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		<title>Perché in 50 anni è scomparso il 70% di animali selvatici</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/wwf-living-planet-index-animali-selvatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 05:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/wwf-living-planet-index-animali-selvatici.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="scomparso il 70% di animali selvatici" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/wwf-living-planet-index-animali-selvatici.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/wwf-living-planet-index-animali-selvatici-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/09/wwf-living-planet-index-animali-selvatici-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Un report del <strong>WWF</strong> (il Living Planet Index) rivela che <strong>in 50 anni è scomparso il 70% di animali selvatici.</strong> Due terzi in meno di popolazione di <strong>animali selvatici</strong> in mezzo secolo, soprattutto a causa delle attività dell’uomo. Naturalmente non è una buona notizia, anzi. E non solo per l’enorme dispiacere generalizzato per la scomparsa di specie e esemplari animali, ma anche perché questo processo espone l’umanità a grossi pericoli per il futuro. Come ad esempio maggior <strong>rischi di diffusioni di virus e pandemie globali</strong> come quella del Covid-19.</p>
<h2>WWF: perché in 50 anni è scomparso il 70% di animali selvatici</h2>
<p>Il <a href="https://livingplanet.panda.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">rapporto del WWF</a> (che viene pubblicato ogni 2 anni) è stato compilato in collaborazione con la Zoological Society of London e pubblicato su <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-020-2705-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nature</a>. Ha analizzato circa 4.000 specie di vertebrati fra circa 21.000 popolazioni animali in tutto il mondo. Quello che emerge inequivocabilmente dai dati è che <strong>fra 1970 e 2016 è scomparso il 68% dalla fauna mondiale.</strong> Un video del WWF illustra lo studio.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/Lr_AOpqXF1o" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
La causa principale di questo massacro costante nel tempo è la distruzione degli habitat naturali: le attività umane hanno danneggiato in modo pesante<strong> il 75% delle terre emerse e il 40% degli oceani. </strong>Il calo peggiore si registra in<strong> Sudamerica, con il 94%.</strong></p>
<h2>Rischio di nuove pandemie</h2>
<p>L’agricoltura intensiva è una delle principali cause della scomparsa della fauna, un fenomeno in crescita che provoca la scomparsa di molti animali e è alle origini di <strong>possibili nuove pandemie di tipo Covid-19</strong> (avvicinando il contatto uomo-animali si facilita la trasmissione di virus).<br />
La mattanza, oltre al rischio di malattie su scala globale, sta anche provocando una accelerazione nella riduzione della biodiversità. Se il report 2016 la attestava al 60%, <strong>ora la dinamica è in crescita al 70%</strong>, come spiega a AFP Marco Lambertini, direttore generale del Wwf internazionale: &#8220;Stiamo assistendo alla distruzione della natura da parte dell&#8217;umanità. In effetti, <strong>è un ecocidio</strong>&#8220;.</p>
<p><em>(foto Skeeze Pixabay)</em></p>
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		<title>In 40 anni è scomparsa la metà degli animali selvatici del mondo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/lifestyle/ambiente/living-planet-index-scomparsa-animali-selvatici-ultimi-40-ann/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 05:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/Elefante-Wildlife-FlickrCC-Nagesh-Jayaraman.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/Elefante-Wildlife-FlickrCC-Nagesh-Jayaraman.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/Elefante-Wildlife-FlickrCC-Nagesh-Jayaraman-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2014/09/Elefante-Wildlife-FlickrCC-Nagesh-Jayaraman-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>All&#8217;inizio del Novecento <strong>c&#8217;erano oltre 100mila tigri, ora ne sono rimaste appena 3000</strong>; in 40 anni la popolazione di leoni del Ghana si è ridotta del 90%; le porzioni di foresta a disposizione degli elefanti in Africa occidentale è il 7% dello spazio disponibile un secolo fa. E ancora: <strong>mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci si sono ridotti del 52%</strong>, mentre le specie di acqua dolce – fiumi e laghi – sarebbero crollate del 76%.</p>
<p>Numeri impressionanti, che emergono dall&#8217;aggiornamento del <a href="http://www.livingplanetindex.org/home/index" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Living Planet Index</a> appena pubblicato dalla <a href="http://www.zsl.org/science/news/urgent-action-needed-to-protect-wildlife-as-global-populations-halve-in-40-years" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">London Zoological Society</a> e che segnalano una <strong>situazione ben più grave di quella prospettata nell&#8217;ultima edizione del LPI</strong>, quella del 2008.</p>
<p>È chiaro che un censimento numerico della fauna selvatica è un&#8217;operazione statistica per la quale occorre valutare un numero enorme di variabili. Ed è noto come <strong>il nuovo metodo statistico adottato dalla ZSL punti l&#8217;occhio in particolare sulle specie più a rischio</strong>: in precedenza il Living Planet Index era calcolato in base al declino medio di tutte le specie considerate dal 1970 a oggi (più di 10mila specie di vertebrati); il nuovo metodo di calcolo assegna invece un peso maggiore alle specie più numerose in una determinata area geografica, e così importanza diversa è assegnata a specie diverse in diverse regioni geografiche o in diversi habitat.</p>
<p>Applicando questo nuovo metodo di calcolo ai dati raccolti nel 2008, gli scienziati della ZSL si sono resi conto che <strong>il numero totale di animali selvatici sul pianeta si era ridotto del 52% anziché del 30%</strong>.</p>
<p>Secondo il report della London Zoological Society e le statistiche prodotte dal WWF, <strong>la causa sarebbe da ricercare in particolare nel consumo di risorse naturali attuato dall&#8217;uomo</strong>: staremmo tagliando più piante di quante ne ricrescano; staremmo mangiando più pesci di quanti gli oceani siano in grado di produrre; staremmo utilizzando l&#8217;acqua di fiumi e laghi più di quanto le pioggia non siano in grado di rifornirne; staremmo emettendo più CO2 di quanta le foreste e gli oceani siano in grado di assorbirne.</p>
<p>Il report è stato pubblicato dopo il Climate Summit tenutosi alle Nazioni Unite a New York, e sottolinea come ci sia ancora la possibilità di invertire la rotta con politiche di difesa della fauna selvatica come gli accordi da firmare nel 2015 sul <a href="http://sustainabledevelopment.un.org/?menu=1300" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sustainable Development Goals</a>, da raggiungere entro il 2030, e sull&#8217;<a href="http://unfccc.int/2860.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">UN Framework Convention on Climate Change</a>.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Geocaching: la caccia al tesoro Gps nelle Fattorie del Panda con Garmin e Wwf</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/news/eventi/geocaching-la-caccia-al-tesoro-satellitare-nelle-fattorie-del-panda-con-garmin-e-wwf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 11:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[garmin]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la giornata di domenica 19 maggio, in cui in occasione della Giornata delle Oasi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="440" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2013/09/garmin-wwf2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2013/09/garmin-wwf2.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2013/09/garmin-wwf2-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Dopo la giornata di domenica 19 maggio, in cui in occasione della <a href="http://www.garminblog.it/outdoor/escursionismo/garmin-partner-del-wwf-per-la-giornata-delle-oasi-2013" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Giornata delle Oasi WWF 2013</a> Garmin Italia ha lanciato un’edizione speciale del suo prodotto storico Etrex20, arricchito con i punti di interesse delle 100 Oasi del WWF e delle 20 Fattorie del Panda, ecco un&#8217;altra iniziativa di Garmin Italia e WWF per favorire la scoperta della natura da parte di famiglie e bambini.</p>
<p><strong>Domenica 29 settembre</strong> infatti nelle <strong>oasi WWF di Vanzago</strong> (MI), <strong>a Le Bine</strong> (MN) e <strong>lago di Penne</strong> (PE) si svolge <a href="http://www.fattorieaperte.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Fattorie Didattiche Aperte</a>, un’iniziativa multidisciplinare per scoprire la natura e l’economia di interessanti realtà agricole. Nel programma degli eventi nelle tre <strong>Fattore del Panda</strong>, Garmin Italia propone il <strong>geocaching</strong>: la caccia al tesoro in chiave satellitare.</p>
<p>Le fattorie didattiche di WWF Italia sono un esempio concreto di sostegno della natura e dell&#8217;ambiente rurale, realtà dove l’economia dell&#8217;agricoltura sostenibile incontra il grande pubblico. Ed è in questo contesto che domenica 29 settembre oltre centro aziende agricole apriranno le proprie porte a famiglie, bambini, adulti e ragazzi perché tutti insieme possano entrare in una “oasi felice” a pochi passi dalle grandi città.</p>
<p>L’evento nazionale <a href="http://www.fattorieaperte.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Fattorie Didattiche Aperte</a> di fine settembre sarà dunque l’occasione per vivere la natura in prima persona grazie ad un programma di eventi divertenti e stimolanti. Dalla vendemmia e pigiatura dell’uva a piedi nudi ai laboratori di panificazione, dalla creazione di piccoli oggetti artistici alle passeggiate in calesse, fino all’iniziativa di Garmin Italia che propone un’attività ludica tra le più intriganti: il <strong>geocaching, la caccia al tesoro di nuova generazione</strong>.</p>
<p>Si potrebbe definire come una caccia al tesoro satellitare, e infatti per scoprire il tesoro è necessario avere un GPS e seguire le istruzioni che Garmin ha preinstallato sui propri navigatori palmari dedicati al mondo outdoor. La caccia al tesoro prevede che i partecipanti, meglio noti come &#8220;geocacher&#8221;, utilizzino un ricevitore GPS per trovare dei contenitori di differenti tipologie e dimensioni, le &#8220;cache&#8221; che danno il nome all’attività. In questo modo i partecipanti correranno da un punto all’altro dell’oasi WWF alla caccia degli obiettivi, seguendo in modo facile e intuitivo le indicazioni delle coordinate che il GPS fornisce in tempo reale.</p>
<p>All’interno delle oasi WWF di Vanzago (MI), a Le Bine (MN) e lago di Penne (PE) sarà presente lo staff di Garmin Italia che, grazie alla propria struttura <a href="http://www.garmin.com/it/garmingpsacademy" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">GPS ACADEMY</a>, organizzerà alcune squadre per un&#8217;attività di geocaching nell’area delle fattoria. I GPS palmari saranno messi a disposizione presso lo stand Garmin.</p>
<p><strong>Agricoltura in movimento</strong><br />
Inoltre, all’interno dell’evento “Fattorie Didattiche Aperte”, <strong>WWF Italia</strong> distribuirà a tutti i visitatori un kit didattico composto da due quaderni (uno per ragazzini e l’altro per un pubblico adulto) per scoprire che cosa è un’azienda agricola e le molteplici iniziative che può offrire. In Italia sono attive oltre 1.900 Fattorie Didattiche (una forma di diversificazione dell’impresa rurale) e, tra queste molte Fattorie del Panda, ovvero gli agriturismi nelle aree protette, la rete promossa in Italia da WWF, ANAGRITUR (che riunisce <strong>Terranostra</strong>, <strong>Agriturist</strong> e <strong>Turismo Verde</strong>, le tre principali associazioni agrituristiche nazionali) e dalla Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (<strong>Federparchi</strong>).</p>
<p>L’iniziativa di domenica 29 settembre si inserisce nell’ambito del progetto “AGRI@TOUR: la Pac verso il 2020 &#8211; L’agricoltura in Movimento”, promosso da Arezzo Fiere e Agriturist, Terranostra, Turismo Verde e WWF e sostenuto dalla Unione Europea (<a href="http://www.agrietour.eu" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">www.agrietour.eu</a>). Gli obiettivi del progetto sono informare, spiegare e discutere i nuovi scenari e le varie opportunità della PAC 2014 – 2020, in relazione alla diversificazione delle attività delle aziende agricole (l’agriturismo, l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche, la filiera corta) e alle quattro sfide ambientali (cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità, produzione di energie rinnovabili, gestione sostenibile dell’acqua), presentando possibili modelli e buone pratiche di gestione di aziende agricole multifunzionali.</p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.garmin.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">www.garmin.com</a></p>
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