C’è un incredibile villaggio fantasma con ben 587 castelli, ma nessuno li ha mai abitati

Fra le colline di Mudurnu, centinaia di tetti a punta raccontano una storia di ambizioni immobiliari, acquirenti stranieri e lavori interrotti, sullo sfondo di un territorio ricco di sorgenti termali

Burj Al Babas, Turchia

Sulle colline a sud di Mudurnu, nel nord-ovest della Turchia, emerge un intero pendio. Fin qui niente di particolare, direte voi, ma il fatto è che questo è occupato da centinaia di torrette color ardesia. Appartengono a Burj Al Babas, un complesso residenziale progettato per trasformare una valle termale in un quartiere di ville di lusso. Le abitazioni ricordano castelli da fiaba, ma sono “semplicemente” edifici moderni costruiti in serie e rimasti privi di residenti (un vero e proprio villaggio fantasma che, però, sembra uscito da una favola che leggevamo da bambini).

La cornice, tuttavia, ha una storia assai diversa: Mudurnu conserva abitazioni in legno dell’epoca ottomana, antiche tradizioni artigiane e sorgenti d’acqua calda. Il suo centro storico compare dal 2015 nella Lista propositiva del Patrimonio mondiale, presentata dalla Turchia all’UNESCO. La candidatura riguarda il valore storico dell’insediamento e delle sue tradizioni commerciali. Inevitabilmente, il contrasto con le nuove torri appare ancora più peculiare alla luce di questa eredità.

Un castello ripetuto centinaia di volte

Il tratto distintivo di Burj Al Babas è la ripetizione quasi ossessiva dello stesso modello: facciate color crema, tetti grigio-azzurri, finestre ad arco acuto, balconcini e torri cilindriche tornano da un lotto all’altro. Il progetto prevedeva 732 ville di circa 325 m² ciascuna, sviluppate su 3 livelli. Nella realtà furono realizzate solamente le strutture grezze di 587 unità, mentre le restanti 145 rimasero sulla carta.

I castelli di Burj Al Babas, Turchia

Soprannominate anche “Hayalet Şatolar“, ovvero castelli fantasma in turco, queste residenze hanno alimentato paragoni con i palazzi delle fiabe Disney. Il riferimento deriva soprattutto dalle guglie e dal gusto per un’architettura europea idealizzata.

Il progetto di lusso costruito attorno alle acque termali

L’operazione fu sviluppata dal gruppo immobiliare turco Sarot e avviata intorno al 2014. La scelta dell’area rispondeva al fotto che Mudurnu si trova fra Istanbul e Ankara, è circondata da boschi e possiede sorgenti termali note da secoli. Per gli acquirenti provenienti dai Paesi del Golfo Persico, la regione rappresentava perciò anche un rifugio estivo dal caldo intenso delle città d’origine.

Inizialmente sembrava quasi un successo assicurato, poiché circa 350 residenze trovarono acquirenti quando il cantiere era ancora attivo. Alle abitazioni erano associati riscaldamento a pavimento, vasche idromassaggio e collegamenti alle acque calde, mentre un grande centro commerciale, un albergo, sale congressi, cinema e strutture sportive avrebbero completato il complesso.

Paesaggio di Burj Al Babas, Turchia

Gli ostacoli economici e le contestazioni dei residenti

Le difficoltà, tuttavia, iniziarono persino prima della consegna case: ritardi nelle autorizzazioni, rincari dei materiali e svalutazione della lira turca fecero crescere i costi. Nel 2018 la società entrò in una procedura legata all‘insolvenza e i lavori si arrestarono. I promotori attribuirono parte della crisi ai pagamenti mancati degli acquirenti; diversi investitori contestarono tale versione, sostenendo di aver versato quanto richiesto. Il contenzioso proseguì anche dopo il blocco del cantiere.

Intanto, una parte della popolazione locale criticava l’impatto paesaggistico del quartiere. Alle perplessità per le sagome estranee all’architettura ottomana si aggiunsero denunce relative a presunte violazioni ambientali e all’utilizzo del terreno boscoso.

Burj Al Babas oggi, fra cause e ipotesi di rilancio

Nel 2024 le società coinvolte passarono sotto il controllo del TMSF, il fondo pubblico turco incaricato di amministrare imprese in difficoltà. Un rapporto datato marzo 2025 stimava il completamento complessivo del progetto al 35%, segnalando problemi nelle infrastrutture, nei documenti di proprietà e nella pianificazione urbanistica. Nello stesso anno, la procura di Istanbul formulò accuse di truffa aggravata nei confronti di 13 persone legate all’iniziativa. Si tratta di accuse giudiziarie, quindi da distinguere da eventuali sentenze definitive.

Nel dicembre 2025 la stampa locale segnalò nuove trattative con potenziali investitori kuwaitiani. Anche nei resoconti del 2026, tuttavia, Burj Al Babas risultava ancora privo di abitanti. Se la notorietà acquisita in rete potrebbe far pensare a un’attrazione turistica organizzata, la realtà è che resta invece un’area di costruzione incompiuta, senza servizi di visita e con possibili pericoli legati a materiali e impianti esposti.

Burj Al Babas in inverno, Turchia

Si può visitare Burj Al Babas?

Come è possibile immaginare, la curiosità suscitata dalle immagini dei suoi castelli ha attirato viaggiatori e appassionati di luoghi abbandonati, ma il complesso è ancora un cantiere incompiuto, privo di un’organizzazione dedicata all’accoglienza turistica. Ciò vuol dire che non esistono biglietterie, orari di apertura e percorsi ufficiali.

L’accesso alle strutture è infatti vietato al pubblico, sebbene nel corso degli anni alcuni visitatori abbiano ottenuto il permesso di entrare dai custodi presenti sul posto (ma si tratta di episodi occasionali, senza alcuna garanzia per chi raggiunge la zona). Le torrette possono però essere osservate solo dall’esterno, da alcuni tratti della viabilità circostante, rispettando recinzioni e proprietà private.

Foto Canva

Leggi Anche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...