#8217;ambiente.</p>
<h3>Porta in discarica le pentole in Teflon</h3>
<p>Se hai una padella antiaderente, probabilmente avrà un rivestimento in Teflon. E se il suo interno è nero, è sicuramente Teflon. Il Teflon è stato pubblicizzato per anni come la soluzione miracolosa per cucinare. Quel rivestimento nero della padella infatti è PTFE, un composto chimico a base di fluoro inventato 25 anni fa dall’azienda DuPont: una polvere bianca, leggerissima, inodore, molto resistente (fino a 300°C) che non può essere sciolta da nessun solvente e che galleggia sull’acqua.</p>
<p>Per produrre il Teflon vengono (o venivano) impiegati diversi composti chimici, come l’acido perfluoroottanoico, detto anche PFOA, un composto che si è rivelato negli anni tossico e cancerogeno, oltre che nocivo per l’ambiente, tanto che molti produttori hanno interrotto il suo utilizzo nella catena produttiva.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628850" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/rob-wicks-htMa9KPui1I-unsplash.jpg" alt="Microplastiche" width="1920" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/rob-wicks-htMa9KPui1I-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/rob-wicks-htMa9KPui1I-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/rob-wicks-htMa9KPui1I-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/rob-wicks-htMa9KPui1I-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/03/rob-wicks-htMa9KPui1I-unsplash-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora si trovano in vendita pentole &#8220;senza PFOA&#8221;, ma questo non significa che siano anche prive di PFAS, che per esempio sono utilizzati anche per rendere resistenti a acqua e grassi gli incarti e involucri alimentari.</p>
<p>Quindi se non vuoi ingerire microplastiche, PFOA e PFAS dalla tua vecchia pentola antiaderente, smetti di usarla e portala in discarica; e se ne vuoi acquistare una nuova, cerca quelle con dicitura &#8220;senza PFAS&#8221; o &#8220;certificato non tossico&#8221; o meglio ancora scegli una pentola in ceramica.</p>
<h3>No ai pop-corn nel microonde</h3>
<p>E anche ai fast-food: l&#8217;involucro oleoso e antiaderente dei fast-food come dei pop-corn che scaldi nel microoonde è carico di PFAS, e quando il cibo ci sfrega contro non fai che trasferirlo all&#8217;interno del tuo corpo.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/microplastiche-nel-cibo-il-rischio-delle-contaminazioni-alimentari/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Microplastiche nel cibo: il rischio delle contaminazioni alimentari</a></p>
<p><em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@downrightpunch?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Marc Newberry</a> / <a href="https://unsplash.com/@naja_bertolt_jensen?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Naja Bertolt Jensen</a> / <a href="https://unsplash.com/@filmbetrachterin?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Jas Min</a> / <a href="https://unsplash.com/@rdehamer?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Ryan De Hamer</a> / <a href="https://unsplash.com/@rabkina?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Elena Rabkina</a> / <a href="https://unsplash.com/@robwicks?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Rob Wicks</a> </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>I PFAS fanno male anche alle tue ossa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/i-pfas-fanno-male-anche-alle-tue-ossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Salute]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 13:12:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dall’Ospedale di Vicenza, grazie ad[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1275" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/antoine-giret-7_TSzqJms4w-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="PFAS" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/antoine-giret-7_TSzqJms4w-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/antoine-giret-7_TSzqJms4w-unsplash-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/antoine-giret-7_TSzqJms4w-unsplash-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/antoine-giret-7_TSzqJms4w-unsplash-768x510.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/antoine-giret-7_TSzqJms4w-unsplash-1536x1020.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dall’Ospedale di Vicenza, grazie ad un finanziamento regionale dal Consorzio per la Ricerca Sanitaria (CORIS) della Regione Veneto, ha messo in luce come l’esposizione prolungata ai PFAS possa alterare il metabolismo osseo modificando i livelli di calcio. Pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale <a href="https://www.unipd.it/news/pfas-change-calcium-body" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Chemosphere</a>, lo studio ha coinvolto 1.174 adulti provenienti da un’area da decenni interessata da contaminazione delle acque potabili.</p>
<h2>PFAS e osteoporosi</h2>
<p>I PFAS, utilizzati in numerosi prodotti industriali e di consumo, sono al centro di crescente preoccupazione per la salute pubblica. “Una delle più frequenti manifestazioni cliniche riscontrate in soggetti esposti anche a bassi livelli di PFAS è l’osteoporosi, una maggior fragilità dell’osso tipica dell’invecchiamento ma che si può già manifestare in giovane età laddove si sia esposti anche a basse concentrazioni di queste sostanze”, spiega il professor Carlo Foresta, coordinatore dello studio.</p>
<p>Precedenti studi dell’equipe del professor Foresta avevano infatti dimostrato, tra i primi a livello internazionale, una riduzione della densità ossea già clinicamente rilevata in diciottenni dell’area rossa del Veneto. “Successivamente abbiamo spiegato questo effetto dimostrando un’attività negativa dei PFAS sul recettore della vitamina D, ormone che favorisce la calcificazione dell’osso e l’assorbimento intestinale del calcio dalla dieta, nonché un deposito di queste sostanze nell’idrossiapatite, la principale componente inorganica dello scheletro dove lega il calcio stesso favorendo la solidità ossea”, prosegue Foresta.</p>
<h3>Concentrazioni più alte di PFAS nel sangue aumentano il calcio circolante</h3>
<p>In questo studio, i ricercatori hanno quindi misurato i livelli di PFAS, calcio, vitamina D e paratormone nel sangue di 655 uomini e 519 donne di età compresa tra i 20 e i 69 anni dell’area rossa del Veneto e hanno scoperto che soggetti con concentrazioni più elevate di PFAS presentavano anche livelli di calcio aumentati. Lo studio ha coinvolto ricercatori tra Padova, Vicenza e Napoli ed è il risultato di quattro anni di lavoro.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-648584" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/hush-naidoo-jade-photography-8icvWv83jsM-unsplash.jpg" alt="PFAS" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/hush-naidoo-jade-photography-8icvWv83jsM-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/hush-naidoo-jade-photography-8icvWv83jsM-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/hush-naidoo-jade-photography-8icvWv83jsM-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/hush-naidoo-jade-photography-8icvWv83jsM-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/hush-naidoo-jade-photography-8icvWv83jsM-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Un aumento del calcio circolante può essere dovuto a un aumentato assorbimento intestinale mediato dalla vitamina D, a un aumento del paratormone, oppure a un maggior rilascio di calcio dai siti di deposito. E il più grande deposito di calcio del corpo umano è proprio lo scheletro”, spiega il professor Andrea Di Nisio, primo autore dello studio. “Poiché nel nostro studio vitamina D e paratormone non sono modificati, i nostri risultati dimostrano che l’aumento di calcio, anche se ancora entro il range di normalità, può essere segno di un’interferenza dei PFAS a livello dell’osso, dove, ricordiamo, i PFAS si accumulano in abbondanza. Un recente studio ha infatti dimostrato che i PFAS inducono un aumento dell’attività degli osteoclasti, le cellule dello scheletro deputate al riassorbimento di tessuto osseo, con conseguente liberazione di calcio e riduzione della densità dell’osso.”</p>
<h3>Dall&#8217;impatto ambientale a quello sulla salute</h3>
<p>Questo studio si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso l’impatto ambientale dei PFAS, anche alla luce delle recenti evidenze della presenza di questi inquinanti su tutto il territorio nazionale. La contaminazione delle acque nel Veneto, iniziata diversi decenni fa, ha reso evidente come un problema localizzato possa trasformarsi in una questione di salute pubblica, sollecitando ulteriori ricerche e interventi preventivi.</p>
<p>“I nostri risultati ci spingono a riflettere su come un’esposizione prolungata a PFAS, anche se invisibile, possa avere ripercussioni sulla salute a lungo termine”, conclude il professor Foresta. “Abbiamo dimostrato che la ben nota associazione tra PFAS e osteoporosi, ormai dimostrata a livello internazionale, non è tanto mediata da una riduzione di vitamina D, quanto da un’azione diretta dei PFAS sull’osso con conseguente liberazione di calcio”.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/la-tua-casa-e-piena-di-pfas-e-devi-cominciare-a-preoccuparti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La nostra casa è piena di PFAS, ed è il caso che tu sappia dove si nascondono</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/perche-dovresti-comprare-solo-abbigliamento-pfas-free/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché dovresti comprare solo abbigliamento PFAS Free</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/microplastiche-nel-cibo-il-rischio-delle-contaminazioni-alimentari/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Tutto quello che devi sapere sulle microplastiche nel cibo e i rischi di contaminazione alimentare</a></strong></p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>Lo studio è stato finanziato nel 2021, approvato dal comitato etico nel 2022, e da fine 2022 a giugno 2023 sono stati reclutati i pazienti, tutti residenti nei comuni dell&#8217;area rossa della provincia di Vicenza. L&#8217;ospedale di vicenza ha effettuato i prelievi e raccolto i questionari anamnestici, l&#8217;Arpav ha fatto i dosaggi dei Pfas. L&#8217;obiettivo di questo studio era di valutare la possibile associazione tra l&#8217;esposizione ambientale ai PFAS e i livelli di vitamina D (VitD), calcio sierico e ormone paratiroideo (PTH) in soggetti residenti in un&#8217;area ad alta esposizione della Regione Veneto in Italia. In questo studio osservazionale trasversale, 1174 soggetti che avevano precedentemente aderito al Piano di Sorveglianza Regionale 2016-2018 per i livelli plasmatici di PFAS sono stati richiamati nel 2023 e valutati per dati demografici, antropometrici e analisi del sangue. I dati sulle abitudini alimentari e l&#8217;integrazione di VitD sono stati ottenuti tramite un questionario dedicato. Le concentrazioni sieriche di PFAS, calcio, 25-idrossi-vitamina D (25OH-VitD) e PTH sono state determinate da campioni di sangue. L&#8217;acido perfluoroottanoico (PFOA), il perfluoroottanosolfonato (PFOS) e l&#8217;acido perfluoroesansolfonico (PFHxS) sono stati gli unici tre PFAS, su 12, quantificabili in almeno il 90% dei campioni e considerati per ulteriori analisi. I modelli additivi generalizzati, utilizzando la regressione lineare e le spline di piastra sottile di smoothing, hanno rilevato un&#8217;associazione positiva tra il calcio sierico e tutti i PFAS considerati (PFOA: β = 0.03; IC 95% 0.01–0.06; PFOS: β = 0.06; IC 95% 0.02–0.09, PFHxS: β = 0.04; IC 95% 0.01–0.06). L&#8217;analisi dei gradi di libertà stimati (EDF) ha mostrato l&#8217;associazione approssimativamente lineare tra il calcio sierico con PFOA (EDF = 1.89) e PFHxS (EDF = 1.21), ma non per PFOS (EDF = 3.69). Diversamente, i livelli di PFAS non hanno mostrato alcuna associazione con la 25-idrossi-vitamina D o il PTH, ad eccezione della 25OH-D trasformata in logaritmo naturale e del PFOS (β = 0.04; IC 95% 0.00–0.08). Le analisi stratificate hanno confermato l&#8217;associazione positiva tra tutti i PFAS considerati e il calcio nei soggetti che non assumevano integratori di VitD. I risultati mostrano che alti livelli di esposizione ai PFAS possono interferire con il metabolismo del calcio, indipendentemente dallo stile di vita e dai fattori dietetici. Ulteriori chiarimenti sui meccanismi alla base della rottura dell&#8217;omeostasi del calcio, inclusi i legami multipli-equilibrio con l&#8217;albumina sierica, devono ancora essere affrontati</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se vuoi smettere di sprecare il cibo puoi fare queste piccole e semplici cose</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/se-vuoi-smettere-di-sprecare-il-cibo-puoi-fare-queste-piccole-e-semplici-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 13:08:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo spreco alimentare rappresenta una delle più gravi emergenze a livello mondiale, un paradosso inaccettabile[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/radoslaw-prekurat-AuuQ_Rtk6Bo-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Se vuoi smettere di sprecare il cibo puoi fare queste piccole e semplici cose" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/radoslaw-prekurat-AuuQ_Rtk6Bo-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/radoslaw-prekurat-AuuQ_Rtk6Bo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/radoslaw-prekurat-AuuQ_Rtk6Bo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/radoslaw-prekurat-AuuQ_Rtk6Bo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/radoslaw-prekurat-AuuQ_Rtk6Bo-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p class="whitespace-pre-wrap break-words">Lo spreco alimentare rappresenta una delle più gravi emergenze a livello mondiale, un paradosso inaccettabile in un&#8217;epoca in cui milioni di persone soffrono ancora la fame mentre altri gettano via tonnellate di cibo commestibile. Non si tratta solo di un&#8217;emergenza etica, ma anche di un problema con profonde implicazioni economiche e ambientali.</p>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">In Italia, il fenomeno ha raggiunto dimensioni allarmanti, con uno spreco domestico che pesa significativamente sui bilanci familiari: secondo gli ultimi report nel 2024 lo sperpero alimentare ammonta a 17,8 miliardi di euro, di cui oltre la metà (9,6 miliardi di euro) è lo spreco domestico, ossia 92 euro a famiglia. E soprattutto il valore economico annuale dello spreco italiano è già salito del 45,6%, negli ultimi 5 anni, con una media mensile di 30,6 euro a famiglia. Ma c&#8217;è di più: ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce circa 4,5 tonnellate di CO2, contribuendo in modo significativo al cambiamento climatico.</p>
<h2>Se vuoi smettere di sprecare il cibo puoi fare queste piccole e semplici cose</h2>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">La buona notizia è che ognuno di noi può fare la differenza, adottando semplici accorgimenti nella vita quotidiana che non solo aiutano l&#8217;ambiente, ma permettono anche di risparmiare denaro. Ecco 10 consigli pratici per ridurre lo spreco alimentare:</p>
<ol class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-decimal space-y-1.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Pianifica i pasti con attenzione</strong> Prima di fare la spesa, controlla cosa hai già in frigorifero e pianifica i pasti della settimana. Calcola le porzioni necessarie per evitare eccessi e acquisti superflui.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Verifica sempre le date di scadenza</strong> Durante la spesa, controlla attentamente le date di scadenza e acquista solo ciò che sei sicuro di consumare in tempo. Considera anche la possibilità di riutilizzare gli ingredienti in diverse preparazioni.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Organizza il frigorifero strategicamente</strong> Posiziona i prodotti con scadenza più ravvicinata in posizioni ben visibili nel frigorifero. Una corretta disposizione degli alimenti aiuta a non dimenticarli e consumarli prima che deperiscano.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Scegli prodotti di stagione</strong> Optare per frutta e verdura di stagione non solo garantisce maggiore freschezza e sapore, ma riduce anche l&#8217;impatto ambientale legato al trasporto e alla conservazione.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Gestisci correttamente i condimenti</strong> Condisci insalate e piatti freschi solo al momento di servirli: in questo modo, se avanzano, si conserveranno meglio e potranno essere consumati successivamente.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Gestisci gli avanzi in modo intelligente</strong> Congela ciò che non consumerai a breve e, in caso di cene con ospiti, proponi loro di portare a casa una porzione degli avanzi.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Trasforma gli avanzi in nuove ricette</strong> Usa la creatività in cucina: frutta troppo matura può diventare un delizioso frullato, verdure possono trasformarsi in zuppe, e gli avanzi di carne o pesce possono dare vita a nuovi piatti gustosi.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Partecipa a iniziative anti-spreco</strong> Cerca nella tua zona iniziative di condivisione del cibo o progetti che redistribuiscono le eccedenze alimentari a chi ne ha bisogno.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Preferisci prodotti biologici</strong> Gli alimenti biologici, oltre ad essere più sostenibili per l&#8217;ambiente, spesso si conservano meglio grazie all&#8217;assenza di trattamenti chimici.</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Differenzia correttamente</strong> Quando proprio non puoi evitare gli sprechi, assicurati almeno di smaltire correttamente i rifiuti organici nell&#8217;umido, permettendo così la loro trasformazione in compost.</li>
</ol>
<p><strong>LEGGI ANCHE: </strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/spreco-di-acqua-numeri-e-consigli-per-ridurlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Spreco di acqua: 10 consigli per ridurlo in modo facile</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/perche-dovresti-cominciare-a-comprare-la-frutta-brutta/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché dovresti cominciare a comprare la frutta brutta</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/come-mangiare-davvero-sostenibile-10-scelte-per-vivere-meglio-ridurre-gli-sprechi-e-le-emissioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Come mangiare in modo sostenibile: 10 scelte per vivere meglio e ridurre gli sprechi</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-648114" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/joshua-rawson-harris-YNaSz-E7Qss-unsplash.jpg" alt="Se vuoi smettere di sprecare il cibo puoi fare queste piccole e semplici cose" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/joshua-rawson-harris-YNaSz-E7Qss-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/joshua-rawson-harris-YNaSz-E7Qss-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/joshua-rawson-harris-YNaSz-E7Qss-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/joshua-rawson-harris-YNaSz-E7Qss-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/02/joshua-rawson-harris-YNaSz-E7Qss-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">Adottando questi semplici accorgimenti, possiamo contribuire a ridurre significativamente lo spreco alimentare, con benefici tangibili per l&#8217;ambiente e per il nostro portafoglio. Ricordiamoci che ogni piccolo gesto quotidiano può fare la differenza nella lotta contro questo problema globale.</p>
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		<title>Tutto quello che devi sapere sulle microplastiche nel cibo e i rischi di contaminazioni alimentari</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/microplastiche-nel-cibo-il-rischio-delle-contaminazioni-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Salute]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 09:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
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					<description><![CDATA[Le microplastiche,. ovvero i polimeri sintetici sono comparsi alla fine del XIX secolo, intorno agli[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/jas-min-DR2jtLy8Fe4-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Microplastiche nel cibo: il rischio delle contaminazioni alimentari" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/jas-min-DR2jtLy8Fe4-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/jas-min-DR2jtLy8Fe4-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/jas-min-DR2jtLy8Fe4-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/jas-min-DR2jtLy8Fe4-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/jas-min-DR2jtLy8Fe4-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Le microplastiche,. ovvero i <strong>polimeri</strong> <strong>sintetici</strong> sono comparsi alla fine del XIX secolo, intorno agli anni 1860, ma è stato solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che è iniziato davvero il &#8220;boom della plastica&#8221;, classificando tale materiale come uno dei più diffusi sin dai suoi inizi come resina fenolo-formaldeide. Inizialmente concepita per migliorare le condizioni di vita umane, la plastica è oggi diventata una vera minaccia per l&#8217;ambiente e per la sicurezza del pianeta e di tutti coloro che lo abitano.</p>
<h2>Microplastiche nel cibo: il rischio delle contaminazioni alimentari</h2>
<p>Basti solo pensare al caffè che, negli ultimi anni, ci viene servito in tazze di carta: apparentemente una scelta green ma che in gran parte dei casi presenta un packaging misto di carta e plastica che spesso porta al rilascio di sostanze chimiche dannose e di microplastiche e può quindi danneggiare gli organismi viventi se finisce nella natura. I contenitori monouso hanno, infatti, da sempre il difetto di essere rivestiti con un sottile strato di plastica impermeabilizzante che si è rivelato nel tempo come un potenziale rischio elevato per l&#8217;ambiente.</p>
<h3>La plastica è presente in tutti gli ecosistemi dell&#8217;ambiente</h3>
<p>Attualmente, la plastica è presente in tutti gli ecosistemi dell&#8217;ambiente (aria, acqua e suolo), soprattutto a causa dell&#8217;ampia diffusione dell&#8217;imballaggio alimentare presente sul mercato – per prodotti come latticini, carne, pesce o bevande, compresa l&#8217;acqua minerale – che è in gran parte realizzato in plastica o nel formato misto di carta e plastica.</p>
<p>Il contatto tra il cibo e l&#8217;imballaggio è quasi sempre la causa di trasferimenti reciproci tra contenitore e contenuto. La qualità dei prodotti alimentari è, quindi, influenzata dall&#8217;interazione con le sostanze presenti nella composizione dell&#8217;imballaggio, che a volte determina l&#8217;alterazione delle qualità nutrizionali e l&#8217;incidenza sulla sicurezza del consumo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622624" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash.jpg" alt="Microplastiche nel cibo: il rischio delle contaminazioni alimentari" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/naja-bertolt-jensen-BJUoZu0mpt0-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La presenza di microplastiche è stata rilevata negli ecosistemi del suolo, nelle nuvole, nelle acque superficiali, nei sedimenti costieri, nelle sabbie delle spiagge, nei sedimenti d&#8217;acqua dolce e persino nel nostro sangue. Piogge e nevicate contengono un numero significativo di microplastiche, talvolta invisibili a occhio nudo. L&#8217;intensa diffusione della plastica associata alle scarse prestazioni dei sistemi di gestione dei rifiuti, inclusa la raccolta e la cattura a fine vita, ha portato a un accumulo massiccio di rifiuti plastici nell&#8217;ambiente con un tasso effettivo di riciclo che si attesta solo al 10%.</p>
<h3>le catene alimentari subiscono una grave contaminazione</h3>
<p>In questo scenario, le catene alimentari subiscono una grave contaminazione a causa delle emissioni di sostanze chimiche organiche idrofobe. L&#8217;acqua rappresenta uno dei principali veicoli per l&#8217;esposizione cronica alle microplastiche perché viene consumata quotidianamente ed è senza dubbio la fonte più importante di tali componenti nella nostra dieta; l&#8217;acqua viene utilizzata, ad esempio, in quantità considerevoli durante la preparazione delle pietanze, la pulizia e la sanificazione degli impianti di lavorazione alimentare. Tali particelle possono entrare nelle fonti di acqua potabile in diversi modi: dal deflusso superficiale (ad esempio dopo un evento di pioggia) agli effluenti di acque reflue, agli straripamenti dei sistemi fognari combinati, agli effluenti industriali, ai rifiuti plastici degradati e alla deposizione atmosferica (OMS 2019). Le bottiglie di plastica e i tappi utilizzati nell&#8217;acqua in bottiglia possono anche costituire fonti di microplastiche nell&#8217;acqua potabile. Sebbene si possa ipotizzare che la fonte di contaminazione per alcuni prodotti, come la birra o le bevande analcoliche, sia l&#8217;acqua; per altri, la contaminazione potrebbe avvenire attraverso l&#8217;ambiente, altri componenti costitutivi, processi produttivi o materiali di confezionamento.</p>
<h3>Quanta plastica mangiamo?</h3>
<p>Secondo uno Studio dell’Università di Newcastle, ogni settimana ingeriamo fino a 2.000 piccoli frammenti, equivalenti a circa 5 grammi, il peso di una carta di credito; annualmente, la media di assunzione si attesta oltre i 250 grammi. La maggior parte di queste particelle, che misurano meno di 5 millimetri, viene <strong>assorbita attraverso l&#8217;acqua che consumiamo, sia proveniente da bottiglie che dal rubinetto.</strong></p>
<p>Benché<strong> i prodotti del settore ittico risultino essere tra i più contaminati,</strong> non fanno eccezione il sale da cucina (rilevate in ben 18 ricerche), il latte, il miele, il riso, lo zucchero, la frutta e la verdura, varie bevande e persino la birra, spesso confezionata in bottiglie di vetro o lattine di alluminio. La fonte di contaminazione nei pesci, molluschi e crostacei è chiaramente identificata come proveniente dal mare. Al contrario, l&#8217;origine delle microplastiche riscontrate negli altri prodotti risulta meno definita, anche se &#8211; come dicevamo prima &#8211; si sospetta possa derivare principalmente dalle pellicole di confezionamento e dagli imballaggi. Si tratta di una situazione drammatica per la salute umana e quella del pianeta.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622628" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/nareeta-martin-UKs_rzIYE6M-unsplash.jpg" alt="Microplastiche nel cibo: il rischio delle contaminazioni alimentari" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/nareeta-martin-UKs_rzIYE6M-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/nareeta-martin-UKs_rzIYE6M-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/nareeta-martin-UKs_rzIYE6M-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/nareeta-martin-UKs_rzIYE6M-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/12/nareeta-martin-UKs_rzIYE6M-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I ricercatori dell&#8217;Università di Göteborg lo hanno dimostrato in uno studio che testa l&#8217;effetto di tazze monouso realizzate con materiali diversi sulle larve di zanzara. I risultati hanno dimostrato che i rifiuti mal gestiti hanno la capacità di i<strong>nfluire negativamente sulla biota acquatica</strong>. Gallo et al. (2018) hanno evidenziato che gli impatti ambientali e i costi economici della produzione e del consumo di plastica, uniti agli sprechi, peggioreranno nel breve termine se non verranno adottate immediatamente misure preventive</p>
<p>Da una Ricerca dell’Università di Amsterdam sul rapporto sangue e microplastica è emerso, inoltre, che su 17 dei 22 volontari sottoposti ad esame, sono state individuate microplastiche di varie tipologie, con una <strong>concentrazione media di 1,6 microgrammi per millilitro</strong>. Il polimero più frequente è risultato essere il polietilene tereftalato (o PET, utilizzato ad esempio per la produzione di bottiglie), rilevato in metà dei partecipanti positivi. A seguire, il polistirene (36%), il polietilene (23%) e il polimetil metacrilato (5%).</p>
<h3>L’impatto sulla salute delle persone</h3>
<p>Secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli impatti delle microplastiche sull&#8217;uomo <strong>possono manifestarsi attraverso rischi di natura fisica, chimica o microbiologica.</strong> Da un punto di vista fisico le microplastiche[9] e le nanoplastiche possono superare le barriere biologiche, come quelle intestinali, ematoencefaliche, testicolari e persino la placenta, causando danni diretti, soprattutto agli apparati respiratorio e digerente, che sono i primi ad entrare in contatto con le microplastiche.</p>
<p>I rischi chimici, invece, sono <strong>provenienti dalla presenza di contaminanti come plasticizzanti (</strong>ftalati, bisfenolo A) o contaminanti persistenti (ritardanti di fiamma bromurati, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili) nelle microplastiche. Molti di questi contaminanti, in quanto interferenti endocrini, possono provocare danni al sistema endocrino, causare problemi nella sfera riproduttiva e nel metabolismo, sia nei figli di genitori esposti alle microplastiche durante la gravidanza, sia in età adulta a seguito di esposizione nelle fasi iniziali della vita (neonatale, infanzia, pubertà).</p>
<p>Inoltre, le microplastiche possono agire come veicoli per <strong>microrganismi</strong> <strong>patogeni</strong> che, aderendo alla loro superficie, possono causare malattie. Batteri come Escherichia coli, Bacillus cereus e Stenotrophomonas maltophilia sono stati individuati su microplastiche raccolte al largo delle coste del Belgio.</p>
<h3>Lo scenario normativo, il dibattito tra riciclo e riuso e la rinascita della carta</h3>
<p>In questo scenario il <strong>dibattito tra riciclo e riuso assume un ruolo centrale.</strong> Partiamo da un dato: benché la teoria del riciclo sembri essere una soluzione promettente ed efficace, in realtà solo il 10% della plastica viene riciclato, anche a causa delle migliaia di polimeri e sostanze chimiche, che rendono il processo molto complesso.</p>
<p>Da un punto di vista normativo, la Direttiva 94/62/EC (PPWD &#8211; Packaging and Packaging Waste Directive) sintetizza l’ambizione di un modello economico sostenibile e circolare. Nella sua prima versione del 2015 la Commissione ha fissato degli obiettivi per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti da imballaggio con finalità di riciclo e riuso. Tuttavia, nonostante i propositi, è necessario un aggiornamento della normativa. A quasi dieci anni di distanza la Direttiva non è stata in grado di affrontare il crescente impatto ambientale degli imballaggi: il packaging continua, infatti, ad essere poco riciclabile e realizzato con troppo poco materiale riciclato.</p>
<p>Inoltre, ci sono anche grandi differenze nel modo in cui la Direttiva viene recepita da parte dei singoli Stati membri; per armonizzare l’attuazione nel continente la Commissione ha proposto nel novembre 2022 una revisione della Direttiva e la trasformazione in Regolamento (PPWR &#8211; Packaging and Packaging Waste Regulation). Sebbene la nuova normativa rappresenti un passo avanti significativo, non è però ancora sufficiente per raggiungere, entro pochi anni, obiettivi significativi in termini di riduzione della plastica.</p>
<h3>Il packaging riutilizzabile può essere una soluzione sostenibile?</h3>
<p>Il packaging riutilizzabile può essere una soluzione sostenibile, nelle sue dimensioni ambientali, sociali ed economiche, solo per alcuni campi molto specifici di applicazione, ovvero in contesti chiusi e strutturati laddove è possibile centralizzare e monitorare la gestione dei resi e realizzare sistemi di lavaggio efficienti. Esempi in tal senso sono gli edifici pubblici, gli aeroporti o le mense scolastiche.</p>
<p>Secondo EPPA (European Paper Packaging Alliance) il passaggio al packaging riutilizzabile rischierebbe di aumentare gli impatti socio-ambientali della ristorazione, creando dei rischi di contaminazione per gli utilizzatori finali. Per evitare ciò è necessario un maggiore consumo di materiali ed estrazione di risorse per la realizzazione dei prodotti adatti al riuso; un incremento del consumo di acqua per il lavaggio; costi elevati di adeguamento per i piccoli business, creando delle barriere d’ingresso che limitano l’offerta ristorativa europea e l’esperienza dei consumatori.</p>
<p>Per questo motivo, sarebbe auspicabile un rapido approfondimento da parte dell’EFSA e un intervento normativo per tutelare i consumatori dal rischio di rilascio di microplastiche nel packaging alimentare in plastica.</p>
<p>Oltre ad intraprendere azioni di prevenzione e riduzione di rifiuti non riciclabili, di armonizzazione della gestione e delle procedure negli Stati Membri e degli strumenti volti a stimolare la domanda di materiali per sviluppare le filiere di riciclo &#8211; è cruciale investire in soluzioni tecnologiche e in materiali alternativi e adattabili al singolo contesto. Uno studio commissionato da EPPA ha rilevato che gli imballaggi monouso a base di carta generano, ad esempio, 2,8 volte meno emissioni di CO2 e utilizzano 3,4 volte meno acqua nei fast-food e piccoli ristoranti rispetto a un&#8217;alternativa riutilizzabile in plastica.</p>
<h3>Il packaging monouso in carta</h3>
<p>Il packaging monouso in carta, funzionalizzato con un coating minerale a base di Silice e perfettamente riciclabile, può essere un’ottima alternativa alla plastica monouso e multiuso, da un punto di vista di performance ambientali lungo tutto il ciclo di vita, di sicurezza e igiene per i consumatori e di costi per il sistema[13]. Il coating minerale a base di Silice funzionalizza un imballaggio in carta (FSC®, PEFC®) e lo rende resistente all’umidità, ai grassi, ai gas e alla temperatura. Un prodotto che non altera la riciclabilità del suo supporto, privo di plastica &#8211; che previene il rilascio di sostanze chimiche dannose e di microplastiche come può avvenire nelle altre tipologie di imballaggi &#8211; ed è quindi sicuro per il consumatore.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/la-tua-casa-e-piena-di-pfas-e-devi-cominciare-a-preoccuparti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La tua casa è piena di PFAS e devi cominciare a preoccuparti</a></p>
<p><em>Articolo di di Emiliano Caradonna, CEO di Qwarzo. | Photo by <a href="https://unsplash.com/@filmbetrachterin?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Jas Min</a> / <a href="https://unsplash.com/@naja_bertolt_jensen?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Naja Bertolt Jensen</a> / <a href="https://unsplash.com/@splashabout?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Nareeta Martin</a> </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Santini Guppyfriend, i sacchetti per lavare il completo da ciclismo senza disperdere microplastiche</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/santini-guppyfriend-i-sacchetti-per-lavare-il-completo-da-ciclismo-senza-disperdere-microplastiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 12:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=610684</guid>

					<description><![CDATA[Santini Guppyfriend, i sacchetti per lavare il tuo completo da ciclismo senza disperdere microplastiche, e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1000" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bags.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Santini Guppyfriend, i sacchetti per lavare il completo da ciclismo senza disperdere microplastiche" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bags.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bags-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bags-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bags-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Santini Guppyfriend, i <strong>sacchetti per lavare il tuo completo da ciclismo senza disperdere microplastiche</strong>, e il detersivo Power Clean Sport totalmente biodegradabile sono le due soluzioni per lavare l’abbigliamento tecnico da ciclismo in modo sostenibile che Santini Maglificio Sportivo ha presentato in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno.</p>
<h2>L&#8217;impatto ambientale delle nostre passioni sportive</h2>
<p>Ogni momento è buono per <strong>riflettere sull&#8217;impatto ambientale delle nostre passioni sportive</strong>. A maggior ragione la Giornata Mondiale degli Oceani, che si celebra l’8 giugno di ogni anno, e che offre l’occasione per riflettere su come tutelare i mari del pianeta e sul bisogno di interagire con essi in modo sostenibile.<br />
E quando si parla di impatto ambientale delle nostre passioni non si parla solo di <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/come-ridurre-impatto-ambientale-quando-si-fa-unescursione-in-natura/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">non lasciare tracce del nostro passaggio</a> ma anche di pensare alle conseguenze di altre azioni, come quella di lavare i capi tecnici che potrebbero rilasciare nell&#8217;ambiente microplastiche.</p>
<h3>Power Clean Sport: il detersivo biodegradabile per capi tecnici</h3>
<p>Per lavare i capi sportivi in modo sostenibile, Santini, azienda bergamasca che produce abbigliamento tecnico da ciclismo e da triathlon, si è affidata a Surfchimica Srl, l’azienda che sviluppa prodotti per lavanderie con un’ottica focalizzata al rispetto dell’ambiente, per la creazione di una soluzione detergente specifica. Nasce così Power Clean Sport, un <strong>detersivo completamente biodegradabile</strong>, realizzato senza coloranti e fosfati e che permette un lavaggio sostenibile, oltre che garantire il mantenimento dei capi in uno stato ottimale.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-610693" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/SANTINI_Power-Clean-SportGuppyfriend-Bag.jpg" alt="Santini Guppyfriend, i sacchetti per lavare il completo da ciclismo senza disperdere microplastiche" width="1920" height="720" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/SANTINI_Power-Clean-SportGuppyfriend-Bag.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/SANTINI_Power-Clean-SportGuppyfriend-Bag-300x113.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/SANTINI_Power-Clean-SportGuppyfriend-Bag-1024x384.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/SANTINI_Power-Clean-SportGuppyfriend-Bag-768x288.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/SANTINI_Power-Clean-SportGuppyfriend-Bag-1536x576.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Inoltre, Power Clean Sport è <strong>privo di Nickel e Fosfati</strong> e non contiene sostanze che irritano la pelle. Un <strong>detersivo ipoallergenico e testato dermatologicamente</strong>, amico dei capi e dell’ambiente. Power Clean Sport è in vendita sul sito santinicycling.com al prezzo consigliato al pubblico di 12,00 euro.</p>
<h3>Sacchetti per il lavaggio GUPPYFRIEND: addio microplastiche</h3>
<p>Poiché i capi sportivi sono confezionati con tessuti sintetici, <strong>quando vengono lavati perdono particelle di microplastica che finiscono inevitabilmente nelle acque reflue</strong>. Queste microparticelle entrano in mare dove possono essere ingerite da animali marini e pesci. Una soluzione a questo problema la offrono le bags per biancheria Santini Guppyfriend che sono in vendita sul sito insieme al detergente Power Clean Sport.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-610689" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bag_with-clothes.jpg" alt="Santini Guppyfriend, i sacchetti per lavare il completo da ciclismo senza disperdere microplastiche" width="1500" height="1955" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bag_with-clothes.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bag_with-clothes-230x300.jpg 230w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bag_with-clothes-786x1024.jpg 786w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bag_with-clothes-768x1001.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/06/Guppyfriend-Bag_with-clothes-1179x1536.jpg 1179w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I sacchetti a speciale trama tessile Guppyfriend, all’interno delle quali verranno inseriti i capi durante il lavaggio, <strong>riducono notevolmente la rottura delle fibre, proteggendo gli indumenti e trattenendo le fibre di plastica che vengono catturate</strong> nell’orlo e possono poi essere gettate nella raccolta differenziata della plastica. Le sacchette Guppyfriend® saranno in vendita al prezzo consigliato al pubblico di 30 euro sul sito <a href="http://www.santinicycling.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.santinicycling.com</a> dall’ 8 giugno.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/i-detersivi-per-lavare-labbigliamento-sportivo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Come lavare l&#8217;abbigliamento sportivo (senza rovinarlo)</a></p>
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