Ogni anno succede la stessa cosa. Si vedono le prime foto dei boschi rossi, si pensa “lo facciamo il prossimo weekend”, e il weekend dopo piove. Quello dopo ancora c’è la nebbia. E quando finalmente esce il sole, gli alberi sono già spogli.
5 gite in Lombardia a vivere la magia del foliage prima che arrivi l’inverno
Il foliage lombardo è più veloce di quanto si creda. In montagna i larici hanno già dato il meglio, e anche in pianura e sui laghi il picco dei colori dura poco. Per questo serve un piano: sapere già dove andare e con chi, e partire alla prima giornata buona.
1. Brunate, il balcone sul Lago di Como
PER CHI NON HA LA MACCHINA
Treno fino a Como, una passeggiata sul lungolago e poi la funicolare: in circa sette minuti si sale a Brunate, il paese che i comaschi chiamano “balcone delle Alpi”. Da lassù, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva al Monte Rosa, agli Appennini e perfino allo skyline di Milano. Sotto, il primo bacino del lago e i boschi che in autunno virano al giallo e al ruggine.

Da Brunate si cammina in meno di mezz’ora fino al Faro Voltiano, eretto nel 1927 per il centenario della morte di Alessandro Volta: 143 gradini e si arriva alle balconate in cima. Prima di scendere, cerca la Fontana Campari, una delle dodici commissionate dal marchio negli anni Trenta.
Da Milano: circa 1 ora in treno fino a Como, più la funicolare
Difficoltà: facile
Il consiglio: sali nel primo pomeriggio e resta fino al tramonto sul lago
2. Il Parco di Monza, più grande di quanto pensi
PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI
Settecento ettari di prati, boschi e viali alberati a un quarto d’ora di treno da Milano. Il Parco di Monza nasce nel 1805 da un’idea di Napoleone, accanto alla Villa Reale voluta da Maria Teresa d’Austria, ed è uno dei parchi recintati più grandi d’Europa. In autunno i lunghi viali diventano gallerie di giallo e arancione.

Per i bambini c’è tutto: aree gioco e picnic, una cascina con mucche e cavalli, percorsi a tema con gnomi e streghe nei giardini della Villa Reale, scoiattoli, anatre e aironi. C’è anche un itinerario, i “Giganti Verdi”, che passa tra alberi monumentali arrivati da tutto il mondo. Il parco è grande: le bici sono il modo migliore per girarlo.
Da Milano: circa 15-20 minuti in treno fino a Monza
Difficoltà: facilissima, anche con il passeggino
Il consiglio: scegli un viale e seguilo fino in fondo: il colpo d’occhio dei filari è lo spettacolo migliore
3. Monte Isola, l’isola dove non passano le auto
PER LE COPPIE
Dieci minuti di traghetto da Sulzano e sei su un’altra Lombardia. Monte Isola, nel Lago d’Iseo, è considerata l’isola lacustre abitata più grande d’Europa, e qui le auto non circolano: si cammina, si pedala, si ascolta il lago.
Il giro costiero è di circa 9 chilometri, quasi tutto in piano, tra Peschiera Maraglio con i suoi vicoli e Siviano, il capoluogo. Per il panorama più bello si sale alla Madonna della Ceriola, a circa 600 metri, su sentieri tra i boschi che a fine ottobre si accendono di colori: da lassù il Lago d’Iseo si vede a 360 gradi. Poi un tavolo sul lago, e il traghetto del tramonto.
Da Milano: circa 1 ora e 30 fino a Sulzano (anche in treno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo)
Difficoltà: facile il giro dell’isola, media la salita alla Ceriola
Da sapere: in bassa stagione le corse dei traghetti si riducono: controlla l’orario del rientro
4. Franciacorta: vigneti dorati e torbiere
PER CHI AMA IL VINO
La vendemmia è finita e i vigneti della Franciacorta cambiano faccia: le foglie della vite diventano gialle, rosse, ramate, e le colline tra Brescia e il Lago d’Iseo sembrano dipinte a strisce. È il momento più fotogenico dell’anno, e anche quello più tranquillo per visitare le cantine.

Per camminare, la meta più suggestiva è il Monastero di San Pietro in Lamosa, vicino a Provaglio d’Iseo, fondato nel 1083 dai monaci cluniacensi che bonificarono le paludi chiamate “lame”. Affaccia sulle Torbiere del Sebino, riserva naturale dal 1983: specchi d’acqua, canneti e passerelle che in autunno si colorano di bruno e oro. Chi vuole più dislivello può salire sul Monte Orfano, con partenza dal santuario di Santo Stefano a Rovato.
Da Milano: circa 1 ora
Difficoltà: facile alle Torbiere, media al Monte Orfano
Il consiglio: chiudi la giornata con una visita in cantina, ma prenota
5. La Valle d’Astino, a due passi da Città Alta
PER CHI AMA L’ARTE
Si parte da Città Alta, si scende per Borgo Canale e in poco tempo si entra in una valle che sembra fuori dal tempo. La Valle d’Astino, nel Parco dei Colli di Bergamo, è un’oasi agricola chiusa tra i Boschi dell’Allegrezza e il Colle della Benaglia, con una sezione dell’Orto Botanico della città.
Al centro c’è il Monastero del Santo Sepolcro di Astino, recuperato dopo un lungo declino dalla Fondazione MIA, che ha riportato al loro posto tele di Pietro Sorri, Antonio Cifrondi e Marcantonio Cesareo. Fuori, i boschi dei colli in autunno fanno da cornice. È la gita perfetta per unire in una giornata le Mura venete di Città Alta, patrimonio UNESCO, e una camminata nel verde.
Da Milano: circa 1 ora in treno fino a Bergamo, più la funicolare per Città Alta
Difficoltà: facile
Il consiglio: verifica orari e aperture del monastero prima di partire
Perché il foliage lombardo dura così poco
- In quota è già quasi finito: i larici delle valli alpine danno il meglio tra metà e fine ottobre, e a novembre può arrivare la prima neve.
- In collina e sui laghi il picco è breve: di solito tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre, per una finestra di un paio di settimane.
- Pioggia, vento e nebbia: in Lombardia novembre è il mese più piovoso, e un paio di giornate di maltempo bastano a spogliare i rami. La regola è una: alla prima giornata di sole, parti.
Hai più tempo? Altre idee dal nostro archivio
- Montagna: i 10 posti più belli per il foliage in Valtellina, dalla Via dei Terrazzamenti alla Val di Mello.
- Animali: la Val Grande in Valcamonica, dove in autunno i cervi scendono a valle [LINK].
- Laghi nascosti: il Lago di Ganna e la riserva della Valganna.
- Letteratura: il Castello dell’Innominato dei Promessi Sposi, sopra Lecco.
Cosa portare
- Strati: la mattina sui laghi fa freddo, a mezzogiorno si sta in maglietta.
- Scarpe con suola scolpita: le foglie bagnate sui sentieri scivolano come il sapone.
- Batteria carica: la luce più bella per le foto arriva un’ora prima del tramonto, cioè verso le 16 dopo il cambio dell’ora.
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