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	<title>Netflix Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>Netflix Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Questi sono i migliori docufilm e serie tv sul basket da guardare su Netflix adesso</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/migliori-docufilm-sul-basket-da-guardare-su-netflix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 07:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[I migliori docufilm e serie tv sul basket da guardare su Netflix possono ispirarti in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/01/film-serie-basket-netflix.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="film-serie-basket-netflix" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/01/film-serie-basket-netflix.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/01/film-serie-basket-netflix-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/01/film-serie-basket-netflix-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>I <strong>migliori docufilm e serie tv sul basket da guardare su Netflix</strong> possono ispirarti in campo e darti motivazione anche fuori dal rettangolo di gioco.<br />
Esiste un catalogo piuttosto ricco e caratterizzato da prodotti di grande qualità che non si focalizzano sul mero aspetto sportivo, ma raccontano straordinariamente anche il <strong>contorno sociale e culturale che rende le storie di pallacanestro ancora più affascinanti.</strong><br />
E i documentari, a partire dal capolavoro <strong>The Last Dance, </strong>lo sanno fare meglio di molti film, che invecchiano presto e non hanno la<strong> forza epica del vero basket,</strong> che quanto a emozioni non ha eguali.<br />
Un bel documentario sullo sport può quindi essere un ottimo modo per trascorrere una serata, che siate o meno appassionati della palla a spicchi.</p>
<h2>I migliori docufilm, film e serie tv sul basket da guardare su Netflix</h2>
<p>The Last Dance, dedicato ai leggendari <strong>Chicago Bulls di Michael Jordan</strong>, è senza dubbio la docuserie sportiva migliore che c&#8217;è su <a href="https://www.netflix.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Netflix</a>, da molte riviste considerata <strong>la migliore del decennio</strong>, se non addirittura della storia.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-87626" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/06/migliori-film-basket.jpeg" alt="migliori-film-basket" width="800" height="450" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/06/migliori-film-basket.jpeg 800w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/06/migliori-film-basket-300x169.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/06/migliori-film-basket-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Esistono però anche altri titoli che gli amanti della pallacanestro non possono perdere. Alcuni dei docufilm proposti faranno scendere una lacrimuccia ai nostalgici di una NBA che ormai non c’è più. Altri film di fiction compresi, raccontano il gioco di oggi, aiutando a <strong>comprendere meglio le dinamiche sociali e culturali di questo sport.</strong></p>
<p>Anche altre piattaforme streaming hanno in archivio film interessanti sul basket. Su Disney c&#8217;è <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/film-su-antetokounmpo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Rise</a>, la storia di <strong>Giannis</strong> <strong>Antetokounmpo</strong>, lo straordinario giocatore dei Milwaukee Bucks che, membro di una modesta famiglia immigrata in Grecia dalla Nigeria, ha saputo conquistare la Nba lottando ogni giorno.</p>
<p>Su Apple Tv c&#8217;è <em>Underrated </em>(foto sotto), una storia per certi versi simile quanto a underdog e riscatto, quella di <strong>Stephen Curry</strong>, talentuoso ma penalizzato da un fisico gracile, che con una determinazione assoluta ha saputo non solo farsi largo nel campionato profesionistico americano ma anche vincere 4 titoli e <strong>cambiare la storia del gioco del basket.</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-615590" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/underrated-film-serie-basket.jpg" alt="underrated-film-serie-basket" width="838" height="473" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/underrated-film-serie-basket.jpg 838w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/underrated-film-serie-basket-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/underrated-film-serie-basket-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 838px) 100vw, 838px" /></p>
<p>Mettetevi comodi e godetevi i <strong>migliori</strong> <strong>docufilm, film e serie</strong> sul <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/sherpa-mascherina-sport-filtra-coronavirus-ma-fa-respirare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">basket</a> da guardare su Netflix. Ricordando che ci sono  straordinari <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/migliori-film-sul-basket-streaming-tv-amazon-prime-video/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">film sul basket anche su Amazon</a>.</p>
<h3>Hustle</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Jeremiah Zagar<br />
<strong>Anno</strong>: 2022<br />
<strong>Durata</strong>: 117 minuti</p>
<p>Un film sul basket che riesce ad essere allo stesso tempo leggero, curioso, divertente e profondo. E a <strong>mettere in scena delle grandi sequenze di pallacanestro giocata.</strong> Si tratta di una classica success story in cui il protagonista sembra <strong>un giocatore venuto dal nulla</strong> che cerca di entrare nella Nba (ce la farà?). In realtà la vera storia è quella del suo talent scout, interpretato da <strong>un Adam Sandler splendidamente sotto controllo</strong>.<br />
Hustle è la storia del suo personaggio (Stanley Sugerman), uno scout dei Sixers bistrattato dal suo manager e dalla vita, che<strong> decide di rischiare il tutto per tutto su una intuizione. <iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/Y2JsTSVspgU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></strong><br />
Il film riprende anche un po&#8217; il mood del primo Rocky (è ambientato a Philadelphia) e mette in mostra <strong>belle sequenze di basket e di trash talking.</strong> Nel ruolo del giocatore protagonista c&#8217;è lo spagnolo Juan Hernangomez (ala di 206 cm in forza agli Utah Jazz), ma nel film compaiono moltissimi nomi del basket mondiale, da Doctor J a Sergio Scariolo, da Shaq a <strong>Kenny Smith</strong> a tanti altri che compaiono nei titoli di coda (a proposito,<strong> il film è prodotto anche da Lebron James).<br />
</strong>Da vedere anche se non hai mai toccato una palla a spicchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Last Chance U Basketball</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Greg Whiteley<br />
<strong>Anno</strong>: 2021<br />
<strong>Durata</strong>: 8 puntate<br />
Al polo opposto rispetto a The Last Dance c&#8217;è Last Chance U Basketball: è un documentario avvincente che segue <strong>la stagione cestistica del team dell&#8217;East Los Angeles College,</strong> non proprio una squadra fra le migliori e più blasonate.<br />
Una squadra di ragazzi sconosciuti, alcuni talentuosi altri meno, alcuni con un futuro nel basket altri no. Li guida John Mosley, <strong>un allenatore duro, dalle dalle forti,</strong> che non esita a scontrarsi con i suoi giocatori, sempre intento a trovare motivazioni e stratagemmi per farli rendere al meglio.<br />
I ragazzi degli Huskies sono in una buona stagione ma sano che <strong>senza vittoria non avranno niente in mano per guardare al futuro sportivo</strong>. Come finirà?</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/b-YCKtBb0L4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Un bel documentario a puntate che scava nella mente e nei corpi di un team di una college statale, di quelli frequentati dalle minoranze e dai ragazzi meno abbienti. Allenamenti, partite, scontri, gioie e delusioni;<strong> poca gloria, molto sudore, molta passione</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3>The Last Dance</h3>
<p><strong>Ideatore</strong>: Michael Tollin<br />
<strong>Regia</strong>: Jason Hehir<br />
<strong>Anno</strong>: 2020<br />
<strong>Durata</strong>: 10 puntate da circa 50 minuti a testa<br />
In origine, The Last Dance doveva essere lanciato nel giugno 2020. Visto il lockdown, però, la produzione ha fatto un enorme regalo a tutti gli appassionati, anticipando l’uscita all’aprile del 2020. Inutile dire che questo capolavoro, del quale si sta parlando tuttora, è stato come una luce all’interno delle scure giornate della prima ondata del <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/tag/coronavirus/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Coronavirus</a>.<br />
La docuserie racconta l’ultimo titolo NBA (e l’ultima stagione) dei <strong>Chicago Bulls di Michael Jordan</strong>, che ha spalancato le porte di casa sua alla troupe di The Last Dance. Il risultato? Una serie di interviste imperdibili, in cui “His Airness” si è aperto in modo inedito e ha ripercorso non solo la cavalcata del 1998, ma anche le stagioni precedenti. <strong>Dal suo arrivo in NBA al successo planetario</strong>, senza dimenticare le polemiche e i fallimenti (sportivi e personali) da cui ogni campione deve passare prima di diventare grande.<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/Peh9Yqf1GXc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<p>La forza di The Last Dance è stata l’aver fatto combaciare perfettamente la narrazione dell’evento principale (la stagione 1997-1998) e la narrazione storica, dedicata all’ascesa dei Chicago Bulls del GM Krause e di coach Phil Jackson. Un piccolo spoiler: a un certo punto <strong>compare anche Kobe Bryant</strong>. Un difetto: si focalizza eccessivamente sulla storia di Jordan, lasciando un po’ nel dimenticatoio alcuni protagonisti.</p>
<h3></h3>
<h3>The Way Back &#8211; Tornare a vincere</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Gavin O?Connor<br />
<strong>Anno</strong>: 2020<br />
<strong>Durata</strong>: 108 minuti<br />
Un film che sembra tratto da una storia vera, ma che non lo è. <strong>Ben Affleck</strong> interpreta Jack Cunningham, ex campioncino di basket locale che nella vita si è perso e affoga i suoi dispiaceri nell&#8217;alcol. La sua seconda occasione si presenta quando viene ingaggiato come <strong>allenatore dalla scalcagnata squadra della scuola cattolica Bishop Hayes,</strong> in cui militava un tempo.<br />
Jack ribalta la squadra e la riporta in alto nel ranking, ma deve combattere contro i suoi demoni e contro un ambiente un po&#8217; bigotto per i suoi metodi. Se l&#8217;impostazione è quella della <strong>classica storia di riscatto, il finale non è per nulla scontato.</strong><br />
<iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/VzNJVSsjE-I" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Un buon film che racconta una storia che va oltre lo sport, rafforzato dalla presenza di Ben Affleck, vero appassionato di basket (tifa per i Boston Celtics) e <strong>particolarmente convolto nel ruolo</strong> anche a causa della similitudine fra la sua vicenda personale (le difficoltà dell&#8217;alcolismo) e quella del protagonista del film.</p>
<h3></h3>
<h3>Basketball or Nothing</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Matt Howley, Michael Lucas e Gabriel Spitale<br />
<strong>Anno</strong>: 2019<br />
<strong>Durata</strong>: 6 puntate<br />
Basketball or Nothing parla di una squadra di pallacanestro di una <strong>scuola superiore nella Riserva Navajo</strong>, in Arizona. Per chi non lo sapesse, i Navajo sono un popolo nativo americano stanziato nell’Arizona settentrionale.<br />
Nella città di Chinle c’è una squadra di basket composta da Navajo che non riesce più a ottenere buoni risultati attraverso il suo consueto sistema di gioco, pensato per nascondere <strong>i limiti fisici e atletici</strong> dei membri di questa popolazione (di statura tendenzialmente bassa). Con l’arrivo di un nuovo coach, però, la storia cambia in maniera evidente.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/SFneLEv2lNk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3></h3>
<h3>The Carter Effect</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Sean Menard<br />
<strong>Anno</strong>: 2017<br />
<strong>Durata</strong>: 60 minuti<br />
Qual è stato il “Carter Effect”? L’aver sdoganato la pallacanestro in uno stato in cui la palla a spicchi, prima dell’arrivo di Vince Carter, <strong>era un oggetto misterioso</strong>. Nel 1998, lo sbarco di Carter a Toronto ha fatto crescere una franchigia NBA nuova e acerba come i Raptors: una scommessa vinta specialmente grazie alle schiacciate e alla personalità del fenomeno di Daytona Beach.<br />
Carter è stato rivoluzionario sia per Toronto sia per il Canada, una città e una nazione in cui<strong> ha sempre dominato l’hockey</strong>. La sua firma per i Raptors è infatti coincisa con l’esplosione del basket nel paese nordamericano, che ha iniziato ad amare questo sport <strong>ammirando i voli di Vince Carter.</strong> Ecco la storia raccontata perfettamente da The Carter Effect, un documentario da vedere e rivedere.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/UFiyuauSnMo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Rucker 50</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Robert McCullough Jr.<br />
<strong>Anno</strong>: 2016<br />
<strong>Durata</strong>: 56 minuti.<br />
Se amate il basket all’aperto su strada, questo è il documentario che fa per voi. Rucker 50, infatti, è dedicato alla storia del campetto da basket (o playground, come dicono negli USA) più importante e iconico: <strong>il Rucker Park di Harlem, quartiere di New York.</strong> Un luogo leggendario, la mecca degli appassionati della pallacanestro su cemento che ha ospitato alcuni dei talenti più scintillanti, come ad esempio Julius Erving (grande frequentatore di Rucker Park).<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/bX-M7-fN5Wg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La leggenda di Rucker Park è <strong>nata grazie a Holcombe Rucker</strong>, un insegnante che per allontanare i ragazzi dai guai di Harlem ha fondato un torneo estivo (il Rucker Pro Tournament) su quel cemento ormai <strong>intriso di storia e passione</strong>. Un torneo che, anno dopo anno, è cresciuto sempre di più, attirando l’attenzione di tutta la città e di tutto il paese.<br />
La gente si arrampicava perfino sui tetti delle case popolari di Harlem pur di non perdersi lo spettacolo che andava in scena sulla 155esima strada.</p>
<h3></h3>
<h3>Qball</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Michael Tolajian<br />
<strong>Anno:</strong> 2019<br />
<strong>Durata</strong>: 1 ora e 37 minuti<br />
Un interessantissimo documentario sulla squadra di pallacanestro dei San Quentin Warriors, ossia l&#8217;eccellenza del <strong>basket carcerario</strong> in una delle strutture più celebri e dure degli USA. Nel carcere di massima sicurezza di San Quentin, in California, il basket è parte integrante dei <strong>programmi di reinserimento sociale</strong> dei detenuti, e Qball narra di come questo sport sia in grado di restituire gioia e dignità a persone con un passato oscuro e una enorme voglia di redenzione.<br />
Il produttore esecutivo di questo docufilm <strong>è nientepopodimeno che Kevin Durant</strong>, stella NBA attualmente in forza ai Brooklyn Nets<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/PjCI90TJiMY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>One In A Billion</h3>
<p><strong>Regia</strong>: Roman Gackowski con Satnam Singh Bhamara e Larry Bird<br />
<strong>Anno</strong>: 2016<br />
<strong>Durata</strong>: 1 ora e 9 minuti<br />
One In A Billion racconta l’incredibile avventura di Satnam Singh, <strong>il primo indiano di sempre a essere scelto al Draft NBA</strong>. Nato e cresciuto in un piccolissimo villaggio rurale nel cuore dell’India, Singh ha lasciato la sua famiglia da ragazzino per intraprendere un percorso nuovo ed entusiasmante negli USA, diventando un vero e proprio eroe per la sua gente.<br />
Il documentario mette in luce la timidezza e la semplicità di un ragazzo che è sempre stato abituato a <strong>vivere con poco</strong>, ma che da un momento all’altro è stato catapultato in un contesto inedito. Singh, purtroppo, di recente è stato protagonista di una vicenda di doping che lo terrà lontano dai campi per due anni.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/eVYfHkrXBbU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Uncle Drew</h3>
<p><strong>Regia:</strong> Charles Stone III<br />
<strong>Anno:</strong> 2018<br />
<strong>Durata:</strong> 1 ora e 43<br />
Un film che ha diviso la critica e non è piaciuto a tutti, ma in ogni caso interessante perchè si possono ammirare giocatori ed ex giocatori NBA nelle vesti di attori (con costumi di dubbio gusto). Il protagonista <strong>è Uncle Drew, interpretato da Kyrie Irving</strong>, un personaggio anziano da playground che già prima dell’uscita della commedia era molto conosciuto.<br />
Gli altri giocatori ed ex giocatori presenti nel film sono Nate Robinson, Reggie Miller, Chris Webber, Shaquille O’Neal e Aaron Gordon. La trama parla di Uncle Drew e Dax (interpretato dal comico Lil Rel Howery) che organizzano un viaggio per radunare la loro vecchia squadra di basket, con l’obiettivo di dimostrare <strong>che un gruppo di vecchietti può ancora dominare</strong>.<br />
Il film <strong>si trova anche su Amazon Prime.</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/9H2SSvQ8ihA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<p><em>Photo by <a href="https://pixy.org/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Pixy</a></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è una serie di Netflix che è meglio che tu veda</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/apple-cider-vinegar-serie-di-netflix-che-e-meglio-che-tu-veda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Salute]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 06:52:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo inizio 2025 ci ha regalato diverse serie TV di grande impatto, da Adolescence a[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="720" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/apple-cider-vinegar-new-wide.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Apple Cider Vinegar" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/apple-cider-vinegar-new-wide.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/apple-cider-vinegar-new-wide-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/apple-cider-vinegar-new-wide-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/apple-cider-vinegar-new-wide-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p data-sourcepos="3:1-3:365">Questo inizio 2025 ci ha regalato diverse serie TV di grande impatto, da Adolescence a The Last of Us, capaci di tenerci incollati allo schermo con trame avvincenti e personaggi indimenticabili. Eppure, tra le uscite di febbraio, ce n&#8217;è una che forse è passata un po&#8217; in sordina, ma che merita assolutamente di essere recuperata e vista con attenzione: <strong>&#8220;Apple Cider Vinegar&#8221;</strong>. E se il nome non ti dice nulla, allora faresti davvero bene a recuperarla.</p>
<h2 data-sourcepos="3:1-3:365">&#8220;Apple Cider Vinegar&#8221;, la serie di Netflix che dovresti vedere</h2>
<p data-sourcepos="5:1-5:460">Questa miniserie, disponibile su Netflix, affonda le sue radici in una storia vera e sconcertante, raccontata nel libro inchiesta &#8220;The woman who fooled the world&#8221; dei giornalisti australiani Beau Donelly e Nick Toscano. Al centro della narrazione c&#8217;è la vicenda di <strong>Belle Gibson</strong>, un&#8217;influencer australiana che aveva costruito un impero social promettendo miracolose guarigioni dal cancro attraverso uno stile di vita &#8220;olistico&#8221; e una dieta particolare.</p>
<p data-sourcepos="7:1-7:438">&#8220;Apple Cider Vinegar&#8221; ci porta dentro la tumultuosa ascesa e (per fortuna anche la rovinosa caduta) di Gibson, mostrando come sia riuscita a ingannare un vasto pubblico e a guadagnare ingenti somme di denaro sfruttando la fragilità e la disperazione di persone malate. E giustamente al centro della miniserie c&#8217;è il cruciale ruolo investigativo dei due giornalisti che, con il loro lavoro meticoloso, hanno smascherato le bugie dell&#8217;influencer, portando alla luce la verità.</p>
<p data-sourcepos="7:1-7:438"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-649841" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/applecidervinegar-netflix-24-01-19-benking-22a4691.jpg" alt="Apple Cider Vinegar" width="1480" height="833" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/applecidervinegar-netflix-24-01-19-benking-22a4691.jpg 1480w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/applecidervinegar-netflix-24-01-19-benking-22a4691-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/applecidervinegar-netflix-24-01-19-benking-22a4691-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/04/applecidervinegar-netflix-24-01-19-benking-22a4691-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1480px) 100vw, 1480px" /></p>
<p data-sourcepos="9:1-9:625">Parallelamente al racconto dell&#8217;inganno di Gibson, la serie tocca un nervo scoperto: quello dei gravi danni che la disinformazione nel campo della salute, soprattutto tramite i social network, può causare. Viene ricordata per esempio, con il nome fittizio di Milla Blake, anche la tragica storia di <strong>Jessica Ainscough</strong>, una giovane donna che, purtroppo, aveva cercato di curare il proprio cancro seguendo terapie alternative come quelle proposte dall&#8217;Istituto Gerson in Messico, fidandosi di approcci privi di fondamento scientifico basati su una combinazione di integratori alimentari, una rigida alimentazione a base di alimenti vegetali biologici e clisteri di caffè. Questa vicenda, pur con le dovute modifiche narrative, è un monito potente sulle conseguenze potenzialmente fatali di credere a cure non validate.</p>
<h3 data-sourcepos="9:1-9:625">Contro le fake news</h3>
<p data-sourcepos="11:1-11:747">Queste due storie, quella di Belle Gibson e quella di chi ha creduto alle sue promesse, sono emblematiche del ruolo pericoloso che possono ricoprire influencer e creator quando si avventurano nel delicato campo della salute. Come sottolinea l&#8217;<strong>Osservatorio Favo</strong> nel suo rapporto &#8220;<a href="https://osservatorio.favo.it/sedicesimo-rapporto/parte-seconda/fake-news-speculazioni-nutrizione-oncologia/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Fake news e speculazioni sulla nutrizione in oncologia</a>&#8220;, la diffusione di informazioni non verificate e di false promesse terapeutiche online è un fenomeno in crescita che può avere ripercussioni gravissime sui pazienti oncologici e non solo. Il rapporto evidenzia come le fake news in ambito nutrizionale oncologico siano spesso caratterizzate da un linguaggio emotivo e sensazionalistico, promettendo guarigioni miracolose e screditando la medicina tradizionale.</p>
<p data-sourcepos="13:1-13:426">&#8220;Apple Cider Vinegar&#8221; non è solo una storia avvincente, ma anche un importante spunto di riflessione sull&#8217;importanza di <strong>prestare sempre estrema attenzione alle informazioni veicolate dai social network, soprattutto quando si tratta di salute</strong>. La fiducia cieca in figure non mediche, come influencer e creator, e la sottovalutazione del parere di professionisti sanitari possono portare a scelte pericolose e a conseguenze drammatiche.</p>
<p data-sourcepos="13:1-13:426"><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p data-sourcepos="13:1-13:426"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/heinz-stucke-e-la-serie-netflix-sulluomo-che-voleva-vedere-tutto/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La serie Tv di Netflix da vedere sull&#8217;uomo che voleva vedere tutto</a></strong></p>
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<p data-sourcepos="15:1-15:541">Questa miniserie di Netflix ci ricorda, con una narrazione efficace e basata su fatti reali, quanto sia fondamentale sviluppare un pensiero critico e affidarsi sempre a fonti di informazione autorevoli e basate su evidenze scientifiche, soprattutto in un ambito delicato come quello della salute. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: &#8220;Apple Cider Vinegar&#8221; è una serie che vi terrà col fiato sospeso e, al tempo stesso, vi fornirà importanti strumenti per navigare con maggiore consapevolezza il complesso mondo dell&#8217;informazione online.</p>
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		<title>Questo è uno dei film più belli sulla montagna: 14 Vette su Netflix</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/14-vette-film-netflix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 06:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[14 Vette, il film documentario Netflix in streaming sulle scalate ai limiti del possibile di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="14-vette-film-netflix-nirmal-purja" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-nirmal-purja-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>14 Vette</strong>, il film documentario Netflix in streaming sulle<strong> scalate ai limiti del possibile di Nimsdai Purja</strong> e il suo team nepalese sugli Ottomila, è davvero, ma davvero, da vedere. Il titolo originale è <strong>14 Peaks: nothing is impossible</strong>, mentre in italiano è <em>14 Vette: scalate ai limiti del possibile</em>.<br />
Non solo racconta l’impresa da record dello sherpa della sua crew di scalatori nepalesi, ma è anche <strong>una storia commovente, drammatica, epica,</strong> in grado di ispirare e ben raccontata. È <strong>adatta a tutti,</strong> anche a chi non è appassionato di montagna.</p>
<h2>Perché 14 Vette, il film Netflix su Nimsdai Purja e gli Ottomila, è davvero da vedere (per tutti)</h2>
<p>14 Vette racconta in forma di <strong>documentario</strong> l’impresa ‘Project possible 14&#215;7’ di Nirmal Nimsdai’ Purja, scalare nepalese che prova un’impresa considerata impossibile: <strong>scalare tutti i 14 ottomila in 7 mesi.</strong><br />
Per dare un’idea di cosa si tratti, c’è da sapere che il primo a riuscirci fu il nostro <strong>Reinhold</strong> <strong>Messner</strong>, che ci mise 16 anni. Fino a ora il record di velocità apparteneva al sudcoreano Kim Chang-Ho con 7 anni e 10 mesi.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-80824" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming.jpeg" alt="14-vette-film-netflix-streaming" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/14-vette-film-netflix-streaming-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><strong>Spoiler</strong> (ma fino a un certo punto): Purja ci riuscirà in 6 mesi e 6 giorni, conquistando anche altri 5 record nella storia dell’alpinismo, come ad esempio la <strong>prima scalata invernale del K2</strong> e l’infilata Everest, Lhotse e Makalu in 48 ore.<br />
Sono <strong>avventure drammatiche nella cosiddetta Zona dalla Morte</strong> al di sopra degli 8 mila metri: tragedie in parete, atti di eroismo, fatica estrema, cedimenti, esaltazione, sfide fisiche, burocratiche (i permessi per scalare in Cina) e psicologiche al limite (sul K2).<br />
Ma c’è molto di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>
<h3>14 Vette, perché vederlo</h3>
<p>14 Peaks non è solo una grande impresa alpinistica. È un gran bel film che <strong>racconta con ritmo avvincente tante altre cose.<br />
</strong>E lo inseriamo fra <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay/" data-wpel-link="internal">i migliori film sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon e RaiPlay</a>.<br />
C’è l’ambizione umana che ha dietro <strong>l’orgoglio</strong>, <strong>la determinazione il riscatto del popolo nepalese</strong>: <a href="https://www.instagram.com/nimsdai/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Nimsdai Purja</a> sembra un folle arrogante ma in realtà corre verso le vette per ispirare il suo popolo e dimostrare la grandezza degli sherpa nepalesi, i migliori scalatori del mondo ma <strong>trascurati</strong> <strong>dai</strong> <strong>media</strong> a favore dei più blasonati europei o americani.</p>
<p>C’è anche un&#8217;altra polemica sulle spedizioni turistiche (ma non eccessiva: gli sherpa campano di questo) e <strong>sulle code di gente in parete che sgomita per arrivare in vetta.</strong><br />
Si parla anche della <strong>forza della comunità</strong> che fa pressioni grazie ai social media sul governo cinese che vorrebbe fermare il sogno di Purja.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-80819 size-full" title="14-vette-film-netflix-nimsdai-purja" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible.jpeg" alt="14-vette-film-netflix-nimsdai-purja" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/10/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay-14-peaks-impossible-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>14 Peaks, la storia emozionante di Nimsdai Purja</h3>
<p>Ma su tutto c’è anche <strong>la storia personale, esemplare e ispirazionale di Nimsdai.</strong> Nato povero come tanti altri sherpa, si è arruolato come il padre n<strong>ei Gurkha,</strong> il reparto d’elite dell’esercito, per poi dedicarsi dal 2012 all’alpinismo e cominciare a progettare il suo sogno.<br />
Deve fare i conti con una famiglia modesta e con la <strong>malattia della madre</strong>: il film racconta in parallelo il rapporto co la montagna e quello con la madre, le scalate di Purja e la degenerazione fisica della mamma, che verrà a mancare nel 2020, poco dopo l&#8217;impresa del figlio. <strong>La telefonata fra loro</strong> dopo l’ultima fatica sul Shisha Pangma è tanta roba.</p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
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<h3>14 Vette, il trailer</h3>
<p>14 Vette è un mix di riprese in parete, filmati d’archivio, interviste (fra cui Messner) e animazioni. Ha un <strong>ritmo avvincente da thriller nella neve</strong> e ha anche una forte carica <strong>emozionale</strong> e motivazionale.<br />
È <strong>diretto da Torquil Jones</strong> e dietro c’è una produzione in gran parte nepalese, a cui hanno contribuito anche <strong>Jimmy Chin</strong> (il regista premio Oscar di Free Solo con Alex Honnold) e altri alpinisti, fra cui tutti i nepalesi del team di Nirmal Purja (che è anche direttore della fotografia per le riprese in parete).<br />
<a href="https://youtu.be/8QH5hBOoz08?si=H229wjelQEBPXk3J" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Qui puoi vedere il trailer ufficiale</strong></a></p>
<h3>14 Vette, le frasi più belle</h3>
<p>“In cima all’Everest la tua anima si fonde con la montagna”</p>
<p>“La death zone acuisce i miei sensi”</p>
<p>“Quando tutto è concentrato in un istante, scalare e meditare diventano una stessa cosa”</p>
<p>“Ero diventato l’Usain Bolt degli 8mila, mi sentivo invincibile”</p>
<p>“Volevo ispirare gli altri al successo, ma come figlio avevo fallito”</p>
<p>“Nirmal Purja ha tutta la mia stima” (Reinhold Messner)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La serie tv Netflix da vedere: Heinz Stücke, l&#8217;uomo che voleva vedere tutto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/heinz-stucke-e-la-serie-netflix-sulluomo-che-voleva-vedere-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 07:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[documentari]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una serie Netflix davvero imperdibile. Si intitola The Man Who Wanted to See It[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="689" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-4.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Heinz Stücke e la serie Netflix sull&#039;uomo che voleva vedere tutto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-4.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-4-300x202.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-4-768x517.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br><br><p>C&#8217;è una serie Netflix davvero imperdibile. Si intitola <strong>The Man Who Wanted to See It All</strong>, è del 2021, è stata finanziata con un <a href="https://www.kickstarter.com/projects/lotofilms/the-man-who-wanted-to-see-it-all?lang=it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">crowdfunding su Kickstarter</a> e racconta la storia di Heinz Stücke, un signore tedesco di ormai più di 80 anni che <strong>nel 1962 è partito da Hövelhoff, in Germania, con la sua bicicletta e ha girato il mondo per i successivi 50 anni</strong> e oltre.<br />
Se ti piacciono queste cose, ti consigliamo di vederla.</p>
<h2>Heinz Stücke, l&#8217;uomo che voleva vedere tutto, la serie su Netflix</h2>
<p>Heinz Stücke non ha scritto libri, non c&#8217;è un sito internet suo e non ha profili social. Ma non per questo la sua storia non era conosciuta, e non solo nel mondo dei cicloturisti e dei viaggiatori che nel secolo scorso si raccontavano oralmente la storia di questo mitologico giramondo. Uno dei modi che Heinz Stücke ha adottato per guadagnare soldi e continuare a girare, oltre a svolgere lavoretti nei luoghi in cui transitava, è stato anche quello di <strong>vendere le sue foto &#8211; oltre 100.000 &#8211; e la sua storia a riviste, rotocalchi e quotidiani</strong>. Anche italiani, come si vede bene nel documentario Netflix.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599783" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/AAAABWSSADHmK6FTUz9VxMJHTBIVIir9D0RIGKegKvRSAIEEoBfFahsu-kPFwpl5phsHR0GiZGBQn9ynbiLsy2hY0pHvHumDUY40sMQc.jpg" alt="Heinz Stücke e la serie Netflix sull'uomo che voleva vedere tutto" width="1280" height="720" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/AAAABWSSADHmK6FTUz9VxMJHTBIVIir9D0RIGKegKvRSAIEEoBfFahsu-kPFwpl5phsHR0GiZGBQn9ynbiLsy2hY0pHvHumDUY40sMQc.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/AAAABWSSADHmK6FTUz9VxMJHTBIVIir9D0RIGKegKvRSAIEEoBfFahsu-kPFwpl5phsHR0GiZGBQn9ynbiLsy2hY0pHvHumDUY40sMQc-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/AAAABWSSADHmK6FTUz9VxMJHTBIVIir9D0RIGKegKvRSAIEEoBfFahsu-kPFwpl5phsHR0GiZGBQn9ynbiLsy2hY0pHvHumDUY40sMQc-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/AAAABWSSADHmK6FTUz9VxMJHTBIVIir9D0RIGKegKvRSAIEEoBfFahsu-kPFwpl5phsHR0GiZGBQn9ynbiLsy2hY0pHvHumDUY40sMQc-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>E già l&#8217;idea di <strong>un uomo che per oltre mezzo secolo ha vissuto per strada, con una bicicletta, una tenda e il poco necessario per coprirsi e mangiare</strong>, girando il mondo in lungo e in largo tra deserti, steppe, altipiani e passi a quattromila metri d&#8217;altezza, metropoli e Paesi di un&#8217;altra epoca storica, è un buon motivo per guardare la serie Netflix.</p>
<p>È <strong>il 22 agosto 1962 quando Heinz Stücke lascia la sua cittadina della Renania Settentrionale-Vestfalia</strong>: un lavoro in fabbrica con poche prospettive, un padre oppressivo e con il quale ha un rapporto contrastato, i 20 anni e la voglia di vedere il mondo sono più che sufficienti per mettersi in sella con l&#8217;equivalente di 300 dollari in tasca e una tenda in cui passare la notte.</p>
<p>Per dare una prospettiva storica: <strong>nel 1962 il Muro di Berlino era appena stato costruito</strong>, i Beatles erano ancora pressoché sconosciuti, Neil Armstrong e Buzz Aldrin non erano sbarcati sulla luna. Nel tempo in cui Heinz Stücke ha girato il mondo, il mondo è cambiato: la decolonizzazione degli Stati africani, la guerra fredda, <strong>la caduta del Muro e la dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica</strong>, la nascita di Internet, l&#8217;apertura della Cina al mondo e la sua affermazione come potenza economica, e molti altri avvenimenti epocali del <strong>cosiddetto Secolo Breve che ci vorrebbe un anno di scuola</strong> solo per accennarli tutti.</p>
<p>E lui, <strong>Heinz Stücke, ha vissuto tutto questo da un punto di vista sicuramente unico</strong>, quello della sua bicicletta: nei suoi oltre 50 anni di girovagare stima di aver percorso <strong>oltre 600.000 km e attraversato 257 nazioni</strong> nei 5 continenti. Già così, una storia incredibile. Ma ci sono altri motivi per vedere la serie Netflix The Man Who Wanted to See It All.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: </strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/la-storia-di-gleb-travin-il-russo-che-pedalo-lungo-tutti-i-confini-dellunione-sovietica/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">La storia di Gleb Travin che ha pedalato lungo tutti i confini dell&#8217;URSS</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/kazimierz-nowak-il-polacco-che-negli-anni-trenta-attraverso-lafrica-in-bicicletta/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Kazimierz Nowak, il polacco che negli anni Trenta ha attraversato l&#8217;Africa in bici</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>The Man Who Wanted to See It All: perché vedere la serie Netflix su Heinz Stücke</h3>
<p>Oltre che per lo stupore per questa storia, ci sono almeno <strong>5 motivi per vedere la serie Netflix</strong> The Man Who Wanted to See It All su Heinz Stücke.</p>
<p><strong>1. Memorabilia</strong></p>
<p>Heinz Stücke è un figlio del proprio tempo, analogico e materiale, e <strong>ha conservato e catalogato tutto</strong>, Ogni genere di memorabilia: dalle cartine con cui viaggiava ai sellini della bici, dalle foto &#8211; come detto, ma vale la pena ripeterlo, oltre 100.0000 &#8211; a 28.000 pagine di riflessioni e appunti, e ancora radioline con cui si teneva informato, passaporti, ritagli di giornale, oggetti di uso comune. La sua casa di Hövelhoff sta diventando un museo di un mondo che è ormai scomparso.</p>
<p><strong>2. La bicicletta</strong></p>
<p>Non solo la sua bicicletta, la stessa con cui è partito e ha viaggiato in oltre mezzo secolo, che già sarebbe <strong>un inno alla tecnica &#8211; robusta, affidabile, pratica e facile da aggiustare</strong> &#8211; contro la complessità della tecnologia. Ma le sue considerazioni sulla bicicletta: a un certo punto <strong>dice che la bici era il suo &#8220;vero passaporto&#8221;</strong>, che se fosse arrivato a piedi nei luoghi in cui è stato non avrebbe avuto la stessa accoglienza che invece aveva in sella alla sua bici, che provocava lo stupore negli occhi di chi lo incontrava e la disposizione d&#8217;animo di accoglierlo, aiutarlo, fargli compagnia anche solo per il tempo di un pasto.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599787" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-3.jpg" alt="Heinz Stücke e la serie Netflix sull'uomo che voleva vedere tutto" width="1024" height="671" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-3.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-3-300x197.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/soutenez-heinz-stucke-the-man-who-wanted-to-see-it-all-3-768x503.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>3. La famiglia allargata</strong></p>
<p>Heinz Stücke non si è sposato, non ha avuto figli, <strong>non ha avuto una famiglia nel senso tradizionale del termine</strong>. Ed è uno dei temi di cui parla con gli amici di un tempo e le sorelle quando torna a casa. Ma incredibilmente, tramite lettere e cartoline che in qualche modo riusciva a spedire e ricevere in giro per il mondo, <strong>si è creato una specie di famiglia allargata di persone con cui è rimasto in contatto per tutti quegli anni</strong> e che nel tempo ha visitato più volte. È riuscito perfino a fare da padrino al figlio di una coppia conosciuta nel mezzo del Sahara&#8230;</p>
<p><strong>4. Il mondo prima della globalizzazione</strong></p>
<p>A un certo punto Heinz Stücke fa una riflessione che chiunque abbia viaggiato anche solo in Interrail prima della globalizzazione e prima di Internet non può non sentire propria: <strong>allora viaggiare significava aver a che fare con lo sconosciuto</strong>. C&#8217;erano sì le mappe geografiche e le cartine stradali, c&#8217;erano le prime guide di viaggio, poche foto e sommarie informazioni pratiche, al massimo avevi visto qualche foto di qualche reportage. Ma di sicuro non potevi scegliere dove piazzare la tenda consultando Google Maps, nn avevi già visto le immagini di qualunque posto remoto nel mondo su Google Immagini, non avevi prenotato un posto letto tramite Internet, non avevi già bruciato la magia della scoperta e della sorpresa tramite il digitale. <strong>Quel mondo non esiste più</strong>, e giustamente uno degli amici di Heinz Stücke dice che ciò che ha fatto Heinz oggi è ormai definitivamente irripetibile.</p>
<p><strong>5. L&#8217;Ikigai</strong></p>
<p>Ikigai è un <strong>termine giapponese che esprime il concetto di obiettivo nella vita</strong>, qualcosa per cui continuare a vivere. Ciascuno di noi ha il proprio Ikigai, e tutto sta nel trovarlo e capirlo. Non tutti abbiamo il telos, il fine ultimo, di girare il mondo in bicicletta per una vita intera. Né probabilmente avremmo tutti la capacità di farlo, la forza interiore e d&#8217;animo. Ma l&#8217;Ikigai di Heinz ci lascia una eredità che vale la pena conoscere, anche nel confronto che Heinz ha con gli amici di infanzia con cui riannoda i fili dopo 50 anni. A un certo punto dice: <strong>nella vita ci manca sempre qualcosa, e non potremo avere o fare tutto</strong>, ed è questo che ci manda avanti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-599795" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/230120-1956-403371917.jpg" alt="Heinz Stücke e la serie Netflix sull'uomo che voleva vedere tutto" width="1000" height="565" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/230120-1956-403371917.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/230120-1956-403371917-300x170.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/03/230120-1956-403371917-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Per <strong>vedere la serie Netflix</strong> puoi <a href="https://www.netflix.com/it-en/title/81506592" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">cliccare qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto su Netflix: perché guardare la serie Tv su alimentazione vegana e onnivora</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/sei-cio-che-mangi-gemelli-a-confronto-su-netflix-perche-guardare-la-serie-tv-su-alimentazione-vegana-e-onnivora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2024 14:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegana]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una miniserie su Netflix, Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto, che sta[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Sei-cio-che-mangi-gemelli-a-confronto-docuserie-Netflix.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto su Netflix" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Sei-cio-che-mangi-gemelli-a-confronto-docuserie-Netflix.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Sei-cio-che-mangi-gemelli-a-confronto-docuserie-Netflix-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Sei-cio-che-mangi-gemelli-a-confronto-docuserie-Netflix-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Sei-cio-che-mangi-gemelli-a-confronto-docuserie-Netflix-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>C&#8217;è una miniserie su Netflix, <strong>Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto</strong>, che sta scalando rapidamente la classifica delle serie più viste sulla piattaforma di streaming e che è da vedere assolutamente e con occhio critico. Perché non parla di veganismo e di guerre di religione sulle diete, ma <strong>parla della nostra salute</strong>.</p>
<h2>Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto su Netflix: perché guardare la miniserie Tv su alimentazione vegana e onnivora</h2>
<p>Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto <strong>non è la prima serie Tv su Netflix che parla di alimentazione, cibo e diete</strong>: nel 2021 avevamo scritto di <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/the-game-changers-perche-vedere-il-documentario-di-netflix-sullalimentazione-vegana-negli-sportivi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">The Game Changers, il documentario di Netflix sull’alimentazione vegana negli sportivi</a>, ma questa volta siamo un passo oltre. Perché <strong>la serie parla di un un vero studio scientifico</strong>, pubblicato il 30 Novembre 2023 (<a href="https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2812392?resultClick=3" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Cardiometabolic Effects of Omnivorous vs Vegan Diets in Identical Twins &#8211; A Randomized Clinical Trial</a>) e che in qualche modo è inedito: 22 coppie di gemelli omozigoti, quindi con lo stesso DNA, per 8 settimane hanno seguito una dieta sana, cioè ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi e povera di zuccheri e amidi raffinati; ma una dieta era plant based, cioè vegana a tutti gli effetti, l&#8217;altra era onnivora, cioè prevedeva anche pollo e pesce oltre a uova e latticini.</p>
<h3>Dieta Made in USA</h3>
<p>Serve una premessa: Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto <strong>parte dal punto di vista della &#8220;alimentazione americana&#8221;, la cosiddetta Standard American Diet</strong>, il cui acronimo è &#8220;Sad&#8221;, dai suoi presupposti storici e dalle sue conseguenze sociali.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622891" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/you-are-what-you-eat-a-twin-experiment-e1-00-05-18-05-6594306d87f6f.png" alt="Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto su Netflix" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/you-are-what-you-eat-a-twin-experiment-e1-00-05-18-05-6594306d87f6f.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/you-are-what-you-eat-a-twin-experiment-e1-00-05-18-05-6594306d87f6f-300x225.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/you-are-what-you-eat-a-twin-experiment-e1-00-05-18-05-6594306d87f6f-1024x768.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/you-are-what-you-eat-a-twin-experiment-e1-00-05-18-05-6594306d87f6f-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>I presupposti storici sono che durante la Seconda Guerra Mondiale il governo USA si rese conto che <strong>una larga parte dei giovani uomini americani che volevano arruolarsi nell&#8217;esercito erano troppo magri</strong> per poter soddisfare gli standard fisici imposti dall&#8217;esercito. Questo innescò uno <strong>shock culturale verso un&#8217;alimentazione iper-proteica a base di carne e latticini</strong>. Ma poiché carne e latticini erano poco disponibili in quantità e comunque lo erano ad alto costo, <strong>questo ha dato vita all&#8217;industria alimentare su larga scala</strong>, con allevamenti intensivi e prodotti disponibili nella grande distribuzione a costo accessibili. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e il boom economico i cibi economici dei supermercati sono diventati un business economico per l&#8217;industria alimentare, fino alla condizione attuale in cui, al netto delle specificità di ciò che tradizionalmente mangiano i diversi gruppi etnici che compongono la società americana, <strong>gli Stati Uniti hanno i maggiori tassi di obesità e sovrappeso al mondo</strong>. Con conseguenti malattie cardiovascolari e metaboliche correlate.</p>
<h3>Gemelli a Confronto</h3>
<p>L&#8217;idea della studio della Stanford University alla base scientifica della serie Tv di Netflix è nato <strong>confrontando condizioni di salute, tassi di sovrappeso e obesità e stili di vita di due popolazioni divise solo da una highway</strong>: quella di <strong>San Bernardino in California</strong>, curiosamente sede del primo McDonald’s della storia, e quella di <strong>Loma Linda</strong>. Chi è stato negli USA avrà sicuramente notato che una highway può dividere plasticamente i quartieri upper class dagli slums, e anche senza arrivare a questa polarizzazione estrema a Loma Linda abbiamo una comunità prevalentemente di Avventisti del Settimo Giorno che ha accesso a frutta, verdura, legumi, alimenti sani, che svolge attività fisica regolare e che, soprattutto, è prevalentemente vegetariana; dall&#8217;altra parte, a San Bernardino, abbiamo una comunità a basso reddito e bassa scolarizzazione, che non ha accesso a cibo fresco o non lavorato industrialmente, e che mangia cibo prevalentemente di bassa qualità, spesso da fast food. Quello che in gergo viene chiamato ormai &#8220;<strong>deserto alimentare</strong>&#8220;. Bene: la comunità di Loma Linda vive mediamente 10 anni in più di quella di San Bernardino.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622895" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/AAAAQZFtL6PJC7q8zUFu06SaT9aIIaBU9aLditt2MQknSMdqI_zR3hRRD1bPJQGENxmzLoS-zJMBzGZUaIyqJzUkqWG4Mf10bBCdDdGZhsAEDZiJSJhfGJWutBZtyAODKY32mKdCPhiNGNVP_7zBAdxikEzIUts.jpg" alt="Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto su Netflix" width="2047" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/AAAAQZFtL6PJC7q8zUFu06SaT9aIIaBU9aLditt2MQknSMdqI_zR3hRRD1bPJQGENxmzLoS-zJMBzGZUaIyqJzUkqWG4Mf10bBCdDdGZhsAEDZiJSJhfGJWutBZtyAODKY32mKdCPhiNGNVP_7zBAdxikEzIUts.jpg 2047w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/AAAAQZFtL6PJC7q8zUFu06SaT9aIIaBU9aLditt2MQknSMdqI_zR3hRRD1bPJQGENxmzLoS-zJMBzGZUaIyqJzUkqWG4Mf10bBCdDdGZhsAEDZiJSJhfGJWutBZtyAODKY32mKdCPhiNGNVP_7zBAdxikEzIUts-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/AAAAQZFtL6PJC7q8zUFu06SaT9aIIaBU9aLditt2MQknSMdqI_zR3hRRD1bPJQGENxmzLoS-zJMBzGZUaIyqJzUkqWG4Mf10bBCdDdGZhsAEDZiJSJhfGJWutBZtyAODKY32mKdCPhiNGNVP_7zBAdxikEzIUts-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/AAAAQZFtL6PJC7q8zUFu06SaT9aIIaBU9aLditt2MQknSMdqI_zR3hRRD1bPJQGENxmzLoS-zJMBzGZUaIyqJzUkqWG4Mf10bBCdDdGZhsAEDZiJSJhfGJWutBZtyAODKY32mKdCPhiNGNVP_7zBAdxikEzIUts-768x405.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/AAAAQZFtL6PJC7q8zUFu06SaT9aIIaBU9aLditt2MQknSMdqI_zR3hRRD1bPJQGENxmzLoS-zJMBzGZUaIyqJzUkqWG4Mf10bBCdDdGZhsAEDZiJSJhfGJWutBZtyAODKY32mKdCPhiNGNVP_7zBAdxikEzIUts-1536x810.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2047px) 100vw, 2047px" /></p>
<p>Da qui <strong>l&#8217;idea, inedita e rivoluzionaria, di mettere a confronto per 8 settimane persone con lo stesso DNA</strong>, cioè la stessa base di partenza, e vedere il ruolo dell&#8217;epigenetica &#8211; cioè di fattori come l’età e fattori ambientali come agenti fisici e chimici, dieta, attività fisica, etc &#8211; nel modificare l’espressione dei geni. O meglio, nel caso di studio, di alcuni parametri fisici relativi alla salute.</p>
<h3>L&#8217;impatto socio-ambientale dell&#8217;industria alimentare</h3>
<p>Tangenzialmente nella serie Tv Netflix Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto c&#8217;è un altro tema di cui tener conto, oltre a quello della salute individuale e sociale, ed è <strong>l&#8217;impatto socio-ambientale dell&#8217;industria alimentare e degli allevamenti intensivi</strong>: dal disboscamento dell&#8217;Amazzonia per fare posto a pascoli per l&#8217;allevamento di bovini che daranno carne a basso costo allo sversamento di liquami dagli allevamenti intensivi di maiali e pollame (con la nota non secondaria che i farmer americani possiedono solo il terreno e i capannoni, mentre i capi di bestiame e la loro gestione sono in mano a multinazionali anche extra USA) fino alle prove di forza, in spregio della legge sull&#8217;inquinamento, nei confronti delle piccole comunità rurali, sono immagini crude che non possono lasciare indifferenti. Ma questo è un correlato della serie Tv, mentre il nocciolo della questione è la salute, appunto individuale se non collettiva.</p>
<h3>Effetti cardiometabolici di diete onnivore e vegane in gemelli identici &#8211; Uno studio clinico randomizzato</h3>
<p>Il titolo dello studio da cui deriva la serie Netflix è già esplicito: <strong>uno studio clinico randomizzato su gemelli identici sugli effetti cardiometabolici di diete onnivore e vegane</strong>. Come detto le coppie di gemelli sono omozigote, quindi con identico DNA, l&#8217;assegnazione della dieta casuale, per estrazione a sorte, i gemelli coinvolti nello studio sono eterogenei per età, gruppo etnico, genere, estrazione sociale e scolarizzazione. Tra i test a cui sono sottoposti all&#8217;inizio e alla fine delle 8 settimane oggetto dello studio ci sono <strong>peso, massa grassa e massa magra, grasso viscerale, libido, resistenza, età biologica e attività cerebrali</strong>, oltre a una serie di altri indicatori estrapolati da esame del sangue, delle urine e delle feci. Insomma, un check-up completo e approfondito. Le coppie di gemelli per le prime 4 settimane mangiano solo i pasti forniti dagli studiosi, per le seconde 4 settimane devono fare la spesa in autonomia e prepararsi i pasti da soli.</p>
<h3>Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto: i risultati dello studio in termini di salute e benessere</h3>
<p>A conclusione delle 8 settimane di studio i risultati sono sotto gli occhi di tutti:</p>
<p><strong>Colesterolo LDL</strong> (quello &#8220;cattivo&#8221;): con la dieta vegana è diminuito di almeno il 10%, mentre è rimasto invariato se non aumentato nel caso degli onnivori;</p>
<p><strong>TMAO (TriMetilAmmina-N-Ossido)</strong>, un parametro del sangue indicativo del livello di infiammazione e del rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori (come infarti e ictus): il dato crolla con la dieta vegana mentre rimane invariato o aumenta con la seppur &#8220;sana&#8221; dieta onnivora comprensiva di carne;</p>
<p><strong>Microbioma</strong>, indicatore della salute intestinale: nei vegani, aumentano i batteri utili per l’intestino e diminuisce l’infiammazione intestinale;</p>
<p><strong>Età biologica e cellulare</strong>, cioè l&#8217;età che si può attribuire a un individuo sulla base delle sue condizioni morfologiche e funzionali come qualità dei tessuti, degli organi e degli apparati, valutate rispetto a valori standard di riferimento: i gemelli che hanno seguito la dieta vegana sono risultati biologicamente più giovani anche di anni rispetto ai fratelli onnivori;</p>
<p><strong>Libido</strong> (misurata tramite un test sulla pressione sanguigna genitale): l’alimentazione vegana ha aumentato esponenzialmente la libido di chi l’ha seguita, con valori molto più alti rispetto a chi ha seguito l’alimentazione onnivora;</p>
<p><strong>Composizione corporea e prestanza atletica</strong>: tutti hanno perso peso ma alcuni gemelli che hanno seguito la dieta vegana hanno anche perso massa muscolare. Tuttavia, sempre per “errori” del soggetto: o mangiava troppo poco non rispettando le regole e i pasti forniti o non faceva attività come avrebbe dovuto. Di contro, la muscolatura di chi ha mangiato in maniera onnivora è rimasta soddisfacente, tuttavia il loro grasso viscerale non è diminuito anzi in alcuni casi è aumentato</p>
<h3>Visione critica</h3>
<p>Ora, messa così, <strong>non bisognerebbe far altro che abbandonare immediatamente carne e latticini e abbracciare l&#8217;alimentazione vegana</strong>. Però, benché si tratti di una serie Tv basata su un vero e rigoroso studio scientifico, un po&#8217; di visione critica è necessaria.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-622899" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Screenshot-3677_659666c43e30d.png" alt="Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto su Netflix" width="820" height="540" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Screenshot-3677_659666c43e30d.png 820w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Screenshot-3677_659666c43e30d-300x198.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2024/01/Screenshot-3677_659666c43e30d-768x506.png 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p>Prima di tutto il presupposto è che si parla della realtà americana, che nonostante gli allarmanti tassi di sovrappeso e obesità, anche infantile, che stiamo riscontrando anche da noi (la <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/sindrome-di-home-simpson-la-sedentarieta-e-unepidemia-che-colpisce-fin-da-bambini/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">cosiddetta Sindrome di Homer Simpson</a>) è una realtà ancora un po&#8217; lontana dalla nostra.</p>
<p>Poi come tutti i prodotti di intrattenimento anche Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto è confezionato come si deve: il preparatore fisico che segue le coppie di gemelli è vegano e appare sempre con i muscoli in bella vista dalla canottiera e corre più veloce dei gemelli che sta allenando; parimenti nella serie si parla anche di <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/hamburger-vegetariani-cosa-contengono-davvero/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">prodotti surrogati tipo Beyond Meat</a>, e l&#8217;intervento di <strong>Miyoko Schinner, fondatrice di Miyoko&#8217;s Creamery</strong> che produce burro e formaggi vegani, è un bello spot all&#8217;industria dei surrogati; parimenti d&#8217;impatto emotivo è lo storytelling intorno alla scelta di <strong>chef Daniel Humm</strong> che dopo aver portato il ristorante Eleven Madison Park di New York alle 3 stelle Michelin e a essere nominato il miglior ristorante al mondo con piatti come l’anatra arrosto con miele e lavanda, l’astice cotto nel burro o il foie gras ha fatto una inversione a U verso una scelta vegana dettata soprattutto da motivazioni etiche; last but not least non si parla delle <strong>necessità di integrazione per chi segue una dieta 100% vegana a lungo termine</strong> (tipicamente gli indispensabili Vitamina B12 e Omega 3, ma anche Vitamina D, Ferro, Calcio, Zinco e Iodio) né dei <strong>costi ambientali e sociali del boom di richiesta di alcuni prodotti</strong> (tipicamente l&#8217;avocado, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/alimentazione/perche-mangiare-avocado-fa-bene-a-te-ma-non-allambiente/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">di cui abbiamo già scritto qui</a>).</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/KcbSyFcHsLA?si=SAzwxJQdlSVsTF5c" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Detto tutto ciò, Sei ciò che mangi – Gemelli a Confronto <strong>è da guardare senza preclusioni né prese di posizione preventive</strong>, e fare un po&#8217; i conti con le proprie scelte alimentari, sia in termini di quantità di determinati alimenti che in termini di qualità, non può che far bene alla salute individuale e collettiva, compresa quella del pianeta.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I migliori docufilm e serie tv sulla montagna da guardare su Netflix</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/migliori-docufilm-e-serie-tv-sulla-montagna-da-guardare-su-netflix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 09:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[documentari]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=68296</guid>

					<description><![CDATA[Se stai cercando i migliori docufilm e serie tv sulla montagna, Netflix è decisamente la[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/09/serie-tv-montagna-netflix.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="serie-tv-montagna-netflix" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/09/serie-tv-montagna-netflix.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/09/serie-tv-montagna-netflix-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2022/09/serie-tv-montagna-netflix-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se stai cercando i <strong>migliori docufilm e serie tv sulla montagna</strong>, Netflix è decisamente la piattaforma in grado di soddisfare in modo più completo i vostri gusti.<br />
Come per il<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/migliori-docufilm-sul-basket-da-guardare-su-netflix/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal"> basket</a> e il <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/migliori-docufilm-e-serie-tv-sul-calcio-amazon-prime-video/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">calcio</a>, però, anche chi ama la montagna e l&#8217;outdoor può consolarsi con serie televisive, documentari o film girati sulle <strong>vette più spettacolari del mondo</strong> e nel bel mezzo di panorami mozzafiato, con <strong>immagini in 4K</strong> e trame che narrano avventure appassionanti dall’inizio alla fine.</p>
<h2>I migliori docufilm e serie tv sulla montagna da guardare su Netflix</h2>
<p>Netflix è ricca di docufilm e serie tv sulla montagna, ma <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">molti film sul tema li trovi anche su Amazon e RaiPlay</a></strong>.<br />
Tra documentari e film dedicati ad avventure ad alta quota, la scelta non manca mai. Dalla storia del leggendario Tommy Caldwell in <strong>The Dawn Wall</strong> alla suggestiva serie dedicata alle Ande, al classico <strong>7 anni in Tibet</strong> ambientato sull&#8217;Himalaya: ecco, secondo noi,<strong> i titoli che meritano particolarmente.<br />
</strong>Ecco la nostra selezione:<br />
1. 14 Vette &#8211; Scalate ai limite del possibile<br />
2. The Dawn Wall<br />
3. Don’t Crack Under Pressure<br />
4. National Parks Adventure<br />
5. Ascensione<br />
6. Ande magiche<br />
7. 7 anni in Tibet<br />
8. Broad Peak</p>
<h3>1. 14 Vette &#8211; Scalate ai limite del possibile</h3>
<p><strong>Regia: </strong>Torquil Jones<br />
<strong>Durata: </strong>101&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2021, Usa, nepal</p>
<p>Lo sherpa Nirmal Purja, detto Nima, <strong>ha scalato 14 vette degli Ottomila in 7 mesi, nel 2019.</strong> Ha di fatto cambiato il mondo dell&#8217;alpinismo, riscrivendo tutti i record e fissando una volta per tutte la grandezza degli alpinisti nepalesi, che da sempre scalano queste montagne ma finora erano sempre stati considerati degli accompagnatori.<br />
L&#8217;impresa di Nims Sherpa è diventata un film coprodotto anche da <strong>Jimmy Chin e la moglie Elizabeth Chai Vasarhelyi, premi Oscar per Free Solo.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/h71p41Q6gP4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>2. The Dawn Wall</h3>
<p><strong>Regista</strong>: Josh Lowell e Peter Mortimer<br />
<strong>Durata</strong>: 100 minuti<br />
<strong>Anno</strong>: 2017<br />
Tommy Caldwell, nel gennaio 2015, è diventato il primo uomo a salire in arrampicata libera (assieme a Kevin Jorgeson) <strong>la tortuosa via Dawn Wall sul monte El Capitan</strong>, nel Parco nazionale di Yosemite: senza dubbio una delle salite in libera su big wall più complicate della storia. L’impresa leggendaria viene raccontata nei 100 minuti di <em>The Dawn Wall</em>, un film documentario che <strong>inquadra la figura di Caldwell a tutto tondo </strong>e non si sofferma solo sulla scalata in sé.<br />
La forza di questo docufilm è infatti quella di ripercorrere in modo appassionante la vita del celebre arrampicatore e alpinista statunitense, mettendo in luce la sua dedizione e il suo sconfinato amore nei confronti della montagna. La sua vita, al di là della salita su El Capitan, è stata contraddistinta da avventure che non tutti possono raccontare, come quella volta in cui venne <strong>sequestrato dal Fronte Nazionale Uzbeko</strong> in occasione di una spedizione in Kirghizistan.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/5Hc8tB9uhho" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>3. Don’t Crack Under Pressure</h3>
<p><strong>Regista</strong>: Thierry Donard.<br />
<strong>Durata</strong>: 95 minuti<br />
<strong>Anno</strong>: 2015<br />
Se amate le immagini adrenaliniche e gli sport estremi nella natura, questo è il titolo perfetto per voi. L’effetto collaterale potrebbe essere <strong>una voglia matta di prendere gli sci e andare a fare fuoripista.</strong> <em>Don’t Crack Under Pressure</em>, girato completamente in 4K, è ambientato a Tahiti, in Svezia, <strong>in Australia, in Italia, in Messico, negli Stati Uniti</strong>, alle Hawaii e in Svizzera.<br />
Il documentario racconta diverse imprese messe in atto da atleti capaci di fare cose straordinarie, come gli sciatori Karsten Gefle, Wille Lindberg, Matt Annetts e Loic Collomb-Patton che nelle Alpi Svizzere hanno atteso la neve perfetta per fare<strong> il salto a rotta di collo da cima a valle</strong>.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/JKmpPg1vW0U" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>4. National Parks Adventure</h3>
<p><strong>Regista</strong>: Greg MacGillivray<br />
<strong>Durata</strong>: 42 minuti<br />
<strong>Anno</strong>: 2016<br />
Un documentario dedicato alla spedizione di una squadra di esploratori che intraprende <strong>un&#8217;avventura nei parchi nazionali degli Stati Uniti</strong>, uscendo però dalle tradizionali rotte turistiche. La voce narrante è quella di <strong>Robert Radford</strong>, e questo è senza dubbio un plus importante. National Parks Adventure vi permetterà di ammirare panorami mozzafiato, siti storici semi-inesplorati e natura selvaggia che domina dall’inizio alla fine.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/vgBlFkEsvZQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>5. Ascensione</h3>
<p><strong>Regista</strong>: Ludovic Bernard<br />
<strong>Durata</strong>: 1 ora e 45 minuti<br />
<strong>Anno</strong>: 2017<br />
Un film francese molto apprezzato, capace di narrare una storia senza mettere in secondo piano le componenti di uno sport come l’arrampicata. Il protagonista è il 26enne Samy, che si trova in un momento molto delicato della sua vita: vive in un quartiere povero di Parigi, non ha un lavoro e i suoi genitori fanno fatica a mantenerlo. Per impressionare la ragazza di cui è da sempre innamorato, decide di fare una follia: <strong>scalare l’Everest senza alcun tipo di esperienza</strong>.<br />
A quel punto comincia ad allenarsi facendo <strong>su e giù per le scale di un palazzo</strong>, ottiene una sponsorizzazione e… il resto dovete scoprirlo guardando il film.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/3E26V93y4fg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>6. Ande magiche</h3>
<p><strong>Regista</strong>: Luis Ara e Alexandra Hardorf.<br />
<strong>Durata</strong>: 1 stagione e 6 puntate da circa 25 minuti a testa<br />
<strong>Anno</strong>: 2019<br />
I cinque protagonisti del documentario ripercorrono dall’inizio alla fine la cordigliera delle Ande, una delle <strong>catene montuose più lunghe del mondo</strong>. Le puntate sono così suddivise: Argentina e Cile, dalle aree glaciali del Sud; Cile e Argentina, dall’Aconcagua al deserto; Bolivia, la porta sull’Altopiano; Perù, una cultura antica; Perù e Ecuador. Arrampicare sul vulcano Cotopaxi; Colombia: montagne e vegetazione lussureggiante.<br />
<em>Ande magiche</em> rende perfettamente l’idea di come persone di culture completamente diverse possano avere <strong>in comune lo stesso amore viscerale verso queste montagne</strong>, e di come la natura sia in grado di unire gli esseri umani.</p>
<h3>7. 7 anni in Tibet</h3>
<p><strong>Regista</strong>: Jean-Jacques Annaud<br />
<strong>Durata</strong>: 128&#8242;<br />
<strong>Anno</strong>: 1997<br />
Il film sull&#8217;alpinista, esploratore e scrittore austriaco che nel 1939 venne scelto dal partito nazista per una <strong>spedizione alpinistica sulle vette dell&#8217;Himalaya</strong> che avrebbe dato lustro al regime. Ma una volta iniziata la salita al misterioso Nanga Parbat, Harrer, interpretato da Brad Pitt, finisce <strong>ferito, disperso e infine arrestato</strong>. Dopo 3 anni riesce ad evadere e finisce in Tibet, dove entra in contatto con la cultura locale e, mentre in Europa scoppia la seconda guerra mondiale, comincia a p<strong>rendere coscienza dei disastri del nazismo</strong>. Entra nella città perduta di Lhasa, lavora per il popolo tibetano e <strong>conosce il giovanissimo Dalai Lama</strong> con cui avvia uno scambio culturale importante.<br />
Infine anni dopo, tornerà in Europa a guerra finita per ricongiungersi con il figlio. Una vicenda, tratta liberamente dal libro autobiografico di Harrer, complessa, paradigmatica ed emozionante,<strong> ben raccontata da Annaud,</strong> Nonostante l&#8217;imitazione dell&#8217;accento austriaco da parte di Brad Pitt gli sia valso il terzo posto nella lista della rivista <i>Empire</i> dei peggiori accenti nei film di tutti i tempi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>8. Broad Peak, Fino alla Cima</h3>
<p><strong>Regia: </strong>Leszek Dawid<br />
<strong>Durata: </strong>102&#8242;<strong><br />
Anno: </strong>2022, Polonia</p>
<p>Broad Peak è il nome della montagna pakistana fra le più dure da scalare. Nel 1988 vi fu la prima salita invernale, da parte dell&#8217;<strong>alpinista polacco Macjei Berbeka. </strong>Che quando torno a casa capì di non essere riuscito a salire davvero in vetta. Così, 25 anni dopo, pur essendosi ritirato dall&#8217;alpinismo, decise di ritentare e salì in cime insieme ad altri 3 scalatori. E ce la fece. Fatale gli fu la discesa, quando venne sorpreso dal buio e scomparve insieme a Tomasz Kowalski. I due vennero dichiarati morti due giorni dopo.<br />
il docufilm racconta la parabola tragica segnata dal destino di Berbeka, un grande alpinista.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LwIysmhNH20" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Jurek, il film su Netflix sulla vita e le scalate di Jerzy Kukuczka</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/jurek-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 06:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[Jurek, il film documentario su Netflix dedicato alla vita straordinaria di Jerzy Kukuczka è davvero[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-film-netflix.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="jurek-film-netflix" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-film-netflix.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-film-netflix-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-film-netflix-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>Jurek, il film documentario su Netflix</strong> dedicato alla vita straordinaria di <strong>Jerzy</strong> <strong>Kukuczka</strong> è davvero da vedere. Il leggendario alpinista polacco dalla vita incredibile fu rivale di Messner nella corsa agli Ottomila ma non solo: prima di scomparire in un crepaccio sulla parete sud del Lohtse nel 1989 conquistò diversi record e segnò la storia della montagna.</p>
<h2>Jurek, com’è il film su Netflix su Jerzy Kukuczka</h2>
<p>Su Netflix da dicembre 2021, Jurek, titolo che riprende il <strong>soprannome</strong> di Kukuczka è un film documentario che racconta la sua vita ma anche un’epoca gloriosa dell’alpinismo.<br />
In realtà<strong> il film è del 2014</strong> ma non aveva raggiunto le platee ampie della tv in streaming. Si tratta di un lavoro in cui si mescolano ricostruzioni fiction dell’infanzia di Jerzy, immagini attuali delle montagne nepalesi, ma soprattutto di<strong> testimonianze di amici, parenti e altri alpinisti, Messner compreso</strong>, che hanno diviso le pareti e la loro vita con il leggendario scalatore polacco.<br />
Un mix che riesce a raccontarci <strong>cosa fosse l’alpinismo negli anni ‘70 e ‘80</strong> e cosa significasse per la gente e i Paesi dell’epoca.<br />
La durata del film è di <strong>103 minuti</strong><br />
La regia è di <strong>Pawel Wysoczanski</strong><br />
La produzione: <strong>Polonia<br />
</strong>Per noi è sicuramente da inserire fra<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/film-sulla-montagna-da-vedere-su-netflix-amazon-e-raiplay/" data-wpel-link="internal"> I migliori film sulla montagna da vedere su Netflix, Amazon e Raiplay</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Jerzy Kukuczka, il film sulla sua vita</h3>
<p>Come vediamo nel film, Jerzy Kukuczka <strong>viene da una famiglia operaia di Katowice,</strong> dove si dorme in 5 in una stanza. Fin da bambino Jerzy era attratto dalle scalate e dalle montagne: marinava la scuola per andare in collina a camminare.<br />
Poi lavorò come imbianchino, <strong>salendo sulle ciminiere delle fabbriche con le corde per imbiancarle.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-87762" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-netflix.jpeg" alt="jurek-netflix" width="670" height="377" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-netflix.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2021/12/jurek-netflix-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></strong></p>
<p>Nonostante le difficoltà di un paese molto povero dietro la Cortina di Ferro, è riuscito a diplomarsi, per poi <strong>dedicarsi all’alpinismo, che allora in Polonia non esisteva:</strong> niente strutture, niente aiuti, solo un gruppo di pazzi visionari che voleva conquistare il cielo.<br />
Sarà proprio lui a fare dell’alpinismo uno sport e un orgoglio nazionale, venendo strumentalizzato dalla <strong>propaganda politica.</strong><br />
Oltre a essere il secondo alpinista dopo Messner a conquistare tutti gli Ottomila, Jerzy Kukuczka, ha fatto altre imprese storiche, come diverse nuove vie aperte e <strong>3 prime assolute invernali su Dhaulagiri, Kanchenjunga e Annapurna.</strong></p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/8-libri-sulla-natura-e-lavventura-da-regalare-a-natale/" data-wpel-link="internal"><strong>8 libri sulla natura e l’avventura da regalare a chi ama le grandi storie</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/10-libri-sulla-montagna-alpinismo/" data-wpel-link="internal"><strong>Sulle spalle dei giganti: 10 libri sulla montagna da rileggere</strong></a></li>
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</ul>
<h3>Che cosa racconta Jurek, il film su Netflix</h3>
<p>Grazie alle immagini d’epoca e alle testimonianze, Jurek narra delle prime spedizioni, della passione, della motivazione a superare le <strong>difficoltà fisiche, economiche e psicologiche</strong> che accompagnavano l’alpinismo polacco.<br />
Vediamo l’apertura della prima via polacca sul Everest nel 1980, la capacità di Jurek di <strong>resistere al freddo, alla fame (e all’alcol).</strong> Vediamo la sua voglia di superare i limiti, ma anche quella di uscire dal suo paese e esplorare il mondo <strong>attraverso lo sport.</strong></p>
<p>Vediamo che cos’era la rivalità con Reinhold Messner, che fu più mediatica che reale, nella <strong>corsa agli Ottomila.</strong> La spunterà l’alpinista italiano, più celebrato e sponsorizzato del polacco.<br />
Seguiamo le sue spedizioni accompagnate dall’entusiasmo della gente che l<strong>o trasforma in un idolo.</strong></p>
<p>Fino alla <strong>tragedia sul K2 del 1986,</strong> quando muore il compagno di cordata Tadeusz Piotrowski e lui si assume la responsabilità. E fino <strong>all’ultima impresa sul Lhotse del 1989,</strong> quando il 24 ottobre una corda di scarsa qualità lo fece cadere in un crepaccio. I compagni dichiararono di avere seppellito il corpo, per poter garantire alla famiglia un risarcimento.</p>
<p>Impressionante la risposta alla domanda di un giornalista <strong>prima di partire per l’ultima spedizione:</strong><br />
“Perché scalerai la difficilissima parete sud del Lhotse?”<br />
<strong>“Perché smettere se sto andando bene!?”</strong></p>
<h3>Jurek, il trailer del film su Netflix</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/AEjow7TWgiI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Jurek, le frasi più belle del film su Jerzy Kukuczka</h3>
<p>“Andare in montagna non era un capriccio. Le montagne controllavano i nostri corpi e le nostre menti”</p>
<p>“L’aria inquinata della Slesia ci aveva abituato all’atmosfera rarefatta”</p>
<p>“A volte bisogna affrontare delle difficoltà, arrivare al limite. Il limite tra la vita e la morte. Magari questo rende le nostre vite in città più colorate”</p>
<p>“Non ho scalato le montagne per raccontarlo. L’ho fatto per me stesso, era una cosa personale.”</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Su Netflix adesso ci sono anche gli allenamenti per tenerti in forma</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/sport/fitness/su-netflix-adesso-ci-sono-anche-gli-allenamenti-per-tenerti-in-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2023 16:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 30 dicembre su Netflix ci sono anche gli allenamenti per tenerti in forma. È[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="720" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/Netflix-Partnered-With-Nike-Training-Club.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Su Netflix adesso ci sono anche gli allenamenti per tenerti in forma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/Netflix-Partnered-With-Nike-Training-Club.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/Netflix-Partnered-With-Nike-Training-Club-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/Netflix-Partnered-With-Nike-Training-Club-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/Netflix-Partnered-With-Nike-Training-Club-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p>Dal 30 dicembre <strong>su Netflix ci sono anche gli allenamenti per tenerti in forma</strong>. È infatti appena stato lanciato un <strong>pacchetto di contenuti fitness in collaborazione con Nike Training Club</strong>: 10 minuti di allenamento a corpo libero, da fare in casa o all&#8217;aperto se la stagione lo consente, in modo autonomo.</p>
<h2>Su Netflix adesso ci sono anche gli allenamenti per tenerti in forma</h2>
<p>Ogni programma di Nike Training Club su Netflix è composto da più episodi, per un totale di <strong>30 ore di sessioni di allenamento distribuite in due lotti</strong>. I programmi sono <strong>disponibili in più lingue &#8211; compreso l&#8217;italiano</strong> &#8211; su tutti i piani Netflix, con allenamenti per tutti i livelli di fitness e per tutti gli interessi.</p>
<h3>Cosa include Nike Training Club su Netflix?</h3>
<p>Le lezioni di fitness saranno lanciate in due lotti e il primo comprende i seguenti programmi:</p>
<ul>
<li>Iniziare il fitness con le basi (13 episodi): per i principianti</li>
<li>Due settimane per un core più forte (7 episodi): allenamento mirato per il core (addome e dorso)</li>
<li>Innamorarsi del Vinyasa Yoga (6 episodi): programma yoga a basso impatto per beginner</li>
<li>HIT e forza con Tara (14 episodi): allenamento della forza ad alta intensità (HIT) con Tara Nicolas</li>
<li>Feel-Good Fitness (6 episodi): esercizi per forza totale del corpo e mobilità</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-87404" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/netflix-nike-fitness-content.jpg" alt="Su Netflix adesso ci sono anche gli allenamenti per tenerti in forma" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/netflix-nike-fitness-content.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/netflix-nike-fitness-content-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2023/01/netflix-nike-fitness-content-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>Durata dell&#8217;allenamento</strong>: 4 settimane, 3 volte a settimana<br />
<strong>Attrezzature e spazio necessari</strong>: nessuna attrezzatura (tappetino opzionale). Pensato per la casa, la palestra o qualsiasi spazio aperto.</p>
<h3>Cosa sapere sul Nike Training Club su Netflix?</h3>
<p>Il lotto 1 di lezioni di fitness è stato lanciato il 30 dicembre, anche in italiano, ed è già disponibile; altri programmi saranno lanciati nel 2023. Per gli abbonati a Netflix <strong>basta cercare &#8220;Nike&#8221; su Netflix</strong> per trovare la collezione di allenamenti; Nike Training Club è l&#8217;App di allenamento del brand americano, i suoi programmi d&#8217;allenamento annoverano i migliori allenatori certificati di Nike.</p>
<p><strong>PER APPROFONDIRE:</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/the-game-changers-perche-vedere-il-documentario-di-netflix-sullalimentazione-vegana-negli-sportivi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché vedere su Netflix il documentario sull&#8217;alimentazione vegana tra gli sportivi The Game Changers</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Game Changers: perché vedere il documentario di Netflix sull&#8217;alimentazione vegana negli sportivi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/the-game-changers-perche-vedere-il-documentario-di-netflix-sullalimentazione-vegana-negli-sportivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegana]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=56311</guid>

					<description><![CDATA[The Game Changers è un documentario presente su Netflix che parla della dieta vegana tra[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/03/THE-GAME-CHANGERS-DOCUMENTARIO-NETFLIX-ALIMENTAZIONE-VEGANA-SPORTIVI.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="THE GAME CHANGERS DOCUMENTARIO NETFLIX ALIMENTAZIONE VEGANA SPORTIVI" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/03/THE-GAME-CHANGERS-DOCUMENTARIO-NETFLIX-ALIMENTAZIONE-VEGANA-SPORTIVI.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/03/THE-GAME-CHANGERS-DOCUMENTARIO-NETFLIX-ALIMENTAZIONE-VEGANA-SPORTIVI-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/03/THE-GAME-CHANGERS-DOCUMENTARIO-NETFLIX-ALIMENTAZIONE-VEGANA-SPORTIVI-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>The Game Changers è un documentario presente su <a href="https://www.netflix.com/it/title/81157840" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Netflix</a> che parla della <strong>dieta vegana tra gli sportivi d&#8217;elite</strong>. Presentato al al Sundance Film Festival 2018 ha poi generato <strong>grande clamore e un acceso dibattito</strong> sul tema dell&#8217;alimentazione vegana &#8211; plant based diet come viene chiamata nel documentario &#8211; e sulle performance sportive. Diretto da Louie Psihoyos e prodotto tra gli altri da James Cameron (vegano e con interessi nell&#8217;industria dei prodotti vegan), Pamela Anderson (vegana e attivista), Jackie Chan (vegano) Novak Djokovic e Lewis Hamilton (entrambi vegani) il documentario The Game Changers segue i passi di James Wilks, un combattente UFC e insegnante di tecniche di autodifesa, che a seguito di un infortunio cerca il modo più veloce ed efficace per recuperare più in fretta e si imbatte con sua sorpresa nella plant based diet.</p>
<h2>Cosa racconta The Game Changers su Netflix</h2>
<p>La sinossi del documentario è semplice, lineare e convincente: <strong>dagli antichi gladiatori romani agli attuali atleti d&#8217;elite le grandi performance sportive in fatto di forza, resistenza, esplosività e ogni altro parametro fisico e atletico sono collegate a un&#8217;alimentazione a base vegetale</strong> (benché non sia sempre chiaro se si parla di alimentazione vegana o vegetariana). Non si accenna se non tangenzialmente ai temi etici legati alle scelte alimentari, né se non marginalmente a quelli ambientali ed economici, solo verso la fine del documentario. Il focus di James Wilks è sulla forma fisica, sulla salute e sulle performance, e nel suo viaggio alla scoperta dell&#8217;alimentazione a base vegetale tra gli sportivi incontra atleti del calibro di <strong>Scott Jurek</strong> (ultramaratoneta che ha percorso l&#8217;Appalachian Trail correndo per 80km per 46 giorni consecutivi), <strong>Patrik Baboumian</strong> (&#8220;l&#8217;uomo più forte del mondo&#8221; capace di sollevare 555 kg), <strong>Dotsie Bausch</strong> (ciclista americana indoor salita su un podio olimpico a 39 anni), <strong>Nate Diaz</strong> (ultimate fighter che ha sconfitto Conor McGregor) e molti altri inclusi appunto <strong>Lewis Hamilton</strong>, <strong>Novak Djokovic</strong> e lo stesso <strong>Arnold Schwarzenegger</strong>, ex carnivoro e ora fervente vegano. Inframezzati al loro racconti, e a quelli delle loro performance, il parere di medici, nutrizionisti, biologi e scienziati (per onestà e dovere di cronaca: tutti vegani). Diciamolo chiaro: ai titoli di coda ti è passata la voglia di toccare non solo una bistecca o un petto di pollo ma anche un uovo o dello yogurt e ti riprometti di seguire una dieta a base vegetale per la tua salute e il tuo allenamento. Ma è davvero così?</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/iSpglxHTJVM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Cosa c&#8217;è di vero in The Game Changers</h2>
<p>Per capire davvero <strong>cosa c&#8217;è di vero in The Game Changers</strong> la prima cosa da fare è soppesare attentamente gli studi riportati. Per esempio quello sui gladiatori romani: tutto deriva dal ritrovamento nel 1993 di una fossa comune di gladiatori a Efeso e dalla spettroscopia sui loro scheletri da cui emerse che essi erano sostanzialmente vegetariani. Ora, i gladiatori erano anche chiamati <em>hordearii</em>, cioè mangiatori di orzo, ma è inesatto dire (come avviene nel documentario) che mangiavano orzo e fagioli (peraltro giunti in Europa solo dopo la scoperta dell&#8217;America). Bisogna infatti considerare che <strong>i gladiatori erano schiavi o prigionieri di guerra</strong> o persone condannate per qualche reato, ai quali quindi non era assicurata un&#8217;alimentazione di qualità comprensiva di carne e grano ma venivano rifocillati con orzo, legumi, fichi secchi e talvolta miele (da cui appunto la nome di mangiatori di orzo).</p>
<p>Altro aspetto da considerare è il <strong>&#8220;peso&#8221; di alcune delle dimostrazioni scientifiche</strong> che si vedono in The Game Changers. Per esempio l&#8217;analisi del sangue di 3 giocatori di football americano, e le erezioni notturne di 3 atleti universitari, dopo aver mangiato carne e dopo aver mangiato a base vegetale. Il numero ristretto di soggetti testati, e il fatto di non tener conto di altri fattori (storia clinica, genetica, condizioni generali) e di eseguire un solo test inficiano ogni valenza scientifica di quanto mostrato. È molto convincente ma non dimostra nulla, almeno in termini scientifici.</p>
<p>Altre ricerche sono citate in modo parziale oppure non sono state sottoposte a peer-review o ancora hanno una base di indagine limitata e ancora da verificare con studi più approfonditi. Per esempio quella secondo la quale <strong>il consumo di latte vaccino industriale farebbe aumentare gli estrogeni</strong> e ridurre il testosterone negli uomini (è una ricerca del 2010: <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19496976" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Exposure to exogenous estrogen through intake of commercial milk produced from pregnant cows</a>). Quello che The Game Changers non dice è che venne usato il latte di mucche in gravidanza, che il test venne eseguito su un totale di 18 persone, di cui appena 7 uomini, e che la riduzione del testosterone era temporanea. Un&#8217;altra ricerche ormai celeberrima è quella sulla correlazione tra la carne lavorata e il rischio di sviluppare il cancro al colon retto: ne abbiamo parlato già <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/carne-rossa-cosa-dice-la-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui</a> e approfondito il tema anche <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/alimentazione/carne-rossa-studio-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-77239" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/03/The-Game-Changers.jpg" alt="The-Game-Changers" width="1024" height="538" /></p>
<p>Questo sulla <strong>correlazione tra carne rossa e/o lavorata e il rischio di tumore</strong> è un altro punto da valutare con attenzione e senso critico. Tutto The Game Changers si basa sulla dicotomia tra alimentazione a base vegetale (sottointeso vegana) e alimentazione fortemente carnivora, in un&#8217;accezione fortemente americana: i giocatori di football americano dichiarano di mangiare abitualmente da KFC, i pompieri di NY sono visti mangiare prevalentemente hot-dog grigliati, hamburger da fast food e cose simili, e lo stesso Arnold Schwarzenegger mostra proprie immagini di repertorio in cui mangia esclusivamente enormi quantità di carne rossa e/o lavorata senz&#8217;altro. A questo viene aggiunto il carico del marketing dell&#8217;industria della carne paragonato a quello dell&#8217;industria del tabacco (il sottotesto è: la carne fa male come il fumo). Insomma, tutto The Game Changers si basa sulla <strong>distinzione manichea tra i vegani (buoni) e i carnivori (cattivi)</strong> ignorando tutta l&#8217;area intermedia di onnivori più o meno equilibrati nelle proprie scelte alimentari. Se è vero che sono dimostrate le responsabilità del consumo di carne rossa nello sviluppo di patologie come diabete, cancro, malattie cardiovascolari e obesità, è anche vero scientificamente che un fattore discriminante è la quantità di carne rossa consumata: da un punto di vista prettamente medico le linee guida internazionali dicono che all&#8217;interno di una dieta varia ed equilibrata possono trovar luogo anche prodotti di origine animale, comprese porzioni moderate di carne rossa.</p>
<h2>Perché vedere The Game Changers su Netflix</h2>
<p>Alla fine, allora, <strong>perché vedere The Game Changers su Netflix</strong>? Perché sicuramente è un documentario che suscita dibattito e discussione sulle scelte alimentari in funzione delle prestazioni sportive, della propria salute e della propria condizione psicofisica. E perché comunque invita a <strong>riflettere su ciò che ciascuno di noi mette quotidianamente nel proprio piatto</strong> e sulle scelte più o meno consapevoli che facciamo in fatto di alimentazione. E la consapevolezza è sempre il miglior punto di partenza per operare le proprie scelte, anche in fatto di nutrizione.</p>
<p>Una buona recensione indipendente può essere questa in video:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/loamFxdb8jI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il campanile di Curon e la nuova serie tv Netflix</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/campanile-curon-serie-tv-netflix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 15:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Curon]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[trentino]]></category>
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					<description><![CDATA[Da un paio di giorni le homepage dei social sono invase dalle foto del campanile[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/06/campanile-curon-serie-tv-netflix.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="campanile di curon" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/06/campanile-curon-serie-tv-netflix.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/06/campanile-curon-serie-tv-netflix-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Da un paio di giorni le homepage dei social sono invase dalle foto del <strong>campanile di Curon</strong> che emerge dal Lago di Resia, situato presso il comune di Curon Venosta (provincia autonoma di Bolzano): un posto magico e unico al mondo ma che molti italiani hanno scoperto solo questa settimana. Il motivo è unicamente legato<strong> all’uscita di &#8220;Curon&#8221;</strong>, una nuova serie tv tutta italiana disponibile su Netflix dal 10 giugno. Il fantasy-thriller del regista Fabio Mollo, infatti, ha come titolo il nome del paesino di 2370 anime in Trentino-Aldo Adige ed è ambientato lungo le sponde del suggestivo Lago di Resia: un luogo che, al tempo stesso, sa essere <strong>affascinante e spettrale</strong>, specialmente per via del misterioso campanile abbandonato che fa capolino dalle acque. Una location perfetta per una serie tv contraddistinta dal claim <strong>“cosa nascondi sotto la superficie?”</strong>.</p>
<h2>La storia del campanile di Curon che contraddistingue la nuova serie tv su Netflix</h2>
<p>Il protagonista della locandina della serie è proprio lui, il campanile di Curon che emerge dalle acque del Lago di Resia. La storia di questa chiesetta romanica inizia nel 1357, l’anno in cui venne edificata. La cima del campanile è l’unica parte ancora visibile della vecchia località di Curon, le cui origini coincidono con l’insediamento delle <strong>popolazioni celtiche in epoca preromanica</strong>. Nel periodo della Prima Guerra Mondiale venne approvato il progetto di un bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. Per come era stato pensato, il progetto non avrebbe recato problemi alla popolazione dei paesini di Curon e Resia, ma nel 1939 qualcosa cambiò e lo stato approvò <strong>la costruzione di una enorme diga</strong> che, unendo i laghi naturali di Resia e di Curon, avrebbe <strong>sommerso il centro abitato</strong>.<br />
I lavori cominciarono nel 1950, dopo la Seconda Guerra Mondiale: le chiuse vennero serrate, l’acqua si alzò di più di 20 metri e vennero inghiottiti 677 ettari di terreno, incluse <strong>167 case appartenenti a circa 150 famiglie.</strong> Il tutto nonostante le continue proteste (arrivate fino al Papa) da parte della popolazione locale, che visse questa vicenda come un affronto del Governo centrale nei confronti dei sudtirolesi. Il borgo di Curon Venosta venne ricostruito a monte, ma circa la metà della popolazione fu costretta a emigrare altrove con in mano dei risarcimenti minimi. Oggi l’unico ricordo di questo vecchio borgo è proprio il campanile di Curon, restaurato nel 2009. Una leggenda narra che, in alcune giornate d’inverno, si udirebbero <strong>ancora i suoni delle campane</strong>, nonostante siano state rimosse nel luglio 1950.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cammini/cammini-in-trentino-alto-adige-da-fare-anche-a-tappe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I 7 cammini in Trentino Alto Adige da fare anche a tappe </a></strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/zRnxNDQ-kYo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Di cosa parla la nuova serie Netflix, e perché il Lago di Resia è la location perfetta</h2>
<p>L’ambientazione creata dal campanile di Curon è davvero inedita. D’inverno, quando il lago si ghiaccia, il campanile si può osservare da vicino, mentre quando il tempo è brutto viene circondato <strong>dalle nuvole e dalla nebbia</strong>. In quei casi l’atmosfera sa essere alquanto spettrale: ecco perché Fabio Mollo e gli sceneggiatori della serie tv &#8220;Curon&#8221; hanno deciso di ambientare qui il loro ultimo lavoro. Le sette puntate di questo <strong>fantasy-thriller italiano</strong>, che a tratti ricorda la serie tv tedesca &#8220;Dark&#8221; (incentrata sulla scomparsa di due bambini in un paesino in Germania), parlano di una famiglia che si trasferisce da Milano a Curon Venosta. A un certo punto la madre Anna (interpretata da Valeria Bilello) scompare, e i suoi due figli gemelli cominciano a indagare nella speranza di ritrovarla. Durante le loro ricerche si scontrano con le <strong>crude leggende di questo paesino</strong> sul lago, dove accadono cose davvero terribili e fuori dal normale. Uno dei temi chiave della serie è la ricerca di se stessi, del proprio lato nascosto “sotto la superficie”. E il Lago di Resia, che nel 1950 inghiottì i ricordi di centinaia di famiglie, è senza dubbio la metafora più coerente.<br />
<em>(Foto: photosforyou / Pixabay)</em></p>
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		<title>Fire Chasers,  su Netflix il film sugli incendi prodotto da Leonardo DiCaprio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/fire-chasers-come-vederlo-su-netflix-il-film-sugli-incendi-prodotto-da-leonardo-dicaprio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 11:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo dicaprio]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_0.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="fire-chasers_0" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_0.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_0-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_0-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>L’attenzione all’ambiente e ai problemi del nostro eco sistema sono temi che <strong>Leonardo DiCaprio</strong>, stella di Hollywood, ha sposato ormai da diversi anni e dopo il successo di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/before-the-flood-lo-streaming-del-film-documentario-di-leonardo-dicaprio-sullambiente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">“Before the blood”</a></strong> , film sui cambiamenti climatici diretto dallo stesso attore, ora ha prodotto il docufilm<strong> “Fire Chasers”</strong> (Cacciatori di incendi), inserito sulla piattaforma di Netflix e che tratta le storie pompieri  impegnati nei terribili incendi che hanno colpito la California nel 2016.</p>
<h3><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42612" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_1.jpg" alt="fire-chasers_1" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/10/fire-chasers_1-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" />Che cosa è Fire Chasers</h3>
<p>L’uomo di fronte alle forze della natura e che deve fare i conti con il riscaldamento globale, tema molto caro a DiCaprio, in questa opera decisamente ecologista che racconta come<strong> i pompieri, giovani e veterani, affrontano il fuoco</strong>, terribile e tragicamente affascinante, e eroicamente proteggono le case e salvano le vite minacciate dagli incendi.<br />
<strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/planet-earth-ii-quando-la-natura-lascia-senza-fiato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Planet Earth II, quando la natura lascia senza fiato</a></strong></p>
<h3>Storie che si intrecciano</h3>
<p>“Fire Chasers” è diviso in <strong>quattro puntate dalla durata di 60 minuti ognuna</strong>. La regia è di Molly Maylock e la fotografia è curata da Jeff Frost.  Il fuoco e la devastazione da una parte, l’azione e il coraggio degli uomini dall’altra, ma anche storie di altro tipo che si intrecciano come quelle di due detenute che lavorano alla recinzione di un parco per animali minacciato dall’incendio oppure una coppia di artisti che realizza filmati in ‘time lapse’ sugli incendi e che riesce a trovare il lato artistico negli oggetti deformati dal forte calore.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/XRX_BbE6L18" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>“Fire Chasers” : come vederlo su Netflix</h3>
<p><strong>1° episodio  “La nuova normalità”</strong><br />
In California, le autorità studiano i cambiamenti climatici che facilitano l&#8217;insorgere di incendi sempre più gravi, mentre alcune detenute seguono un corso per pompieri.</p>
<p><strong>2° episodio  “Dopo l’incendio”</strong><br />
I vigili del fuoco entrano in un canyon pieno di fumo per contrastare un incendio letale. Due detenute cambiano vita e si uniscono alle squadre dei pompieri.</p>
<p><strong>3° episodio “Bagnate gli asini”</strong><br />
I proprietari osservano quanto resta delle loro case andate a fuoco. Le reclute affrontano un addestramento pieno di sfide. Un pompiere anziano ricorda una tragedia.</p>
<p><strong>4° episodio  “L’arte della distruzione”</strong><br />
Le reclute affrontano le loro prime fiamme, una detenuta pompiere inizia una nuova vita e i detriti di un incendio diventano opere d&#8217;arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo credits: indiewire.com; netflix</em></p>
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