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	<title>rifiuti Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>rifiuti Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>“In mare più mascherine che meduse”: i danni indiretti del Covid sull’ambiente</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/news/mare-mascherine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 11:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[“In mare ci sono più mascherine che meduse”: è questo l’allarme lanciato da Opération Mer[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/in-mare-piu-mascherine-che-meduse-i-danni-indiretti-del-covid-sullambiente-non-vanno-piu-ignorati.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/in-mare-piu-mascherine-che-meduse-i-danni-indiretti-del-covid-sullambiente-non-vanno-piu-ignorati.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/in-mare-piu-mascherine-che-meduse-i-danni-indiretti-del-covid-sullambiente-non-vanno-piu-ignorati-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>“In mare ci sono più mascherine che meduse”</strong>: è questo l’allarme lanciato da Opération Mer Propre con l’obiettivo di porre un accento sui problemi riguardanti lo smaltimento delle mascherine usate.<br />
Il pluricampione italiano di surf Roberto D’Amico, uno che di pulizia delle spiagge se ne intende, se n’era già accorto da tempo: “Le mascherine e i guanti non vengono buttati dove dovrebbero essere buttati: stanno diventando <strong>un po’ come i mozziconi di sigaretta</strong>, che purtroppo ormai sembra quasi normale trovare a terra”, ci aveva detto in <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/sport-acquatici/roberto-damico-il-mare-le-spiagge-da-ripulire-e-i-posti-migliori-per-il-surf-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">un’intervista in piena estate.</a> Il surfista di Ladispoli, in quel caso, si era giustamente soffermato sull’inciviltà delle persone: una questione che si sta sommando a un altro guaio ancora più grande, ossia quello dello <strong>smaltimento di questi rifiuti</strong> che, prima della pandemia, non destavano certo preoccupazioni. A lanciare l’ennesimo allarme sui <strong>danni ecologici causati dalle mascherine</strong> è stata l’associazione francese Opération Mer Propre: in mare ci sono più mascherine che meduse. E con la ripresa delle scuole, che darà il via alla distribuzione di <strong>11 milioni di mascherine al giorno</strong> in Italia, il problema è destinato a ingigantirsi ulteriormente.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/running/corsa-e-covid-8-comportamenti-del-runner-responsabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corsa e COVID: 8 comportamenti del runner responsabile</a></strong></p>
<h2>Tra le 160mila e le 440mila tonnellate di mascherine da smaltire nel 2020, solo in Italia</h2>
<p>Accanto a questa stima-shock dell’Opération Mer Propre, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha pubblicato una serie di dati che dovrebbero far capire una volta per tutte la delicatezza della questione. L’ente governativo ha stimato che, per tutto il 2020, in Italia avremo tra le 160mila e le 440mila tonnellate di mascherine e guanti monouso da smaltire (come rifiuti) con il fuoco purificatore. Se solo l’1% delle mascherine utilizzate in un mese venisse eliminato in maniera scorretta, scrive l’Ispra, si avrebbero <strong>10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente</strong>.<br />
Il problema, dunque, non è tanto la quantità di mascherine da smaltire, bensì il modo in cui vengono smaltite: devono essere <strong>neutralizzate nei termovalorizzatori o negli inceneritori</strong> (vanno bruciate, essendo potenzialmente infette). Il fatto è che gli inceneritori, come spiega il presidente di Assoambiente, Chicco Testa, al <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/allarme-mascherine-in-mare-sono-piu-meduse-ADGO62o" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sole 24 Ore</a>, <strong>sono pochi</strong>, soprattutto nell’Italia meridionale. E le conseguenze si stanno già rivelando dannose per l’ambiente, con diverse tonnellate di mascherine che continuano a finire <strong>nelle discariche o che vengono disperse.</strong><br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/limpatto-ambientale-di-mascherine-e-guanti-contro-il-coronavirus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">L’impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus</a></strong></p>
<h2>Ognuno deve fare la sua parte: dove buttare le mascherine e come bisogna comportarsi</h2>
<p>Al di là della scarsa presenza di inceneritori in Italia, ognuno deve fare la sua parte. Non bisogna mai, per nessun motivo al mondo, abbandonare mascherine e guanti monouso per terra. Questi dispositivi di protezione individuale vanno <strong>gettati nella spazzatura generica</strong> e non nelle raccolte differenziate, così da permettere ai rifiuti di <strong>arrivare agli inceneritori.</strong> Guanti e mascherine, però, prima di essere buttati nell’indifferenziata andrebbero <strong>avvolti in due sacchetti di plastica</strong> (chiusi con un laccio): un piccolo gesto che può aumentare il livello di sicurezza dei dipendenti della nettezza urbana che, ogni giorno, entrano a contatto con questi rifiuti.<br />
Un’altra accortezza che potremmo adottare per produrre meno spazzatura di questo genere? Utilizzare, quando è possibile, <strong>le <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/coronavirus-quali-sono-i-materiali-migliori-per-costruire-una-mascherina-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mascherine</a> lavabili</strong> e riutilizzabili. Anche se spesso non dipende da noi, considerando che a scuola, negli uffici e agli eventi vengono consegnate le mascherine chirurgiche (più filtranti rispetto a quelle lavabili in cotone idrorepellente). In questo periodo, inoltre, la scienza sta cercando di capire se ci sono modi per riciclare in sicurezza le mascherine. In particolare, secondo uno studio pubblicato sulla rivista <a href="https://www.tandfonline.com/doi/10.1080/17597269.2020.1797350" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Taylor &amp; Francis Biofuels</a>, la plastica di questi dispositivi può essere <strong>trasformata in combustibili liquidi rinnovabili.</strong> Chiaramente è una ricerca che ha bisogno di conferme, ma potrebbe rivelarsi un interessante punto di partenza.</p>
<p><em>Photo by Karolina Grabowska / Pexels</em></p>
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		<title>Riciclare troppo inquina. Fermiamoci al 10%</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/riciclare-troppo-inquina-fermiamoci-al-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 06:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Thomas Kinnaman, docente di Economia alla Bucknell University sostiene una teoria che potrebbe sembrare folle:[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/10/plastic-bottles-115069_1920.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/10/plastic-bottles-115069_1920.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/10/plastic-bottles-115069_1920-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2015/10/plastic-bottles-115069_1920-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Thomas Kinnaman, docente di Economia alla Bucknell University sostiene una teoria che potrebbe sembrare folle: se ricicliamo troppo, rischiamo di provocare danni all&#8217;ambiente. In realtà <strong>non è per niente folle</strong>, scopriamo perchè.</p>
<p>Gli sforzi che dobbiamo mettere in campo nell&#8217;opera di smaltimento dei rifiuti devono portare a concreti benefici dal punto di vista economico e ambientale, spiega Kinnaman, che ha analizzato una serie di <a href="http://www.nature.com/nclimate/journal/vaop/ncurrent/full/nclimate2804.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">studi sul tema</a> per ricavarne delle conclusioni utili su quale sia il giusto livello di riciclo.</p>
<h3>Riciclare costa e inquina</h3>
<p>Ebbene, secondo lo studioso, questo livello <a href="http://www.iflscience.com/environment/are-we-recycling-too-much-our-trash" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">non dovrebbe superare il 10%</a>. Questo perchè il riciclo dei rifiuti non porta solo benefici, ma ha dei costi (economici e ambientali): certi tipi di materiali devono essere spostati, e inviati lontano dai luoghi di produzione, magari spediti via mare in zone attrezzate per il trattamento e lo smaltimento. Le conseguenze sono <strong>alte emissioni di CO2</strong>, causate da queste movimentazioni.</p>
<p>Inoltre le discariche moderne, se non rispettano certi (comunque costosi) standard ambientali, provocano un <a href="http://www.nytimes.com/2015/10/04/opinion/sunday/the-reign-of-recycling.html?_r=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">abbassamento del valore degli immobili circostanti</a>: per ogni tonnellate di spazzatura il valore delle proprietà vicine a una discarica scende di 4 dollari. E l&#8217;inquinamento generato dalle discariche costa 5 dollari a tonnellata. <strong>La somma dei costi dell&#8217;inquinamento arriva quindi a 9 dollari a tonnellata.</strong></p>
<h3>Conviene riciclare solo materiali ad alto costo</h3>
<p>Dall&#8217;altra parte i benefici del riciclo sono evidenti, soprattutto nel caso di reimpiego di metalli pesanti: per <a href="https://www.bucknell.edu/academics/majors-and-minors/economics/faculty-and-staff/thomas-kinnaman.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Kinnaman</a> l&#8217;utilizzo di metallo riciclato invece che prodotto dalle miniere crea benefici per l&#8217;ambiente fino a <strong>400 dollari a tonnellata.</strong></p>
<p>Così la percentuale ideale di riciclo sembrerebbe quella dal 10%, in quella che si definisce la &#8220;targettizzazione del riciclo&#8221;. Il 10% è una cifra che ha senso soprattutto se applicata a certi tipi di materiali dall&#8217;alto costo e alto utilizzo, <strong>come l&#8217;alluminio</strong>. O la carta. O in generale dei metalli.</p>
<p>Plastica e vetro, <strong>materiali che tutti i giorni buttiamo in appositi contenitori per lo smaltimento</strong> specifico, hanno invece un impatto pesante sull&#8217;ambiente, dato che per essere riutilizzati devono tendenzialmente compiere lunghi viaggi per i vari tipi di processi a cui vanno sottoposti.</p>
<p>Ha ancora senso parlare di <strong>concetti come &#8220;rifiuti zero&#8221;</strong> e portare ad esempio le città che riciclano il 100% dei rifiuti (come alcuni centri in California) ? Di sicuro Kinnaman ha aperto il dibattito.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un mare di spazzatura</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/un-mare-di-spazzatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2014 16:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge]]></category>
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					<description><![CDATA[Anzi, spiagge travolte da una marea di plastica: è il risultato dell&#8217;indagine di Legambiente sulla[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/05/Spiagge-Rifiuti-FlickrCC-Fabio-Achilli.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/05/Spiagge-Rifiuti-FlickrCC-Fabio-Achilli.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/05/Spiagge-Rifiuti-FlickrCC-Fabio-Achilli-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/05/Spiagge-Rifiuti-FlickrCC-Fabio-Achilli-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Anzi, <strong>spiagge travolte da una marea di plastica</strong>: è il risultato dell&#8217;indagine di Legambiente sulla beach litter, la spazzatura da spiaggia. Al primo posto bottiglie e contenitori di plastica, poi tappi e coperchi, a pari merito con i mozziconi di sigaretta, quindi stoviglie usa e getta di plastica, cotton fioc e mattonelle e calcinacci. Insomma, <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/una-marea-di-plastica-monitorate-24-spiagge-il-65-dei-rifiuti-e-plastica" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">la plastica costituisce il 65% di rifiuti che si trovano sulle nostre spiagge</a>, stando all’<a href="http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/una-marea-di-plastica-monitorate-24-spiagge-il-65-dei-rifiuti-e-plastica" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">indagine sulla beach litter curata Legambiente</a> secondo il protocollo scientifico del ministero dell’Ambiente e di Ispra, nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti &#8211; Clean up the Med.</p>
<p>L&#8217;indagine è stata condotta su un’<strong>area di 130.040 mq, pari a quasi 20 campi da calcio, su un totale di 24 spiagge, tutte libere</strong>, situate nei comuni di Genova, Viareggio (Lu), Orbetello (Gr), Scarlino (Gr), Fiumicino (Rm), Anzio (Rm), Pozzuoli (Na), Pollica (Sa), Giardini Naxos (Me), Palermo, Agrigento, Gela (Cl), Ragusa, Pachino (Sr), Noto (Sr), Catania, Policoro (Mt), Pisticci (Mt), Casalabate (Le), Tricase (Le), Brindisi, Polignano a Mare (Ba), San Benedetto del Tronto (Ap).</p>
<p>&#8220;Secondo diversi studi &#8211; dice Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente &#8211; <strong>circa il 70% dei rifiuti marini affonda e circa il 15% resta in superficie</strong>. Questo significa che i risultati dei campionamenti effettuati sulle spiagge rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso&#8221;.</p>
<p>Sui litorali monitorati, la plastica è la categoria di rifiuto che batte tutti gli altri, con una percentuale del 65% sul<strong> totale di 15.215 rifiuti rinvenuti</strong>. Plastica di tutte le forme e dimensioni, dalle bottiglie agli shopper, dai tappi, al polistirolo, i secchi, le stoviglie usa e getta ma anche molti oggetti derivanti dal comparto della pesca. Il 9% degli oggetti plastici rinvenuti (più di 1.500) è costituto da reti, galleggianti, nasse, fili da pesca e da un ingente quantitativo di frammenti di polistirolo. A seguire, ricoprono a tappeto le nostre spiagge i <strong>mozziconi di sigaretta</strong> (7%, per un totale di 1035 mozziconi, oltre 50 pacchetti di sigarette). Non mancano poi i metalli (6%) con <strong>lattine, barattoli e bombolette spray</strong>, seguiti dai rifiuti sanitari (5%) come cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister; materiali di costruzione al 4% (mattonelle e calcinacci), vetro al 3% (specie bottiglie), rifiuti di gomma (<strong>pneumatici, guanti</strong>) e tessili (scarpe, vestiti) entrambi al 2%.</p>
<p>I rifiuti marini hanno un impatto pesante sugli ecosistemi ma anche sull’economia e sul turismo. Uccelli, tartarughe e mammiferi marini possono restare intrappolati nelle reti da pesca o <strong>morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti</strong>. Inoltre, le microplastiche ingerite dagli organismi acquatici sono la causa principale del disequilibrio della catena alimentare e dell’intero ecosistema marino. Sul fronte economico vanno considerati i danni meccanici alle imbarcazioni e alle attrezzature da pesca, allo stock ittico, i costi di pulizia delle aree costiere e le <strong>conseguenze sull’appeal turistico</strong>.</p>
<p>Per approfondire i dati dell&#8217;indagine Spiagge e Fondali Puliti di Legambiente <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/una-marea-di-plastica-monitorate-24-spiagge-il-65-dei-rifiuti-e-plastica" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">cliccate qui</a>.</p>
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