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	<title>tibet Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>tibet Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Un tunnel sotto l&#8217;Everest, per la nuova ferrovia che collega Tibet e Nepal</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/news/un-tunnel-sotto-leverest-per-la-nuova-ferrovia-che-collega-tibet-e-nepal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 11:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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					<description><![CDATA[Ii primo ministro cinese Li Keqiang e il suo collega nepalese Prasad Sharma Oli hanno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ii primo ministro cinese Li Keqiang e il suo collega nepalese Prasad Sharma Oli hanno stipulato un accordo per collegare i due paesi attraverso u<strong>na ferrovia che passa attraverso il centro della catena montuosa dell&#8217;Himalaya</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/tag/everest/" data-wpel-link="internal">Everest</a> compreso, sotto il quale potrebbe passare addirittura un tunnel.</p>
<p>Il treno che collegherà i paesi più alti del mondo partirà da Shigatse (Xigaqze, a2800 metri di altitudine) in Tibet e arriverà alla capitale nepalese di Kathmandu (1400 m). A sua volta da Shigatse è già possibile arrivare alla capitale tibetana Lhasa, grazie alla <strong>supertecnologica linea Quinghai-Tibet</strong>, la ferrovia che tocca il punto più alto del mondo, a 5.072 metri sul livello del mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/5-consigli-per-chi-vuole-andare-sulleverest/" data-wpel-link="internal">5 consigli per chi vuole andare sull&#8217;Everest</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora incerto il tragitto, che potrebbe seguire la direttrice di Gyirong oppure quella che passa per l&#8217;Everest. Di sicuro si tratta di una sfida interessante per i progettisti (dovranno affrontare<strong> un tunnel sotto l&#8217;Everest</strong>) e di una grande novità anche per i turisti che in futuro vorranno passare da una capitale all&#8217;altra.<br />
Ma anche di un importante mossa geopolitica dei cinesi rispetto al Nepal, che è considerato territorio strategico anche dall&#8217;India.</p>
<p>La nuova ferrovia sarà lunga 700 chilometri e si prevedono 4 anni per la sua costruzione. A differenza dei treni iperveloci (fino a 350 km/h) che percorrono la Quinghai-Tibet, qui le carrozze viaggeranno ad un massimo di 120 km/h sul versante tibetano e di 160 su quello nepalese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/la-storia-della-conquista-degli-ottomila-tutte-le-prime-assolute-e-invernali/" data-wpel-link="internal">La conquista degli Ottomila: le prime , le assolute, le invernali</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come fanno i Tibetani a sopravvivere su montagne così alte?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/come-fanno-i-tibetani-a-sopravvivere-su-montagne-cosi-alte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 05:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>
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					<description><![CDATA[Il popolo tibetano riesce ad adattarsi e a sopravvivere senza problemi ad alta quota grazie[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="440" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/04/come-fanno-i-tibetani-a-sopravvivere-su-montagne-cosi-alte.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Come fanno i Tibetani a sopravvivere su montagne così alte?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/04/come-fanno-i-tibetani-a-sopravvivere-su-montagne-cosi-alte.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2017/04/come-fanno-i-tibetani-a-sopravvivere-su-montagne-cosi-alte-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il popolo tibetano riesce ad adattarsi e a sopravvivere senza problemi ad alta quota grazie a un patrimonio genetico tutto suo. Secondo lo studio della Università del Texas, i tibetani <strong>avrebbero ereditato varianti di cinque diversi geni</strong> che permettono loro di vivere ai piedi delle vette himalayane. E una curiosità è che uno di questi geni proviene da una sottospecie umana estinta, quella dei Denisovani.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/la-montagna-e-il-luogo-ideale-per-tenersi-in-forma/" data-wpel-link="internal">La montagna è il luogo ideale per tenersi in forma</a></strong></p>
<h3>Popolazione di superman</h3>
<p>Per le loro capacità di adattamento e sopportazione di condizioni estreme, i Tibetani sono considerati alla stregua di supereroi dal punto di vista fisico e la scienza da tempo si interroga sul mistero della loro natura. Recentemente un altro studio aveva cercato di fare luce sulla capacità dei Tibetani di sopportare la mancanza di ossigeno e il freddo, individuando u<strong>n gene responsabile della saturazione dell&#8217;ossigeno nell&#8217;emoglobina</strong> e scoprendo che la crescita dei bambini tibetani sarebbe più rapida rispetto a quelle di altre popolazioni asiatiche.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/cultura/i-film-sulleverest-alternativi-a-everest/" data-wpel-link="internal">I film sull&#8217;Everest alternativi a &#8216;Everest&#8217;</a></strong></p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>La ricerca, che ha indagato i segreti della capacità di adattamento dei Tibetani a quote in cui nessuna altra popolazione mondiale resisterebbe, ha prodotto risultati che possono costituire una ricca risorsa utile per futuri studi genetici. Il paper, pubblicato sulla rivista scientifica <a href="http://journals.plos.org/plosgenetics/article?id=10.1371/journal.pgen.1006675" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">PLOS Genetics</a>, spiega che gli abitanti del Tibet sono sopravvissuti per migliaia di anni ad altitudini così elevate e in un altopiano così arido a causa della loro incredibile capacità naturale di sopportare <strong>bassi livelli di ossigeno, freddo estremo, esposizione ai raggi ultravioletti della luce</strong> e di trarre energia da fonti di cibo piuttosto limitate e ipocaloriche. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno sequenziato tutti i genomi di 27 tibetani, cercando di individuare quali fossero i geni capaci di portare vantaggi in una situazione come quella in cui vivono.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/trekking/5-trekking-divini-sulle-montagne-sacre/" data-wpel-link="internal">5 trekking divini sulle montagne sacre</a></strong></p>
<h3>I geni e la vitamina D</h3>
<p>Ecco quindi che è emerso che esistono due geni chiave che li aiutano, EPAS1 e EGLN1, che sono coinvolti nell&#8217;adattamento alle alte quote. E che alla sopportazione delle condizioni estreme contribuiscono anche altri due geni correlati a bassi livelli di ossigeno, PTGIS e KCTD12. Ma come fanno i nomadi tibetani a sopperire alla loro tipica carenza di vitamina D? Grazie a una variante di VDR, che svolge <strong>un ruolo nel metabolismo della vitamina D</strong> e può contribuire a compensare questa mancanza.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/bici/mtb/matteo-gatto-tibet-nepal-mountain-bike/" data-wpel-link="internal">Dal tibet al Nepal in mountain bike</a></strong></p>
<h3>I Denisovani</h3>
<p>Gli scienziati americani hanno poi scoperto che la variante tibetana del gene EPAS1 ha una origine curiosa: proviene dall&#8217;arcaico popolo dei Denisovani, una sottoppolazione di ominidi (l&#8217; Homo di Denisova popolava la zona dei Monti Altaj, in Mongolia fra 70 e 40 mila anni fa) che ha trasmesso questo elemento genico ai Tibetani <strong>dopo la divisione fra questi e i Cinesi Han avvenuta circa 50 mila anni fa.</strong> Tatum Simonson, che ha lavorato alo studio, spiega: &#8220;L&#8217;analisi completa dei dati delle sequenze del genoma dai tibetani fornisce preziosi approfondimenti sui fattori genetici che determinano la storia unica e la fisiologia adattativa ad alta quota di questa popolazione, e ci aiuta nell&#8217;analisi di altre popolazioni permanenti ad alta quota”. Infatti l&#8217;adattamento alla vita in montagna, nonostante le sollecitazioni siano simili in ogni popolazione (ipossia, malattie cardiopolmonari, apnea del sonno), generano una vasta gamma di risposte fisiologiche uniche.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/bastano-pochi-giorni-in-montagna-e-il-nostro-corpo-e-piu-in-forma/" data-wpel-link="internal">Bastano pochi giorni in montagna e il nostro corpo è più in forma</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andrea Zambaldi travolto da una valanga sull&#8217;Himalaya</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/news/andrea-zambaldi-travolto-da-una-valanga-sullhimalaya/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 07:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[andrea zambaldi]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>
		<category><![CDATA[valanghe]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1713" height="1202" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi.jpg 1713w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1713px) 100vw, 1713px" /><br><br><p>Andrea Zambaldi, l&#8217;alpinista veronese partito per scalare due vette da Ottomila in sette giorni facendo il concatenamento di Shisha Pangma (8027 metri) e Cho Oyu (8201 metri), e che <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/arrampicata/andrea-zambaldi-2-ottomila-in-7-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">avevamo intervistato alla vigilia della partenza</a>, è stato <strong>travolto la mattina di mercoledì 24 settembre da una valanga </strong>a soli 100 metri dalla vetta dello Shisha Pangma, insieme ai due compagni della spedizione Double 8 (i tedeschi Benedikt Böhm e Sebastian Haag) e ad altri due scalatori aggregati all&#8217;ascesa (il famoso arrampicatore svizzero Ueli Steck e il tedesco Martin Maier).</p>
<p>Böhm e Steck sono rimasti fortunatamente distanti dalla valanga, <strong>Zambaldi e Haag risultano tutt&#8217;ora dispersi</strong>, mentre Maier si è salvato miracolosamente. Le ricerche degli sherpa locali e degli altri alpinisti sono ancora in corso.</p>
<p>La notizia cominciava a rimbalzare nel pomeriggio del 24 settembre tra i telefoni degli &#8220;addetti ai lavori&#8221; e soprattutto di chi conosce Andrea. Poi alla sera è arrivata la conferma ufficiosa ma inequivocabile del sito <a href="http://www.explorersweb.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Explorersweb.com</a>, una sorta di piattaforma online a cui si appoggiano tutte le grandi spedizioni &#8211; dall&#8217;Himalaya al Karakorum, dalle traversate oceaniche a quelle polari. Alle 19.30 il post firmato da Stefan Nestler (un blogger e fotografo di montagna tedesco) non lasciava margini di dubbio: <em>&#8220;Una valanga sulla Shisha Pangma uccide due alpinisti&#8221;</em>. Un&#8217;ora dopo, Raheel Adnan (un giovane giornalista pakistano che d&#8217;abitudine segue le grandi spedizioni internazionali) riusciva a scendere più nei particolari titolando: <em>&#8220;Due alpinisti scomparsi per la valanga. Uno si salva miracolosamente&#8221;</em>.</p>
<p>Sembra che non ci siano dubbi su come si siano svolti i fatti: i tre membri del Team Double8 (la spedizione promossa da Dynafit che puntava a salire lo Shisha Pangma di 8027 metri e, entro soli sette giorni, anche il Cho Oyu di 8188 metri, completando lo spostamento di 170 km tra una cima e l&#8217;altra in mountain bike) cominciano la salita finale nel tardo pomeriggio del 23 settembre, insieme a Steck e Maier. Chi parte dal Campo Base a quota 5600, chi dal Campo 1 a 6300 e chi, come Andrea Zambaldi, dal Campo 2 a 6800. <strong>L’ultimo messaggio di Benedikt Böhm</strong> postato sul sito di Dynafit dice: <em>&#8220;Combattere, combattere, combattere. Cumuli di neve e ad alto rischio di valanghe… è frustrante!&#8221;</em>.</p>
<p>Del resto, <strong>due tentativi di salita erano andati a vuoto nei giorni precedenti</strong> per questa ragione. Tutti si danno appuntamento al Campo 3 a 7300 alle due del mattino. Alle 6:50 del 24 settembre raggiungono i 7900 metri di quota, appena sotto la cima, quando Haag, Zambaldi e Maier vengono <strong>investiti da una valanga, a soli 100 metri dalla vetta, e precipitano per oltre 600 metri</strong>. Böhm e Steck chiamano  subito il Campo Base con il telefono satellitare chiedendo assistenza e cercano inutilmente, per oltre quattro ore, di raggiungere l&#8217;area della valanga sotto di loro per portare i primi soccorsi. Tutte le notizie giunte finora arrivano dalla testimonianza di Böhm e ora si attende di sentire anche il resoconto di quei momenti direttamente dalla voce di Maier.</p>
<p>Chi era Andrea Zambaldi? Nato a Milano 31 anni fa, veronese di adozione e cresciuto nel quartiere di Borgo Roma, studi a Trento e trasferito per lavoro a Bolzano, era il Responsabile Marketing proprio di Dynafit e si allenava sui sentieri del Monte Baldo e sulle pareti del Garda Trentino. Nel 2008, con la spedizione On The Rocks, <strong>era già arrivato in cima allo Shisha Pangma insieme a un altro veronese, Andrea Montolli</strong>.</p>
<p>Lo Shisha Pangma, chiamato anche Gosainthān dalle popolazioni locali, è la quattordicesima montagna più alta della Terra con i suoi 8027 metri: <strong>la più bassa fra i 14 ottomila che ci sono al mondo, ma anche l&#8217;ultima a essere conquistato</strong> per le restrizioni imposte dalla Cina. È situata in Tibet, nella catena dell&#8217;Himalaya. Fu conquistata per la prima volta nel 1964 da una spedizione cinese. Nel 2005 Simone Moro è stato il primo a scalarla in invernale, insieme al polacco Morawski.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andrea Zambaldi: i miei 2 ottomila in 7 giorni</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/sport/arrampicata/andrea-zambaldi-2-ottomila-in-7-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 05:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[andrea zambaldi]]></category>
		<category><![CDATA[dynafit]]></category>
		<category><![CDATA[mountain bike]]></category>
		<category><![CDATA[scialpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi 20 agosto, tre alpinisti partono per il Tibet per una spedizione del tutto particolare:[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/08/Zambaldi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Andrea Zambaldi Dynafit" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/08/Zambaldi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/08/Zambaldi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/08/Zambaldi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Oggi 20 agosto, tre alpinisti partono per il Tibet per una spedizione del tutto particolare: <strong>salire in soli sette giorni due cime alte più di 8000 metri</strong>. Per arrivare da una vetta all’altra, e per fare il tutto il più velocemente possibile, useranno solo bici e percorsi di trekking, e le risalite sulle vette saranno sempre senza ossigeno supplementare.</p>
<p>Oltre ai tedeschi Benedikt Boehm e Sebastian Haag ci sarà anche <strong>il giovane alpinista veronese Andrea Zambaldi</strong>, che terrà un diario sul <a href="http://2x8000.wordpress.com/" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">blog 2&#215;8000</a>. Noi gli abbiamo chiesto di questa nuova dimensione dello speed mountaineering, di come è nata l&#8217;idea del concatenamento di Shisha Pangma (8027 metri) e Cho Oyu (8201 metri) e di come funzionerà questo progetto di due ottomila in una settimana.</p>
<p><strong>Andrea Zambaldi, prima di tutto: chi sei?</strong><br />
Ho 31 anni e mi definiscono uno sportivo polivalente. Al mio attivo ho alcune spedizioni, tra cui l’Aconcagua nel 2004, una nuova via al Quitaraju nel 2005, una via nuova all’Ishinca nel 2012, l’Alpamayo sempre nel 2012, lo Shisha Pangma nel 2008 e il tentativo al Makalu nel 2006. Mi sono cimentato in spedizioni scialpinistiche in Nord America e nord Europa, nell’esplorazione di grotte nella foresta tropicale filippina e nella discesa di svariati canyon, dall’Oceano Indiano fino alle Alpi, detenendo per alcuni di essi ancora il record di velocità in discesa. Qualche anno fa sono stato felicemente sorpreso di ricevere il Premio Biasin che ogni anno a Verona riconosce il miglior giovane alpinista dell’anno. Nella vita di tutti giorni sono invece Marketing Manager Italia per Dynafit, Julbo e Pomoca, aziende che producono abbigliamento, attrezzature e occhiali per outdoor e sport all’aria aperta.</p>
<p><strong>Già altri alpinisti hanno salito e saliranno cime di 8000, quindi perché questa spedizione è diversa dalle altre?</strong><br />
Questo progetto è particolare poiché la sfida è doppia e mai provata prima: due ottomila in sette giorni! Assieme a Benedikt Böhm e Sebastian Haag tenterò il concatenamento di due ottomila <em>by fair means</em> (letteralmente con mezzi leali). L’obiettivo infatti è quello di risalire in velocità sia lo Shisha Pangma che il Cho Oyu in sette giorni, spostandoci tra i due campi base (170 km) con la mountain bike o camminando a piedi. Il tutto senza l’utilizzo di ossigeno supplementare per la salita!</p>
<p><strong>Dove vai?</strong><br />
I monti che tenterò di salire sono due ottomila in territorio tibetano (Cina): 8021 m lo Shisha Pangma e 8201 m il Cho Oyu. Prima andremo allo Shisha e poi a Cho Oyu. Sono entrambe montagne nella prefettura di Shigatse, Regione Autonoma del Tibet in Cina.</p>
<p><strong>Come sarà il programma di viaggio?</strong><br />
Le jeep ci lasceranno al campo base dello Shisha Pangma, poi caricheremo gli yak fino al campo base avanzato. Da quel momento inizierà la fase di acclimatamento e quando saremo pronti fisicamente e con una buona prospettiva meteo si accenderà l’interruttore. Saliremo in 24 ore dal campo base avanzato fino alla cima dello Shisha utilizzando sci e pelli di foca, tra l’altro saliremo con dei prototipi Dynafit per testarli ed immetterli eventualmente sul mercato nell’inverno 2015-2016. Poi giù sciando, nottata al base avanzato e il giorno seguente via in sella per pedalare fino a Tingri. Qui dormiremo e il giorno seguente in sella di nuovo fino al base avanzato del Cho Oyu. Sperando nel meteo favorevole, ed essendo già acclimatati, faremo un giorno di riposo e poi su dritti in cima sempre con gli sci in un’unica tirata e infine giù di nuovo. E questo è tutto: un gioco da ragazzi, no?</p>
<p><strong>Quando?</strong><br />
La spedizione partirà da Monaco di Baviera il 19 agosto e rientrerà (sempre a Monaco) il 5 ottobre. Arriveremo giusti giusti per l’Oktoberfest, anche se a me non piace la birra! Gli altri due miei compagni di viaggio invece vorranno chiudere anche più velocemente il progetto per non perdere l’inaugurazione dell’Oktoberfest.</p>
<p><strong>Perché?</strong><br />
La spedizione nasce come progetto Dynafit ed è in linea con tutte le peculiarità che questo marchio ha nel suo DNA: leggerezza, velocità, performance e tecnologia. Dynafit è anche l’azienda per cui lavoriamo, Beni è General Manager, io marketing manager per l’Italia e Basti atleta del team Dynafit Expedition. Ci è sembrato un progetto perfetto per esprimere tutto ciò che rappresenta il brand del leopardo delle nevi, che è il simbolo dell’azienda e tra l’altro vive tra la catena himalayana e il Karakorum. Siamo tutti professionisti ed atleti con un curriculum di tutto rispetto alle spalle ed abbiamo deciso di testarci su un progetto mai provato da nessuno fino ad ora.</p>
<p><strong>Come ti stai allenando?</strong><br />
Corro molto fuori strada. È un&#8217;attività che mi aiuta a scaricare molto la tensione lavorativa e mi permette di passare del tempo in un ambiente rigenerante quale è la montagna. Il mio lavoro mi porta a essere parecchio fuori ufficio e cosi ho con me in macchina sempre un paio di scarpe per poter andare a correre ovunque mi trovo. Ad esempio, attorno a Verona adoro correre lungo la cresta del monte Baldo, oppure partire da San Giorgio per tornarci dopo essere passato a salutare cima Carega. Ogni tanto mi diletto a gareggiare, a esempio l’ultimo trail che ho corso è la Sudtirol Ultra-sky race, 66 km per 4200 m di dislivello positivo, riuscendo a guadagnare un buon 3° posto. Certo, vista la particolarità dell’impresa sto anche pedalando abbastanza, e in questo ringrazio molto Canyon Italia che mi sta supportando fornendomi delle bici incredibili. Questo in settimana, sempre la sera e spesso di notte, d’altronde conciliare un lavoro di responsabilità e una passione di questo tipo non è proprio comodo, anche se devo dire che Dynafit è il mio primo sostenitore.</p>
<p><strong>Elenco della spesa in vista della partenza?</strong><br />
Poche cose ma di qualità. La valigia che si fa quando si parte per una spedizione come questa è la stessa che si fa quando si sta via 10 giorni, tanto ci sarà tempo per lavare e asciugare le cose! Per la parte più tecnica: porto via sicuramente attrezzatura e abbigliamento Dynafit per la montagna, la bici Canyon e una selezione di occhiali e maschere Julbo.</p>
<p><strong>Cosa metti nello zaino?</strong><br />
Al di là dell’attrezzatura avrò con me un telefono satellitare con cui spero di aggiornare il blog, parecchi libri per ammazzare i tempi morti e di attesa causati magari da intoppi burocratici per i visti, oppure dal brutto tempo, e sicuramente una selezione di brani musicali per il mio iPod che mi farà compagnia per tutti e 46 i giorni. E… una castagna!</p>
<p><strong>Che cosa si pensa prima di partire per un&#8217;impresa così?</strong><br />
Si pensa solo a partire in fretta, il prima possibile. Man mano che la data si avvicina aumenta un po’ lo stato di nervosismo, vuoi che tutto sia perfetto, non vuoi lasciare nulla al caso, ma solo quando sei in fase di take-off tutto si rasserena, quel che c’è c’è e quel che non c’è si fa senza. Ci si sintonizza con i compagni d’avventura e il gioco ha inizio.</p>
<p><b>AGGIORNAMENTO</b>: Andrea è stato travolto da una valanga la mattina del 24 settembre a pochi metri dalla vetta dello Shisha Pangma: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/news/andrea-zambaldi-travolto-da-una-valanga-sullhimalaya/" target="_blank" data-wpel-link="internal">qui le notizie che siamo riusciti a raccogliere</a>.</p>
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