Sulle colline della Stiria slovena, a pochi chilometri da Maribor e a poco più di 2 ore dal confine italiano, una stradina asfaltata disegna nel mezzo dei vigneti la forma perfetta di un cuore (quantomeno da una specifica zona). No, non è intelligenza Artificiale, nemmeno un’installazione artistica e men che mai è stata progettata da un architetto creativo: è “semplicemente” nata per caso, ben quarant’anni fa, per aggirare una pendenza troppo ripida da percorrere in linea retta. Quello stesso tornante pragmatico è oggi una delle cartoline più famose della Slovenia, e la collina di Špičnik (nome che in lingua locale richiama una cima appuntita) è diventata una delle destinazioni più cercate dai viaggiatori che vogliono qualcosa di autentico oltre il già visto.
Il cuore che nessuno aveva pianificato
La storia di Špičnik comincia nel 1777, quando la famiglia Dreisiebner si stabilì su queste alture e iniziò a coltivare la vite. Per generazioni, il vigneto è rimasto un affare di famiglia, tra terra rossa, filari ordinati e cantina. Poi, circa 40 anni fa, per risolvere il dilemma di una salita troppo accentuata per i mezzi agricoli, fu scavata una deviazione con un’ansa larga e, quasi come per magia, oggi proprio quella curva vista dall’alto risulta identica a un cuore.
La scoperta però fu graduale: prima le foto dei contadini, poi quelle dei turisti e infine i social. Non a caso, attualmente il punto panoramico in cima alla collina è uno dei più cliccati d’Europa, con visitatori che arrivano da mezzo continente per immortalare quella forma verde tra i filari. Eppure, nonostante il fascino e il successo, il posto è riuscito a conservare una scala umana sorprendente.
Vino, silenzio e panorami senza filtri
Salire fino a Špičnik equivale ad attraversare un paesaggio che sa ancora di lavoro agricolo vero. I filari sono curati a mano, le foglie cambiano colore con le stagioni (verde intenso in estate, rosso bruciato in autunno) e l’aria porta con sé quella miscela di resina e terra umida che si riconosce solo nelle zone vinicole di montagna.
La tenuta Dreisiebner, attiva da oltre due secoli su queste stesse terre, produce vini e spumanti che si possono degustare direttamente in loco. Il paesaggio che si apre dalla sommità abbraccia colline morbide, valli nascoste e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi austriache. La Slovenia orientale raramente compare nelle liste dei viaggi europei imperdibili, e forse è esattamente per questo che vale la pena tornarci più volte.
Il contesto: dove siamo e perché vale il viaggio
Špičnik si trova nel Podravje, la regione vinicola slovena che si estende attorno a Maribor, seconda città del Paese. Maribor custodisce una curiosità botanica di portata mondiale: la Stara trta, la vite coltivata più antica del mondo ancora produttiva, con oltre 400 anni di storia, classificata dal Guinness dei primati. Una radice che nonostante la veneranda età riesce a dare uva, tanto da essere tutelata come monumento nazionale.
La zona è attraversata da sentieri e percorsi ciclabili che collegano vigneti, mulini e villaggi rurali rimasti quasi intatti. Il Vinska klet Kebl, museo regionale della viticoltura locale, e la torre panoramica Plač completano un itinerario che si percorre benissimo in un weekend lungo, partendo dal Friuli Venezia Giulia o dalla Carinzia. Quello che colpisce di Špičnik, al di là della foto ovvia, è la sensazione di essere arrivati prima degli altri. Il cuore tra i vigneti non è ancora sulla bocca di tutti, almeno fuori dalla Slovenia. Il momento giusto per andarci potrebbe essere già adesso, prima che diventi quello che non è ancora.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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