Braccia toniche: il dress code vincente

Braccia toniche

Il “Dress Code fitnessista” è legato a quell’abito da sera che dovremo indossare e che rivelerà di che “pasta” sono fatte le nostre braccia. Dress code su dress code: estemporanea ridondanza semantica.
Ma facciamo un passo indietro. Anni fa le richieste di tonificazione braccia erano inesistenti da parte delle clienti in palestra. Salvo qualche ragazza che praticava sport agonistico, solo gli uomini ci tempestavano di richieste su un esercizio top che valorizzasse bicipiti degni di nome.

Braccia toniche: il dress code vincente

Con pazienza monastica, facendo con garbo osservare alle clienti che molti abiti da sera (ma ovviamente anche da giorno o da lavoro) lasciano completamente scoperte le braccia e che proprio da queste si risale allo stato di forma di una donna, le richieste iniziavano finalmente a pervenire.
Ad oggi, volumizzazioni del bicipite da Miss Olympia a parte, che non riguardano le appassionate di fitness che intendono semplicemente armonizzarsi, il desiderio di braccia toniche è comune: donna e uomo non c’è differenza.

Braccia toniche

Le braccia sono il primo distretto del corpo che impatta sulla qualità di un programma di allenamento ad hoc, di un piano alimentare rigoroso, di cura del dettaglio. Estetica a parte, le braccia occorrono per agevolare ogni movimento necessario a tonificare la parte superiore del corpo: braccia più forti e toniche danno la possibilità di spingere più peso coi manubri e quindi di migliorare il tono del petto. E questo è solo un esempio.

Poi rendono più semplice la trazione verso di noi, dall’alto, dal fronte o dal basso, gesto cruciale nel migliorare la schiena e per “disegnarla” come un quadro d’autore. Infine braccia e avambracci ben allenati trasferiscono alla stretta di mano vigore, il che non guasta come co-fattore di qualità relazionale nel mondo del lavoro. Perciò, non allenare le braccia “sennò diventano grosse” o allenarle meno rispetto alle gambe è lo stesso errore che commettono all’opposto gli uomini, quando non allenano le gambe per dedicarsi al bicipite. Un errore inverso ma altrettanto grave.

Tricipiti, questi sconosciuti

Dunque, il primo trucco per presentarci con braccia top che valorizzino il nostro abito da sera che, bene o malauguratamente scoprirà gli arti superiori e la nostra schiena, sarà anzitutto concentrarsi sull’allenamento del tricipite, a tendina nelle donne che lo trascurano. E del tutto assente negli uomini che hanno braccia che faticano a sollevare una ventiquattrore. Gli esercizi per il tricipite sono infiniti, ma il buon vecchio “1/2 push-up” con mani ravvicinate e con le ginocchia appoggiate al pavimento farà già il suo effetto. Fantastico, poi, se accoppiato in super-set con la corda da spingere verso il basso (rope push-down).

L’importanza dell’avambraccio

Il secondo dettaglio su cui focalizzarsi è l’avambraccio: solido e forte nell’uomo e di gran presa per le donne (la ventiquattrore pesa per tutti), è di prezioso sostegno nelle azioni d’ogni giorno. Ma torniamo al bicipite, anch’esso oggetto del contendere: gli esercizi migliori sono due, il curl concentrato che è appendere il braccio verso il pavimento stando inclinate in avanti con un peso da sollevare e il curl con la panca Scott, eseguito su una panca inventata dal suddetto (Scott). Se in palestra non c’è basterà qualsiasi piano inclinato sopra i 45° su cui appoggiarsi. A casa basterà lo schienale di un divano o di una poltrona.

Ecco quindi che il gioco è fatto e i nostri dadi sono lanciati sul tavolo della cena. Le braccia, finalmente toniche, sono orgogliosamente in primissimo piano. Sono il nostro “Dress Code” vincente sull’altro dress code. E se il primo è scritto in maiuscolo facciamocene una ragione.

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