Prima vacanza in bicicletta? Questi 8 consigli sono quelli che tutti avrebbero voluto conoscere prima di partire

Guida pratica ed essenziale per chi organizza la prima (o seconda) vacanza in bicicletta: bici, bagagli, tappe, pernottamento, imprevisti.

Prima vacanza in bicicletta

Ti sei convinto. Hai deciso che quest’anno la vacanza in bici la fai davvero, non resta più sulla lista dei buoni propositi insieme alla palestra e al corso di spagnolo. Bene. Ora arriva la parte pratica, quella che nessuno ti racconta finché non la scopri sulla tua pelle (o sul tuo sedere, diciamocelo).

Prima vacanza in bicicletta? Questi 8 consigli sono quelli che tutti avrebbero voluto conoscere prima di partire

Niente tecnicismi da negozio di bici, niente rapporti o sigle, giusto le cose essenziali che fanno la differenza tra un viaggio bellissimo e un disastro raccontato male agli amici al ritorno.

1. La bici giusta è quella che hai già

Non serve comprare nulla di nuovo per la prima vacanza in bici. Quella che usi già per andare al lavoro o in giro nel weekend va benissimo, a patto che sia in ordine: freni che frenano, cambio che cambia, gomme senza tagli. Se stai pensando “ma non è mica una bici da viaggio”, rilassati: le prime vacanze in bici della storia le hanno fatte con biciclette molto peggiori della tua. Il resto lo fa la testa, non il telaio.

2. Pianifica tappe al 60-70% di quello che pensi di poter fare

Questo è l’errore numero uno dei principianti: guardare la cartina, vedere che in teoria ce la fai a fare 90 km al giorno, e pianificare esattamente quello. Non fatelo. Il primo giorno non sai ancora come reagisce il tuo corpo al caldo, ai carichi, alle salite non previste. Taglia del 30-40% quello che ti sembra “fattibile” e goditi il fatto di arrivare presto, riposato, con voglia di visitare il posto invece che crollare sul letto.

3. Due borse, non quattro

La tentazione di portarti dietro tutto è forte. Resisti. Meno porti, meglio pedali, e la parte peggiore di ogni vacanza in bici raccontata da chi ha esagerato è sempre la stessa: “avevo troppa roba”. Due borse laterali, o anche solo una borsa da sellino capiente per un weekend, bastano quasi sempre. Se hai dubbi su un capo, lascialo a casa. Lo comprerai sul posto se davvero ti serve.

4. Prenota solo la prima notte

Non organizzare tutto il viaggio in anticipo. Prenota il primo pernottamento, per essere tranquillo all’arrivo, e lascia il resto aperto. Non sai ancora quanto sarai stanco, se ti fermerai prima per un temporale o dopo perché il posto ti è piaciuto. La flessibilità è il vero lusso di questo tipo di vacanza: non sprecarla incastrandoti in prenotazioni rigide fatte da casa, davanti al computer, senza sapere ancora nulla della strada.

Prima vacanza in bicicletta

5. Porta il minimo per non restare a piedi

Non serve un corso di meccanica. Ti bastano: una camera d’aria di scorta (o due, se il viaggio è lungo), un multitool compatto, del nastro adesivo robusto e una pompetta piccola. Con questi quattro oggetti risolvi il 90% degli imprevisti da strada. Il resto — un vero guasto — lo risolve un meccanico nel primo paese che incontri, e fa parte dell’avventura, non è un fallimento del viaggio.

6. Non aspettare di avere fame o sete per fermarti

In bici i bisogni arrivano in ritardo rispetto al corpo che li sta già segnalando: quando ti accorgi di avere sete, sei già disidratato da un pezzo. Bevi spesso, anche senza sentirne il bisogno, e fermati a mangiare prima che la fame diventi cattivo umore (chiedi a chiunque abbia viaggiato con qualcuno in “crisi di fame” pedalando: non è una bella scena).

7. Evita di partire il sabato mattina con tutti gli altri

Sembra un dettaglio, non lo è: le strade più trafficate della settimana sono il sabato mattina e la domenica pomeriggio, quando tutti gli altri italiani sono in macchina verso le stesse mete. Se puoi, parti in un giorno feriale, o comunque molto presto al mattino. Strade vuote, aria fresca, e la sensazione di avere il mondo tutto per te: uno dei piaceri più sottovalutati del cicloturismo.

8. Il primo giorno probabilmente farà schifo. Va bene così

Quasi tutti quelli che hanno fatto una vacanza in bici raccontano la stessa cosa: il primo giorno è duro, ti chiedi perché l’hai fatto, ti fanno male parti del corpo che non sapevi di avere. Poi, dal secondo o terzo giorno, qualcosa cambia: il corpo si adatta, la testa si libera, e capisci perché tutti quelli che l’hanno già fatto continuano a farlo. Non giudicare il viaggio dal primo giorno. È quasi sempre il più brutto, ed è quasi sempre seguito dai migliori.

Non serve altro per partire. Il resto — la strada giusta, il ristorante scoperto per caso, la persona incontrata a una fontanella — lo scriverà il viaggio stesso, ed è comunque la parte più bella, quella che nessuna guida può davvero prepararti in anticipo.

Per altri consigli, approfondimenti o suggerimenti di percorsi, guarda anche il nostro canale dedicato al Cicloturismo.

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