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	<title>Vacanze e Viaggi in Italia nella natura - SportOutdoor24</title>
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	<title>Vacanze e Viaggi in Italia nella natura - SportOutdoor24</title>
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		<title>Si chiama Zisa ed è un capolavoro italiano pieno di segreti e leggende misteriose legate ai Diavoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 12:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[castelli]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Zisa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Zisa, Palermo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Zisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Zisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Zisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Zisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Quanto è straordinaria <strong>Palermo</strong>? Moltissimo, anche perché è la culla di un patrimonio architettonico che racconta secoli di incontri tra civiltà differenti. Tra tutti i suoi meravigliosi edifici, però, ce n&#8217;è uno che riesce a rappresentare questa straordinaria eredità culturale (quasi) meglio di qualunque altro: la <strong>Zisa</strong>, uno dei palazzi più affascinanti della Sicilia medievale. Costruita nel XII secolo per accogliere i sovrani normanni durante i soggiorni estivi, sorprende per le sue <strong>soluzioni ingegneristiche</strong>, le decorazioni di ispirazione islamica e un sistema di raffreddamento naturale particolarmente avanzato per l&#8217;epoca.</p>
<p>Il suo nome deriva dall&#8217;arabo <em>al-Aziz</em>, traducibile con &#8220;la splendida&#8221; o &#8220;la magnifica&#8221;, un appellativo che riflette l&#8217;ambizione dei suoi committenti. All&#8217;epoca della costruzione, infatti, Palermo era la capitale di un regno ricco e culturalmente vivace, caratterizzato dalla convivenza di tradizioni latine, greche e musulmane.</p>
<p>Oggi il <strong>Castello della Zisa</strong> rappresenta una delle testimonianze più importanti dell&#8217;architettura arabo-normanna ed è inserito dal 2015 nel <strong>patrimonio mondiale UNESCO</strong>, all&#8217;interno dell&#8217;itinerario che comprende anche le cattedrali di Cefalù e Monreale e altri monumenti palermitani.</p>
<h2>Cosa vedere alla Zisa, tra fontane, mosaici e i misteriosi diavoli</h2>
<p>Già dall&#8217;esterno emerge una caratteristica piuttosto insolita per una residenza reale medievale: la Zisa presenta un <strong>aspetto compatto e geometrico</strong>, lontano dall&#8217;immagine dei castelli europei dominati da torri difensive e possenti fortificazioni. Raggiunge circa 25,70 metri di altezza, si sviluppa su tre livelli e ha una pianta rettangolare. La facciata orientale si fa notare per <strong>aperture e nicchie con archi ogivali</strong>, mentre le superfici in pietra chiara acquistano sfumature differenti secondo l&#8217;intensità della luce.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676504" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa.jpg" alt="Facciata della Zisa, Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Facciata-della-Zisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La sua vera ricchezza, però, si rivela all&#8217;interno, specialmente con la <strong>Sala della Fontana</strong> e il sorprendente sistema di raffreddamento. Questo ambiente, infatti, rappresenta uno degli esempi più raffinati dell&#8217;incontro tra architettura islamica e cultura bizantina nella <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/non-categorizzato/in-questa-zona-vulcanica-della-sicilia-ci-sono-spiagge-accoglienti-e-panorami-spettacolari/" data-wpel-link="internal">Sicilia normanna</a></strong>. Lo spazio centrale è impreziosito da rivestimenti marmorei, colonne, mosaici e nicchie decorate.</p>
<p>Particolarmente interessanti sono le <em><strong>muqarnas</strong></em>, elementi ornamentali tridimensionali tipici dell&#8217;architettura islamica, formati da piccole strutture sovrapposte che ricordano stalattiti. Sulla parete di fondo si trova la fontana dalla quale l&#8217;acqua scorreva attraverso una canaletta pavimentale, attraversando vasche dalla particolare geometria prima di raggiungere il bacino esterno. Questa soluzione aveva certamente una funzione estetica, ma contribuiva anche alla <strong>climatizzazione degli ambienti</strong> (e sì, fa quasi strano crederci).</p>
<p>La Zisa era infatti progettata per <strong>sfruttare la circolazione naturale dell&#8217;aria</strong>, attraverso un sistema di aperture e condotti di ventilazione. L&#8217;interazione tra correnti d&#8217;aria, acqua e caratteristiche architettoniche contribuiva a rendere più gradevole la temperatura tra le mura.</p>
<h3>I diavoli della Zisa e la leggenda del tesoro nascosto</h3>
<p>È praticamente impossibile non notare un dipinto collocato sull&#8217;arco d&#8217;ingresso della Sala della Fontana, conosciuto attraverso la tradizione popolare con il nome di <em><strong>Diavoli della Zisa</strong></em>. L&#8217;affresco, di epoca barocca, raffigura una serie di figure disposte secondo una composizione che rende difficile contarle con precisione.</p>
<p>Da questa particolarità nacque una leggenda secondo la quale nessuno sarebbe mai riuscito a <strong>stabilire il numero esatto</strong> dei personaggi rappresentati. La tradizione racconta pure che nel palazzo sarebbe custodito un<strong> tesoro misterioso</strong>, protetto proprio da queste figure: chi tentasse di contarle per impossessarsene finirebbe per perdere il conto.</p>
<h2>Il Museo d&#8217;Arte Islamica e il giardino della Zisa</h2>
<p>La visita prosegue attraverso gli ambienti che ospitano il <strong>Museo d&#8217;Arte Islamica</strong>, inaugurato nel 1991. Le collezioni comprendono manufatti provenienti dalla Sicilia e da diversi territori del Mediterraneo, con testimonianze artistiche legate sia alla dominazione araba sia al successivo periodo normanno. Tra gli oggetti più interessanti ci sono <strong>utensili metallici finemente lavorat</strong>i, elementi decorativi in ottone, oro e argento e raffinati manufatti lignei.</p>
<p>Molto intriganti sono pure le <em><strong>musharabia</strong></em>, strutture a grata realizzate mediante piccoli elementi di legno assemblati in motivi geometrici. Nella tradizione architettonica islamica queste schermature permettevano di<strong> filtrare la luce e favorire la ventilazione</strong>, assicurando al tempo stesso maggiore riservatezza. Un altro reperto di grande valore è una lapide del 1149 con un&#8217;iscrizione in quattro lingue, latino, greco bizantino, arabo ed ebraico.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676505" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa.jpg" alt="Giardini della Zisa, Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Giardini-della-Zisa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Infine, un altro punto decisamente emozionante è l&#8217;<strong>area verde</strong> sistemata con percorsi, vasche e giochi d&#8217;acqua su cui si affaccia il palazzo, da dove è possibile osservare la facciata nella sua interezza e riconoscere il rapporto geometrico tra l&#8217;ingresso centrale e il sistema delle vasche.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Guglie di argilla, un castello medievale e sentieri della Via del Sale: i Calanchi di Nivione, meta da weekend in Lombardia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/calanchi-di-nivione-varzi-oltrepo-pavese-trekking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 05:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[canyon e gole]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si pensa ai calanchi italiani, vengono in mente le crete senesi, le Badlands lucane[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="759" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione-300x190.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione-1024x648.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/calanchi-nivione-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Quando si pensa ai calanchi italiani, vengono in mente le crete senesi, le Badlands lucane o l’Appennino tosco-emiliano. Non di solito la Lombardia. Eppure a pochi chilometri da <strong>Varzi</strong>, nella <strong>Val Staffora</strong>, un’erosione millenaria ha prodotto uno dei paesaggi argillosi più compatti del nord Italia: guglie affilate, versanti scoscesi color ocra e grigio, creste strette che d’autunno si stagliano contro le faggete del circondario.<br />
I <strong>Calanchi di Nivione</strong> sono poco conosciuti anche da chi vive in provincia di Pavia.<br />
Questo non è necessariamente un problema.</p>
<h3 dir="ltr">Val Staffora e l’Oltrepò che nessuno conosce</h3>
<p dir="ltr"><strong>Varzi</strong> è un borgo medievale di circa tremila abitanti lungo la <strong>Via del Sale</strong>, la mulattiera storica che collegava la costa ligure alla Pianura Padana portando sale, spezie e merci tra Genova e le città padane. I Malaspina la controllarono per secoli: Federico Barbarossa assegnò loro il feudo nel <strong>1164</strong>, e il marchesato di Varzi durò fino all’arrivo di Napoleone. Il borgo conserva i portici del Quattrocento lungo la <strong>Via del Mercato</strong> e una torre, la <strong>Torre delle Streghe</strong>, legata a un processo per stregoneria del 1460.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675781" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg" alt="ValStaffora_Cecima" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">I <strong>Calanchi di Nivione</strong> si trovano tra la <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lappennino-lombardo-il-borgo-e-il-salame-nato-ottocento-anni-fa-varzi-e-la-valle-staffora/" data-wpel-link="internal"><strong>Valle Staffora</strong></a> e la <strong>Valle Curone</strong>, a cavallo di due bacini idrografici. Siamo nell’<strong>Appennino Ligure-Piemontese</strong> al confine tra Lombardia e Liguria, a circa <strong>490 metri</strong> di quota.</p>
<h3 dir="ltr">La geologia: la pioggia sull’argilla per milioni di anni</h3>
<p dir="ltr">I calanchi sono il risultato di un processo erosivo specifico: acqua piovana che scorre su rocce argillose impermeabili, incidendo <strong>solchi profondi e creando creste affilate</strong>. Il fenomeno richiede argille particolari, di origine marina, depositate in sedimenti marini e poi sollevate dai movimenti tettonici dell’Appennino.</p>
<p dir="ltr">L’Oltrepò Pavese è uno dei territori della Lombardia con la più alta densità di calanchi: ricercatori dell’<strong>Università di Pavia</strong> e di altri atenei hanno identificato e mappato sistematicamente queste formazioni nell’area, studiando i ritmi di erosione e la loro risposta alle precipitazioni stagionali. I calanchi di Nivione rappresentano uno dei complessi meglio sviluppati della zona: brevi in altezza, ma compatti nella distribuzione, con un impatto visivo immediato.</p>
<h3 dir="ltr">Il Castello di Nivione: i Malaspina e la fine del 1368</h3>
<p dir="ltr">Nel bosco sopra la borgata di Nivione, quasi nascosto dalla vegetazione, c’è quello che resta del <strong>Castello di Nivione</strong>, costruito dai <strong>Malaspina</strong> tra il XII e il XIII secolo. La data più antica associata alla struttura è il <strong>1164</strong>, in coincidenza con la concessione del feudo imperiale. Il castello aveva una pianta irregolare, un’unica grande sala e una hall sotterranea coperta da una volta a botte.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/castello-nivione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676302" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/castello-nivione.jpg" alt="castello-nivione" width="768" height="494" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/castello-nivione.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/castello-nivione-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel <strong>1368</strong> le truppe di <strong>Voghera</strong> lo distrussero. Non fu mai ricostruito. Oggi è una rovina abbandonata nel bosco, catalogata dalla Regione Lombardia con un grado di rischio elevato per il cedimento strutturale della volta e l’umidità delle pareti. Raggiungerla richiede un breve fuori percorso dal sentiero principale.</p>
<h3 dir="ltr">Il percorso ad anello</h3>
<p dir="ltr">Il punto di partenza è il <strong>ponte sullo Staffora</strong>, appena fuori da Varzi. Da qui il percorso più diffuso è l’<strong>anello lungo</strong> di circa <strong>13 km</strong> con <strong>380 metri</strong> di dislivello positivo e una durata indicativa di <strong>3 ore e 45 minuti</strong>; chi preferisce una versione più contenuta trova varianti tra gli <strong>8 e i 9 km</strong> con dislivello tra i <strong>170 e i 370 metri</strong>, percorribili in circa <strong>2-3 ore</strong>. La difficoltà è classificata <strong>media</strong> (E), con un tratto su cresta che richiede attenzione e buona stabilità.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676289" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’itinerario sale verso la <strong>Valle di Nivione</strong>, raggiunge un valico e prosegue su sterrato panoramico. Scende poi verso <strong>Castagnola</strong>, risale attraverso il bosco fino al crinale con vista sulla Val Staffora, attraversa i calanchi, passa per la borgata di <strong>Nivione</strong> e il castello, e rientra su Varzi per strada asfaltata.<br />
Il terreno argilloso diventa scivoloso con la pioggia. Scarpe da trekking con buona suola sono necessarie; le sneaker fanno rimpianti.</p>
<h3 dir="ltr">Cosa si mangia: Varzi DOP e vino</h3>
<p dir="ltr">Il salame di <strong>Varzi</strong> era già noto nel XVI secolo. Oggi è <strong>DOP</strong> e si trova in tre versioni che corrispondono a tre stadi di stagionatura e pezzatura: il <strong>salametto</strong> (piccolo, consumo veloce), la <strong>filzetta</strong> (intermedia), il <strong>crespone</strong> (grande, stagionatura lunga). Si mangia tradizionalmente con la <strong>micca</strong>, il pane locale a pasta compatta. I salumifici artigianali di Varzi permettono acquisti diretti.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675302" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" alt="fette-salame-varzi" width="1000" height="813" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-300x244.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-768x624.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">I vini sono quelli dell’<strong>Oltrepò Pavese DOC</strong>: <strong>Bonarda</strong>, frizzante e tannico, è il rosso più diffuso; il <strong>Pinot Nero</strong> dell’Oltrepò ha una storia lunga e qualità riconosciuta a livello internazionale; il <strong>Buttafuoco</strong> è il più robusto. In autunno, la <strong>Sagra della Castagna</strong> si tiene a <strong>Pietragavina</strong>, piccola frazione tra i boschi a pochi chilometri da Varzi.<br />
I ristoranti del centro storico propongono anche <strong>ravioli di brasato</strong> e <strong>agnolotti</strong> fatti a mano, tipici della cucina contadina della pianura padana riletta in chiave appenninica.</p>
<h2 dir="ltr">Info pratiche</h2>
<p dir="ltr"><strong>Calanchi di Nivione</strong> — partenza da <strong>Varzi (PV)</strong>, Lombardia<br />
<strong>Come arrivare:</strong> In auto da Milano circa 1h40 via A7 e SS461. Da Pavia circa 1h10. Non ci sono collegamenti diretti in treno: la stazione più vicina è <strong>Voghera</strong> (35 km), da cui si prosegue in auto o bus locale.<br />
<strong>Periodo migliore:</strong> primavera (aprile-maggio) e autunno (ottobre-novembre) per i colori e le temperature. Estate è possibile ma caldo. Evitare con terreno bagnato se non si ha esperienza.<br />
<strong>Mappe:</strong> disponibili su Komoot e Wikiloc con tracce GPS (ricerca: “anello calanchi Nivione”).<br />
<strong>Info locali:</strong> Comune di Varzi, tel. +39 0383 545011.</p>
<p dir="ltr">Foto https://catalogo.beniculturali.it/, https://www.visitpavia.com/</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/oltrepo-pavese-autunno-foliage-trekking/" data-wpel-link="internal">Oltrepò Pavese in autunno: trekking nel weekend tra vigne rosse, borghi e le colline della Pinot Nero</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/santerasmo-cesi-mura-ciclopiche-umbria/" data-wpel-link="internal">Le mura misteriose e la città perduta, questo eremo sulle montagne umbre è fra i più belli d’Italia: benvenuti a Sant’Erasmo</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/fortezza-guaita-san-marino-tre-torri-monte-titano/" data-wpel-link="internal">Fortezza Guaita a San Marino: il castello che domina il Monte Titano</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La valle delle streghe in Liguria: Triora, il borgo maledetto è ancora più affascinante in autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/liguria-borgo-misterioso-liguria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 16:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla carta sembra facile da ignorare: un comune di meno di trecento abitanti, a 780[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="803" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="triora-borgo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-borgo-copia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sulla carta sembra facile da ignorare: un comune di meno di trecento abitanti, a 780 metri di quota, raggiungibile solo salendo per tornanti che si arrampicano sull&#8217;entroterra imperiese. Eppure <strong>Triora</strong> non si lascia ignorare.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676297" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia.jpg" alt="triora-valle" width="1200" height="803" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-valle-copia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />È uno di quei posti che rimangono impressi non per una singola attrazione, ma per un&#8217;atmosfera compatta e difficile da spiegare,  pietra grigia, vicoli stretti, e una storia che nel Cinquecento divenne uno degli episodi più cupi dell&#8217;inquisizione italiana.<br />Chi cerca il <strong>Liguria borgo misterioso</strong> per eccellenza trova qui la risposta più stratificata e onesta che la regione sappia offrire.</p>
<h2>Un villaggio nell&#8217;Alta Val Argentina</h2>
<p><strong>Triora</strong> sorge nell&#8217;alta <strong>Val Argentina</strong>, nella provincia di Imperia, incastonata tra boschi di castagni e creste appenniniche che sfiorano i 2000 metri. Il paese si affaccia sulla vallata da una posizione naturalmente difesa, con le case addossate le une alle altre secondo la logica medievale: risparmiare spazio, conservare il calore, ostacolare le incursioni.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676292" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia.jpg" alt="triora-valle" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-bosco-copia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le origini del borgo sono antiche. I primi documenti certi risalgono all&#8217;XI secolo, ma l&#8217;insediamento è probabilmente più vecchio.<br />Nel Medioevo, <strong>Triora</strong> controllava i valichi verso la Francia ed era un nodo commerciale di rilievo per la Liguria di Ponente.<br />Il centro storico conserva ancora oggi quel disegno compresso e verticale: portali in ardesia, caruggi dove si entra quasi di fianco, la <em>colla</em> (la piazza principale, stretta e in pendenza) con la fontana che sgorga da secoli.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676294" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia.jpg" alt="" width="1200" height="699" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia-300x175.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia-1024x596.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-liguria-copia-768x447.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>A pochi passi dal nucleo abitato si trovano i resti dell&#8217;antico castello e la <strong>Collegiata dell&#8217;Assunta</strong>, che conserva un&#8217;Annunciazione attribuita al pittore Giovanni Canavesio, datata 1482. Arte e pietra, in perfetto equilibrio.</p>
<h2>Il processo alle streghe: quando Triora bruciò</h2>
<p>Nel <strong>1587</strong>, una carestia devastante colpì l&#8217;Alta Val Argentina. I raccolti fallirono, la fame si diffuse, e la comunità cercò una spiegazione. La trovò, come accadeva troppo spesso in quell&#8217;Europa, in un capro espiatorio: le <em>streghe</em>.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676295" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia.jpg" alt="triora-rovine" width="1200" height="714" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia-300x179.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia-1024x609.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-rovine-copia-768x457.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Le autorità genovesi inviarono inquisitori a Triora, e quello che seguì fu uno dei processi per stregoneria più numerosi e documentati dell&#8217;Italia del XVI secolo. Oltre <strong>duecento donne</strong> furono accusate, una trentina finirono in carcere, alcune morirono durante la detenzione, altre furono condannate.<br />Le indagini si concentrarono in particolare attorno alla <em>Cabotina</em>, un casolare fuori dalle mura dove, secondo le testimonianze estorte, si sarebbero tenuti i <em>sabbat</em>.<br />Oggi la <strong>Cabotina</strong> è uno dei luoghi simbolo del borgo.</p>
<p>Le sue rovine restano visitabili, e la posizione periferica — fuori dal cuore abitato, in mezzo alla vegetazione — contribuisce ancora a quell&#8217;atmosfera sospesa che Triora sa generare.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-676284" title="Interno del Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora con documenti storici" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757.jpg" alt="Interno del Museo Etnografico e della Stregoneria di Triora con documenti storici" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-8661757-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>Il <a href="https://www.museotriora.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Museo Etnografico e della Stregoneria</strong></a> raccoglie documenti storici, reperti locali e una ricostruzione dettagliata del processo.<br />Non è un museo di curiosità o attrazioni para-turistiche: è un luogo che pone domande serie su paura, potere e giustizia.</p>
<h2>Sentieri e vallate dimenticate nei dintorni</h2>
<p>Chi si ferma solo al centro storico vede metà di Triora. L&#8217;altra metà è fuori, sui sentieri che scendono nella valle o risalgono verso i crinali.<br />Il percorso più noto porta alla <strong>Cabotina</strong>, breve e accessibile anche ai meno allenati.<br />Per chi ha più gambe, i sentieri della <strong>Val Argentina</strong> e del <strong>Parco delle Alpi Liguri</strong> offrono escursioni ben più impegnative verso paesaggi aperti e poco frequentati.<img loading="lazy" width="1600" height="1200" class="wp-image-676285" title="Sentiero escursionistico tra boschi e creste nell'entroterra ligure vicino a Triora" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485.jpg" alt="Sentiero escursionistico tra boschi e creste nell'entroterra ligure vicino a Triora" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-9782485-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Una delle tracce più belle sale verso <strong>Monte Saccarello</strong> (2200 metri), il punto più alto della Liguria. L&#8217;ascesa da Triora richiede <strong>una giornata intera</strong> ma regala panorami che spaziano fino al mare e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi Marittime francesi.<br />Per chi preferisce restare a quote più moderate, il sentiero che collega Triora a <strong>Baiardo</strong> attraversa boschi e creste con viste sulla costa e sulla Provenza.<br />È uno di quei percorsi che i locali frequentano da generazioni e che i turisti di passaggio raramente trovano nelle guide standard.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676298" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia.jpg" alt="triora-visita" width="1200" height="586" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia-300x147.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia-1024x500.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-visita-copia-768x375.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Per approfondire le escursioni dell&#8217;entroterra ligure, i <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/escursioni-in-liguria-le-6-migliori-della-riviera-di-ponente/" data-wpel-link="internal">6 percorsi migliori della Riviera di Ponente</a> offrono un punto di partenza utile per costruire un itinerario su misura tra mare e montagna.</p>
<h2>Perché Triora è tra i borghi più belli della Liguria</h2>
<p>Triora non è il borgo più famoso della Liguria — Portofino e Cervo hanno ben altra visibilità — ma tra quelli autentici è probabilmente il più stratificato.<br />Ogni angolo racconta qualcosa: la pietra locale scura, le scale consumate dai secoli, i caruggi che portano sempre a qualcosa di inatteso.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676299" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia.jpg" alt="triora-trekking " width="1200" height="504" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia-300x126.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia-1024x430.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-trekking-copia-768x323.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Quello che rende Triora speciale rispetto ad altri borghi medievali è questa tensione tra bellezza e memoria pesante.<br />Non è un set decorativo: il paese vive, e la sua storia oscura non è stata estetizzata ma conservata con rispetto. Il museo, la Cabotina, i nomi dei vicoli — tutto concorre a restituire un quadro complesso e onesto.<br />Vale la pena arrivare nel <strong>tardo pomeriggio</strong>, quando la luce radente valorizza le superfici in ardesia e i turisti del giorno se ne sono già andati. In quell&#8217;ora, Triora diventa un&#8217;altra cosa ancora.</p>
<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Triora, comune dell&#8217;Alta Val Argentina, provincia di Imperia, Liguria. A circa 37 km da Sanremo.<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto dalla costa (Sanremo o Taggia) seguendo la SS548 lungo la Val Argentina. Non esiste una stazione ferroviaria a Triora; il collegamento pubblico è garantito da autobus della linea Riviera Trasporti da Sanremo, con frequenze ridotte.<br /><strong>Quando:</strong> Primavera e autunno per il trekking e i colori della vegetazione; estate per l&#8217;escursionismo in quota. In ottobre si tiene la <em>Festa delle Streghe</em>, con mercatini e rievocazioni.<br /><strong>Orari:</strong> Il centro storico è sempre accessibile. Il Museo Etnografico e della Stregoneria ha orari stagionali variabili — verificare sul sito del Comune prima di partire.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676293" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia.jpg" alt="triora-autunno " width="1200" height="803" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/triora-autunno-copia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Biglietto:</strong> Il museo ha un ingresso a pagamento; il resto del borgo e la Cabotina sono ad accesso libero.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Molini di Triora, frazione medievale a pochi chilometri a valle, con mulini ad acqua ancora funzionanti. Baiardo, borgo in quota con vedute panoramiche sulla Val Nervia.<br /><strong>Consiglio:</strong> Porta scarpe da trail o da trekking anche se pensi di fare solo il centro storico: i vicoli e le scale sono in pietra viva e spesso bagnata d&#8217;umidità.</p>
<p>Foto pexels,  https://www.trioradascoprire.it</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/borghi-scolpiti-roccia-piu-belli-europa/" data-wpel-link="internal">Canyon segreti, labirinti sotterranei e villaggi verticali mozzafiato: sono i borghi scolpiti nella roccia più belli d’Europa</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/dove-andare-in-bici-in-liguria-le-piu-belle-piste-ciclabili/" data-wpel-link="internal">Queste sono le 7 più belle piste ciclabili in LIguria</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/stramare-borgo-segusino/" data-wpel-link="internal">Il borgo di pietra nelle terre del vino in Veneto: le passeggiate d’estate a Stramare, tra i sassi e il Piave</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/liguria-in-bici-ciclabile-dei-fiori-tappe-mappa/" data-wpel-link="internal">Questa pista ciclabile in Liguria è breve, facile e meravigliosa</a></strong></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggio in Puglia per scoprire una foresta in cui l&#8217;autunno sembra una fiaba (e dove ci sono alberi che non dovrebbero)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foresta-umbra-autunno-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=676494</guid>

					<description><![CDATA[Quando si pensa al Gargano, anche soprannominato &#8220;lo Sperone d&#8217;Italia&#8221;, una delle prime immagini che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Foresta Umbra in autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foresta-Umbra-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Quando si pensa al <strong>Gargano</strong>, anche soprannominato &#8220;lo Sperone d&#8217;Italia&#8221;, una delle prime immagini che viene in mente sono le spiagge piene di scogliere bianche affacciate sull&#8217;Adriatico. Tutto ciò è assolutamente corretto, ma nell&#8217;entroterra (in provincia di Foggia), si estende un ambiente completamente diverso e, per molti, ancora poco noto. Parliamo della <strong>Foresta Umbra</strong>, un&#8217;immensa distesa di alberi secolari che custodisce una delle testimonianze più preziose degli antichi boschi europei.</p>
<p>Parte integrante del <strong>Parco Nazionale del Gargano</strong>, occupa oltre 10.000 ettari e rappresenta uno dei paesaggi naturalistici più sorprendenti della regione. Il suo nome deriva dal latino umbra, ovvero <strong>ombra</strong>, un riferimento alla vegetazione talmente fitta da lasciare filtrare soltanto una parte dei raggi solari (no, non a niente a che fare con la regione del Centro Italia).</p>
<p>Con l&#8217;<strong>arrivo dell&#8217;autunno</strong>, però, il verde intenso che la caratterizza durante l&#8217;estate lascia gradualmente spazio a sfumature dorate, arancioni e ramate. E l&#8217;emozione è profondissima.</p>
<h2>La Foresta Umbra in autunno e il fenomeno delle faggete depresse</h2>
<p>Uno degli aspetti più straordinari della Foresta Umbra riguarda la presenza di <strong>faggi ad altitudini insolitamente basse</strong>. Questa specie arborea predilige generalmente ambienti montani, caratterizzati da temperature fresche e da una buona disponibilità di umidità. Sul <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/gargano-autunno-puglia/" data-wpel-link="internal">Gargano</a></strong>, invece, particolari condizioni climatiche permettono ai fusti di crescere <strong>anche a quote inferiori</strong> rispetto a quelle abituali.</p>
<p>Il fenomeno prende il nome di <strong>faggete depresse</strong> e rappresenta una delle peculiarità botaniche del promontorio. L&#8217;umidità proveniente dall&#8217;Adriatico, le precipitazioni e le caratteristiche del territorio favoriscono la sopravvivenza di questi alberi, alcuni dei quali raggiungono dimensioni monumentali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676497" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra.jpg" alt="Dentro la Foresta Umbra nel Gargano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Foresta-Umbra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Proprio le faggete costituiscono una delle attrazioni principali durante la stagione autunnale: tra<strong> ottobre e novembre</strong>, a seconda delle temperature e delle condizioni meteorologiche, le chiome iniziano a cambiare colore e il paesaggio assume un aspetto completamente nuovo.</p>
<p>Accanto ai faggi crescono aceri, carpini, cerri, lecci, tassi e agrifogli, una varietà vegetale che rende il<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-novembre-italia/" data-wpel-link="internal">foliage</a> </strong>particolarmente interessante, perché le trasformazioni cromatiche seguono ritmi differenti. Dal 2017, le faggete vetuste della Foresta Umbra fanno parte del <strong>Patrimonio Mondiale UNESCO</strong>, all&#8217;interno del sito seriale transnazionale dedicato alle antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d&#8217;Europa.</p>
<h2>Cosa vedere nella Foresta Umbra durante l&#8217;autunno</h2>
<p>Tra i luoghi più caratteristici di questo incanto pugliese c&#8217;è il <strong>Laghetto d&#8217;Umbra,</strong> uno specchio d&#8217;acqua situato a circa 790 metri di altitudine, ai margini dell&#8217;omonima riserva naturale biogenetica. Circondato dalla vegetazione, presenta una forma approssimativamente ellittica e misura circa 125 metri di lunghezza e 70 di larghezza.</p>
<p>Durante questa colorata stagione, le chiome degli alberi si riflettono sulla superficie dell&#8217;acqua, mentre le foglie cadute si raccolgono lungo le sponde. È uno degli angoli più fotografati della foresta e costituisce anche un <strong>habitat importante per anfibi,</strong> pesci e altri animali legati agli ambienti umidi. Per apprezzare le trasformazioni autunnali della Foresta Umbra, uno dei modi migliori consiste nel seguire i percorsi escursionistici segnalati.</p>
<p>La rete comprende 15 sentieri attrezzati, per uno sviluppo complessivo di <strong>circa 54 km</strong>. I tracciati attraversano ambienti differenti, dalle faggete più fitte alle zone caratterizzate da cerri e altre latifoglie. Le indicazioni sono affidate a cartelli direzionali e segnavia gialli dipinti su alberi e rocce.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676498" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg" alt="Foliage e sentieri nella Foresta Umbra" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Foresta-Umbra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Decisamente interessante è anche la <strong>Valle del Tesoro</strong>, un&#8217;area legata alla presenza di grandi esemplari arborei. Lungo la strada che attraversa questa parte della foresta è segnalato un faggio monumentale, mentre sul versante verso Monte Sant&#8217;Angelo si incontra un antico tasso.</p>
<p>In autunno, il terreno può diventare scivoloso a causa delle piogge e dell&#8217;accumulo di foglie. <strong>Scarpe da trekking</strong> e abbigliamento adatto alle temperature più fresche risultano quindi consigliabili, soprattutto per gli itinerari più lunghi.</p>
<p>Un punto di riferimento per approfondire altri aspetti è il <strong>Museo Naturalistico</strong>, situato nell&#8217;area del Centro Visitatori. Le sue raccolte illustrano le caratteristiche della flora e della fauna locale, oltre alla storia più antica del territorio. Per chi programma una visita autunnale, è importante verificare preventivamente l&#8217;apertura del museo, poiché l&#8217;accessibilità delle strutture segue <strong>periodi e modalità differenti</strong> rispetto ai sentieri naturalistici.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>La città etrusca con 15.000 tombe e un castello sul canyon: Vulci è da scoprire nei weekend d&#8217;autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/vulci-cosa-vedere-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 10:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vulci Castello della Badia, Lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Vulci-Castello-della-Badia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel <strong>Lazio settentrionale</strong>, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, c’è una città etrusca che al suo apice aveva più abitanti di molte capitali europee medievali. Si chiamava <strong>Velch</strong>, poi Vulci, e per secoli ha rifornito i mercati del Mediterraneo di bronzi, ceramiche e oggetti preziosi. Oggi quello che rimane è un parco di oltre centosettanta ettari, una necropoli con <strong>15.000 tombe</strong> e un castello medievale appeso sul canyon del <strong>fiume Fiora</strong>. E quasi sempre, qualunque giorno tu ci vada, è quasi deserto.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663098" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo.jpg" alt="Castello e Ponte del Diavolo, Vulci" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-e-Ponte-del-Diavolo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
L’autunno è il momento in cui questa desertificazione diventa un vantaggio. La luce bassa di ottobre e novembre esalta il colore del tufo — il giallo ocra delle pareti del canyon, il grigio delle tombe a camera scavate nel banco di roccia — e le temperature restano miti abbastanza da rendere piacevole passare tre o quattro ore nel parco senza correre. A meno di un’ora ci sono le terme di <strong>Saturnia</strong> e quelle di <strong>Vulci</strong> stessa: l’itinerario del weekend si costruisce da solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Architetture romane e il Castello dell&#8217;Abbadia</h2>
<p>Passeggiando lungo i sentieri di questa realtà della <strong>provincia di Viterbo</strong>, la vista incontra la <strong>Porta Ovest</strong>, monumentale ingresso difeso da un particolare avancorpo a forma di triangolo con passaggio pedonale a Y. All&#8217;interno, il paesaggio urbano rivela il <strong>Tempio Grande</strong>, mastodontica struttura risalente all&#8217;età tardo arcaica, e la raffinata <strong>Domus del Criptoportico</strong>. Questa residenza aristocratica vanta un Mitreo del III secolo d.C., in cui vennero ritrovati pregevoli <strong>gruppi statuari in marmo legati a culti oriental</strong>i.</p>
<p>Poco distante dalla biglietteria svetta il <strong>Castello dell&#8217;Abbadia</strong>, fortezza del XIII secolo che racchiude il <strong>Museo Nazionale Archeologico</strong>. Si tratta di una struttura, (un tempo abbazia benedettina dedicata a San Mamiliano) che sorge a picco sul fiume. Per raggiungerla si attraversa il <strong>Ponte del Diavolo (o dell&#8217;Arcobaleno)</strong>, un&#8217;opera che sfida le vertigini a ben 30 metri d&#8217;altezza.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663100" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci.jpg" alt="Castello di Vulci in provincia di Viterbo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Castello-di-Vulci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il ponte poggia su <strong>basi etrusche</strong> ma rivela l&#8217;ingegno romano nella sua arcata principale, arricchita in epoca medievale dal cosiddetto <strong>Fazzoletto del Diavolo</strong>, una sporgenza muraria che pare stuzzicare la gravità sopra il baratro.</p>
<h2>La città dei morti e i giganti di pietra</h2>
<p>Le <strong>necropoli di Vulci</strong> (Cavalupo, Ponte Rotto, Osteria) circondano l’abitato come una corona silenziosa. Degna di nota è la <strong>Tomba François</strong>, celebre per i cicli pittorici sulla saga dei fratelli Vibenna, i cui affreschi originali riposano a <strong>Villa Albani a Roma</strong>. Va però specificato che la visita segue regole specifiche dettate dalla fragilità e dall&#8217;importanza del sito. Trattandosi di <strong>uno dei monumenti funebri più preziosi dell&#8217;intera Etruria</strong>, la prenotazione è obbligatoria e l&#8217;accesso avviene <strong>esclusivamente tramite l&#8217;accompagnamento di una guida autorizzata</strong>.</p>
<p>Poi ancora il <strong>Tumulo della Cuccumella</strong>, che domina il terreno con un diametro di 65 metri, risultando il più imponente monumento funerario della regione storica. Scavi recenti presso la Necropoli dell&#8217;Osteria hanno svelato ipogei monumentali come la <strong>Tomba della Sfinge</strong> e quella delle <strong>Mani d&#8217;Argento</strong>, quest&#8217;ultima caratterizzata da raffinati arredi funerari che testimoniano il lusso delle stirpi locali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663101" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci.jpg" alt="Parco naturalistico e archeologico di Vulci, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Parco-naturalistico-e-archeologico-di-Vulci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: Robin Iversen Rönnlund &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia</p>
<h2>Fauna maremmana, specchi d&#8217;acqua vulcanici e terme</h2>
<p>L&#8217;ecosistema circostante mantiene l&#8217;aspetto della <strong>Maremma laziale più pura.</strong> Vacche maremmane dalle grandi corna e cavalli bradi pascolano tra i cardi, mentre istrici, cinghiali e lepri popolano la macchia. In primavera, il cielo si tinge dei colori dei gruccioni, uccelli migratori che nidificano nelle pareti di tufo.</p>
<p>Il sentiero conduce al <strong>Laghetto del Pellicone</strong>, una distesa d&#8217;acqua cristallina racchiusa da scogliere basaltiche e alimentata da una cascata. La suggestione del luogo ha attratto registi famosi: qui <strong>Massimo Troisi</strong> e <strong>Roberto Benigni</strong> incontrarono Leonardo da Vinci nel film<em> Non ci resta che piangere,</em> e sempre qui <strong>Aldo, Giovanni e Giacomo</strong> si tuffarono nelle scene di <em>Tre uomini e una gamba</em>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663102" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone.jpg" alt="Laghetto Pellicone, Vulci" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Laghetto-Pellicone-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Tre percorsi segnalati</strong> (Breve, Completo e Natura) permettono di esplorare gli scenari con diversi gradi di impegno, congiungendo la storia antica al relax dei sensi. Infine, sappiate che a breve distanza dai resti della metropoli, il territorio regala un&#8217;ulteriore risorsa naturale legata al calore della terra: le <strong>Terme di Vulci</strong>.</p>
<p>Queste vasche d’acqua sorgiva ipertermale, ricche di sali minerali, permettono di concludere l&#8217;esplorazione archeologica con un bagno rilassante tra i vapori che affiorano dai prati della Maremma (ricollegandosi persino all&#8217;antica passione degli abitanti di Velch per il benessere termale).<br />
<strong>In autunno il parco è quasi sempre deserto</strong> nei giorni feriali, con affluenza contenuta anche nel weekend.</p>
<p>Dove non specificato, foto di Canva. Foto di copertina: Museo della Tuscia Rupestre &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>6 gite in Liguria a vivere la magia del foliage prima dell&#8217;inverno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
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					<description><![CDATA[La Liguria è coperta di boschi per oltre il 70 per cento, e a fine[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2560" height="1707" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled.jpg 2560w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Osiglia_-_panoramio-scaled-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><br><br><p><i>La Liguria è coperta di boschi per oltre il 70 per cento, e a fine ottobre faggi e castagni si accendono a pochi chilometri dal mare. Ma la finestra è stretta: basta una mareggiata di libeccio o la prima tramontana per spogliare gli alberi in una notte. Sei gite, ognuna pensata per un tipo di viaggiatore diverso.</i></p>
<p>Per chi vive al Nord, la Liguria è una cartolina d&#8217;estate: spiaggia, focaccia, coda in autostrada. Pochi sanno che è una delle regioni più verdi d&#8217;Italia, con boschi su più di due terzi del territorio, e che il suo autunno ha un vantaggio unico. Puoi camminare in una faggeta color rame la mattina e guardare il mare al tramonto.</p>
<p>Il mare tiene lontano il freddo e allunga la stagione dei colori, che qui arriva spesso a metà novembre. Ma non lasciarti ingannare: a fare la differenza è il meteo. Una settimana di pioggia e vento e lo spettacolo finisce. Ecco dove andare adesso, e per chi è ogni gita.</p>
<h2>1. Il Parco delle Mura di Genova</h2>
<p><b>PER CHI NON HA LA MACCHINA</b></p>
<p>Il foliage più comodo della Liguria parte dal centro di Genova. Si sale con la funicolare Zecca-Righi fino al belvedere del Righi e da lì si entra nel Parco urbano delle Mura, l&#8217;area più verde del comune, una lunga cresta di boschi e sentieri che corre sopra la città lungo la cinta delle antiche fortificazioni.</p>
<p>Il percorso tocca una fila di forti uno dopo l&#8217;altro: il Castellaccio con la torre in mattoni rossi, lo Sperone sul Monte Peralto con il bastione a prua di nave, il Puin, il Fratello Minore e infine il Diamante, a 667 metri, il punto più alto. Sotto, il porto; intorno, il bosco che cambia colore. In alternativa si arriva con il trenino Genova-Casella, scendendo alla stazione di Campi.</p>
<p><b>Da Genova: </b>15 minuti di funicolare</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile, mezza giornata o giornata intera</p>
<p><b>Il consiglio: </b>sali al mattino e scendi a Genova per un aperitivo: zero auto, zero parcheggi</p>
<h2>2. Varese Ligure e i boschi della Val di Vara</h2>
<p><b>PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI</b></p>
<p>Un borgo a forma di cerchio, un castello, un mulino che funziona ancora: per un bambino Varese Ligure sembra uscito da un libro di fiabe. Il centro storico, il &#8220;borgo rotondo&#8221;, è un anello medievale di case color pastello costruite intorno alla piazza centrale, dominato dal Castello dei Fieschi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676425" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte.jpg" alt="gite in Liguria a vivere la magia del foliage" width="1280" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varese_Ligure_-_Il_Ponte-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Intorno c&#8217;è la Val di Vara, l&#8217;entroterra spezzino che quasi nessuno conosce, con boschi di faggi e castagni e torrenti limpidi. Una passeggiata adatta a tutti porta al Ponte di Grecino, un vecchio ponte in pietra mezzo nascosto dalla vegetazione. Varese Ligure è stato uno dei primi &#8220;borghi bio&#8221; d&#8217;Italia: a pranzo testaroli al pesto, polenta con i funghi, castagne bollite nel latte e formaggi di capra delle aziende della valle.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile, passeggiate brevi</p>
<p><b>Il consiglio: </b>compra miele e formaggi direttamente nelle aziende agricole della valle</p>
<h2>3. Aveto: il Lago delle Lame e i cavalli selvaggi</h2>
<p><b>PER CHI AMA GLI ANIMALI</b></p>
<p>Nel Parco dell&#8217;Aveto, nell&#8217;entroterra del Tigullio, vivono cavalli tornati allo stato selvatico da oltre vent&#8217;anni. In autunno e inverno cercano riparo nelle faggete, che a fine ottobre sono tra le più belle della regione. Per vederli si va all&#8217;alba o al tramonto vicino al Lago di Giacopiane, dove scendono a bere, oppure si prenota un&#8217;uscita di horsewatching con le guide che li studiano da anni. Regola d&#8217;oro: non avvicinarsi troppo, non dare cibo, non urlare.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-434743" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2016/09/escursioni-bambini-Parco-dell-Aveto-capriolo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Per una gita adatta a tutti la base è il Lago delle Lame, a Rezzoaglio: un lago di origine glaciale con accesso libero, un piccolo Museo del Bosco e un sentiero breve fino alla Cascata della Ravezza. Chi ha più gambe può salire sul Monte Penna, 1.735 metri, partendo dal Passo del Chiodo attraverso una foresta di faggi monumentali.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile al Lago delle Lame, media al Monte Penna</p>
<p><b>Da sapere: </b>in quota fa freddo presto e la prima neve può arrivare a novembre</p>
<h2>4. Lago di Osiglia e la Cascata delle Ferriere</h2>
<p><b>PER CHI VUOLE CAMMINARE VERSO L&#8217;ACQUA</b></p>
<p>Nell&#8217;Appennino savonese, il Lago di Osiglia è un bacino artificiale circondato da valli ripide e boschi di castagni, querce, faggi e conifere. In autunno l&#8217;acqua ferma raddoppia i colori. Ha anche una storia curiosa: quando il lago viene svuotato riaffiorano i resti delle borgate sommerse.</p>
<p>La meta più amata è la Cascata delle Ferriere, raggiungibile con diversi anelli: il più breve è una passeggiata di un paio di chilometri nel bosco, i più lunghi sfiorano i 18 chilometri e gli 800 metri di dislivello, passando per vecchie miniere e borgate.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Difficoltà: </b>da facile a impegnativa, a seconda dell&#8217;anello</p>
<p><b>Il consiglio: </b>dopo giornate di pioggia la cascata è al massimo, ma i sentieri sono scivolosi</p>
<h2>5. Calizzano e la Val Bormida: castagne affumicate e faggete</h2>
<p><b>PER I GOLOSI</b></p>
<p>Tra Calizzano e Murialdo, nell&#8217;alta Val Bormida, l&#8217;autunno ha un profumo preciso: quello del fumo dei tecci, piccoli seccatoi in pietra con il tetto in scandole, nascosti tra castagni secolari. Dentro, su un graticcio di legno a due o tre metri da terra, le castagne restano per circa due mesi sopra un fuoco basso e costante. Ne escono le castagne essiccate Presidio Slow Food, soprattutto della varietà Gabbina.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676438" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani.png" alt="6 gite in Liguria a vivere la magia del foliage prima dell'inverno" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani.png 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La gita unisce i castagneti intorno al paese con una deviazione verso il Colle del Melogno, dove inizia la faggeta della Barbottina, una delle più spettacolari della Liguria. Poi, a tavola, funghi e castagne: in questa valle è la stagione d&#8217;oro.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile</p>
<p><b>Il consiglio: </b>cerca i produttori del Presidio per comprare castagne secche e farina</p>
<h2>6. Triora, il borgo delle streghe</h2>
<p><b>PER CHI AMA IL MISTERO</b></p>
<p>A fine ottobre, quando si avvicina Halloween, non c&#8217;è posto più adatto. Triora, nell&#8217;alta Valle Argentina, a circa 30 chilometri dal mare, fu teatro tra il 1587 e il 1589 di uno dei più noti processi per stregoneria d&#8217;Italia: in un periodo di carestia furono accusate soprattutto levatrici e donne che conoscevano le erbe.</p>
<p>Oggi la storia si racconta nel Museo Etnografico e della Stregoneria a Palazzo Stella. Poi si esce verso la Cabotina, il &#8220;rifugio delle streghe&#8221;, un luogo di ruderi e roccia nuda dall&#8217;atmosfera inquietante. Intorno, il Parco delle Alpi Liguri: boschi che cambiano colore, mulattiere tra le frazioni di Realdo e Verdeggia e, poco lontano, la grande faggeta di Rezzo.</p>
<p><b>Da Genova: </b>circa 2 ore (da Arma di Taggia sulla SP 548)</p>
<p><b>Difficoltà: </b>facile in paese, media sui sentieri del parco</p>
<p><b>Il consiglio: </b>ci sono autobus da Sanremo e dalla stazione di Taggia-Arma</p>
<h2>Quando andare: la finestra del foliage ligure</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Faggete in quota (Aveto, Melogno, Rezzo): </b>di solito il picco è tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre.</li>
<li><b>Castagneti e boschi misti a bassa quota: </b>possono reggere fino a metà novembre, grazie al clima mite.</li>
<li><b>Il vero nemico è il vento: </b>dopo una giornata di libeccio o di tramontana forte gli alberi possono spogliarsi in poche ore. Se vedi una finestra di bel tempo, parti.</li>
</ul>
<h2>Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Strati: </b>in Liguria si passa dai 18 gradi della costa ai 5 delle faggete in un&#8217;ora d&#8217;auto.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>le foglie bagnate sulle mulattiere sono scivolosissime.</li>
<li><b>Frontale: </b>a fine ottobre fa buio presto, e chi aspetta il tramonto sul mare rientra con il buio.</li>
</ul>
<p>Cerchi altre idee? Ecco le nostre <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/tag/foliage/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">migliori mete per il foliage in Italia</a></strong>.</p>
<p>William Domenichini, CC BY-SA 3.0 &lt;http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/&gt;, via Wikimedia Commons</p>
<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lago_di_Osiglia_-_panoramio.jpg" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">mirko farfazi</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">CC BY 3.0</a>, via Wikimedia Commons</p>
<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Panoramica_di_Bormida_e_del_Monte_Settepani.png" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Enrico Mazzucco</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">CC BY-SA 4.0</a>, via Wikimedia Commons</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le faggete del Monte Giarolo, l’Appennino che non ti aspetti fra Lombardia e Piemonte</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/le-faggete-del-monte-giarolo-lappennino-che-non-ti-aspetti-fra-lombardia-e-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 04:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[principale]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Fra Lombardia e Piemonte c&#8217;è una versione dell’Appennino che pochissimi conoscono. Non quella dei crinali[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="789" height="448" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/al-borbera.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="val-borbera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/al-borbera.png 789w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/al-borbera-300x170.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/al-borbera-768x436.png 768w" sizes="(max-width: 789px) 100vw, 789px" /><br><br><p dir="ltr">Fra Lombardia e Piemonte c&#8217;è una versione dell’Appennino che pochissimi conoscono.<br />
Non quella dei crinali alti e ostici, non quella delle sagre e dei ristoranti con il camino, anche quella, ma non solo. L&#8217;<strong>Appennino Oltrepadano</strong> in ottobre entra in una fase di luce e colore difficile da trovare altrove, con faggete fitte, sentieri deserti e quote che bastano per sentirsi davvero in montagna senza il traffico di Courmayeur o delle Dolomiti.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676400" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa.png" alt="Monte_Giarolo" width="1280" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa.png 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa-300x160.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa-1024x546.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte_Giarolo_da_Rivarossa-768x410.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Caldirola</strong>, piccola stazione nell’alta <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/val-borbera-cosa-fare-boschi-borghi/" data-wpel-link="internal">Val Borbera</a> </strong>in provincia di <strong>Pavia</strong>, è uno dei punti di accesso migliori a questo territorio. Il percorso che da qui porta ai <strong>Piani di San Lorenzo</strong> e poi alla vetta del <strong>Monte Giarolo</strong> è uno di quei tragitti che funzionano meglio di quanto si pensi: sentiero ben segnato, dislivello sostenibile, e nel mezzo una faggeta che in autunno vale da sola la giornata.</p>
<h2 dir="ltr">Il percorso: faggeta e rifugio con vista</h2>
<p dir="ltr">La partenza è dal <strong>parcheggio della Colonia</strong>, appena sopra Caldirola, a quota <strong>1183 m</strong>: si lascia l’auto lì e si imbocca il <strong>sentiero 106</strong>, uno dei più battuti dell’Appennino Pavese. Il tracciato sale quasi interamente nel bosco, con i faggi che da metà ottobre in poi si tingono di arancio e ocra. A metà percorso si incontra il <strong>Rifugio Orsi</strong>, tappa obbligata per chi vuole spezzare la salita con qualcosa di caldo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665411" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso.jpg" alt="val-borbera-strette-pertuso" width="1200" height="804" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso-1024x686.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/val-borbera-strette-pertuso-768x515.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Dalla parte dei <strong>Piani di San Lorenzo</strong> — un pianoro a <strong>1095 m</strong> raggiungibile anche da Cantalupo Ligure — il percorso è più breve: circa <strong>5 km</strong> ad anello con <strong>390 m di dislivello</strong>, due ore e tre quarti di cammino tranquillo. Qui c’è il rifugio dei Piani, con panchine, prato e una terrazza naturale sul bosco. Da questo lato si vede meglio la struttura del Monte Giarolo prima di attaccarlo.<br />
In entrambi i casi il <a href="https://int.provincia.alessandria.it/sentieri/index.php?whattodo=sentieri&amp;file=singola&amp;id=148" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">percorso</a> converge sulla <strong>vetta del Giarolo</strong>, a <strong>1472 m</strong>, dove una grande statua del Redentore in bronzo segna l’arrivo. Con visibilità buona — cosa non rara nelle giornate di tramontana di ottobre — si intravedono le <strong>Alpi</strong> a nord. Tutto il percorso da Caldirola misura circa <strong>12 km</strong> andata e ritorno, con circa <strong>4 ore</strong> di cammino.</p>
<h2 dir="ltr">Weekend 24-25 ottobre: Cammina Natura 2026</h2>
<p dir="ltr">Il <strong>24 e 25 ottobre</strong> si tiene l’ottava edizione di <strong>Cammina Natura</strong>, l’iniziativa dell’<strong>Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche</strong> (AIGAE) che ogni anno propone oltre <strong>120 escursioni gratuite</strong> in tutta Italia, guidate da professionisti del territorio. Il format è semplice: prenotazione online, accompagnatore certificato, nessun costo di partecipazione.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676401" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato.jpg" alt="libarna-val-borbera" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/libarna-val-borbera-gran-monferrato-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Per chi volesse vivere il foliage del Monte Giarolo con una guida esperta, vale la pena verificare se ci sono uscite in zona su <a href="http://aigae.org/camminanatura" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>aigae.org/camminanatura</strong></a> — le escursioni variano di anno in anno e i posti si esauriscono in fretta. In alternativa, il percorso si presta benissimo anche in autonomia, seguendo la segnaletica CAI del sentiero 106.</p>
<h2 dir="ltr">Info pratiche</h2>
<p dir="ltr"><strong>Come arrivare:</strong> in auto dall’autostrada <strong>A7</strong>, uscita Vignole Arquata, poi verso Borghetto Borbera e Cantalupo Ligure in direzione Caldirola. La strada è percorribile fino al parcheggio della Colonia. Da <strong>Milano</strong> circa <strong>un’ora e mezza</strong>.<br />
<strong>Quando andare:</strong> da metà ottobre alla prima settimana di novembre per il picco del foliage nelle faggete. Sopra i 1200 m le temperature mattutine possono scendere sotto lo zero, meglio portare un secondo strato.<br />
<strong>Cosa mangiare:</strong> a Caldirola e nei borghi vicini si trovano ristoranti con cucina appenninica: salumi, funghi, polenta. Per i prodotti locali, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lappennino-lombardo-il-borgo-e-il-salame-nato-ottocento-anni-fa-varzi-e-la-valle-staffora/" data-wpel-link="internal"><strong>Varzi</strong></a> — a pochi chilometri — è il punto di riferimento per il Salame DOP e i vini dell’Oltrepò.</p>
<p dir="ltr">Foto Pampuco, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons, visitpiemonte.com,granmonferrato.it</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/oltrepo-pavese-autunno-foliage-trekking/" data-wpel-link="internal">Oltrepò Pavese in autunno: trekking nel weekend tra vigne rosse, borghi e le colline della Pinot Nero</a></strong></p>
<p dir="ltr">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In questo borgo italiano segreto si troverebbe la vera tomba della Gioconda</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lagonegro-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 14:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno milioni di visitatori raggiungono il Museo del Louvre di Parigi per ammirare il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Centro storico Lagonegro, Basilicata" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Lagonegro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Ogni anno milioni di visitatori raggiungono il <strong>Museo del Louvre di Parigi</strong> per ammirare il sorriso più famoso della storia dell&#8217;arte: quello della <strong>Gioconda</strong>. È sbagliato? Assolutamente no, ma quello che in molti non sanno è che, a oltre 1.500 km dalla capitale francese, c&#8217;è un piccolo centro della Basilicata che custodisce una tradizione che riguarda proprio la donna ritratta da Leonardo da Vinci. Si tratta di <strong>Lagonegro</strong>, borgo della provincia di Potenza situato alle pendici del <strong>Monte Sirino</strong>, tra vette ricoperte di boschi.</p>
<p>Tra vicoli stretti, scalinate in pietra, edifici medievali e i resti di un castello, si nasconde infatti una storia particolarmente curiosa: secondo una leggenda, <strong>Lisa Gherardini</strong>, conosciuta universalmente con il nome di Monna Lisa o Gioconda, sarebbe morta proprio qui nel 1506 e avrebbe trovato sepoltura nella chiesa di San Nicola.</p>
<h2>La leggenda della Gioconda sepolta a Lagonegro</h2>
<p>Agli inizi del &#8216;500 Firenze rappresentava uno dei principali centri artistici e commerciali d&#8217;Europa. All&#8217;epoca Lisa Gherardini era una donna appartenente a una famiglia fiorentina, sposata dal 1495 con <strong>Francesco del Giocondo</strong>, un facoltoso mercante di seta (sì, proprio dal cognome del marito deriva il nome Gioconda, mentre Monna Lisa è una forma abbreviata di Madonna Lisa, un appellativo di rispetto utilizzato a quei tempi).</p>
<p>Intorno al 1503, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cascate-acquafraggia-piuro-sentiero-savogno/" data-wpel-link="internal">Leonardo da Vinci</a></strong> iniziò a realizzare il ritratto destinato a diventare uno dei dipinti più celebri al mondo. L&#8217;opera, attualmente conservata al Louvre, avrebbe continuato ad accompagnare l&#8217;artista per molti anni, fino alla sua morte in Francia nel 1519.</p>
<p>La tradizione di Lagonegro racconta, però, un destino diverso per la protagonista del quadro. Stando alla versione più diffusa, Lisa avrebbe intrapreso un viaggio verso la Calabria insieme al marito, impegnato in alcuni affari commerciali. Durante il tragitto, le sue condizioni di salute sarebbero improvvisamente peggiorate, rendendo necessaria una <strong>sosta nel borgo lucano</strong>.</p>
<p>Colpita da una grave infezione, la donna sarebbe morta nel 1506, lontana dalla sua Firenze. La comunità locale avrebbe quindi provveduto alla sepoltura nella <strong>chiesa di San Nicola</strong>, all&#8217;interno dell&#8217;antico abitato.</p>
<h3>La vera storia della morte di Monna Lisa</h3>
<p>Per quanto suggestiva sia la versione lucana, la verità è che c&#8217;è un problema storico importante: le ricerche documentarie condotte sulla<strong> famiglia Gherardini</strong> collocano la morte di Lisa a Firenze nel 1542, ben 36 anni dopo la data indicata dalla tradizione di Lagonegro. Un registro dei defunti della basilica fiorentina di San Lorenzo riporta il decesso della moglie di Francesco del Giocondo il 15 luglio 1542 e la sua sepoltura nel <strong>monastero di Sant&#8217;Orsola</strong>.</p>
<p>Rimane comunque interessante il modo in cui una vicenda legata a un personaggio rinascimentale sia entrata così profondamente nell&#8217;identità di un piccolo centro dell&#8217;Italia meridionale. A Lagonegro, infatti, il racconto della Gioconda è diventato parte del <strong>patrimonio culturale locale</strong>, indipendentemente dalla sua autenticità.</p>
<h2>Cosa vedere a Lagonegro</h2>
<p>La ricerca dei luoghi legati alla presunta sepoltura di Monna Lisa conduce nella parte più antica del paese, sviluppata intorno a una rocca che un tempo ospitava il castello feudale. Qui le <strong>case sono addossate le une alle altre</strong>, mentre le graziose stradine seguono le irregolarità del terreno aprendosi in passaggi stretti che conducono verso la sommità.</p>
<p>La chiesa di San Nicola di Bari, conosciuta anche con il nome di <strong>San Nicola al Castello</strong>, è la casa di opere d&#8217;arte realizzate tra il &#8216;500 e il &#8216;700, testimonianze della lunga storia religiosa della comunità. La famosa tomba di Lisa Gherardini rimane soltanto un elemento della tradizione, senza identificazioni archeologiche o documentarie attendibili.</p>
<p>Per raggiungere la parte alta dell&#8217;antico abitato si attraversa invece la cosiddetta<strong> Porta di Ferro</strong>, uno degli accessi storici al borgo. Sul varco compare una rappresentazione di <strong>San Michele Arcangelo</strong> nell&#8217;atto di sconfiggere il drago. Oltre la porta, una scalinata conduce verso la chiesa di San Nicola e i resti dell&#8217;antico castello, un tempo elemento fondamentale del sistema difensivo di Lagonegro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676407" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro.jpg" alt="Panorama di Lagonegro, Basilicata" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Panorama-di-Lagonegro-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il rapporto con la Gioconda, tuttavia, non si esaurisce nella leggenda e, anzi, ha ispirato la nascita del <strong>Monna Lisa Museum</strong>, iniziativa culturale dedicata alla tradizione che collega Lisa Gherardini al territorio. Il museo è stato ospitato nello storico <strong>Palazzo Corrado</strong>, edificio del &#8216;700 situato nella parte più recente del paese (prima di programmare una visita specifica è opportuno verificarne l&#8217;effettiva apertura).</p>
<p>Lagonegro custodisce infine altri edifici religiosi di interesse storico e artistico: nella <strong>chiesa della Madonna del Rosari</strong>o si trova un affresco del Giudizio Universale ispirato alla celebre composizione di Michelangelo nella Cappella Sistina; la <strong>chiesa di Sant&#8217;Anna</strong>, quella del <strong>Crocifiss</strong>o e la parrocchiale della <strong>Santissima Trinità</strong> valgono altrettanto la pena.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Sette laghi turchesi di montagna da vedere a ottobre, quando le faggete sono dorate e le acque sono azzurre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
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					<description><![CDATA[L’autunno fa una cosa ai laghi alpini: li restituisce. Il bollettino meteo non parla più[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lagh-turchesi-italia-autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lagh-turchesi-italia-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p dir="ltr">L’autunno fa una cosa ai laghi alpini: li restituisce. Il bollettino meteo non parla più di code in valle, i riflessi sull’acqua smettono di essere fotografie già viste e le faggete aggiungono al turchese dell’acqua un contrasto cromatico che in estate semplicemente non esiste.<br />
<strong>Ottobre è il mese giusto</strong>. Le finestre climatiche sono strette, ma quando il cielo è terso, questi posti valgono qualsiasi deviazione.</p>
<h3 dir="ltr">1. Lago di Braies — Alto Adige</h3>
<p dir="ltr">Il più fotografato tra i laghi alpini italiani non è diventato famoso senza ragione. Il colore dell’acqua del <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/lago-di-braies-dicembre-escursioni/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Braies</strong></a> è un turchese profondo che cambia tono con la luce, e in autunno le faggete che scendono verso la riva diventano giallo intenso contro la parete rocciosa del <strong>Picco di Vallandro</strong>. La passeggiata sul sentiero che circonda il lago è di circa <strong>3 km</strong> ad anello, priva di difficoltà tecniche, con la barca rossa ormeggiata davanti all’hotel che in ottobre è quasi sempre vuota.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670802" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies.jpg" alt="Lago di Braies" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Braies-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">La folla si dimezza già dopo il 20 settembre. A fine ottobre il parcheggio a pagamento chiude, e l’accesso è libero. Conviene arrivare presto al mattino per la luce radente.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Dobbiaco, strada provinciale per Braies di Sopra, circa 15 km.</p>
<h3 dir="ltr">2. Laghi di Fusine — Friuli-Venezia Giulia</h3>
<p dir="ltr">I <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/laghi-fusine-autunno-foliage/" data-wpel-link="internal"><strong>Laghi di Fusine</strong> </a>sono due, inferiore e superiore, collegati da un sentiero nel bosco. Il colore è verde-smeraldo, non turchese nel senso classico, ma la faggeta che li circonda in ottobre trasforma l’ambiente in qualcosa di spettacolare. Siamo in <strong>Friuli</strong>, vicino al confine sloveno, ai piedi del gruppo del Mangart. Pochi li associano al Friuli, e questo vale come motivazione aggiuntiva.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671221" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine.jpg" alt="Lago di Fusine" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/Lago-di-Fusine-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il percorso ad anello che collega i due bacini è di circa <strong>4 km</strong>, con un dislivello minimo. Chi vuole può salire fino al <strong>Rifugio Zacchi</strong> per una vista più ampia sul gruppo del Mangart.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Tarvisio (UD), circa 12 km verso Fusine in Valromana.</p>
<h3 dir="ltr">3. Lago di Place Moulin — Valle d’Aosta</h3>
<p dir="ltr">Il <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/diga-di-place-moulin-il-lago-turchese-piu-spettacolare-della-valle-daosta/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Place Moulin</strong></a> non è un lago naturale: è un bacino artificiale creato dalla <strong>diga di Place Moulin</strong>, una delle più alte d’Europa con i suoi <strong>155 metri</strong>. Quello che la diga ha prodotto, però, è uno specchio d’acqua turchese-smeraldo ai piedi del <strong>Monte Cervino</strong> e dei ghiacciai del <strong>Mont Collon</strong> e del <strong>Mont Brûlé</strong>, in <strong>Val Bionaz</strong>, Valle d’Aosta. Da settembre a fine ottobre i larici diventano oro e il contrasto con l’acqua è il migliore dell’anno.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663176" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin.jpg" alt="Lago di Place-Moulin, Valle d'Aosta" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/Lago-di-Place-Moulin-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il sentiero dalla diga al <strong>Rifugio Prarayer</strong> a <strong>2.005 metri</strong> segue la riva su un vecchio sentiero mulattiero: circa <strong>90 minuti</strong> di cammino quasi pianeggiante, adatto a tutti. Da lì si può salire verso i ghiacciai per chi ha gambe e equipaggiamento.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Aosta, SS26 fino a Nus, poi strada regionale per Bionaz e Val Bionaz. Circa 1h da Aosta.</p>
<h3 dir="ltr">4. Lago di Resia — Alto Adige</h3>
<p dir="ltr">Il <strong>Lago di Resia</strong> è noto per il campanile medievale del paese sommerso di <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/curon-lago-cosa-fare/" data-wpel-link="internal"><strong>Curon</strong></a> che emerge dall’acqua, costruito a metà del Novecento con lo svuotamento artificiale della valle. Ma al di là dell’immagine iconica, il lago è ampio, blu intenso, incorniciato dalle <strong>Alpi Retiche</strong> con l’Austria a nord. In autunno le condizioni meteo cambiano velocemente: arrivare entro settembre o nella prima decade di ottobre.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-617489" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2020/04/Lago-di-Resia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il sentiero che percorre la riva è lungo circa <strong>8 km</strong> sul lato est, accessibile e scenografico.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> autostrada del Brennero fino a Merano, poi SS38 e SS40 fino a Resia. Circa 2h da Bolzano.</p>
<h3 dir="ltr">5. Lago del Barbellino — Lombardia</h3>
<p dir="ltr">Il <strong>Lago del Barbellino</strong> è un lago glaciale a <strong>1.930 metri</strong> nella <strong>Val Seriana</strong>, provincia di Bergamo. È tra i meno noti di questa lista, il che è un vantaggio: in autunno ci si arriva quasi soli. Il colore è verde-turchese, con l’acqua alimentata dalla cascata del <strong>Barbellino</strong>, una delle più alte delle Prealpi lombarde.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676305" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino.jpg" alt="Rifugio-Curo_guidofly-barbellino" width="1200" height="887" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino-300x222.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino-1024x757.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Rifugio-Curo_guidofly-barbellino-768x568.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’escursione dal parcheggio di <strong>Valbondione</strong> richiede circa <strong>3 ore</strong> di salita, con <strong>750 metri</strong> di dislivello. Non è adatta a chi non ha scarpe da trekking, ma il percorso è segnalato e non presenta difficoltà tecniche.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> Valbondione (BG), fine della SS294 della Val Seriana.<br />
Foto valseriana.eu</p>
<h3 dir="ltr">6. Lago di Anterselva — Alto Adige</h3>
<p dir="ltr">Meno celebre di Braies ma non meno bello, il <strong>Lago di Anterselva</strong> si trova a <strong>1.642 metri</strong> nell’omonima valle, in <strong>Val Pusteria</strong>. È turchese intenso, con una forma allungata che crea riflessi perfetti sulle pareti boscose. In autunno i larici della sponda nord diventano oro e la luce taglia il lago in modo diverso da qualsiasi altro periodo dell’anno.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667294" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva.jpg" alt="Lago di Anterselva" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Lago-di-Anterselva-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il sentiero attorno al lago è di circa <strong>5 km</strong>, piacevole e senza dislivelli significativi.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Brunico (BZ), circa 30 km verso Anterselva di Mezzo.</p>
<h3 dir="ltr">7. Lago di Tovel — Trentino</h3>
<p dir="ltr">Il <strong>Lago di Tovel</strong> nel <strong>Parco Naturale Adamello-Brenta</strong> è conosciuto storicamente come il “lago rosso”: fino agli anni Sessanta si colorava di rosso per la presenza di un’alga chiamata <em>Glenodinium sanguineum</em>, poi scomparsa per ragioni ancora dibattute. Oggi il lago è verde-azzurro, circondato da abeti e larici che in ottobre diventano arancio e oro.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656351" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/11/Lago-di-Tovel.pg_-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’accesso è regolato dal parco: da giugno a ottobre si arriva con navetta da Tuenno (no auto private). Il sentiero attorno al lago è di circa <strong>2 km</strong>, con possibilità di salire verso le malghe sovrastanti.<br />
<strong>Come arrivare:</strong> da Cles (TN), seguire indicazioni per Tovel/Tuenno, poi navetta del parco.</p>
<p dir="ltr">Foto Canva, pexels, VDA, Auronzo.info</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La chiesa di Milano piena di ossa che, secondo la leggenda, il 2 novembre riprendono vita</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/chiesa-san-bernardino-alle-ossa-milano-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 12:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[surreali]]></category>
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					<description><![CDATA[Milano è bella sì, ma anche e soprattutto misteriosa: la città custodisce un patrimonio di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cappella di San Bernardino alle Ossa, Milano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cappella-di-San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Milano</strong> è bella sì, ma anche e soprattutto misteriosa: la città custodisce un patrimonio di luoghi insoliti che raccontano vicende ben lontane dalla sua immagine contemporanea e internazionale. Uno di questo è la <strong>Chiesa di San Bernardino alle Ossa,</strong> a pochi minuti dal Duomo, che dall&#8217;esterno appare piuttosto discreta, quasi confusa tra gli edifici circostanti.</p>
<p>Tra le sue mura, però, è protetta una delle testimonianze più singolari della tradizione religiosa lombarda: una piccola cappella con <strong>pareti interamente decorate</strong> con teschi, femori, tibie e altri resti umani, tutti disposti come ornamento. Se all&#8217;inizio appare come un qualcosa di macabro, approfondendo la storia ci si rende conto che, nel Medioevo, la morte e la necessità di custodire i resti dei defunti avevano un <strong>ruolo ben preciso</strong>.</p>
<h2>Brevissima storia di San Bernardino alle Ossa</h2>
<p>Proiettatevi nel remoto 1127, quando il cittadino milanese <strong>Gottifredo de Busseri</strong> finanziò la costruzione di un ospedale nei pressi della basilica di Santo Stefano. All&#8217;epoca questa zona si trovava oltre le antiche mura romane e comprendeva terreni coltivati, orti e spazi verdi conosciuti con il nome di brolo.</p>
<p>Accanto alla struttura sanitaria sorse un <strong>cimitero</strong> destinato principalmente alle persone decedute nell&#8217;ospedale. Lo spazio disponibile, però, si rivelò presto insufficiente, tanto che, nel 1210, venne costruita una camera per raccogliere le ossa provenienti dalle tombe più antiche e liberare spazio per nuove sepolture.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676340" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" alt="Esterno della Chiesa di San Bernardino alle Ossa" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Un ambiente quindi nato per una necessità pratica costituisce, nei fatti, il nucleo originario dell&#8217;attuale cappella ossario di San Bernardino alle Ossa, trasformata nei secoli in un <strong>luogo di culto</strong> dalle caratteristiche davvero singolari.</p>
<h2>Cosa vedere nella Chiesa di San Bernardino alle Ossa</h2>
<p>Varcata la soglia di quello che sembra un comunissimo edificio religioso, si viene accolti da uno spazio che presenta un apparato decorativo difficile da associare a una tradizionale chiesa locale. Pareti e nicchie sono rivestite da <strong>resti scheletrici umani</strong> disposti secondo composizioni geometriche e ornamentali.</p>
<p>Teschi allineati, vertebre, tibie e femori formano motivi che ricordano fregi, cornici e rivestimenti architettonici. Le ossa diventano <strong>parte integrante della decorazione,</strong> secondo una concezione simbolica legata alla caducità dell&#8217;esistenza terrena. Particolarmente impressionanti sono i crani collocati nelle nicchie e nelle strutture sopraelevate, che secondo la tradizione appartenevano ai cristiani uccisi dagli ariani durante l&#8217;episcopato di Sant&#8217;Ambrogio.</p>
<p>Le ricostruzioni storiche, tuttavia, hanno ridimensionato tale interpretazione: le reliquie erano di <strong>persone di provenienza sociale differente</strong>, tra cui malati dell&#8217;ospedale, religiosi, carcerati e membri di famiglie nobili sepolti nelle chiese vicine.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676341" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" alt="Ossario di San Bernardino alle Ossa, Milano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ossario-di-San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Alla severità di queste pareti si contrappone una composizione pittorica luminosa, dominata da figure angeliche, nuvole e tonalità celesti. Si tratta di un affresco realizzato dal pittore veneziano <strong>Sebastiano Ricci</strong>, uno dei protagonisti della pittura barocca tra XVII e XVIII secolo, che raffigura il trionfo delle anime che ascendono verso il Paradiso.</p>
<p>Ma degna di nota è pure la chiesa stessa, in quanto costituisce una testimonianza del barocco lombardo arricchito da elementi decorativi vicini al gusto rococò. Gli interni presentano uno sviluppo architettonico ampio, dominato da una <strong>cupola centrale</strong> e da un insieme di altari marmorei, dipinti e cappelle laterali.</p>
<p>Tra le opere ci sono rappresentazioni dedicate a Santa Maria Maddalena, Santa Rosalia e altri santi legati alla devozione milanese. Particolare interesse riveste anche l&#8217;immagine di <strong>San Lucio</strong>, protettore dei lavoratori del settore caseario, la cui confraternita aveva sede nel santuario.</p>
<h2>Le leggende di San Bernardino alle Ossa e la misteriosa danza dei morti</h2>
<p>La presenza di una simile quantità di resti umani ha inevitabilmente favorito la <strong>nascita di racconti popolari</strong>, tramandati nel corso dei secoli. Uno dei più conosciuti si riferisce alle <strong>ossa di una bambina</strong> conservate nella cappella, nei pressi dell&#8217;altare. Stando alla leggenda, durante la <strong>notte del 2 novembre</strong>, giorno della commemorazione dei defunti, il suo scheletro riprenderebbe vita.</p>
<p>La piccola inizierebbe allora a muoversi, seguita dagli altri scheletri dell&#8217;ossario, protagonisti di una <strong>danza macabra</strong> che richiamerebbe antiche rappresentazioni medievali della morte. Il racconto, pur presentando un carattere esclusivamente leggendario, testimonia il fascino esercitato dal santuario sull&#8217;immaginario cittadino.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676342" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa.jpg" alt="San Bernardino alle Ossa, Lombardia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/San-Bernardino-alle-Ossa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Un&#8217;altra tradizione riguarda il sovrano portoghese <strong>Giovanni V</strong>, che sarebbe rimasto profondamente colpito dall&#8217;ossario milanese, tanto da desiderare un ambiente simile nel proprio Paese. La narrazione viene spesso collegata alla celebre <strong>Cappella delle Ossa di Évora,</strong> in Portogallo, sebbene quest&#8217;ultima abbia origini precedenti alla visita attribuita al re.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Le castagne più buone in Emilia-Romagna: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 09:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[In Emilia-Romagna la castagna ha un soprannome che dice tutto: &#8220;pane di montagna&#8221;. Per secoli,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Le castagne più buone in Emilia-Romagna: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>In Emilia-Romagna la castagna ha un soprannome che dice tutto: &#8220;pane di montagna&#8221;. Per secoli, sull&#8217;Appennino, è stata il cibo che separava un inverno sopportabile da uno di fame. Farina, castagne secche, polenta dolce. Oggi è diventata un&#8217;altra cosa: un marrone IGP, varietà antiche recuperate, sagre che superano le sessanta e settanta edizioni.</p>
<p>E c&#8217;è una buona notizia per chi non è ancora partito: a fine ottobre la stagione non è finita. I castagneti sono nel pieno, le foglie diventano rame e alcune delle feste più belle cadono proprio domenica 25 ottobre. Ecco dove andare.</p>
<h2 class="western">Castagna o marrone? Le varietà da conoscere</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Marrone di Castel del Rio IGP: </b>il più famoso della regione. Grande, dolce, buccia sottile: da caldarroste, marron glacé e pasticceria.</li>
<li><b>Castagna Pistolese: </b>tipica dell&#8217;Appennino romagnolo. Piccola ma saporita, è la varietà giusta per essiccazione e farina.</li>
<li><b>Marrone di Campora: </b>vecchia varietà dell&#8217;Appennino parmense, dal nome di una frazione di Neviano degli Arduini. Frutti grandi e dal colore brillante.</li>
</ul>
<p>Morale: la castagna più buona non è sempre la più grande. Dipende da cosa ci vuoi fare.</p>
<h2 class="western">1. Alfero, Alto Savio: il castagneto più grande della Romagna</h2>
<p>Nel comune di Verghereto, nell&#8217;alta valle del Savio, sotto il Monte Fumaiolo dove nasce il Tevere, c&#8217;è il castagneto più grande della Romagna. A ottobre gli abitanti di Alfero salgono a raccogliere, come si fa da generazioni, e la castagna è ancora chiamata &#8220;pane di montagna&#8221;.</p>
<p>Per chi ama le storie di alberi c&#8217;è anche il Sentiero dei Frutti Perduti, un percorso tra alberi da frutto storici che rischiavano di scomparire. È la gita giusta per chi vuole un Appennino poco battuto, lontano dai circuiti più noti.</p>
<p>Domenica 25 ottobre è l&#8217;ultima giornata della Sagra della Castagna di Alfero, al Parco del Casone: caldarroste, cagnina, dolci alla farina di castagne e ciacce fritte. Pranzo dalle 12.30, nel pomeriggio musicisti e artisti di strada. Ingresso libero.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 2 ore</p>
<p><b>Per chi: </b>famiglie e chi cerca boschi veri e poca folla</p>
<p><b>Prossimo appuntamento: </b>Sagra della Castagna di Alfero, domenica 25 ottobre 2026</p>
<h2 class="western">2. Castel del Rio: il marrone IGP e la sagra numero settanta</h2>
<p>Nella valle del Santerno, a mezz&#8217;ora da Imola, Castel del Rio è il paese del marrone. Nel 2026 la Sagra del Marrone arriva alla settantesima edizione, e le ultime due domeniche sono il 25 ottobre e il 1° novembre: stand nel centro storico, caldarroste, castagnaccio, mont blanc e dolci artigianali al marrone.</p>
<p>Fare solo la sagra, però, è un peccato. Il paese ha due cose che valgono il viaggio: il Ponte Alidosi, un arco di pietra rinascimentale che scavalca il Santerno con un&#8217;unica campata, e il Museo del Castagno dentro Palazzo Alidosi, con attrezzi, fotografie e testi antichi su secoli di vita intorno al castagno. Poi si sale nei boschi della valle, dove i castagneti da frutto sono curati come giardini. Proprio per questo sono quasi sempre privati: si cammina, si guarda, e il marrone si compra dai produttori.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 1 ora</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole il marrone migliore e un borgo con una storia</p>
<p><b>Prossimi appuntamenti: </b>domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre 2026</p>
<h2 class="western">3. Alto Reno: Granaglione e la birra di castagne</h2>
<p>Sull&#8217;Appennino bolognese, verso il confine con la Toscana, la valle del Randaragna nasconde una piccola rete di borghi di pietra dove il castagno ha sempre deciso tutto. Appena fuori Granaglione c&#8217;è un castagneto didattico sperimentale, nato per tutelare e far conoscere il castagno. Il dettaglio più curioso: le castagne raccolte lì diventano una birra locale.</p>
<p>Da Granaglione si può costruire un giro tra i borghi. Lustrola è circondata da castagneti secolari e compare già in una pergamena del 1021. Madognana è il punto di partenza per i sentieri CAI e per il panorama del Monte della Croce. A Castelluccio c&#8217;è il museo LabOrantes, dedicato alla vita e al lavoro delle comunità di montagna del primo Novecento. In autunno, nella stagione delle castagne, è il momento migliore per venirci.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Per chi: </b>chi ama i borghi e le camminate senza fretta</p>
<p><b>Il consiglio: </b>chiedi in paese della birra di castagne: è il souvenir più originale della giornata</p>
<h2 class="western">4. Appennino parmense: a caccia del Marrone di Campora</h2>
<p>Sulle colline sopra Parma, nel comune di Neviano degli Arduini, una frazione ha dato il nome a una delle varietà più belle della regione: il Marrone di Campora. È una varietà antica, con frutti grandi e dalla buccia brillante, figlia di un Appennino che per secoli ha selezionato i suoi castagni uno a uno.</p>
<p>È una gita da fare con calma, unendo i boschi della zona alle terre matildiche e ai borghi dell&#8217;Appennino parmense. Più che una caccia al bottino, è una caccia a un sapore che non si trova al supermercato: per assaggiarlo conviene cercare i produttori e gli agriturismi della zona.</p>
<p><b>Da Bologna: </b>circa 1 ora e 45 (40 minuti da Parma)</p>
<p><b>Per chi: </b>chi cerca una varietà rara e un Appennino tranquillo</p>
<h2 class="western">Ultima chiamata: le sagre ancora in calendario</h2>
<ul>
<li><b>Castel del Rio, 70ª Sagra del Marrone IGP: </b>domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre.</li>
<li><b>Alfero (Verghereto), Sagra della Castagna: </b>domenica 25 ottobre.</li>
<li><b>Montefiore Conca, 62ª Sagra della Castagna: </b>domenica 25 ottobre, dalle 11.</li>
</ul>
<p>Gli altri boschi, provincia per provincia, sono nella nostra <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/castagne-in-emilia-romagna-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">guida alle castagne in Emilia-Romagna</a>. E per abbinare la raccolta al foliage, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/ottobre-in-emilia-romagna-le-gite-piu-belle-tra-castagne-e-foliage/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ecco le gite d&#8217;ottobre</a>.</p>
<h2 class="western">Si possono raccogliere le castagne liberamente?</h2>
<p>Non sempre, e in Emilia-Romagna meno di quanto si creda. Molti castagneti sono privati e coltivati: le castagne appartengono al proprietario anche senza recinzioni. Il segnale più chiaro è il prato pulito e falciato sotto gli alberi. Nei parchi valgono regole proprie, e in alcune zone protette la raccolta è vietata.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676334" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1.jpg" alt="Le castagne più buone in Emilia-Romagna: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La soluzione migliore: chiedere in paese o all&#8217;ufficio turistico, oppure scegliere castagneti aperti al pubblico, dove spesso si paga in base a quanto si raccoglie. Si prendono solo i frutti a terra, senza scuotere i rami.</p>
<h2 class="western">Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Guanti da lavoro e un bastone: </b>per aprire i ricci senza pungersi.</li>
<li><b>Sacchetto di tela o cesto: </b>nella plastica le castagne sudano e ammuffiscono.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>a fine ottobre i sentieri dell&#8217;Appennino sono umidi e pieni di foglie.</li>
<li><b>Contanti: </b>alle sagre e dai piccoli produttori sono spesso indispensabili.</li>
</ul>
<p>A casa, scarta le castagne bucate e metti le altre in ammollo: quelle che galleggiano vanno buttate. Per tutto il resto, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ecco come conservarle</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In Italia c&#8217;è un borgo antico costruito dentro una gigantesca caverna, ed è davvero unico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/grotta-mangiapane-custonaci-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[grotta]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Grotta Mangiapane, Sicilia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Grotta-Mangiapane-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Quando si tratta di borghi particolari nel nostro Paese c&#8217;è davvero l&#8217;imbarazzo della scelta, ma la <strong>Sicilia</strong> cela un qualcosa che è davvero difficilissimo trovare altrove. A pochi chilometri dal mare della provincia di Trapani, infatti, si apre un gigantesco <strong>squarcio nella montagna</strong> al cui interno è custodito un vero e proprio villaggio, con abitazioni, stalle, magazzini e persino un antico forno.</p>
<p>È la <strong>Grotta Mangiapane</strong>, una straordinaria cavità naturale situata nella frazione di Scurati, nel territorio di Custonaci, alle pendici del Monte Cofano. Gli edifici qui sono addossati alle pareti rocciose, mentre gli ambienti domestici sono testimoni ancora oggi della quotidianità delle famiglie locali <strong>tra &#8216;800 e &#8216;900</strong>. Per circa 150 anni, infatti, questo villaggio ha ospitato pastori e contadini che avevano trasformato un riparo naturale in una vera comunità.</p>
<p>Oggi la cavità è diventata un <strong>museo vivente</strong>, ma l&#8217;aspetto delle abitazioni e la disposizione degli spazi restituiscono ancora l&#8217;identità di un insediamento che ha mantenuto un rapporto strettissimo con il paesaggio circostante.</p>
<h2>Brevissima storia della Grotta Mangiapane</h2>
<p>La Grotta Mangiapane raggiunge quasi <strong>70 metri di altezza,</strong> 13 metri di larghezza e 50 metri di profondità. Dimensioni impressionanti, soprattutto osservando le piccole costruzioni che occupano il suo interno e che sembrano minuscole rispetto all&#8217;enorme parete calcarea sovrastante. Le prime testimonianze della presenza umana risalgono al Paleolitico superiore, anche se recenti ricerche hanno documentato persino ceramiche riconducibili al <strong>Neolitico antico e medio</strong>.</p>
<p>Tra i soprannomi attribuiti alla cavità compare quello di &#8220;<strong>Grotta degli Uffizi</strong>&#8220;, legato alla presenza di testimonianze artistiche preistoriche, tra graffiti e pitture rupestri. Il patrimonio archeologico racconta dunque una frequentazione antichissima, precedente di migliaia di anni alla nascita del villaggio attualmente visibile.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676276" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane.jpg" alt="Caverna di Mangiapane, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Caverna-di-Mangiapane-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Fu soprattutto durante il XIX secolo che il luogo assunse l&#8217;aspetto di un insediamento stabile. La <strong>famiglia Mangiapane,</strong> dalla quale deriva il nome attuale, realizzò alcune abitazioni all&#8217;interno della cavità, sfruttando la protezione della roccia e la disponibilità di spazio per le attività agricole e pastorali.</p>
<p>La vita del villaggio proseguì fino alla metà del XX secolo ma, dopo la Seconda Guerra Mondiale, i cambiamenti economici e sociali favorirono il <strong>progressivo abbandono delle abitazioni</strong>. Gli ultimi componenti della famiglia Mangiapane lasciarono l&#8217;insediamento nei primi anni &#8217;50, chiudendo una lunga stagione di vita comunitaria.</p>
<h2>Cosa vedere nella Grotta Mangiapane, il villaggio nascosto nella roccia</h2>
<p>Si rimane assolutamente affascinati dal contrasto fra la <strong>monumentalità della cavità e le dimensioni delle case</strong>. Le facciate in pietra, le piccole finestre e i tetti tradizionali compongono un insieme architettonico piuttosto insolito, protetto da un&#8217;enorme volta naturale. Gli edifici sorgono a distanze ravvicinate, secondo una disposizione legata alle esigenze quotidiane delle famiglie che vi abitavano.</p>
<p>Alcuni ambienti erano destinati alla vita domestica, altri alla custodia degli animali, alla conservazione delle provviste e alla lavorazione dei prodotti agricoli. Particolarmente interessanti sono gli interni, oggi parte del<strong> Museo Vivente di Custonaci: </strong>mobili, utensili e oggetti della tradizione locale aiutano a comprendere l&#8217;organizzazione delle abitazioni rurali siciliane, spesso caratterizzate da arredi essenziali e strumenti utilizzati per numerose attività.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676277" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane.jpg" alt="Dentro la Grotta Mangiapane, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dentro-la-Grotta-Mangiapane-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Emanuela Meme Giudic…, CC BY 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>L&#8217;allestimento comprende attrezzi agricoli, suppellettili domestiche e testimonianze degli antichi mestieri. Gli oggetti, raccolti sul territorio, contribuiscono a ricostruire il contesto materiale della comunità, dalla preparazione degli alimenti al lavoro nei campi. Merita attenzione anche il <strong>rapporto tra le costruzioni e la montagna</strong>: le pareti naturali delimitano parte degli spazi abitati, mentre il grande ingresso permette alla luce di raggiungere il villaggio.</p>
<h2>Il Presepe Vivente di Custonaci e le apparizioni in televisione</h2>
<p>Tra gli appuntamenti più conosciuti legati alla Grotta Mangiapane c&#8217;è indubbiamente<strong> Presepe Vivente di Custonaci</strong>, organizzato dal 1983 e diventato una delle manifestazioni natalizie più rappresentative della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/da-questa-parte-della-sicilia-le-spiagge-sono-tra-paesaggi-mozzafiato-e-un-mare-blu-intenso/" data-wpel-link="internal">Sicilia occidentale</a></strong>. Durante l&#8217;evento, le abitazioni e gli ambienti del villaggio tornano ad animarsi grazie alla partecipazione di artigiani, figuranti e volontari.</p>
<p>La rappresentazione ricostruisce <strong>scene della vita rurale ottocentesca</strong> attraverso attività tradizionali, dalla lavorazione del pane alla produzione di formaggi, fino alla tessitura e alla riparazione delle reti da pesca. La Natività viene allestita all&#8217;interno della grande cavità, mentre il resto dell&#8217;insediamento contribuisce a ricreare l&#8217;atmosfera di un paese contadino. Nel 2006 la manifestazione ha ottenuto il riconoscimento nel <strong><em>Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia</em></strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676278" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci.jpg" alt="Presepe Vivente Custonaci, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Presepe-Vivente-Custonaci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;aspetto singolare del sito ha attirato anche il mondo dello spettacolo: la Grotta Mangiapane è stata utilizzata per produzioni televisive, tra cui <em>Il Commissario Montalbano</em> e <strong><em><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/macari-set/" data-wpel-link="internal">Màkari</a></em></strong>, e ha ospitato iniziative culturali e progetti legati alla moda, compresa una campagna di <em>Dolce &amp; Gabbana</em> per la collezione autunno-inverno 2020/2021.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/marzamemi-sicilia/" data-wpel-link="internal">Marzamemi è un antico borgo di pescatori siciliano tra l’azzurro dello Ionio e il profumo del tonno sott’olio</a></strong></li>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Le castagne più buone in Piemonte: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 04:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lunedì dopo la Fiera del Marrone di Cuneo è il momento più bello per[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castagne più buone in Piemonte" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Il lunedì dopo la Fiera del Marrone di Cuneo è il momento più bello per andare a castagne in Piemonte. L&#8217;ultima edizione si è chiusa domenica 18 ottobre, le folle tornano in città, e nelle valli resta quello che conta davvero. Ricci aperti a terra, castagneti silenziosi, e una stagione che in molte valli dura fino alla prima metà di novembre.</p>
<h2>Le castagne più buone in Piemonte: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno</h2>
<p>Il Piemonte non ha bisogno di presentazioni: è la regione dove la castagna ha due marchi europei e decine di varietà locali, ognuna con un nome di paese. Proprio per questo vale la pena scegliere bene dove andare. Non il bosco più vicino al parcheggio, ma quello dove nasce qualcosa che non si trova altrove.</p>
<h2 class="western">Le sigle da conoscere prima di partire</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Castagna Cuneo IGP: </b>non è una sola castagna ma una famiglia di varietà locali coltivate nelle vallate della provincia di Cuneo, secondo un disciplinare comune. Dentro ci sono nomi come Gabbiana, Frattona, Ciapastra, Spina Lunga.</li>
<li><b>Marrone della Valle di Susa IGP: </b>riunisce cinque ecotipi locali di marrone, coltivati in valle fin dal Medioevo. È il più &#8220;nobile&#8221; dei due: frutto grande, dolce, perfetto per caldarroste e pasticceria.</li>
</ul>
<p>Tradotto: in provincia di Cuneo si va per la varietà, in Val di Susa per il marrone.</p>
<h2 class="western">1. Valle Mongia: la castagna bianca e lo &#8220;scau&#8221; dell&#8217;Ottocento</h2>
<p>Tra Mondovì e il mare, la Val Tanaro ha una valle laterale che quasi nessuno conosce: la Valle Mongia. Qui, a Viola Castello, la castagna di riferimento è la Garessina, prende il nome dalla vicina Garessio ed è una castagna bianca, color paglierino chiaro, celebre per il gusto. Non è un frutto da comprare al supermercato: per assaggiarla bisogna andare dove nasce.</p>
<p>Lo si può fare nel castagneto didattico di Ruvran, gestito da un&#8217;azienda agricola biologica, con un percorso dedicato proprio alla Garessina. Tra i castagni secolari, tra i 700 e i 1.000 metri, si scoprono le varietà e la tecnica degli innesti. La visita si chiude nello scau, l&#8217;essiccatoio originale: un edificio ottocentesco in pietra e legno, restaurato nel 2018, dove le castagne si asciugano lentamente come una volta. Poi la merenda con i prodotti dell&#8217;azienda. Costo indicativo: 10 euro, merenda e degustazione comprese.</p>
<p>Per allungare la giornata, Garessio è a pochi minuti: borgo di montagna tra boschi e acque, con un castagneto didattico dedicato al mondo della Garessina.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Per chi: </b>famiglie e chi vuole capire cosa sta mangiando</p>
<p><b>Da sapere: </b>visite su prenotazione (azienda agricola Marco Bozzolo, Viola Castello)</p>
<h2 class="western">2. Val di Susa: dove il marrone è IGP dal Medioevo</h2>
<p>La Val di Susa si attraversa di solito in fretta, verso il Frejus o le piste. In autunno merita una sosta lunga. Sul versante soleggiato della media valle, tra San Giorio di Susa, Meana, Sant&#8217;Antonino, Bruzolo e Villar Focchiardo, crescono i castagneti del Marrone della Valle di Susa IGP, coltivati qui fin dal Medioevo.</p>
<p>Villar Focchiardo è il paese simbolo: la sua sagra del marrone, a metà ottobre, è uno degli appuntamenti storici della valle. Ma la raccolta produttiva in valle va avanti fino alla prima metà di novembre, e dopo la festa i sentieri tra i castagneti tornano tranquilli. Attenzione però: qui molti castagneti sono coltivati e privati. È proprio la cura che li rende così belli. Si cammina sui sentieri segnalati e si raccoglie solo dove è chiaramente permesso. Il marrone, quello buono, si compra dai produttori della valle.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 45 minuti</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole il marrone vero a un passo dalla città</p>
<p><b>Il consiglio: </b>abbina la gita alla Sacra di San Michele, che domina l&#8217;imbocco della valle</p>
<h2 class="western">3. Valle Pesio: castagne, Certosa e il primo silenzio dopo la fiera</h2>
<p>Le vallate intorno a Cuneo, tra Boves, Chiusa di Pesio e Borgo San Dalmazzo, sono il cuore della Castagna Cuneo IGP. La Valle Pesio è la più adatta a una gita: si risale da Chiusa di Pesio verso la Certosa, tra boschi che a fine ottobre sono un incendio di giallo e rame, ai piedi del Marguareis.</p>
<p>È la gita perfetta per questi giorni. La Fiera del Marrone ha appena chiuso, la città si svuota, e i castagneti delle valli intorno tornano a chi li cerca con calma. Chiudi in una trattoria della valle: in questa stagione la castagna finisce ovunque, dagli gnocchi ai dolci.</p>
<p><b>Da Torino: </b>circa 1 ora e 30</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole castagne, bosco e un luogo di silenzio</p>
<p><b>Bonus: </b>dal 30 ottobre al 1° novembre a Mondovì c&#8217;è la Fiera Regionale del Tartufo: un buon motivo per un weekend lungo nel Cuneese</p>
<h2 class="western">Gli altri boschi del Piemonte</h2>
<p>Val Pellice, Bosco del Vaj, Oasi Zegna, Monte Fenera, Val Borbera, Lago Maggiore: le zone classiche, provincia per provincia, sono nella nostra <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/castagne-in-piemonte-dove-trovarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">guida alle migliori castagne del Piemonte</a>. E se vuoi abbinare la raccolta al foliage, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bici-in-piemonte-a-settembre-i-percorsi-piu-belli/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ecco le gite d&#8217;ottobre in Piemonte</a>.</p>
<h2 class="western">Si possono raccogliere le castagne liberamente?</h2>
<p>In Piemonte la regola è chiara: nei castagneti da frutto coltivati non si entra a raccogliere senza autorizzazione. Il castagneto può essere privato anche senza recinzioni, e il segnale più sicuro è il prato pulito e falciato sotto gli alberi. Nei boschi selvatici si raccoglie solo da terra, senza scuotere i rami e senza rovinare il sottobosco. Comuni ed enti parco possono avere regole proprie: controlla prima di partire.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676193" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash.jpg" alt="Le castagne più buone in Piemonte: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ilona-frey-AOXEIJqcSPE-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il modo migliore per non sbagliare? Seguire i sentieri segnalati e le iniziative organizzate dai paesi, oppure scegliere un&#8217;azienda agricola che apre il suo castagneto ai visitatori.</p>
<h2 class="western">Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Guanti da lavoro e un bastone: </b>per aprire i ricci con il piede senza bucarsi.</li>
<li><b>Sacchetto di tela o cesto: </b>nella plastica le castagne sudano e ammuffiscono.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>a fine ottobre i sentieri sono umidi e coperti di foglie.</li>
<li><b>Strati: </b>nelle valli cuneesi il sole del mezzogiorno inganna, ma la sera arriva in fretta.</li>
</ul>
<p>Tornato a casa, ecco <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come conservare al meglio le castagne raccolte</a>.</p>
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		<title>In Abruzzo c&#8217;è un borgo in bilico tra le montagne che custodisce laghi color smeraldo e un eremo millenario</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/villalago-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 16:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Appollaiato (quasi in bilico, come se volesse sfidare tutti gli equilibri esisteni) tra le montagne[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Villalago.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Villalago, Abruzzo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Villalago.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Villalago-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Villalago-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Villalago-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Appollaiato (quasi in bilico, come se volesse sfidare tutti gli equilibri esisteni) tra le montagne della provincia dell’Aquila e le profonde Gole del Sagittario, <strong>Villalago</strong> è un grazioso borgo pieno di case che sembrano aggrappate a uno sperone roccioso, a circa 930 metri di altitudine. Il nome stesso ci introduce in un paesaggio ricamato dalla presenza di laghi, che inevitabilmente sono protagonisti della sua identità geografica. Anticamente, infatti, questo territorio era conosciuto con il nome di <em><strong>Valle de Lacu</strong></em>, espressione legata ai 9 bacini (molti dei quali scomparsi) che caratterizzavano la zona.</p>
<p>Villalago custodisce però anche un <strong>patrimonio storico interessante</strong>, fatto di fortificazioni, chiese, scalinate e antiche abitazioni in pietra. Il paese si sviluppa sul versante del <strong>Monte Argoneta</strong> e conserva l&#8217;aspetto di un piccolo insediamento difensivo.</p>
<h2>Cosa vedere a Villalago tra vicoli, torri e testimonianze medievali</h2>
<p>Il <strong>centro storico</strong> sfoggia un impianto urbanistico articolato, con scalinate che seguono il pendio, piccole piazze e archi in pietra utilizzati anche per sostenere le abitazioni soprastanti. Osservando gli ingressi delle case si distinguono antichi stemmi e decorazioni scolpite, tra figure animali, motivi floreali e volti umani.</p>
<p>Nella parte più alta del nucleo antico combattono lo scorrere del tempo i resti della <strong>Rocca medievale</strong>, uno dei simboli architettonici del paese. L&#8217;elemento più riconoscibile è la torre cilindrica che sta lì a testimoniare l&#8217;antica funzione militare del complesso. Accanto alla struttura difensiva si sviluppa il <strong>Palazzo Baronale</strong>, legato alle successive trasformazioni della fortezza. Nella stessa area si trova pure l&#8217;<strong>Oratorio della Madonna Addolorata</strong>, che protegge tra le sue possenti mura alcune testimonianze della tradizione religiosa locale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Villalago.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676172" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Villalago.jpg" alt="Centro storico Villalago, Abruzzo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Villalago.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Villalago-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Villalago-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Villalago-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Merita attenzione anche il <strong>belvedere della Rocca</strong>, dal quale lo sguardo raggiunge le montagne e le profonde incisioni della Valle del Sagittario. La posizione aiuta a comprendere il motivo per cui questo rilievo fu scelto per edificare un insediamento fortificato. Tra gli edifici religiosi più importanti vale la pena menzionare la chiesa parrocchiale dedicata alla <strong>Madonna di Loreto,</strong> caratterizzata da elementi riconducibili alla tradizione architettonica romanico-abruzzese e da trasformazioni avvenute nei secoli.</p>
<p>All&#8217;interno si conservano opere di particolare valore storico, tra cui una tela del 1521 raffigurante la <em>Madonna del Rosario</em> e un altare dedicato a San Domenico. Proseguendo si incontra la zona della <strong>Porticella,</strong> antico accesso al paese, che conduce presso l&#8217;ex Municipio il cui <strong>antico campanile</strong> (dotato di orologio nel 1887) nel tempo è diventato un riferimento per la vita quotidiana della comunità.  Un&#8217;altra testimonianza importante è il <strong>Palazzo della Cancelleria,</strong> risalente al XVI secolo e un tempo sede dell&#8217;antica Università.</p>
<h2>Il Lago di San Domenico e l&#8217;eremo affacciato sull&#8217;acqua</h2>
<p>Se si vene a Villalago è impossibile non rimanere incantati dal magnetico il <strong>Lago di San Domenico</strong>, celebre per il colore verde smeraldo delle sue acque e per la presenza di un antico luogo di culto. A differenza di altri bacini della zona, questo ha un&#8217;origine artificiale: venne realizzato nel primo dopoguerra attraverso lo sbarramento del fiume Sagittario.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-di-San-Domenico.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676173" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-di-San-Domenico.jpg" alt="Lago di San Domenico, Abruzzo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-di-San-Domenico.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-di-San-Domenico-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-di-San-Domenico-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-di-San-Domenico-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Quel che possiamo ammirare oggi è un paesaggio particolarmente emozionante, nel quale le acque assumono tonalità che variano dal verde intenso al turchese. Sulla sponda si trova l&#8217;<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/eremo-di-san-domenico-abruzzo/" data-wpel-link="internal">Eremo di San Domenico</a></strong>, legato alla grotta naturale nella quale il religioso si sarebbe ritirato in preghiera intorno al 1013. Il piccolo edificio conserva un aspetto settecentesco e presenta un portale decorato con scene ispirate ai miracoli attribuiti al santo. All&#8217;interno, oltre alla statua lignea di San Domenico, si trova un<strong> altare</strong> dietro al quale si apre l&#8217;accesso al <strong>sacro speco</strong>, la cavità associata alla permanenza dell&#8217;eremita.</p>
<h2>Il Lago Pio e il vicino Lago di Scanno</h2>
<p>Villalago possiede un altro piccolo gioiello naturale, spesso meno conosciuto rispetto al bacino di San Domenico: il <strong>Lago Pio</strong>, nei pressi del centro abitato e compreso nella <strong>Riserva Naturale Regionale Lago di San Domenico e Lago Pio</strong>. Questo specchio d&#8217;acqua di origine naturale occupa una depressione legata agli antichi fenomeni franosi che hanno modellato il territorio.</p>
<p>Le sue sponde costituiscono un habitat favorevole agli uccelli acquatici e rappresentano una meta piacevole per chi desidera trascorrere qualche ora all&#8217;aria aperta.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-Pio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676183" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-Pio.jpg" alt="Lago Pio, Villalago" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-Pio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-Pio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-Pio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago-Pio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>A breve distanza si incontra inoltre il ben più noto <strong>Lago di Scanno</strong>, il maggiore bacino naturale dell&#8217;Abruzzo, celebre per la particolare sagoma che, osservata da determinati punti panoramici, ricorda un cuore.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<ul>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Le castagne più buone in Toscana: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 05:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[Ottobre, Appennino. Il riccio si apre, la castagna rotola sul sentiero, la raccogli e pensi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1440" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chris-1yMcolwMC7c-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Le castagne più buone in Toscana: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chris-1yMcolwMC7c-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chris-1yMcolwMC7c-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chris-1yMcolwMC7c-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chris-1yMcolwMC7c-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chris-1yMcolwMC7c-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Ottobre, Appennino. Il riccio si apre, la castagna rotola sul sentiero, la raccogli e pensi di aver trovato il meglio. In Toscana, invece, per secoli il meglio è arrivato dopo. Le castagne raccolte finivano in piccole costruzioni di pietra sparse nel bosco, stese su un graticcio, sopra un fuoco lento alimentato con ciocchi di castagno. Restavano lì per settimane, nel fumo. Poi venivano battute, sbucciate e portate al mulino.</p>
<h2>Le castagne più buone in Toscana: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno</h2>
<p>Da quel lavoro paziente nascono due delle farine più pregiate d&#8217;Italia, entrambe DOP, e piatti che in montagna erano il pane quotidiano: necci, polenta dolce, castagnaccio. Fino agli anni Cinquanta, solo in Garfagnana erano attivi più di 7.000 seccatoi e circa 250 mulini da castagne. Molti sono crollati, alcuni sono tornati a fumare. Ecco dove andarli a cercare.</p>
<h2 class="western">Castagna, marrone, farina: come leggere le sigle</h2>
<p>La Toscana è la regione con più &#8220;bollini&#8221; sulla castagna, e capirli aiuta a scegliere dove andare e cosa comprare.</p>
<ul>
<li value="1"><b>Marrone del Mugello IGP: </b>il marrone di Marradi, il &#8220;Marron Buono&#8221;, ne è l&#8217;ecotipo più famoso. Grande, dolce, buccia sottile: è quello da caldarroste e pasticceria.</li>
<li><b>Castagna del Monte Amiata IGP: </b>cresce sui terreni vulcanici dell&#8217;Amiata, tra le province di Grosseto e Siena.</li>
<li><b>Marrone di Caprese Michelangelo DOP: </b>piccola zona di produzione tra Caprese e Anghiari, in Valtiberina.</li>
<li><b>Farina di Neccio della Garfagnana DOP </b>e <b>Farina di castagne della Lunigiana DOP: </b>qui il protagonista non è il frutto fresco ma la castagna essiccata e macinata. Sono le due gite che raccontiamo per prime.</li>
</ul>
<h2 class="western">1. Garfagnana: dove la castagna passa quaranta giorni nel fumo</h2>
<p>In Garfagnana il castagno si chiama &#8220;neccio&#8221;, e la farina che se ne ricava porta il suo nome. Il cuore della lavorazione è il metato: le castagne si stendono sul canniccio, un graticcio sopra la stanza del fuoco, e sotto si accende un fuoco leggero, senza fiamma, alimentato con ciocchi di castagno. Il fumo le asciuga lentamente per circa quaranta giorni. Solo dopo si sgusciano e si macinano.</p>
<p>Le varietà hanno nomi che sono già un racconto: Carpinese, Pontecosi, Mazzangaia, Pelosora, Rossola, Verdora, Nerona, Capannaccia. Ognuna dà alla farina un carattere diverso, ed è per questo che due sacchetti della stessa valle possono sapere di cose diverse.</p>
<p>La gita perfetta unisce un giro tra i castagneti dei borghi sopra Castelnuovo di Garfagnana con una tavola dove ordinare quello che qui si mangia da mille anni: polenta di neccio, manafregoli cotti nel latte, castagnaccio, e soprattutto i necci con la ricotta, cotti tra due &#8220;testi&#8221; di ferro battuto dai lunghi manici. La farina nuova arriva dopo l&#8217;essiccazione, quindi da fine autunno: chi passa adesso trova i metati al lavoro, chi torna a dicembre trova la farina.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 1 ora e 45 per Castelnuovo di Garfagnana</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole capire da dove viene quello che mangia</p>
<p><b>Info: </b>associazionecastanicoltori.it</p>
<h2 class="western">2. Lunigiana: il gradile e la farina macinata con la pietra del torrente</h2>
<p>Cambia valle, cambia nome: in Lunigiana il seccatoio si chiama gradile. È una piccola casa di pietra su due piani, isolata dalle altre, nel bosco o in paese. Sopra, sui graticci, le castagne; sotto, il fuoco. Qui l&#8217;essiccazione dura circa venticinque giorni, e per secoli il gradile è stato anche il posto delle veglie, dove le famiglie passavano le notti a raccontarsi storie.</p>
<p>Poi c&#8217;è un dettaglio che vale da solo la gita: le castagne secche si macinano da novembre ad aprile nei mulini ad acqua, con macine di pietra azzurra estratta dal torrente Bagnone. Ne esce una farina dolce e vellutata, DOP dal 2006.</p>
<p>Per camminare, la meta più adatta è Sassalbo, frazione di Fivizzano, sul versante che sale verso il Passo del Cerreto: il sentiero didattico &#8220;Il castagno racconta&#8221; attraversa un castagneto ancora coltivato come una volta, con pannelli che spiegano ogni fase del lavoro. La tradizione vuole che la raccolta cominci a San Michele, il 29 settembre, con rastrelli a manico corto e cesti di vimini: a fine ottobre si è nel pieno della stagione.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 2 ore</p>
<p><b>Per chi: </b>famiglie: il sentiero didattico è perfetto con i ragazzi</p>
<p><b>Il consiglio: </b>la Lunigiana è anche terra di testaroli: cercali in un agriturismo per chiudere la giornata</p>
<h2 class="western">3. Raggiolo, Casentino: il borgo che vive al ritmo della castagna</h2>
<p>Raggiolo, frazione di Ortignano Raggiolo, è uno dei Borghi più belli d&#8217;Italia, e le sue stradine si percorrono solo a piedi. Pietra, castagni tutto intorno e un&#8217;idea fissa: tenere viva la cultura della castagna. L&#8217;Ecomuseo della Castagna racconta, con un percorso didattico, come si raccoglievano e si usavano le castagne in una valle che per secoli ne ha vissuto.</p>
<p>In autunno il paese celebra la Castagnatura: una festa che comincia a ottobre e accompagna raccolta e lavorazione, con pranzi e cene intorno al fuoco, prodotti tipici e mercatini. Da assaggiare il baldino, il nome locale del castagnaccio: farina di castagne, olio extravergine, pinoli, uvetta e rosmarino.</p>
<p>Per chi vuole aggiungere una camminata vera, le Foreste Casentinesi sono a pochi chilometri: <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/castagne-in-toscana-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal"><strong>ne abbiamo parlato nella nostra guida alle gite d&#8217;ottobre in Toscana</strong></a>.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 1 ora e 20</p>
<p><b>Per chi: </b>chi cerca un borgo tranquillo con il bosco fuori dalla porta</p>
<p><b>Da sapere: </b>controlla il programma della Castagnatura prima di partire: gli appuntamenti cambiano di anno in anno</p>
<h2 class="western">4. Amiata: gli essiccatoi di Vivo d&#8217;Orcia e la festa di Arcidosso</h2>
<p>Sul versante senese dell&#8217;Amiata, Vivo d&#8217;Orcia è un piccolo paese circondato da boschi di castagni e faggi. Nei dintorni ci sono le sorgenti del torrente Vivo, l&#8217;eremo dell&#8217;Ermicciolo e vecchi essiccatoi che raccontano la stessa storia della Garfagnana con un altro accento. È la parte più quieta della montagna.</p>
<p>Sul versante grossetano, invece, la festa è grande: ad Arcidosso torna Castagna in Festa, che nel 2026 arriva alla quarantesima edizione. Il secondo e ultimo weekend è dal 23 al 25 ottobre, con cantine aperte, piatti tradizionali, caldarroste, prodotti locali, mercatini e musica nel centro storico. L&#8217;idea per avere entrambe le cose: festa il sabato, bosco la domenica mattina presto.</p>
<p><b>Da Firenze: </b>circa 2 ore</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole bosco e sagra nello stesso weekend</p>
<p><b>Prossimo appuntamento: </b>Arcidosso, 23-25 ottobre 2026</p>
<h2 class="western">Ultima chiamata: le date da segnare entro fine ottobre</h2>
<ul>
<li><b>Arcidosso, Castagna in Festa: </b>23-25 ottobre.</li>
<li><b>Marradi, Mostra Mercato del Marron Buono: </b>domenica 25 ottobre, ultima data della 63ª edizione. In alcune domeniche si arriva con il treno storico sulla linea Faentina: verifica il calendario prima di partire.</li>
<li><b>Caprese Michelangelo, Festa della Castagna e del Marrone DOP: </b>seconda metà di ottobre, date da confermare con il Comune.</li>
</ul>
<p>Tutti gli indirizzi per raccogliere, provincia per provincia, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/news/marradi-sul-treno-a-vapore-verso-la-sagra-delle-castagne-piu-bella-ditalia-consigli-come-arrivare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">sono nella nostra guida alle castagne in Toscana</a></strong>.</p>
<h2 class="western">Si possono raccogliere le castagne liberamente?</h2>
<p>In Toscana molto meno di quanto si pensi. Le zone migliori sono quasi sempre castagneti da frutto, cioè coltivazioni: le castagne appartengono al proprietario anche quando non c&#8217;è una recinzione. Raccoglierle senza permesso non è consentito, e i parchi hanno regole proprie.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676075" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/laura-matteoli-lRiCEpEwk1I-unsplash.jpg" alt="Le castagne più buone in Toscana: le gite nei boschi dove raccoglierle questo autunno" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/laura-matteoli-lRiCEpEwk1I-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/laura-matteoli-lRiCEpEwk1I-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/laura-matteoli-lRiCEpEwk1I-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/laura-matteoli-lRiCEpEwk1I-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/laura-matteoli-lRiCEpEwk1I-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La buona notizia è che diverse aziende agricole e agriturismi permettono di raccogliere nei loro castagneti, spesso pagando in base a quanto si porta via. È anche il modo più sicuro per trovare frutti di qualità. Per il resto vale la regola pratica: prato pulito e falciato sotto i castagni vuol dire coltivato; nel dubbio, chiedi in paese.</p>
<h2 class="western">Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Guanti da lavoro spessi </b>e un sacchetto di tela o un cesto: nella plastica le castagne ammuffiscono.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>in Appennino i sentieri a fine ottobre sono umidi e coperti di foglie.</li>
<li><b>Contanti: </b>nei mulini, alle feste e dai piccoli produttori servono spesso.</li>
<li><b>Spazio nel bagagliaio per la farina: </b>va conservata al fresco e consumata entro pochi mesi, perché è più delicata di quella di grano.</li>
</ul>
<p>E se torni con il sacchetto pieno, ecco <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come conservare le castagne</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Altro che Arizona: questo è il Grand Canyon delle Marche</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/lame-rosse-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 17:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[canyon]]></category>
		<category><![CDATA[gole]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[A prima vista sembra di essere nel selvaggio West americano, tra i grandi canyon dell&#8217;Arizona,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lame rosse" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-1.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>A prima vista sembra di essere <strong>nel selvaggio West americano</strong>, tra i grandi canyon dell&#8217;Arizona, oppure in <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/come-fare-foto-dal-cielo-turchia-reportage/" data-wpel-link="internal">Cappadocia</a>, davanti alle sue assurde e surreali formazioni rocciose. In alcuni punti, qualcuno potrebbe addirittura pensare di essere finito<strong> su Marte</strong>. E in effetti questo luogo ha qualcosa che ricorda in parte tutti questi ambienti, con una differenza: non si trova dall&#8217;altra parte del mondo né su un altro pianeta, ma in Italia, <strong>nel cuore delle Marche</strong>.<br />
Stiamo camminando tra le <strong>Lame Rosse di Fiastra</strong>, uno degli angoli più particolari del <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/grande-anello-dei-sibillini-mountain-bike-tappe-percorso/" data-wpel-link="internal">Parco Nazionale dei Monti Sibillini</a>, in provincia di <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/nuovi-itinerari-cicloturistici-la-strada-del-miele-di-macerata/" data-wpel-link="internal">Macerata</a>. Qui, nel corso del tempo, l&#8217;erosione ha dato forma a torri, guglie e pareti dalle caratteristiche <strong>sfumature rossastre</strong>.<br />
A rendere il luogo ancora più suggestivo è il paesaggio che lo circonda, fatto di <strong>verdi boschi, alte montagne montagne e le acque turchesi del vicino Lago di Fiastra</strong>. Proprio dalle sue rive parte un sentiero immerso nella natura, in direzione di questo luogo decisamente cinematografico.</p>
<h2>Lame Rosse, viaggio nel &#8220;Grand Canyon delle Marche&#8221;</h2>
<p>Le Lame Rosse si trovano nel territorio comunale di Fiastra, nei pressi della frazione di San Lorenzo al Lago, tra il Monte Fiegni e il Monte Petrella, immersi nei panorami del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nonostante il soprannome di &#8220;<em>Grand Canyon delle Marche</em>&#8220;, non si tratta di un vero e proprio canyon come quelli americani, ma di <strong>un insieme di formazioni geologiche dalle forme particolar</strong>i, con torri, pinnacoli e pareti segnate da profonde incisioni.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-676068 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-4.jpg" alt="lame rosse" width="1200" height="904" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-4.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-4-300x226.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-4-1024x771.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-4-768x579.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La loro origine è legata all&#8217;<strong>azione degli agenti atmosferici</strong>, che nel corso del tempo hanno progressivamente consumato e modellato i materiali presenti nella zona. Le Lame Rosse sono infatti costituite da depositi di ghiaia, argilla e limo, sui quali l&#8217;erosione ha agito in maniera diversa, dando vita alle forme che possiamo osservare oggi. A colpire sono soprattutto i colori: qui <strong>le sfumature vanno dal rosso all&#8217;arancione</strong> e cambiano intensità a seconda della luce.<br />
Il panorama è reso ancora più affascinante dal contrasto con la vegetazione circostante. Rispetto a Cappadocia o Arizona qui non siamo in territori desertici e isolati; ci troviamo invece in un ambiente montano ricco di verde e di vita, dove le rocce rossastre emergono tra i boschi creando un colpo d&#8217;occhio ancora più insolito.</p>
<h2>Un&#8217;escursione unica, non sembra di essere in Italia</h2>
<p>Oltre al luogo in sé, un altro aspetto che invita a esplorare la zona sono i suoi <strong>sentieri</strong>. L&#8217;escursione verso le Lame Rosse permette infatti di apprezzare a 360° <strong>la bellezza dei Monti Sibillini</strong>, alternando tratti nel bosco, scorci sul Lago di Fiastra e zone più aperte, dove il paesaggio cambia progressivamente aspetto.<br />
Una buona parte dell&#8217;itinerario si sviluppa all&#8217;interno di una lecceta, particolarmente piacevole nelle giornate più calde grazie all&#8217;ombra degli alberi. Nei dintorni crescono anche roveri, carpini e altre specie tipiche dell&#8217;Appennino, mentre la presenza di fiori e funghi varia con il susseguirsi delle stagioni.<br />
Il territorio ospita inoltre numerose specie animali. Nei boschi vivono <strong>scoiattoli, ricci, istrici e cinghiali</strong>, ma anche il <strong>lupo appenninico</strong> e il gatto selvatico, più difficili però da osservare. Alzando gli occhi al cielo si può ammirare il volo di diversi rapaci, tra cui il <strong>falco pellegrino</strong> e il biancone.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-676069 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-2.jpg" alt="lame rosse" width="1000" height="1325" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-2.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-2-226x300.jpg 226w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-2-773x1024.jpg 773w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-2-768x1018.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Il tratto più suggestivo dell&#8217;escursione arriva quando il bosco comincia a diradarsi e il terreno diventa progressivamente più ghiaioso. È qui che compaiono le Lame Rosse, con i loro pinnacoli che si innalzano ai piedi della montagna. Vale la pena fermarsi ad ammirare il panorama e <strong>osservare le forme delle rocce</strong>, ma sempre con la dovuta prudenza: le formazioni sono particolarmente fragili e soggette all&#8217;erosione.<br />
I dintorni non sono meno incredibili, a cominciare dal <strong>Lago di Fiastra</strong>, uno dei luoghi più conosciuti dei Monti Sibillini. Si tratta di un bacino artificiale incastonato tra le montagne, famoso per le sue acque dalle<strong> sfumature turchesi e verde smeraldo</strong>. Non lontano si trova anche la<strong> Gola del Fiastrone</strong>, un ambiente più selvaggio, caratterizzato da pareti rocciose e passaggi naturali spettacolari. Tra i luoghi più interessanti della zona c&#8217;è la<strong> Grotta dei Frati</strong>, un antico eremo ricavato nella roccia, raggiungibile attraverso itinerari escursionistici più impegnativi. Sono tutte mete che permettono di conoscere un volto diverso delle Marche, lontano dalle spiagge dell&#8217;Adriatico.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-676070 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-3.jpg" alt="lame rosse" width="1200" height="902" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-3-300x226.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-3-1024x770.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lame-rosse-3-768x577.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Come arrivare alle Lame Rosse e altre info utili</h2>
<p>Il percorso più conosciuto per raggiungere le Lame Rosse <strong>parte dalla diga del Lago di Fiastra</strong>, dove è possibile lasciare l&#8217;auto nelle aree di parcheggio consentite e proseguire a piedi.<br />
L&#8217;itinerario classico è lungo <strong>circa 7 chilometri</strong> tra andata e ritorno. Per completarlo occorrono generalmente dalle 3 alle 4 ore, comprese le soste, anche se i tempi dipendono dal passo e dalle condizioni del sentiero. Dopo aver attraversato la diga, si prosegue lungo una strada sterrata e successivamente attraverso un bosco di lecci. Il percorso conduce verso il Fosso della Regina, dove il terreno diventa più ghiaioso e si affronta l&#8217;ultimo tratto in salita prima di raggiungere le formazioni rocciose. Pur non essendo particolarmente lungo, <strong>il sentiero richiede una certa abitudine a camminare su terreni sconnessi</strong>, soprattutto nell&#8217;ultimo tratto.<br />
Esistono anche itinerari alternativi, ad esempio quello che parte dalla zona del <strong>belvedere della Ruffella</strong>, passando per Fiegni. Chi ha maggiore esperienza può invece scegliere <strong>percorsi più impegnativi</strong> che includono ad esempio la Gola del Fiastrone e la Grotta dei Frati, dove sono presenti però tratti ripidi o esposti.<br />
Per l&#8217;escursione si consiglia di indossare <strong>scarpe da trekking con una buona aderenza</strong>, portare acqua a sufficienza e scegliere un abbigliamento adatto alla stagione. Nei weekend e durante la bella stagione <strong>meglio arrivare al mattino presto</strong>, anche per trovare più facilmente parcheggio. In caso di pioggia, il terreno ghiaioso può diventare scivoloso e rendere l&#8217;escursione più impegnativa.</p>
<p><strong>Foto</strong> <a href="https://letsmarche.it/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">LetsMarche.it</a></p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>
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		<title>Il borgo della Tuscia dominato da un castello medievale e circondato da boschi Patrimonio UNESCO</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/soriano-nel-cimino-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 10:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi del Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[È praticamente impossibile non riconoscere Soriano nel Cimino già da lontano: sopra a un fitto[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Soriano, Tuscia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>È praticamente impossibile non riconoscere <strong>Soriano nel Cimino</strong> già da lontano: sopra a un fitto intreccio di tetti in cotto, campanili e abitazioni addossate al pendio, svetta fiera un&#8217;enorme fortezza merlata, tanto imponente da sembrare quasi sproporzionata rispetto al paese stesso. È il <strong>Castello Orsini</strong>, simbolo di questo centro della Tuscia, adagiato a circa 500 metri di altitudine sul versante nord-orientale dei Monti Cimini.</p>
<p>Alle spalle dell&#8217;abitato si estendono castagneti e faggete che ricoprono rilievi di origine vulcanica, mentre il centro storico conserva tracce di epoche molto differenti. Il carattere del borgo, però, dipende strettamente dal suo rapporto con i <strong>boschi circostanti</strong>: la castagna è protagonista della gastronomia e delle celebrazioni popolari, mentre sulla cima del Monte Cimino sopravvive una faggeta vetusta riconosciuta dall&#8217;UNESCO, uno dei patrimoni naturalistici più importanti dell&#8217;Alto Lazio.</p>
<h2>Cosa vedere a Soriano nel Cimino, tra castelli, palazzi e chiese</h2>
<p>Senza dubbio, la prima meraviglia è quella struttura massiccia, severa e riconoscibile per le alte mura coronate da merli: il Castello Orsini. Domina l&#8217;intero abitato e comprende un grande corpo fortificato di forma quadrangolare, una torre più antica e possenti opere murarie, costruite per adattare l&#8217;edificio alla <strong>conformazione del colle</strong>.</p>
<p>Assolutamente degni di nota sono anche gli ambienti interni, con stanze di particolare interesse come l&#8217;ex <strong>cappella del carcere</strong>, che custodisce un altare in peperino proveniente dall&#8217;antica chiesa della Trinità del Cimino.</p>
<p>Dal carattere militare della rocca si passa all&#8217;eleganza delle residenze nobiliari con <strong>Palazzo Chigi-Albani</strong>, uno degli edifici più rappresentativi della Soriano rinascimentale. Qui, però la vera particolarità si trova accanto al palazzo ed è la<strong> Fontana Papacqua</strong>, conosciuta anche con il suggestivo appellativo di <em>Regina delle acque</em>. Satiri, figure bibliche, animali e mascheroni emergono dal peperino, la pietra vulcanica caratteristica della zona.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Nicola.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676052" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Nicola.jpg" alt="Chiesa di San Nicola a Soriano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Nicola.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Nicola-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Nicola-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Nicola-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Poi c&#8217;è <strong>Piazza Vittorio Emanuele</strong> II che introduce un altro volto del paese, dominato dalla facciata in laterizio della Collegiata di San Nicola di Bari. Presenta ben due campanili laterali e un&#8217;impostazione neoclassica. All&#8217;interno, caratterizzato da una pianta a croce greca, si conservano una statua marmorea tardogotica di Sant&#8217;Antonio da Pdova e un fonte battesimale rinascimentale.</p>
<p>Merita attenzione anche la <strong>Chiesa di Sant&#8217;Eutizio</strong>, precedente sede principale del culto cittadino, situata nel nucleo medievale, nei pressi della quattrocentesca Fontana di Dentro. Ancora più antiche sono le origini della<strong> Chiesa di San Giorgio</strong>, edificio romanico situato fuori dal centro abitato.</p>
<h2>La Faggeta del Monte Cimino, una foresta millenaria riconosciuta dall&#8217;UNESCO</h2>
<p>A pochi chilometri dal centro storico, il paesaggio fatto di boschi di castagno cede progressivamente il posto ai<strong> faggi del Monte Cimino</strong>, rilievo vulcanico che raggiunge circa 1.053 metri di altitudine. Sulla sua sommità cresce una <strong>faggeta vetusta</strong> inserita dal 2017 nel Patrimonio Mondiale UNESCO, all&#8217;interno del sito seriale transnazionale dedicato alle antiche faggete primordiali d&#8217;Europa.</p>
<p>Alcuni faggi raggiungono dimensioni eccezionali, con esemplari alti più di 50 metri. La conformazione vulcanica del terreno e le particolari condizioni ambientali hanno favorito lo sviluppo di questo patrimonio vegetale. Tra le curiosità naturali del Monte Cimino figura anche il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/sasso-menicante/" data-wpel-link="internal">Sasso Naticarello</a></strong>, un grande masso di origine vulcanica appoggiato su una base rocciosa, conosciuto per il suo particolare equilibrio. In autunno, la<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-faggeta-del-monte-cimino-tuscia/" data-wpel-link="internal"> faggeta assume tonalità gialle, ramate e arancioni,</a></strong> trasformandosi in una delle mete più interessanti della Tuscia per escursioni e fotografia naturalistica.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Cimino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676053" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Cimino.jpg" alt="Monte Cimino, la faggeta" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Cimino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Cimino-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Cimino-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Cimino-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>La Sagra delle Castagne e il legame con una battaglia del 1489</h2>
<p>Soriano nel Cimino possiede una tradizione che esprime tutta la vocazione agricola: la <strong>Sagra delle Castagne</strong>, celebrata in ottobre. Si tratta di una manifestazione storica che ricorda un episodio sanguinoso avvenuto nel 1489, quando il signore di Vignanello <strong>Pietro Paolo Nardini</strong> tentò di conquistare il castello.</p>
<p>La popolazione sorianese riuscì a respingere gli assalitori nella battaglia passata alla storia con il nome di<em><strong> Fosso del Buonincontro</strong></em>. In seguito, il Consiglio della Comunità istituì una celebrazione commemorativa che costituisce l&#8217;origine della festa attuale. Durante la manifestazione, le 4 contrade di Papacqua, Rocca, Trinità e San Giorgio partecipano a rievocazioni, cortei in costume e competizioni tradizionali. Particolarmente sentito è il<strong> Palio delle Contrade</strong>, caratterizzato da prove di abilità equestre e tiro con l&#8217;arco.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-nel-Cimino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-676054" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-nel-Cimino.jpg" alt="Soriano nel Cimino, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-nel-Cimino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-nel-Cimino-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-nel-Cimino-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Soriano-nel-Cimino-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le taverne dei rioni propongono inoltre <strong>specialità del territorio</strong>, tra cui minestra di ceci e castagne, gnocchi co&#8217; i ferro e dolci preparati con il frutto simbolo dei Monti Cimini. La 59ª edizione del 2026 si svolge dall<strong>&#8216;1 al 18 ottobre</strong>, con appuntamenti dedicati alla storia, all&#8217;artigianato e alla gastronomia locale.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/tuscania-tuscia-lazio/" data-wpel-link="internal">La Piccola Roma della Tuscia che custodisce il segreto degli Etruschi: benvenuti a Tuscania</a></strong></li>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Gli alberi monumentali più rari d’Italia in messo alla musica: autunno al Castello di Miradolo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-2026-castello-miradolo-eventi-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 06:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Castello di Miradolo è un’esperienza difficile da catalogare. Tra ottobre e novembre il parco[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="865" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paolo-Mantovan_0121_AUTUNNO_4-11-2021.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castello-miradolo-Paolo Mantovan_0121_AUTUNNO_4-11-2021" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paolo-Mantovan_0121_AUTUNNO_4-11-2021.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paolo-Mantovan_0121_AUTUNNO_4-11-2021-300x200.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paolo-Mantovan_0121_AUTUNNO_4-11-2021-1024x681.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paolo-Mantovan_0121_AUTUNNO_4-11-2021-768x511.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p dir="ltr">Il Castello di Miradolo è un’esperienza difficile da catalogare.<br />
Tra ottobre e novembre il parco storico progettato nel 1824 dal paesaggista prussiano <strong>Xavier Kurten</strong> si trasforma in una delle scene di foliage più spettacolari del Piemonte — non per marketing, ma per ragioni botaniche.<br />
I suoi alberi monumentali, alcuni tra i più rari d’Italia, virano in colori che non trovi nei boschi normali.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Viale-dei-tigli.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675891" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Viale-dei-tigli.jpeg" alt="Viale dei tigli-foliage" width="1300" height="1008" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Viale-dei-tigli.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Viale-dei-tigli-300x233.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Viale-dei-tigli-1024x794.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Viale-dei-tigli-768x595.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
E quest’anno, dal <strong>24 ottobre al 22 novembre 2026</strong>, ci sono eventi costruiti apposta attorno a questo spettacolo.<br />
Il castello si trova a <strong>San Secondo di Pinerolo</strong>, in provincia di Torino, via Cardonata 2. È gestito dalla <strong>Fondazione Cosso</strong>, che ogni autunno organizza un calendario specifico. Il 2026 non fa eccezione — anzi, porta qualcosa di nuovo.</p>
<h2 dir="ltr">Gli alberi che rendono Miradolo unico</h2>
<p dir="ltr">Prima di parlare del programma, vale la pena capire perché questo parco merita un viaggio a sé. Kurten lo progettò come un giardino all’inglese, scegliendo specie che in Italia erano rarità. Il risultato, duecento anni dopo, è una collezione di <strong>alberi monumentali</strong> che in autunno cambiano aspetto in modo radicale.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chiome-nella-radura-dei-tassodi.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675890" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chiome-nella-radura-dei-tassodi.jpeg" alt="miradolo-nella radura dei tassodi" width="1300" height="975" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chiome-nella-radura-dei-tassodi.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chiome-nella-radura-dei-tassodi-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chiome-nella-radura-dei-tassodi-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/chiome-nella-radura-dei-tassodi-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il <strong>Ginkgo biloba</strong> è probabilmente il più fotografato: le sue foglie a ventaglio diventano giallo oro intenso, quasi metallico. Il <strong>Liriodendron tulipifera</strong> — il tulipifero — è più raro ancora, con foglie a forma di mandolino che passano dal verde al giallo brillante. Poi c’è il <strong>cipresso calvo</strong> (<em>Taxodium distichum</em>), specie che solitamente cresce nelle paludi del Sud degli Stati Uniti e che qui, accanto agli stagni del parco, produce un rosso mattone sorprendente. Il <strong>Taxus baccata</strong> e il <strong>Carpinus betulus</strong> completano una collezione che i botanici vengono a studiare anche fuori stagione.<br />
In totale il parco occupa più di <strong>sei ettari</strong>. Abbastanza da perdersi, abbastanza da trovare angoli con zero altri visitatori anche nei weekend di ottobre.</p>
<h2 dir="ltr">La Cadenza: il progetto sonoro</h2>
<p dir="ltr">L’evento più insolito del programma 2026 si chiama <strong>La Cadenza</strong> ed è programmato per <strong>sabato 15 novembre alle 15</strong>. È un’iniziativa di <strong>Avant-dernière pensée</strong>, progetto musicale della Fondazione Cosso, e funziona così: i visitatori camminano nel <strong>viale dei tigli</strong> indossando delle cuffie, mentre un <strong>quartetto d’archi</strong> suona in mezzo alle foglie.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675892" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1.jpeg" alt="miradolo-piemonte" width="1300" height="865" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-300x200.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-1024x681.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-768x511.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a></p>
<p dir="ltr">Non è un concerto nel senso classico del termine. È un <strong>percorso sonoro in movimento,</strong> dove la musica accompagna la passeggiata anziché fermarla. L’effetto — stando a chi ha partecipato alle edizioni precedenti — è di una sincronia strana tra ciò che si sente nelle cuffie e ciò che si vede intorno: i colori del foliage, la luce di novembre, il rumore attutito delle foglie sotto i piedi. È uno di quegli eventi che suona bizzarro spiegato e ha senso solo vivendolo.</p>
<p>Per chi vuole capire quello che vede — non solo ammirarlo — ci sono tre appuntamenti con <strong>Emanuela Durand</strong>, naturalista che guida le <strong>Palette d’autunno</strong>, passeggiate nel parco con focus sulle trasformazioni stagionali. Le date sono <strong>24 ottobre</strong>, <strong>8 novembre</strong> e <strong>21 novembre</strong>, tutte alle ore 15. Il costo è <strong>4 euro</strong> in aggiunta al biglietto d’ingresso. Non c’è una guida con microfono che elenca nomi latini: il formato è quello della passeggiata ragionata, dove le domande sono benvenute.</p>
<h2 dir="ltr">Il programma per i bambini</h2>
<p dir="ltr">Il calendario include anche due mattinate pensate per le famiglie. Il <strong>25 ottobre alle 10.30</strong> si tiene <strong>La tavolozza del Parco</strong>, laboratorio per bambini tra i 2 e i 5 anni, costruito attorno ai colori del foliage.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/PM_0070_CASTELLO-DI-MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675888" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/PM_0070_CASTELLO-DI-MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022.jpeg" alt="CASTELLO DI MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022" width="1300" height="865" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/PM_0070_CASTELLO-DI-MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022.jpeg 1300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/PM_0070_CASTELLO-DI-MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022-300x200.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/PM_0070_CASTELLO-DI-MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022-1024x681.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/PM_0070_CASTELLO-DI-MIRADOLO_SHOOTING_5-6-2022-768x511.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><br />
Il <strong>22 novembre alle 10.30</strong> è il turno di <strong>Tutti pronti per l’inverno</strong>, per bambini dai 6 ai 10 anni, dedicato ai preparativi degli animali del parco prima del freddo.<br />
Entrambe le attività richiedono prenotazione e sono incluse nelle modalità d’ingresso standard.</p>
<h2 dir="ltr">Orari, biglietti e come arrivare</h2>
<p dir="ltr">Il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/i-luoghi-del-foliage-il-castello-di-miradolo/" data-wpel-link="internal">parco</a></strong> è aperto <strong>sabato, domenica e lunedì</strong>, dalle <strong>10 alle 18.30</strong>. I biglietti: <strong>15 euro</strong> intero, <strong>12 euro</strong> ridotto, <strong>10 euro</strong> per i 12-26 anni. Gratuito per i bambini fino agli 11 anni e per gli <strong>Abbonati Musei Piemonte</strong>.<br />
<strong>Castello di Miradolo</strong> — Via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)<br />
Prenotazioni: <strong>0121 502761</strong> — <strong><a href="mailto:prenotazioni@fondazionecosso.it">prenotazioni@fondazionecosso.it</a></strong></p>
<p dir="ltr">In auto da Torino: autostrada A55 in direzione Pinerolo, uscita Pinerolo, poi seguire le indicazioni per San Secondo. Circa 45 minuti dal centro città. Parcheggio disponibile nelle vicinanze del castello.</p>
<p dir="ltr">Foto Castello di Miradolo</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>La gola verde nel cuore di Sorrento, dove un tempo girava la ruota: il Vallone dei Mulini è irreale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/vallone-dei-mulini-sorrento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 05:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[canyon e gole]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>A pochi passi dalla folla di Piazza Tasso si apre una voragine di tufo invasa dal verde, con un mulino di pietra lasciato alla natura. Un microclima umidissimo lo ha trasformato in un piccolo mondo perduto.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Valle_dei_Mulini_Sorrento_1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Valle_dei_Mulini" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Valle_dei_Mulini_Sorrento_1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Valle_dei_Mulini_Sorrento_1-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Valle_dei_Mulini_Sorrento_1-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Valle_dei_Mulini_Sorrento_1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Sorrento</strong> la immaginiamo così: limoni, terrazze sul mare, il brusio dei tavolini di Piazza Tasso.<br />Eppure basta affacciarsi da una balaustra, a due passi dal passeggio del centro, per trovarsi sopra una <strong>fenditura profonda,</strong> verde, silenziosa, dove un mulino di pietra se ne sta in rovina e le felci si arrampicano sui muri. Si chiama <strong>Vallone dei Mulini</strong>, e sembra appartenere a un&#8217;altra città.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/SorrentTalDerMühlenValleDeiMulini2021-07-10-10-39-59.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675771" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/SorrentTalDerMühlenValleDeiMulini2021-07-10-10-39-59.jpg" alt="vallone-dei-mulini-campania-sorrento" width="1200" height="1600" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/SorrentTalDerMühlenValleDeiMulini2021-07-10-10-39-59.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/SorrentTalDerMühlenValleDeiMulini2021-07-10-10-39-59-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/SorrentTalDerMühlenValleDeiMulini2021-07-10-10-39-59-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/SorrentTalDerMühlenValleDeiMulini2021-07-10-10-39-59-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Il contrasto è quasi <strong>irreale</strong>. Sopra, i gelati e le vetrine; sotto, una gola stretta dove l&#8217;aria si fa umida e il rumore del traffico si spegne.<br />È uno di quei posti che i sorrentini conoscono da sempre e che molti visitatori oltrepassano senza accorgersene, convinti che dietro la ringhiera ci sia solo un dirupo.</p>
<h2>Una ferita nella roccia</h2>
<p>Il vallone non è opera dell&#8217;uomo, ma di un&#8217;eruzione. La penisola sorrentina è incisa da una serie di gole di tufo nate circa trentacinquemila anni fa, quando le colate vulcaniche dei Campi Flegrei modellarono il banco di roccia poi scavato dall&#8217;acqua e dai torrenti.<br />Quella che taglia il centro di Sorrento è la più scenografica, e <strong>prende il nome dal mulino che vi lavorava.</strong><br />A spiegarne bene l&#8217;origine geologica è la scheda del FAI – Fondo Ambiente Italiano, che da anni racconta questo angolo come uno dei luoghi del cuore segnalati dagli italiani. Il nome al plurale, &#8220;dei Mulini&#8221;, ricorda che le strutture produttive qui erano più di una.<img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-675763" title="Veduta dall'alto del Vallone dei Mulini di Sorrento, i ruderi del mulino invasi dal verde" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-5027849.jpg" alt="Veduta dall'alto del Vallone dei Mulini di Sorrento, i ruderi del mulino invasi dal verde" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-5027849.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-5027849-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-5027849-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-5027849-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-5027849-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il protagonista era un <strong>mulino per la macinatura del grano</strong>, alimentato dalle acque che scendevano lungo la gola.<br />Accanto lavorava una <strong>segheria</strong>, che sfruttava la stessa corrente per tagliare il legname destinato alle botteghe della città, quelle dell&#8217;intarsio e della tarsia lignea per cui Sorrento è conosciuta.</p>

<p>Più in basso c&#8217;era anche un <strong>lavatoio pubblico</strong>, dove le donne del quartiere scendevano a fare il bucato.<br />Per secoli, insomma, questa fenditura buia è stata un piccolo distretto artigianale a cielo aperto, con l&#8217;acqua come unico motore e il grano, il legno e i panni stesi come economia quotidiana.</p>
<h2>Il regno dell&#8217;umidità e della felce</h2>
<p>La fine arrivò quasi per distrazione urbanistica. Nel 1866 venne realizzata <strong>Piazza Tasso</strong>, il salotto di Sorrento, e il riempimento necessario a crearla isolò il vallone dal mare che lo ventilava.<br />Separata dall&#8217;affaccio sulla costa, <strong>la gola perse il suo ricambio d&#8217;aria</strong> e vide schizzare l&#8217;umidità verso valori altissimi, prossimi all&#8217;ottanta per cento.<br />Lavorare in quelle condizioni <strong>divenne</strong> <strong>insostenibile.</strong> Il mulino resistette ancora qualche decennio, poi venne abbandonato intorno agli anni Quaranta del Novecento, lasciato a sé stesso insieme alla segheria e al lavatoio. Da allora nessuno è più intervenuto, e la natura ha avuto mano libera.<br /><img loading="lazy" width="1600" height="1068" class="wp-image-675765" title="Le felci lingua cervina che prosperano sulle pareti umide di tufo della gola" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-11088399.jpg" alt="Le felci lingua cervina che prosperano sulle pareti umide di tufo della gola" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-11088399.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-11088399-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-11088399-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-11088399-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-11088399-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Proprio l&#8217;umidità che ha condannato il mulino ha creato qualcosa di raro. Nel microclima costantemente bagnato della gola ha trovato casa la <strong>Phyllitis vulgaris</strong>, la felce detta &#8220;lingua cervina&#8221;, che tappezza di verde brillante i muri di tufo e i resti delle murature. È una pianta che ama l&#8217;ombra e l&#8217;acqua, e qui prospera come in pochi altri luoghi urbani.<br />Il risultato è un paesaggio che spiazza: <strong>pietre sgretolate, archi anneriti, finestre vuote, e sopra ogni cosa una coltre vegetale fitta</strong> che ammorbidisce i contorni. Molti lo descrivono come un &#8220;mondo perduto&#8221;, un frammento di foresta pluviale incastrato sotto il livello della città.</p>

<h2>Si guarda dall&#8217;alto, non si scende</h2>
<p>Qui arriva la parte che delude chi arriva pensando a una passeggiata tra i ruderi: il vallone <strong>non è visitabile al suo interno</strong>.<br />L&#8217;accesso è interdetto per ragioni di sicurezza, vista l&#8217;instabilità delle strutture e la natura della gola. Lo si ammira dall&#8217;alto, affacciandosi dai parapetti del centro.<br />Il punto panoramico più comodo si trova lungo <strong>Via Fuorimura</strong>, nei pressi di Piazza Tasso, dove una ringhiera permette di guardare dritto nel cuore della fenditura.<img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-675766" title="La balaustra panoramica di Sorrento affacciata sulla gola verde sottostante" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-14025638.jpg" alt="La balaustra panoramica di Sorrento affacciata sulla gola verde sottostante" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-14025638.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-14025638-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-14025638-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-14025638-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-14025638-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br />Un secondo scorcio si apre da <strong>Via Fuoro</strong>. Non serve biglietto, non servono prenotazioni: basta sapere dove fermarsi, perché senza indicazione il colpo d&#8217;occhio sfugge.<br />È una visita breve, di pochi minuti, ma di quelle che restano impresse. La distanza tra la vita rumorosa della piazza e quel pozzo di verde immobile racconta Sorrento meglio di molte cartoline.</p>

<h2>Un futuro ancora da scrivere</h2>
<p>Da tempo si discute di come recuperare il sito, metterlo in sicurezza e renderlo almeno in parte accessibile, valorizzandone il valore storico e botanico.<br />Progetti e proposte si sono avvicendati, ma la gola resta per ora com&#8217;è: un rudere vivo, bellissimo nel suo disordine, che continua a crescere di felci anno dopo anno.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-675767" title="Uno scorcio del centro storico di Sorrento verso Piazza Tasso, sopra il vallone" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-33313995.jpg" alt="Uno scorcio del centro storico di Sorrento verso Piazza Tasso, sopra il vallone" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-33313995.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-33313995-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-33313995-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-33313995-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-33313995-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>Forse è anche questo il suo fascino. In una città che ha fatto del turismo una macchina perfetta, il Vallone dei Mulini rimane un angolo che non si lascia addomesticare, e che chiede solo di essere guardato dall&#8217;alto, in silenzio.</p>
<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> nel centro storico di Sorrento, in provincia di Napoli, a ridosso di Piazza Tasso.<br /><strong>Come arrivare:</strong> a piedi dal centro; punto panoramico lungo Via Fuorimura, affaccio secondario da Via Fuoro. In treno con la Circumvesuviana Napoli–Sorrento, poi pochi minuti a piedi.<br /><strong>Quando:</strong> tutto l&#8217;anno; la vegetazione è più rigogliosa in primavera e in estate, quando il verde riempie la gola.<br /><strong>Biglietto:</strong> nessuno, l&#8217;affaccio panoramico è libero e gratuito.<img loading="lazy" width="1600" height="1064" class="wp-image-675764" title="L'antico mulino in pietra lasciato alla natura, con muri coperti di muschio e felci" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-30386705.jpg" alt="L'antico mulino in pietra lasciato alla natura, con muri coperti di muschio e felci" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-30386705.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-30386705-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-30386705-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-30386705-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pexels-photo-30386705-1536x1021.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br /><strong>Accesso interno:</strong> non consentito per motivi di sicurezza; il vallone si osserva solo dall&#8217;alto.<br /><strong>Da abbinare:</strong> una passeggiata fino al Chiostro di San Francesco e alla Villa Comunale con terrazza sul golfo, entrambi a pochi passi.<br /><strong>Consiglio:</strong> affacciati nel tardo pomeriggio, quando la luce bassa accende il verde delle felci e la gola resta in ombra fresca sotto il viavai della piazza.</p>
<p>Foto Canva, https://aboutsorrento.com/, Mentnafunangann, CC BY-SA 3.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0&gt;, via Wikimedia Commons, Rolf Kickuth, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le castagne più buone in Lombardia: le gite nei boschi dove raccoglierle da fare questo autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/le-castagne-piu-buone-in-lombardia-le-gite-nei-boschi-dove-raccoglierle-da-fare-questo-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 15:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=676056</guid>

					<description><![CDATA[Ogni anno la stessa storia: torni dal bosco con il sacchetto pieno di castagne enormi,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1079" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-patti-GUZHqrk_TdU-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Le castagne più buone in Lombardia: le gite nei boschi dove raccoglierle da fare questo autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-patti-GUZHqrk_TdU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-patti-GUZHqrk_TdU-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-patti-GUZHqrk_TdU-unsplash-1024x575.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-patti-GUZHqrk_TdU-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-patti-GUZHqrk_TdU-unsplash-1536x863.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Ogni anno la stessa storia: torni dal bosco con il sacchetto pieno di castagne enormi, lucide, bellissime, e a tavola scopri che sanno di poco. Il motivo è semplice: la dimensione non dice niente sul gusto. Molte delle castagne più grandi che si trovano vicino alle città vengono da piante ibride, selezionate per produrre tanto. Quelle davvero buone sono spesso più piccole, più irregolari, a volte perfino brutte.</p>
<h2>Le castagne più buone in Lombardia: le gite nei boschi dove raccoglierle da fare questo autunno</h2>
<p>La Lombardia di solito non compare nelle classifiche accanto a Cuneo, al Mugello o all&#8217;Irpinia. Eppure ha varietà locali con nomi che sembrano soprannomi di paese, come Agostana, Longona, Rossera e Verdone, e tradizioni di lavorazione che altrove si sono perse. Per trovarle bisogna uscire dai soliti percorsi. Ecco dove.</p>
<h2 class="western">Come riconoscere una castagna buona (prima di riempire il sacchetto)</h2>
<ul>
<li value="1"><b>Castagna o marrone? </b>Il marrone viene da piante coltivate e selezionate: frutto più grande, a forma di cuore, buccia sottile, sapore più dolce. La castagna è il frutto del bosco: più piccola, più schiacciata, con la pellicina che entra nella polpa. Nei boschi lombardi troverai quasi sempre castagne, ed è giusto così: sono quelle perfette per caldarroste, bollite e farina.</li>
<li><b>Pesa, non guardare. </b>Una castagna buona è soda e pesante in mano. Se è leggera, lasciala: è secca o bacata.</li>
<li><b>Il forellino è una spia. </b>Un buco minuscolo sulla buccia vuol dire che dentro c&#8217;è stato un ospite. Scartala subito, prima che a casa rovini le altre.</li>
<li><b>Lucida è meglio. </b>Le migliori sono appena uscite dal riccio, con la buccia brillante. Quelle opache sono a terra da giorni.</li>
<li><b>Diffida delle giganti fuori posto. </b>Se in un bosco selvatico trovi un albero con frutti enormi e tutti uguali, probabilmente è un ibrido o una pianta innestata da qualcuno. E quel qualcuno, con ogni probabilità, le rivuole.</li>
</ul>
<h2 class="western">1. Valle del Lujo: le castagne affumicate per quaranta giorni</h2>
<p>A Casale, frazione di Albino sopra la Val Seriana, la castagna non è un frutto: è un&#8217;identità. Qui nascono i biligòcc: si scelgono le castagne migliori delle varietà locali, si affumicano per circa quaranta giorni su graticci di legno, poi si bollono e si &#8220;sorprendono&#8221; con acqua fredda, che dà loro la tipica pelle grinzosa. Oggi sono un prodotto De.C.O. del Comune di Albino.</p>
<p>La gita parte dal Parco del Castagno di Casale, un castagneto recuperato dai volontari della valle. In autunno diventa il punto di ritrovo delle famiglie che vengono a raccogliere, spesso accompagnate dai soci dell&#8217;associazione locale. Da non perdere il Museo Etnografico della Valle del Lujo, con gli attrezzi contadini per raccogliere e selezionare le castagne. E se senti parlare di &#8220;boröle&#8221;, nessun errore: è il nome bergamasco delle caldarroste.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 10</p>
<p><b>Per chi: </b>famiglie e curiosi di tradizioni</p>
<p><b>Il consiglio: </b>i biligòcc sono un piatto d&#8217;inverno: la sagra dedicata si tiene di solito a inizio febbraio. Segna la data e torna</p>
<p><b>Info: </b>valledellujo.it</p>
<h2 class="western">2. Val Brembana: Castegnone, il borgo con la castagna nel nome</h2>
<p>L&#8217;altra patria del biligòcc è dall&#8217;altra parte del crinale, in Val Brembana: il borgo di Castegnone, sopra Poscante di Zogno. Il nome dice già tutto. È una zona di sentieri tranquilli tra castagneti e prati, dove la castagna affumicata ha la sua festa e dove in autunno capita di trovare visite guidate nelle selve con caldarroste.</p>
<p>Il bello di questa gita è la sua normalità: nessun grande evento, nessuna folla, solo boschi esposti al sole, cascine e la sensazione di stare in un angolo di Lombardia che non ha bisogno di pubblicità.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 15</p>
<p><b>Per chi: </b>camminatori senza fretta</p>
<p><b>Il consiglio: </b>chiudi con un pranzo in agriturismo: in autunno molti in zona propongono menu a base di castagne</p>
<h2 class="western">3. Oltrepò Pavese: i castagneti dove ti portano in navetta</h2>
<p>L&#8217;Oltrepò si conosce per il vino e per i salumi, molto meno per le castagne. Errore. In alta Valle Staffora, intorno a Varzi, i boschi di castagni sono perfetti per unire la raccolta a una giornata tra borghi medievali e tavole serie.</p>
<p>Il caso più curioso è quello di Pietragravina, frazione di Varzi, dove la Sagra della Castagna ha superato le sessanta edizioni. Nel 2025 c&#8217;era perfino una navetta che per tutta la giornata portava i visitatori nei castagneti dove la raccolta era gratuita: la formula ideale per chi non vuole il dubbio &#8220;posso o non posso?&#8221;. La sagra si tiene a metà ottobre; se quest&#8217;anno l&#8217;hai persa, i boschi della valle restano lì fino a fine stagione.</p>
<p>Più in basso, sulle prime colline, c&#8217;è Chiusani di Rocca Susella, piccolo centro con la sua sagra d&#8217;inizio ottobre e boschi dove passeggiare a caccia di ricci.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 15 per Varzi</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole castagne e buona tavola: salame di Varzi e vini dell&#8217;Oltrepò</p>
<p><b>Perché è poco affollato: </b>in autunno i milanesi vanno a nord. Il sud della Lombardia resta per pochi</p>
<h2 class="western">4. Valchiavenna: castagni secolari e crotti</h2>
<p>Se esiste un posto in Lombardia dove le castagne si mangiano nel posto giusto, è la Valchiavenna. Qui i castagneti sono antichi e curati, e la valle ha qualcosa che nessun&#8217;altra ha: i crotti, grotte naturali nate da antiche frane, da cui esce un soffio d&#8217;aria fresca costante. Un tempo erano le cantine della valle, oggi molti sono ristoranti dove mangiare bresaola, pizzoccheri chiavennaschi, polenta e castagne.</p>
<p>Per camminare tra i castagni ci sono tre opzioni. Il sentiero del castagneto di Prata Camportaccio, a due passi da Chiavenna, è il più semplice. I vecchi castagneti di Bregalone e quelli di Aurogo, verso Piuro, sono i più suggestivi. Si chiude a Prosto, il borgo nato dopo la frana che nel Seicento seppellì Piuro, con i suoi crotti e i biscottini che portano il suo nome. Ottobre è il mese giusto: le chiome diventano color rame e i ricci si aprono a terra.</p>
<p>Per i più ambiziosi: dieci minuti d&#8217;auto e sei a Castasegna, oltre confine, nelle selve della Val Bregaglia. <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/a-castagne-in-val-bregaglia-nel-ticino-svizzero/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Ne abbiamo parlato qui</a>.</p>
<p><b>Da Milano: </b>circa 1 ora e 45</p>
<p><b>Per chi: </b>chi vuole la gita completa: bosco, borgo, tavola</p>
<p><b>Da sapere: </b>i crotti più noti si riempiono nei weekend di ottobre: prenota</p>
<h2 class="western">Poco tempo? I boschi a meno di un&#8217;ora</h2>
<p>Se non hai una giornata intera, il Campo dei Fiori, la Valle Intelvi, il Triangolo Lariano e la Brianza lecchese restano ottime mete. Le trovi tutte, provincia per provincia, nella nostra guida ai boschi della Lombardia dove trovare le castagne [LINK]. E per chi non vuole proprio uscire dalla città, ecco <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/castagne-a-milano/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">dove raccogliere castagne vicino a Milano</a>.</p>
<h2 class="western">Si possono raccogliere le castagne liberamente?</h2>
<p>Dipende da dove sei. In generale, nei castagneti privati i frutti appartengono al proprietario e raccoglierli senza autorizzazione non è consentito. Anche nei boschi pubblici possono esserci limiti o divieti, soprattutto nei parchi, che hanno regolamenti propri.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-676058" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/parej-richard-PKWOsxKyKok-unsplash.jpg" alt="Le castagne più buone in Lombardia: le gite nei boschi dove raccoglierle da fare questo autunno" width="1920" height="1408" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/parej-richard-PKWOsxKyKok-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/parej-richard-PKWOsxKyKok-unsplash-300x220.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/parej-richard-PKWOsxKyKok-unsplash-1024x751.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/parej-richard-PKWOsxKyKok-unsplash-768x563.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/parej-richard-PKWOsxKyKok-unsplash-1536x1126.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La regola pratica: un castagneto con il prato falciato, pulito e senza rovi è quasi sempre curato da qualcuno, anche se non c&#8217;è una recinzione. Un bosco selvatico, con sottobosco e foglie accumulate, di solito no. Nel dubbio chiedi in paese o all&#8217;ente parco: è anche il modo migliore per farti indicare il bosco giusto.</p>
<h2 class="western">Cosa portare</h2>
<ul>
<li><b>Guanti da lavoro spessi: </b>i ricci bucano anche quelli da giardino.</li>
<li><b>Sacchetto di tela o cesto: </b>nella plastica le castagne sudano e ammuffiscono.</li>
<li><b>Scarpe con suola scolpita: </b>le foglie bagnate di castagno scivolano come il sapone.</li>
<li><b>Niente bastonate agli alberi: </b>si raccoglie solo da terra. Scuotere i rami fa cadere castagne acerbe e danneggia la pianta.</li>
</ul>
<p>Una volta a casa, scarta quelle bucate e mettile in ammollo: quelle che galleggiano vanno buttate. Per tutto il resto, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ecco come conservarle</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ottobre in Italia: 7 città da vedere adesso, tra eventi, foliage e folla dimezzata</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/citta-italiane-ottobre-2026-eventi-foliage/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=676019</guid>

					<description><![CDATA[Settembre porta ancora caldo e prezzi estivi. Novembre porta il freddo vero e le giornate[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/2-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Santa-Maria-de-Idris-matera-basilicata" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/2-1.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/2-1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/07/2-1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p dir="ltr">Settembre porta ancora caldo e prezzi estivi. Novembre porta il freddo vero e le giornate corte.<br />
<strong>Ottobre</strong> è la finestra giusta: clima mite, luce bassa e dorata, folla ridotta rispetto ai mesi precedenti, e un calendario di eventi che in molte città italiane è tra i più ricchi dell’anno.<br />
Questi sette posti non sono scelti per il folklore da cartolina, ma perché <strong>ognuno ha qualcosa di bello da offrire in questo mese specifico.</strong></p>
<h2 dir="ltr">Trieste e il vento del Carso</h2>
<p dir="ltr">Al di fuori della regata Barcolana, Trieste in autunno è una delle città più sottovalutate d’Italia. L’architettura asburgica, il Canale Grande, il <strong>Castello di Miramare</strong> affacciato sul mare con i suoi parchi che virano nel foliage, i caffè storici dove si ordina ancora il “nero” invece dell’espresso.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/4-7.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663633" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/4-7.png" alt="trieste" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/4-7.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/4-7-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/4-7-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
La <strong>Bora</strong>, il vento carsico che d’ottobre comincia a farsi sentire, aggiunge una componente sensoriale difficile da trovare altrove.</p>
<h2 dir="ltr">Torino: portici, parchi e la luce di ottobre</h2>
<p dir="ltr"><strong>Torino</strong> in autunno è una delle scene visive più riuscite d’Italia. I <strong>viali alberati</strong> dei parchi storici — il <strong>Parco del Valentino</strong>, i <strong>Giardini Reali</strong> — si tingono di rosso e oro, e la luce del pomeriggio sui portici del centro crea un’atmosfera che i torinesi tendono a dare per scontata e i visitatori non dimenticano. La città è molto meno affollata che in primavera e molto più a misura d’uomo rispetto a Roma o Firenze.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/14.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663623" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/14.png" alt="torino" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/14.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/14-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/03/14-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">In ottobre i <strong>Musei Reali</strong> e la <strong>Galleria Sabauda</strong> sono visitabili senza prenotazione last-minute, e le code alla <strong>Mole Antonelliana</strong> si riducono notevolmente. Il mercato di <strong>Porta Palazzo</strong> — il più grande all’aperto d’Europa — in autunno diventa ancora più denso di prodotti stagionali: funghi, nocciole delle Langhe, zucche, tartufo bianco dall’Alba vicinissima. A proposito: la <strong>Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba</strong> si svolge ogni weekend di ottobre e novembre, raggiungibile da Torino in meno di un’ora.</p>
<h2 dir="ltr">Venezia: la Biennale Musica e la fine della stagione turistica</h2>
<p dir="ltr"><strong>Venezia</strong> in ottobre è oggettivamente diversa da Venezia in agosto. I <strong>vaporetti</strong> si muovono senza assalti, i <strong>campielli</strong> del sestiere di <strong>Cannaregio</strong> o <strong>Castello</strong> tornano a essere quartieri reali e non scenografie. I prezzi degli hotel calano in modo significativo rispetto all’estate. Per non parlare delle <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/isole-venezia-guida-meno-conosciute/" data-wpel-link="internal"><strong>isole</strong></a>, come il Lazzaretto, Poveglia e <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/italia-san-lazzaro-armeni-venezia-monastero-visita/" data-wpel-link="internal">San Lazzaro degli Armeni.</a></strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667455" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg" alt="azzaretto_Vecchio-venezia" width="1200" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-768x480.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L’evento di punta è la <strong>Biennale Musica</strong> (dal <strong>10 al 24 ottobre</strong>), giunta alla sua <strong>70ª edizione</strong> e diretta da <strong>Caterina Barbieri</strong>: un festival di musica contemporanea distribuito tra i teatri storici della città, con programma che mescola prime mondiali, installazioni sonore e concerti. Al <strong>Palazzo Bembo</strong> apre una retrospettiva di <strong>Heinz Mack</strong> (dal 18 ottobre), a ingresso libero. Al <strong>Teatro La Fenice</strong> si alternano produzioni d’opera. Per chi vuole la Venezia più lenta, ottobre è anche il mese in cui i canali minori sono percorribili in gondola o in kayak senza il traffico estivo.</p>
<h2 dir="ltr">Perugia: Eurochocolate e la città medievale</h2>
<p dir="ltr"><strong>Perugia</strong> ha un evento di ottobre che attira centinaia di migliaia di persone ogni anno e che, nonostante le dimensioni, mantiene una dimensione praticabile: <strong>Eurochocolate</strong> (dal <strong>13 al 22 novembre</strong> 2026 — date che quest’anno slittano di qualche settimana rispetto al solito, ma che rendono il centro storico trasformato già dall’inizio del mese nei preparativi). Per ottobre puro, la città è ancora più vivibile: <strong>Corso Vannucci</strong>, il salotto all’aperto della città, è percorribile senza code, la <strong>Galleria Nazionale dell’Umbria</strong> — con la raccolta di <strong>Piero della Francesca</strong> e <strong>Perugino</strong> — è visitabile con calma.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Perugia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-654855" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Perugia.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Perugia.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Perugia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Perugia-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Perugia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il centro storico di Perugia è costruito su un sistema di <strong>scale mobili</strong> che scendono fino al parcheggio sotterraneo: un’anomalia urbana curiosa, funzionale, e che regala scorci inaspettati sulla città bassa. L’<strong>Università degli Stranieri</strong> porta vita studentesca durante tutto l’anno. Dalle mura medievali si vede la pianura umbra che in ottobre, nelle giornate limpide, arriva fino ai monti dell’Appennino.</p>
<h2 dir="ltr">Bolzano, il foliage dell’Alto Adige e i masi aperti</h2>
<p dir="ltr"><strong>Bolzano</strong> in ottobre è probabilmente la migliore combinazione di foliage e infrastruttura turistica in Italia. I <strong>vigneti</strong> della <strong>Strada del Vino dell’Alto Adige</strong> — che inizia praticamente in città e sale verso <strong>Caldaro</strong> e <strong>Appiano</strong> — sono ancora in attività per le ultime vendemmie, con le foglie della vite già virate al rosso intenso. I <strong>masi</strong> della zona, le fattorie tradizionali dell’Alto Adige, organizzano aperture, degustazioni e pernottamenti.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Renon-panorama-autunno.-©Tourismusverein-Ritten.-Foto-Manuela-Tessaro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-655001" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Renon-panorama-autunno.-©Tourismusverein-Ritten.-Foto-Manuela-Tessaro.jpg" alt="Queste passeggiate ti portano su un altipiano soleggiato dove il foliage incanta tutti i sensi" width="1115" height="744" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Renon-panorama-autunno.-©Tourismusverein-Ritten.-Foto-Manuela-Tessaro.jpg 1115w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Renon-panorama-autunno.-©Tourismusverein-Ritten.-Foto-Manuela-Tessaro-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Renon-panorama-autunno.-©Tourismusverein-Ritten.-Foto-Manuela-Tessaro-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/10/Renon-panorama-autunno.-©Tourismusverein-Ritten.-Foto-Manuela-Tessaro-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1115px) 100vw, 1115px" /></a></p>
<p dir="ltr">La città ha un centro storico compatto con i <strong>portici medievali</strong> di Via dei Portici, il <strong>Mercato delle erbe</strong> dove lavorano ancora venditori locali, e il <strong>Museo di Ötzi</strong> — la mummia del Similaun, trovata nel 1991 sul ghiacciaio tra Italia e Austria — che in ottobre torna a essere visitabile senza la pressione estiva. Nei weekend si cammina sui <strong>sentieri del Renon </strong>(foto) o si prende il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/trenino-del-renon-autunno/" data-wpel-link="internal">Trenino</a></strong> sopra la città, con vista sulle <strong>Dolomiti</strong> che in ottobre a volte hanno già la prima neve sulle cime.</p>
<h2 dir="ltr">Roma, la Festa del Cinema e i musei senza file</h2>
<p dir="ltr"><strong>Roma</strong> non è mai vuota, ma in ottobre è decisamente più gestibile. La <strong>Festa del Cinema di Roma</strong> (dal <strong>13 al 25 ottobre</strong>, all’Auditorium Parco della Musica) porta proiezioni, incontri con registi e anteprime distribuite in varie sedi della città — molte a ingresso libero o con biglietti accessibili. Le <strong>Scuderie del Quirinale</strong> aprono una grande monografica su <strong>Pontormo</strong> (dal 9 ottobre), prima retrospettiva di questa ampiezza dedicata al pittore manierista. A <strong>Palazzo Braschi</strong> apre una mostra su <strong>Keith Haring</strong> con 140 opere dalla collezione Nakamura.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/foro-roma-lapis-niger.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674462" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/foro-roma-lapis-niger.png" alt="foro-roma-lapis-niger" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/foro-roma-lapis-niger.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/foro-roma-lapis-niger-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/foro-roma-lapis-niger-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">Dal punto di vista paesaggistico, i <strong>colli romani</strong> — i <strong>Castelli</strong>, i <strong>Monti della Tolfa</strong> — sono in pieno foliage e raggiungibili in un’ora. Ottobre è anche il mese delle <strong>sagre delle castagne</strong> nei paesi intorno a Roma (<strong>Rocca di Papa</strong>, <strong>Cave</strong>, <strong>Segni</strong>), che sono eventi genuini frequentati dai romani, non produzioni per turisti.</p>
<h2 dir="ltr">Matera, la città rupestre fuori stagione</h2>
<p dir="ltr"><strong>Matera</strong> in luglio e agosto è caldissima e affollata. In ottobre la <strong>Città dei Sassi</strong> è ancora pienamente visitabile — le giornate sono miti — ma senza le code estive ai <strong>Sassi</strong> e senza la pressione dei bus navetta. La luce obliqua di ottobre sulle case-grotta è diversa dalla luce estiva: più morbida, con ombre lunghe che valorizzano la texture della pietra calcarea. Le <strong>chiese rupestri</strong> sparse nel territorio — la <strong>Cripta del Peccato Originale</strong>, la <strong>Madonna delle Virtù</strong> — si possono prenotare e visitare senza le attese dei mesi precedenti.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/santa-maria-de-idris-matera-chiesa-rupestre-sperone/" data-wpel-link="internal">Da non perdere anche Santa  Maria de Idris. <img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659733" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/1-5.png" alt="I Sassi di Matera" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/1-5.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/1-5-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/1-5-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr">Matera è anche un buon punto di partenza per il <strong>Parco della Murgia</strong>, il tavolato calcareo che fronteggia i Sassi dall’altra parte del burrone: in ottobre si cammina comodamente, con la possibilità di vedere i <strong>rapaci</strong> che nidificano sulle pareti del <strong>Gravina</strong>. Il centro storico è animato dalla vita studentesca dell’<strong>Università della Basilicata</strong>.</p>
<p dir="ltr">Foto Canva, Pexels, Regione Venetro, Visit trentino</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong></p>
<ul dir="ltr">
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/le-7-citta-darte-italiane-meno-battute-in-autunno/" data-wpel-link="internal"><strong>Le 7 città d’arte italiane meno battute in autunno, da vedere nei weekend</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/valtellina-outdoor-consigli-arianna-fontana/" data-wpel-link="internal"><strong>La ricotta calda nei rifugi, i laghi, i cervi, i pizzoccheri di Arianna Fontana: “Perdetevi in Valtellina”</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/25-viaggi-avventurosi-in-europa-da-fare-nei-prossimi-12-mesi/" data-wpel-link="internal"><strong>25 viaggi avventurosi in Europa da fare nei prossimi 12 mesi</strong></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il borgo nell&#8217;Appennino lombardo con il salame nato ottocento anni fa: Varzi e la Valle Staffora</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lappennino-lombardo-il-borgo-e-il-salame-nato-ottocento-anni-fa-varzi-e-la-valle-staffora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 05:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=675776</guid>

					<description><![CDATA[A un’ora e mezza da Milano, in una valle dell’Oltrepò Pavese che l’autunno tinge di giallo e rame, c’è il borgo di Varzi, la capitale dell’alta Valle Staffora. Si produce dal XIII secolo un salame che i Malaspina servivano ai propri banchetti. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="ValStaffora_Cecima" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/ValStaffora_Cecima-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">L’Oltrepò Pavese ha due facce. Quella che tutti conoscono è quella bassa, dei vigneti e delle colline verso il Po. Quella che quasi nessuno conosce è quella alta: la <strong>Valle Staffora</strong>, che sale verso l’Appennino fino ai confini con Piemonte ed Emilia, con borghi di pietra, foreste di faggio e una montagna che nelle giornate più limpide mostra il Mare Ligure dall’alto.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varzi_panorama.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675780" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varzi_panorama.jpg" alt="Varzi_panorama" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varzi_panorama.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varzi_panorama-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varzi_panorama-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Varzi_panorama-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Al centro di questa valle c’è <strong>Varzi</strong>, un borgo che ha avuto il suo momento nel Medioevo e non ha ancora perso del tutto quell’aria. L’impianto urbanistico è rimasto quello, con i vicoli lastricati, le case in pietra grigia e soprattutto i tre ordini di <strong>portici ad arco</strong> che percorrono il centro storico. Sotto questi portici c’erano, e ci sono ancora, le botteghe. È un modello urbanistico antico, comune a molti borghi di pianura padana, che qui in montagna diventa qualcosa di più raccolto e meno scontato.</p>
<h2 dir="ltr">Le torri e i Malaspina</h2>
<p dir="ltr">Varzi fu per secoli sotto i <strong>Malaspina</strong>, la famiglia feudale che controllava questa parte dell’Appennino settentrionale tra Liguria, Piemonte e Lombardia. A loro si devono le torri difensive: la <strong>Torre di Porta Soprana</strong> e la <strong>Torre di Porta Sottana</strong>, costruite nel 1275, alte e strette, ancora in piedi ai due estremi del centro storico. La prima è nota anche come Torre dell’Orologio. L’altra struttura sopravvissuta è la <strong>Torre Malaspina</strong>, chiamata localmente Torre delle Streghe: risale al XII secolo e fu usata come prigione durante l’Inquisizione. Il castello della famiglia, con il suo Giardino della Contessa e la Limonaia, si visita solo in occasioni speciali.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Castello_Malaspina_Varzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675779" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Castello_Malaspina_Varzi.jpg" alt="Castello_Malaspina_Varzi" width="1200" height="826" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Castello_Malaspina_Varzi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Castello_Malaspina_Varzi-300x207.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Castello_Malaspina_Varzi-1024x705.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Castello_Malaspina_Varzi-768x529.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Per chi arriva aspettandosi un centro storico simile ai borghi più noti dell’Italia centrale, Varzi può sembrare meno immediatamente scenografico. È un posto che funziona meglio se ci si ferma: un giro sotto i portici, una sosta alle botteghe, una mattina nel silenzio dei vicoli prima che si riempia di visitatori nel weekend.</p>
<h2 dir="ltr">Il Salame di Varzi DOP</h2>
<p dir="ltr">Il prodotto che ha reso Varzi nota al di fuori della sua valle è un salame che si produce qui dal <strong>XIII secolo</strong>. La tradizione vuole che comparisse già sulle tavole dei Malaspina. Oggi è a <strong>Denominazione di Origine Protetta</strong>: i maiali devono essere nati, allevati e macellati nelle province di Pavia, Alessandria e Piacenza, nell’area dell’Oltrepò Pavese montano. Gli ingredienti sono carne di maiale, sale, pepe in grani interi, aglio e vino rosso filtrato. Il risultato è un salame rosso vivo con la distribuzione del grasso bianco ben visibile, dal sapore dolce e persistente.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675302" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" alt="fette-salame-varzi" width="1000" height="813" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-300x244.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-768x624.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>In paese ci sono diverse botteghe e salumifici dove acquistarlo, con stagionature diverse. Le versioni più lunghe di stagionatura hanno una complessità aromatica che quelle giovani non hanno. Vale la pena confrontarle prima di scegliere.</p>
<h2 dir="ltr">Le escursioni in autunno</h2>
<p dir="ltr">La valle si presta bene a essere camminata, e in autunno i faggi dell’alta Valle Staffora offrono uno spettacolo di colori che arriva qualche settimana dopo rispetto ai larici delle Dolomiti: siamo tra i 1.000 e i 1.700 metri, e il foliage più intenso si concentra a ottobre inoltrato.<br />
Tutto l<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/oltrepo-pavese-autunno-foliage-trekking/" data-wpel-link="internal">&#8216;Oltrepo è luogo di passeggiate autunnali.</a></strong> Il punto di riferimento per le escursioni è il <strong>Monte Lesima</strong>, a <strong>1.724 metri</strong>, la cima più alta dell’Appennino Pavese-Ligure-Piemontese. Il monte è compreso nella <strong>Riserva Naturale Le Torraie</strong>, un’area di quasi 600 ettari con boschi di faggio in quota e carpino nero sui versanti più bassi. Il patrimonio naturalistico è insolito: oltre 80 specie di farfalle, presenze di aquila reale e aquila minore, lupi e cervi.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675782" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo.jpg" alt="passeggiate-atuunno-oltrepo" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/passeggiate-tutunno-oltrepo-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
L’area è anche una delle poche dell’Appennino settentrionale con una stazione di <em>Astragalus sirinicus</em>, pianta tipica dell’Italia meridionale qui al limite nord della sua distribuzione. Nelle giornate limpide di ottobre, dalla cima si vedono la val Trebbia, l’Appennino verso sud e, nelle condizioni migliori, una striscia di mare Ligure.</p>
<p dir="ltr">I principali accessi al Monte Lesima partono da <strong>Piani di Lesima</strong> e dalla strada per <strong>Brallo di Pregola</strong>, raggiungibile in auto lungo la Staffora dal centro di Varzi. I sentieri sono tracciati e segnalati, con tratti accessibili anche in mountain bike. Il <strong>Passo del Penice</strong>, poco distante, è un altro punto di accesso alla zona alta della valle, con vista su entrambi i versanti.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivarci e quando</h2>
<p dir="ltr">Varzi dista circa 80 km da Milano. L’uscita autostradale è sulla A21 Torino-Brescia, a Voghera, poi la Strada Provinciale 461 risale la valley verso nord. Il centro storico si raggiunge in auto e c’è parcheggio ai bordi del borgo.<br />
Il periodo migliore per la Valle Staffora è <strong>ottobre</strong>: le temperature si abbassano, i boschi cambiano colore e il paese è molto meno affollato rispetto ai weekend estivi. Chi può, vale la pena fermarsi una notte per fare l’escursione al mattino presto, quando la nebbia bassa ancora staziona sui prati e il sole non ha ancora bruciato i colori del fogliame.</p>
<p dir="ltr">Foto Di Alessandro Vecchi &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17271319, Di Alessandro Vecchi &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14778864, Di Sara 1973 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62806803</p>
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		<title>Colline dolci, borghi e tartufo: a ottobre Barbaresco e le Langhe sono nel momento più bello</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/barbaresco-langhe-autunno-foliage/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 05:24:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[langhe]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando l&#8217;estate si congeda e le prime nebbie mattutine avvolgono i fondovalle del Tanaro, le[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1100" height="733" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/baerbaresco-borgo.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="barbaresco-borgo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/baerbaresco-borgo.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/baerbaresco-borgo-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/baerbaresco-borgo-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/baerbaresco-borgo-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><br><br><p data-path-to-node="19">Quando l&#8217;estate si congeda e le prime nebbie mattutine avvolgono i fondovalle del Tanaro, le Langhe cambiano volto. Questo territorio unico in provincia di Cuneo si trasforma in una tavolozza di sfumature d&#8217;autore. Il borgo di <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="227">Barbaresco</b>, arroccato attorno alla sua celebre torre medievale, è uno dei cuori pulsanti di questa metamorfosi.<br />
I filari di vite del celebre vitigno Nebbiolo virano contemporaneamente dal verde all&#8217;arancione, fino a raggiungere un <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="458">rosso rubino inteso</b>.<br />
Il paesaggio disegnato dalle colline pettinate dai vigneti offre uno scorcio unico che attrae viaggiatori da ogni angolo del mondo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/barbaresco.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675291" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/barbaresco.png" alt="barbaresco" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/barbaresco.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/barbaresco-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/barbaresco-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/barbaresco-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
L&#8217;autunno rappresenta senza dubbio il periodo migliore per vivere questo angolo di Piemonte a passo lento.</p>
<h2 data-path-to-node="20">Le colline patrimonio UNESCO e i colori della vendemmia</h2>
<p data-path-to-node="21">Il paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato è tutelato come <a href="https://www.paesaggivitivinicoliunesco.it/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><b data-path-to-node="21" data-index-in-node="71">Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità</b></a>. Camminare tra i versanti di Barbaresco significa immergersi in una tradizione contadina millenaria. Terminata la vendemmia, le piante riposano regalandoci lo spettacolo del <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="278">foliage d&#8217;alta quota</b>.<br />
Dalle terrazze panoramiche del borgo lo sguardo spazia verso le colline di Neive, Treiso e Alba.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-4.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675296" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-4.png" alt="barbaresco-borgo-piemonte-colline" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-4.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-4-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-4-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-4-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Nelle giornate più limpide, l&#8217;arco alpino dominato dal Monviso fa da sfondo ai <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="476">vigneti infuocati</b>. La luce calda del tramonto esalta ogni rilievo rendendo questo territorio un paradiso per la fotografia paesaggistica.</p>
<h2 data-path-to-node="22">Le escursioni da fare tra Barbaresco e dintorni</h2>
<p data-path-to-node="23">Per esplorare le colline a piedi esistono diversi <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="50">itinerari escursionistici ben segnalati</b>. Uno dei percorsi più amati è il <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="123">Sentiero del Barbaresco</b>, che collega il borgo a Neive passando tra le vigne storiche di Asili e Rabajà. Questa camminata ad anello richiede circa tre ore di cammino e non presenta particolari difficoltà tecniche.<br />
Un&#8217;altra splendida alternativa è rappresentata dalle tappe della <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="401">Bar to Bar</b>, la grande traversata a piedi che unisce i territori del Barbaresco a quelli del Barolo.<br />
Il tratto da Barbaresco a Treiso regala saliscendi panoramici suggestivi, compreso il passaggio accanto alle spettacolari <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="623">Rocche dei Sette Fratelli</b>, una voragine naturale incastonata nella roccia calcarea.<br />
Per gli amanti delle due ruote, la rete di strade secondarie asfaltate e le carrareggere sterrate offrono percorsi ideali per <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="833">uscite in e-bike</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="24">La ragazza e il cavaliere</h2>
<p data-path-to-node="25">La storia di Barbaresco affonda le sue radici nell&#8217;epoca romana, quando la zona era coperta da una selva impenetrabile chiamata <i data-path-to-node="25" data-index-in-node="128">Barbarica Silva</i>. A dominare l&#8217;abitato sorge la maestosa <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="184">Torre di Barbaresco</b>, costruita nel XII secolo per avvistare eventuali incursioni nemiche lungo il corso del Tanaro.<br />
Dalla sommità della struttura si gode una vista a trecentosessanta gradi sulle colline e sulle anse del fiume. Una nota leggenda locale vuole che nelle notti d&#8217;autunno, tra i filari avvolti dalla nebbia, si aggiri lo spirito di una giovane contadina.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/2-3.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675295" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/2-3.png" alt="barbaresco-borgo-piemonte" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/2-3.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/2-3-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/2-3-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/2-3-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
La ragazza, innamorata di un nobile cavaliere, attendeva il suo ritorno dal fronte scrutando proprio dalla cima del torrione medievale.<br />
Oggi la torre ospita un moderno ascensore panoramico e uno spazio espositivo dedicato alla storia del vino e del territorio.</p>
<h2 data-path-to-node="26">Enogastronomia: il regno del Nebbiolo e del Tartufo Bianco</h2>
<p data-path-to-node="27">Una gita autunnale nelle Langhe deve necessariamente fare tappa attorno a una <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="78">tavola imbandita di tradizione</b>. Questo è il momento dell&#8217;anno dedicato all&#8217;eccellenza assoluta: il <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="177">Tartufo Bianco d&#8217;Alba</b>, la cui fiera internazionale attira appassionati da tutto il mondo. I ristoranti e le osterie storiche servono i classici <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="321">tajarin fatti in casa</b> al burro di malga ricoperti da una generosa grattugiata di tartufo fresco.<br />
Tra i primi piatti spiccano anche gli <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="456">agnolotti del plin</b>, piccoli fagottini di pasta ripieni di carni miste serviti al tovagliolo o nel brodo di cappone. I secondi sono dominati dal <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="600">brasato al Barolo</b> o al Barbaresco, accompagnato da una porzione di polenta di mais ottofile.<br />
Per concludere il pasto non può mancare la <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="736">bunet</b>, il dolce tradizionale a base di cacao, amaretti e rhum, o una fetta di torta alle nocciole IGP del Piemonte. Il tutto va rigorosamente abbinato a un calice di <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="902">Barbaresco DOCG</b>, un vino rosso di straordinaria eleganza e struttura.</p>
<h2 data-path-to-node="28">Info pratiche</h2>
<p data-path-to-node="29"><b data-path-to-node="29" data-index-in-node="0">Dove:</b> Barbaresco (CN), Piemonte, nel cuore delle Langhe a circa 270 m di quota.<br />
<b data-path-to-node="30" data-index-in-node="0">Come arrivare:</b> In auto tramite la A21 con uscita ad Asti Est, proseguendo lungo la SS230 verso Alba e seguendo le indicazioni per Barbaresco; oppure dalla A33 uscendo ad Alba. I collegamenti con i mezzi pubblici sono garantiti da bus locali in partenza da Alba.<br />
<b data-path-to-node="31" data-index-in-node="0">Quando:</b> Da inizio ottobre a metà novembre per vivere il massimo dello splendore del foliage e la stagione del tartufo; la primavera offre ottime giornate per il trekking.<br />
<b data-path-to-node="32" data-index-in-node="0">Orari:</b> Il borgo è liberamente accessibile; la Torre di Barbaresco è aperta al pubblico con orari stagionali ed è consigliata la prenotazione nei fine settimana.<br />
<b data-path-to-node="33" data-index-in-node="0">Biglietti:</b> L&#8217;ingresso alla Torre di Barbaresco e alla terrazza panoramica prevede un biglietto d&#8217;ingresso di circa 5 euro.<br />
<b data-path-to-node="34" data-index-in-node="0">Da abbinare:</b> Neive (6 km), inserito tra i borghi più belli d&#8217;Italia; Alba (10 km), per la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco; Barolo (20 km), con il suo castello e il WiMu (Museo del Vino).<br />
<b data-path-to-node="35" data-index-in-node="0">Consiglio:</b> Prenota con largo anticipo sia il parcheggio che i ristoranti o le visite in cantina se programmi la visita durante i weekend autunnali. Indossa calzature da trekking leggere per le camminate tra i filari, poiché la terra delle vigne può risultare fangosa con l&#8217;umidità.</p>
<p data-path-to-node="29">Foto Canva</p>
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		<item>
		<title>La cantina sacra delle bollicine e le sue storie: la Confraternita del Prosecco di Valdobbiadene è un luogo mitico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/confraternita-prosecco-valdobbiadene-cella-vinaria-cammino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 18:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[L’iscrizione latina sopra la porta avverte: Hac ad cellam vinariam descensus cave ne incertus ascendas.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="675" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="confraternita-prosecco-valdobbiadene-veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">L’iscrizione latina sopra la porta avverte: <em>Hac ad cellam vinariam descensus cave ne incertus ascendas</em>. Il senso è che una volta scesi nella cantina, risalire è cosa incerta. Non è una minaccia, è una promessa, che se ami il vino puoi be capire.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675726" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" alt="confraternita-prosecco-valdobbiadene" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La <strong>Cella Vinaria della Confraternita del Prosecco</strong> si trova a <strong>San Pietro di Barbozza</strong>, frazione di Valdobbiadene, nel cuore delle <strong>Colline del Conegliano Valdobbiadene</strong> che l’UNESCO ha inserito nel proprio elenco dei paesaggi culturali nel 2019. La cantina è quella della famiglia Brunoro, oggi gestita da <strong>Cantine Varaschin</strong> alla quarta generazione.<br />
Il vano centrale è una grotta a volta costruita nel 1931, dove il vino veniva fatto scendere dall’esterno attraverso un’apertura nel soffitto e mantenuto a 15 gradi costanti. Sulle pareti, affreschi dipinti nel 1966 dal pittore <strong>Gigi Cappellin</strong> con scene bacchiche e figure dei fondatori, vestiti di rosso.<br />
Un luogo <strong>mitico</strong>, perchè custodisce la storia della fondazione delle cantine del prosecco che ha portato al successo di oggi. E un luogo <strong>mistico</strong>, dove senti che siamo ben oltre un succo d&#8217;uva che accompagna i past.</p>
<h2 dir="ltr">Perché la Confratrernita</h2>
<p dir="ltr">La <a href="https://confraternitadivaldobbiadene.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Confraternita di Valdobbiadene</strong></a> nasce nel <strong>1946</strong>. Non per folclore, non per turismo. Nasce perché molti agricoltori di queste colline, dopo sei anni di guerra, stavano abbandonando i vigneti per emigrare altrove.<br />
I fondatori erano enologi e viticoltori che volevano tenere vivo il territorio, offrendo supporto tecnico, morale e finanziario a chi rischiava di lasciare. Col senno di poi, diciamo che sono stati lungimiranti, ma ai tempi non era una cosa scontata il successo delle bollicine venete.<br />
Il primo Gran Maestro fu <strong>Isidoro Brunoro</strong>, che mise a disposizione la propria cantina.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675731" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" alt="veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel tempo la confraternita si è trasformata in qualcosa di più strutturato: <strong>circa 150 membri oggi,</strong> una biblioteca della vite e del vino i cui testi sono conservati nella biblioteca comunale di Valdobbiadene, un’organizzazione interna con Gran Maestro, Capitolo e Confratelli. I suoi fondatori la chiamavano “autentica università del Prosecco”. Non era un modo di dire.</p>
<h2 dir="ltr">Il rito della bottiglia anonima</h2>
<p dir="ltr">Dal <strong>1969</strong> la tradizione è questa: ogni anno i membri portano una bottiglia di <strong>Valdobbiadene DOCG</strong> senza etichetta. Le bottiglie vengono assaggiate alla cieca. Nessuno sa chi ha portato cosa. La migliore viene eletta. Vengono poi imbottigliate <strong>5.000 copie numerate</strong> con l’etichetta della Confraternita, distribuite e vendute come “Bottiglia della Confraternita”. È un sistema semplice, con una logica interna ferrea: vince il vino, non il nome sul cartellino.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675730" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori.jpg" alt="confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori" width="1200" height="1229" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori-293x300.jpg 293w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori-1000x1024.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori-768x787.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il 1969 non è una data casuale: quell’anno il Valdobbiadene ottenne il riconoscimento DOC. Il passaggio a DOCG arrivò nel 2009. La confraternita accompagna da sempre questa evoluzione normativa, e la sua cella custodisce bottiglie storiche risalenti al <strong>1919</strong>, anno in cui si iniziò a imbottigliare in questa zona.<br />
Oggi si diventa confratelli su invito e dopo aver superato un rito interessante: bere prosecco da un calice enorme, che è in bella mostra nella sala principale (nella foto).</p>
<h2 dir="ltr">Le colline UNESCO e il Cammino del Prosecco</h2>
<p dir="ltr">Il contesto in cui si muove questa storia è quello delle <strong>Colline del Conegliano Valdobbiadene</strong>, un paesaggio fatto di vigneti a ciglione, la tecnica di terrazzamento locale che consente di coltivare la vite su pendii che non si potrebbero lavorare altrimenti. I ciglioni sono muri a secco di erba e sassi che trattengono il suolo e regolano l’acqua. Richiedono lavoro manuale, non si meccanizzano. Sono la firma visiva di questa zona.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669292" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Sulle colline passa il <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/" data-wpel-link="internal"><strong>Cammino delle Colline del Prosecco</strong></a>, 51 km in quattro tappe da <strong>Vidor</strong> a <strong>Vittorio Veneto</strong>, con 2.265 metri di dislivello positivo. Non è una camminata piatta tra i vigneti. Il cammino sale sui crinali, scende nelle valli, attraversa borghi come <strong>Follina</strong> con la sua abbazia cistercense del XII secolo, tocca le <strong>Torri di Credazzo</strong>, passa per postazioni e trincee della <strong>Prima Guerra Mondiale</strong> lungo il cosiddetto Sentiero delle Vedette.E il magico luogo nascosto di <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/farra-di-soligo-unesco-colline-prosecco-dove-andare/" data-wpel-link="internal"><strong>Farra di Soligo</strong></a>.<br />
Il periodo migliore è settembre e ottobre, quando la vendemmia è ancora in corso su alcune parcelle e il paesaggio cambia colore ogni giorno.<br />
Chi vuole portare a casa una testimonianza del percorso può richiedere la <strong>credenziale</strong> prima della partenza, da far timbrare tappa per tappa, e ritirare l’attestato finale a Vittorio Veneto. Il percorso è segnato con cartelli verticali e segni orizzontali gialli e rossi, e il tracciato GPS è scaricabile dal sito ufficiale.</p>
<h2 dir="ltr">Come visitare la cella vinaria</h2>
<p dir="ltr">Casa Brunoro a San Pietro di Barbozza è aperta ogni giorno per aperitivi e degustazioni, mattina e sera. I tour guidati nella cella vinaria con accesso alle bottiglie storiche richiedono prenotazione. I prezzi partono da <strong>20 euro</strong> per una visita con tre vini. A <strong>35 euro</strong> si accede anche al Museo del Prosecco, con quattro vini e un tagliere.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675729" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione.jpg" alt="confraternita-prosecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione" width="1200" height="1253" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione-287x300.jpg 287w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione-981x1024.jpg 981w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione-768x802.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il Museo del Prosecco raccoglie torchi storici, attrezzature ottocentesche e documenti sulla storia del vino in questa zona. Non è un allestimento patinato: è una raccolta che dice esattamente da dove viene questo territorio.</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Martino De Mori</strong></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/monastero-kipina-epiro-grecia-gorge-kalarytikos/" data-wpel-link="internal">Il monastero greco mimetizzato in una gola, con un ponte retrattile che lo isola dal mondo</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/abbazia-novacella-valle-isarco-primavera/" data-wpel-link="internal">L’Abbazia nascosta che produce vino da un millennio: Novacella in primavera è un idillio</a></strong></p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div>
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<p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
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		<title>La &#8220;Piccola Venezia&#8221; delle Marche dove l&#8217;acqua scorre tra i vicoli da 800 anni</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/pioraco-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 13:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle Marche interne, dove l&#8217;Appennino si fa via via sempre più aspro e le valli[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ponte-Marmone.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ponte Marmone, Pioraco" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ponte-Marmone.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ponte-Marmone-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ponte-Marmone-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ponte-Marmone-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nelle <strong>Marche interne</strong>, dove l&#8217;Appennino si fa via via sempre più aspro e le valli si stringono fino quasi a sparire, c&#8217;è un posto che ha guadagnato il soprannome di <strong>&#8220;Piccola Venezia&#8221;. </strong>Il fatto sorprendente, però, è qui non c&#8217;è il mare, e nemmeno le gondole né i turisti di massa. <strong>Pioraco,</strong> in provincia di Macerata, si è conquistato questo importante soprannome con i suoi canali che tagliano il centro storico in ogni direzione, con le ruote dei mulini che girano ancora e con i lavatoi in pietra lucidati da secoli di pannilani.</p>
<p>Da questa parti l&#8217;acqua è la ragione per cui il nucleo antico esiste nella pittoresca forma in cui lo vediamo oggi. Il paese, infatti, sorge alla confluenza di due corsi d&#8217;acqua, il <strong>fiume Potenza</strong> e il torrente <strong>Scarsito</strong>, in un punto della <strong>Valla del Potenza</strong> dove la roccia si apre in una piccola piana prima di tornare a stringersi. Fu questa abbondanza idrica (praticamente inesauribile) a rendere Pioraco un posto strategico già in epoca romana.</p>
<h2>Dove l&#8217;acqua prende il comando</h2>
<p>Percorrere il <strong>centro storico di Pioraco</strong> equivale a dover fare i conti con l&#8217;acqua a ogni angolo. I canali scorrono affiancati alle case, spariscono sotto gli archi, per poi riemergere in <strong>piccole cascate controllate</strong>. Le ruote dei mulini (sì, alcune sono funzionanti pure oggi) sono incastonate nei muri come oggetti d&#8217;arredo, pur continuando a fare il proprio lavoro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Francesco.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675959" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Francesco.jpg" alt="Chiesa di San Francesco a Pioraco" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Francesco.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Francesco-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Francesco-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Francesco-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>L&#8217;insieme ricorda certi borghi dell&#8217;Alsazia o dei Paesi Bassi, ma con un&#8217;atmosfera tutta appenninica fatta di pietra scura, ombre strette e silenzio interrotto solo dal rumore dell&#8217;acqua. A poca distanza dal cuore del paese si trova il <strong>Ponte Marmone </strong>(foto di copertina) costruito dai Romani nel I secolo a.C. Reggeva la via consolare che attraversava questa parte dell&#8217;Appennino e, incredibilmente, regge ancora, tanto da essere riconosciuto come uno dei manufatti romani meglio conservati delle Marche centrali.</p>
<h2>Il borgo che inventò la carta prima degli altri</h2>
<p>Il vero primato di Pioraco è però industriale e risale alla metà del 1200. L&#8217;acqua dei due fiumi alimentava le <strong>gualchiere</strong>, i macchinari medievali che trituravano gli stracci per ricavarne la pasta di cellulosa. Da quella pasta nasceva la carta e all&#8217;epoca era rinomata in tutta la penisola, riconoscibile per un marchio in filigrana inconfondibile, un <strong>drago</strong>. Era, a tutti gli effetti, un logo ante litteram, una garanzia di qualità in un mercato in cui la carta buona valeva (quasi) quanto la seta.</p>
<p>Questa storia si ritrova raccontata in modo accurato al <strong>Museo della carta e della filigrana</strong>, allestito nell&#8217;edificio che un tempo ospitava le gualchiere. Le macchine sono ricostruite fedelmente e permettono di capire quanto <strong>fosse sofisticato</strong> quel processo produttivo in un&#8217;epoca in cui buona parte dell&#8217;Europa faticava anche solo a produrre ferro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Pioraco.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675960" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Pioraco.jpg" alt="Centro storico di Pioraco, Marche" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Pioraco.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Pioraco-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Pioraco-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-di-Pioraco-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Lo stesso museo ospita una collezione di fossili e una raccolta dedicata ai <strong>funghi</strong>, che nelle foreste circostanti crescono con una varietà e una qualità che gli abitanti considerano (con orgoglio comprensibile) un patrimonio locale.</p>
<h2>Pietra, affresco e leggenda</h2>
<p>Il tessuto architettonico del borgo non si esaurisce di certo con i canali e il ponte. Degna di nota, per esempio, è la <strong>chiesa di San Vittorino </strong>che sorge su un punto che vale tutta la visita. Le sue fondamenta poggiano sui resti di un tempio romano, e questa stratificazione è visibile in alcuni punti del pavimento.</p>
<p>Il <strong>chiostro del convento di San Francesco</strong>, trecentesco, ha quella qualità particolare dei luoghi che sono stati usati e riusati senza essere mai snaturati. Al giorno d&#8217;oggi ospita il Comune, e le arcate in pietra reggono i manifesti delle delibere comunali con una dignità involontaria.</p>
<p>Fuori dall&#8217;abitato, a poca distanza dal Ponte Marmone, si trova l&#8217;<strong>eremo della Madonna della Grotta</strong>, un luogo di culto scavato direttamente nella roccia viva. Stando a una curiosa leggenda, un venditore ambulante di statue votive si fermò a riposare in quel punto e al risveglio trovò l&#8217;ultima Madonna del suo carico (quella che non riusciva a vendere) solidamente installata in una nicchia naturale nella parete di roccia.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Madonna-delle-Grotte.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675961" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Madonna-delle-Grotte.jpg" alt="Madonna delle Grotte, Pioraco" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Madonna-delle-Grotte.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Madonna-delle-Grotte-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Madonna-delle-Grotte-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Madonna-delle-Grotte-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Paulacastelli &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Il santuario nato intorno a quell&#8217;episodio ha la forma bassa e raccolta di un posto che non ha cercato visibilità: ci si arriva a piedi, lungo il fiume. Il borgo vale una giornata piena, ma chi riesce a <strong>fermarsi fino al tramonto</strong> scopre che la luce di fine pomeriggio trasforma i canali in qualcosa che non si dimentica facilmente: l&#8217;acqua diventa color rame, le pietre scure si accendono, e per un momento si capisce perché qualcuno, tanti anni fa, ha pensato che valesse la pena restare.</p>
<p><em>Foto di copertina: By Piergiovanna Grossi &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Le cascate segrete d&#8217;Italia che sbocciano solo dopo la pioggia d&#8217;autunno: sono pazzesche</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cascate-di-lequarci-lecorci-autunno-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[cascate]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>In un angolo di Sardegna spesso ignorato dalle guide, le Cascate di Lequarci e Lecorci nascono dal granito e dalla stagione giusta. L'autunno è il momento in cui questo angolo d'Ogliastra mostra tutto il suo carattere selvaggio.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lequarci.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cascate di Lequarci, Sardegna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lequarci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lequarci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lequarci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lequarci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Ulassai</strong> è un nome che (e va detto, purtroppo) non circola molto spesso nelle più importanti riviste settore. Ma questo piccolo comune dell&#8217;<strong>Ogliastra</strong>, aggrappato alle pendici del Gennargentu a circa 770 metri di quota, custodisce qualcosa che, a seconda dei periodi dell&#8217;anno, lascia davvero a bocca aperta. Parliamo delle <strong>Cascate di Lequarci e Lecorci,</strong> che in autunno (con le piogge improvvise) si trasformano in <strong>spettacoli d&#8217;acqua irripetibili</strong>, in grado di sorprendere anche chi conosce bene la Sardegna più interna.</p>
<p><strong>Lequarci</strong> e <strong>Lecorci</strong> appartengono al territorio comunale di Ulassai, un paese di poco più di 1.300 abitanti della provincia di Nuoro. Il paesaggio attorno è quello tipicamente calcareo dei <strong>Tacchi dell’Ogliastra</strong>, dove l&#8217;aria in ottobre ha già quella qualità <strong>asciutta e pungente</strong> che si trova solo sugli altipiani sardi, (diversa da qualunque autunno continentale).</p>
<h2>Le cascate che non aspettano il turista</h2>
<p>Lequarci e Lecorci (i nomi richiamano la toponomastica sarda antica legata ai corsi d&#8217;acqua stagionali) si attivano solo dopo<strong> piogge intense</strong>, quelle che in autunno arrivano veloci dal Tirreno e scaricano sull&#8217;entroterra con una violenza improvvisa. Nelle settimane secche, i salti d&#8217;acqua si riducono fino a scomparire quasi del tutto. Restano i letti di roccia, levigati dall&#8217;acqua di anni, e una sensazione di<strong> palcoscenico vuoto in attesa</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lequarci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675858" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lequarci.jpg" alt="Lequarci quasi secca" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lequarci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lequarci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lequarci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lequarci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Quando piove abbastanza, però, il cambio di scena è totale: l&#8217;acqua precipita lungo le pareti di calcare con una forza che si sente prima di essere vista, al punto che il rumore arriva da lontano, ovattato dalla vegetazione, per poi crescere fino a coprire tutto il resto. L&#8217;autunno in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cala-goloritze-sardegna/" data-wpel-link="internal">Ogliastra</a> </strong>porta le prime perturbazioni atlantiche già da settembre inoltrato, e ottobre è uno dei mesi con le<strong> precipitazioni più intense</strong> su questa parte dell&#8217;isola. Chi arriva nelle ore giuste, dopo una o 2 giorni di pioggia, trova i flussi al <strong>massimo della loro portata</strong>.</p>
<h2>Una Sardegna che pochi conoscono</h2>
<p>Ulassai è famoso tra gli appassionati di <strong>arrampicata sportiva</strong>. Le sue pareti calcaree, con settori sviluppati a partire dagli anni &#8217;90, attirano climber da tutta Europa. Il paese ha una struttura urbana compatta, con case in pietra locale disposte lungo i vicoli stretti dell&#8217;altopiano, e protegge gelosamenbte tracce di una <strong>cultura agropastorale</strong> che in molte zone della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cane-malu-bosa/" data-wpel-link="internal">Sardegna</a></strong> interna resiste ancora intatta.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ulassai.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675859" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ulassai.jpg" alt="Ulassai, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ulassai.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ulassai-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ulassai-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Ulassai-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>A non troppa distanza, la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/gorropu-sardegna-autunno/" data-wpel-link="internal">Gola di Gorropu</a></strong> (una delle gole più profonde d&#8217;Europa, con pareti che superano i 400 metri) dà la misura di quanto questo territorio sia geomorfologicamente spettacolare e ancora poco metabolizzato dal turismo di massa. La combinazione di cascate stagionali, pareti calcaree, e una macchia mediterranea che in autunno profuma di <strong>lentisco e corbezzolo</strong> crea un contesto sensoriale difficile da replicare altrove.</p>
<h2>Quando il cielo fa il lavoro</h2>
<p>L&#8217;errore da evitare è pianificare la visita in modo rigido, poiché la Cascate di Lequarci e Lecorci richiedono una mentalità diversa da quella del turista che prenota il lunedì per il sabato. Qui si<strong> segue la pioggia</strong>: si controlla il meteo, si aspetta la perturbazione giusta, e poi si parte. Questo tipo di viaggio improvvisato (che i viaggiatori nordeuropei chiamerebbero <em>storm chasing</em>, letteralmente l&#8217;inseguimento dei temporali) ha una logica tutta sua e una <strong>soddisfazione proporzionale all&#8217;attesa</strong>.</p>
<p>La strada per Ulassai dalla Statale 125, la storica &#8220;Orientale Sarda&#8221; che attraversa la costa est dell&#8217;isola, sale rapidamente tra curve strette e panorami che si aprono all&#8217;improvviso sul golfo di Arbatax. Per l&#8217;ultima parte del percorso verso le cascate servono <strong>scarpe adatte al terreno bagnato:</strong> dopo la pioggia, i sentieri in terra rossa diventano scivolosi, e il granito umido non perdona.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lecorci.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675860" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lecorci.jpg" alt="Cascate di Lecorci, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lecorci.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lecorci-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lecorci-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cascate-di-Lecorci-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Damiano Rossi &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wkimedia</em></p>
<p>La prossima perturbazione autunnale sull&#8217;Ogliastra potrebbe già essere in arrivo: vale sicuramente la pena tenere d&#8217;occhio il <strong>meteo di Ulassai</strong>.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il monastero nel bosco dove nacque il primo libro stampato d&#8217;Italia: Santa Scolastica a Subiaco</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/monastero-santa-scolastica-subiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 18:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[monasteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>In pochi lo sanno, ma la storia della tipografia italiana comincia in una valle dell'Aniene, dentro un monastero benedettino che resiste da quindici secoli. Tra tre chiostri sovrapposti e una biblioteca leggendaria, Santa Scolastica custodisce assai più di quanto il nome lasci intuire.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="702" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-lazio.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="santa-scolastica-lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-lazio.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-lazio-300x176.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-lazio-1024x599.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-lazio-768x449.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>C&#8217;è chi sale a <strong>Subiaco</strong> solo per il Sacro Speco, la grotta scavata nella roccia che la tradizione lega agli anni da eremita di <strong>San Benedetto</strong>.<br />Pochi chilometri più a valle, però, un altro edificio merita la sosta e viene spesso liquidato con una scrollata di spalle: il <strong>Monastero di Santa Scolastica</strong>.<br />Qui, nel 1465, due chierici tedeschi misero in funzione il primo torchio tipografico della penisola. Il risultato è che il più antico libro a stampa d&#8217;Italia porta, in un certo senso, il profumo di questa valle dell&#8217;<strong>Aniene</strong>, a un&#8217;ora scarsa da Roma.</p>
<h2>Un monastero nato dall&#8217;eremo di Benedetto</h2>
<p>Prima dei monaci c&#8217;era l&#8217;imperatore. <strong>Nerone</strong> aveva fatto costruire quassù una villa e una serie di laghi artificiali sbarrando il fiume, i celebri <em>Simbruina stagna</em>.<br />Su quelle rovine, intorno al VI secolo, il giovane Benedetto da Norcia si ritirò in solitudine e fondò una rete di comunità monastiche.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-subiaco.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675685" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-subiaco.png" alt="santa-scolastica-subiaco" width="1200" height="796" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-subiaco.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-subiaco-300x199.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-subiaco-1024x679.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-subiaco-768x509.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Di quei dodici cenobi, Santa Scolastica è l&#8217;unico sopravvissuto senza interruzioni, tanto che un&#8217;iscrizione all&#8217;ingresso ricorda proprio questo primato.<br />L&#8217;intitolazione alla sorella gemella del santo arrivò più tardi: in origine il complesso era dedicato a San Silvestro. Come ricostruisce il sito ufficiale dei <a href="https://benedettini-subiaco.org/monastero-santa-scolastica/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Benedettini di Subiaco</a>, la comunità ha attraversato saccheggi, terremoti e rifacimenti restando sempre abitata.</p>

<p>Il <strong>campanile romanico</strong>, con i suoi cinque ordini di bifore, è la parte più antica ancora in piedi e risale alla metà dell&#8217;XI secolo.<br />È il primo segnale che il luogo non si lascia riassumere in una sola epoca: ci si entra credendo di trovare un monastero medievale e si esce con la testa piena di secoli diversi.</p>
<h2>Tre chiostri, tre epoche sovrapposte</h2>
<p>Il cuore architettonico è la sequenza dei <strong>tre chiostri</strong>, che si attraversano uno dopo l&#8217;altro come capitoli di uno stesso racconto.<br />Il più recente è il <strong>chiostro rinascimentale</strong>, sobrio e luminoso, con arcate regolari che smorzano la severità monastica. Si prosegue nel <strong>chiostro gotico</strong>, dalle linee slanciate e ogivali, prima di arrivare al pezzo forte.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/subiaco-santa-scolastic.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675688" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/subiaco-santa-scolastic.png" alt="subiaco-santa-scolastic" width="1200" height="702" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/subiaco-santa-scolastic.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/subiaco-santa-scolastic-300x176.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/subiaco-santa-scolastic-1024x599.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/subiaco-santa-scolastic-768x449.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>Il <strong>chiostro cosmatesco</strong>, del XIII secolo, è il più prezioso. Lo firmarono <strong>Jacopo e il figlio Cosma</strong>, maestri marmorari romani della celebre famiglia dei <strong>Cosmati</strong>, specialisti in quei mosaici geometrici fatti di tessere colorate e dischi di porfido che sembrano tappeti pietrificati.<br />Un&#8217;iscrizione intarsiata nel marmo cita ancora gli artefici, dettaglio raro per l&#8217;epoca e piccola vanità d&#8217;autore che fa sorridere.<br /><br /></p>
<h2>La culla della stampa in Italia</h2>
<p>Veniamo all&#8217;episodio che rende Santa Scolastica un indirizzo da pellegrinaggio per bibliofili e storici del libro. Nel <strong>1465</strong> due tipografi provenienti dalla Germania, <strong>Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz</strong>, allievi della bottega di Gutenberg, arrivarono nel monastero e vi installarono il primo torchio a caratteri mobili funzionante in Italia.<br />Da quelle casse di legno uscì il <em>De oratore</em> di <strong>Cicerone</strong> e, con data certa dell&#8217;ottobre 1465, le <em>De Divinis Istitutionibus</em> di <strong>Lattanzio</strong>: il primo libro a stampa italiano di cui si conosca il giorno di pubblicazione. Entrambi sono visibili nell&#8217;Esposizione Permanente della Biblioteca.<br />Un terzo volume fu il <em>De Civitate Dei</em> di Sant&#8217;Agostino, stampato nel giugno del 1467, subito prima del trasferimento di Pannartz e e Sweynheym a Roma.</p>

<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-cortile.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675689" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-cortile.png" alt="santa-scolastica-cortile" width="1200" height="703" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-cortile.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-cortile-300x176.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-cortile-1024x600.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-cortile-768x450.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>I due artigiani restarono poco: dopo un paio d&#8217;anni trasferirono l&#8217;officina a Roma, dove il mercato dei lettori era più ricco.<br />Resta però il fatto storico: la tipografia italiana nacque in questo angolo di montagna, non in una capitale. Un paradosso che dice molto su quanto i monasteri fossero, allora, i veri laboratori del sapere.</p>
<h2>La biblioteca, tra incunaboli e manoscritti</h2>
<p>Coerente con questa vocazione, la <strong>biblioteca statale del Monastero di Santa Scolastica</strong> conserva un patrimonio di manoscritti, pergamene e <strong>incunaboli</strong> che la rende un riferimento per gli studiosi.<br />Scorrere il catalogo significa ripercorrere la trasmissione della cultura occidentale attraverso l&#8217;amanuense prima e il carattere mobile poi.<br />Sopra uno degli archi d&#8217;ingresso campeggia l&#8217;invito che riassume l&#8217;intera filosofia benedettina, l&#8217;<em>ora et labora</em>: prega e lavora, due gesti che qui hanno prodotto bellezza tangibile per quindici secoli.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-rinascimentale.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675686" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-rinascimentale.png" alt="santa-scolastica-chiostro-rinascimentale" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-rinascimentale.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-rinascimentale-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-rinascimentale-1024x684.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-rinascimentale-768x513.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Merita una parola anche la <strong>chiesa abbaziale</strong>. Il suo aspetto attuale, neoclassico e sorprendentemente luminoso, si deve all&#8217;architetto bergamasco <strong>Giacomo Quarenghi</strong>, che la ridisegnò alla fine del Settecento prima di partire per la Russia e diventare l&#8217;architetto prediletto di Caterina II.<br />Trovare la sua mano in una valle dell&#8217;Aniene è uno di quei cortocircuiti che rendono la visita memorabile.</p>
<h2>Informazioni pratiche per la visita</h2>
<p>Il monastero si trova poco fuori l&#8217;abitato di <strong>Subiaco</strong>, in provincia di Roma, ed è tuttora una comunità benedettina viva: lo si visita nel rispetto dei tempi della preghiera.<br />L&#8217;ingresso ai chiostri è generalmente libero, mentre per la biblioteca e per alcune sale valgono orari e modalità dedicate, utili da verificare in anticipo sul sito della comunità.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675687" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro.png" alt="santa-scolastica-chiostro" width="1200" height="698" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-300x175.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-1024x596.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/santa-scolastica-chiostro-768x447.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La scelta più sensata è abbinare Santa Scolastica al vicino <strong>Monastero di San Benedetto</strong>, il Sacro Speco, che sorge più in alto aggrappato alla parete rocciosa: i due si raggiungono con una breve salita e insieme raccontano l&#8217;intera parabola benedettina.<br />Scarpe comode, una giacca anche d&#8217;estate per il fresco dei chiostri e, se possibile, la mattina presto per godersi il silenzio prima dei gruppi.<br />Chi arriva in auto da Roma percorre la via Tiburtina o l&#8217;autostrada A24, uscita <strong>Vicovaro–Mandela</strong>, e prosegue lungo la valle.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"></figure>

<p>Santa Scolastica, insomma, non è la tappa di consolazione prima di salire al Sacro Speco. È il posto in cui l&#8217;Italia ha imparato a stampare i libri, incastonato tra marmi cosmateschi e colonne settecentesche. Vale il viaggio anche solo per raccontarlo a cena.</p>

<p>Foto : santa-scolastica-chiostro</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/" data-wpel-link="internal">Sacro Speco di Subiaco: il monastero aggrappato alla roccia</a></strong></p>
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<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/" data-wpel-link="internal">Cammini e sentieri benedettini: il Cammino di San Benedetto</a></strong></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nel Sud Italia c&#8217;è una chiesa che non ha mai avuto un tetto: storia e meraviglia di un rudere vivo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/santa-maria-dello-spasimo-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Una navata gotica aperta al cielo, cinque secoli di vita parallela tra teatro, lazzaretto e deposito di guerra. Lo Spasimo è uno dei luoghi più singolari d'Italia, e Palermo lo custodisce come un segreto a metà tra sacro e urbano.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Santa Maria dello Spasimo, Palermo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Santa-Maria-dello-Spasimo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Santa-Maria-dello-Spasimo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Santa-Maria-dello-Spasimo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p><strong>Palermo</strong> è una città che accumula strati come le rocce sedimentarie: ogni periodo storico ne ha aggiunto uno senza cancellare del tutto il precedente. Ma pochi luoghi della città incarnano questo principio con la stessa forza brutale e silenziosa della <strong>Santa Maria dello Spasimo</strong>, incredibile chiesa situata nel cuore del quartiere della <strong>Kalsa</strong>.</p>
<p>Si presenta con una navata gotico-rinascimentale aperta al cielo, senza copertura, senza altare e senza funzione liturgica da secoli. Sì, avete capito bene: <strong>non ha nemmeno il tetto</strong>, eppure è un luogo vivo, in grado di sorprendere anche chi crede di conoscere già tutto di questa città.</p>
<h2>Una chiesa mai finita, e per questo unica</h2>
<p>La storia di questa chiesa comincia nel 1506, quando il giureconsulto Jacopo de Basilicò donò il terreno ai monaci dell’Ordine di Santa Maria di Monte Oliveto. I lavori di costruzione, poi, iniziarono ufficialmente nel 1509 andando avanti per diversi anni, anche se nei fatti la chiesa restò incompiuta: la navata fu eretta, le cappelle laterali presero forma, mentre il <strong>tetto rimase un progetto sulla carta</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Albero-dentro-Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675832" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Albero-dentro-Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg" alt="Albero dentro Santa Maria dello Spasimo, Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Albero-dentro-Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Albero-dentro-Santa-Maria-dello-Spasimo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Albero-dentro-Santa-Maria-dello-Spasimo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Albero-dentro-Santa-Maria-dello-Spasimo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Nel 1536, sotto la minaccia turca, le autorità spagnole (viceré Ferrante Gonzaga) disposero il potenziamento delle mura difensive della città e l&#8217;area in cui sorgeva il complesso fu individuata per la costruzione di un bastione. I monaci furono perciò costretti a cedere il posto. L&#8217;intero fronte meridionale della chiesa venne inglobato nel <strong>bastione dello Spasimo</strong>, ancora visibile da <strong>via Lincoln,</strong> e lo spazio venne soffocato da un terrapieno che trasformò l&#8217;edificio di culto nell&#8217;aspetto esterno di un torrione di guardia. Da fuori, spariva. Da dentro, invece, resisteva.</p>
<h2>Cinque secoli di vite sovrapposte tra quelle mura</h2>
<p>Tra il <strong>1582 e il 1692</strong>, la <strong>chiesa senza tetto divenne un teatro</strong>. Le rappresentazioni si tenevano sotto le stelle, con le pareti gotiche a fare da quinta naturale. Era uno dei teatri più frequentati di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/castello-utveggio-palermo/" data-wpel-link="internal">Palermo</a></strong>, attivo in un&#8217;epoca in cui la città era capitale del Viceregno spagnolo. Poi arrivò il degrado: all&#8217;inizio del &#8216;700 l&#8217;edificio versava già in condizioni precarie, tanto che lo storico erudito <strong>Antonino Mongitore</strong> lo annoverava tra le chiese &#8220;andate in rovina&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-dello-Spasimo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675833" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-dello-Spasimo.jpg" alt="Chiesa dello Spasimo a Palermo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-dello-Spasimo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-dello-Spasimo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-dello-Spasimo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-dello-Spasimo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Nel <strong>1835</strong> il complesso fu adattato ad ospizio di mendicità, poi a nosocomio. Le mura gotiche ressero anche questo, al punto che la funzione ospedaliera durò fino al <strong>1985</strong>, quasi 150 anni di corsia e malattia dentro una navata progettata per la preghiera. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, prima che l&#8217;ospizio finisse di funzionare, lo Spasimo servì anche da deposito di materiale artistico recuperato dalle chiese e dai monumenti danneggiati dai bombardamenti. Le <strong>opere d&#8217;arte di Palermo</strong> trovarono rifugio provvisorio lì dentro, tra le stesse pareti che avevano già ospitato frati, attori, malati e soldati.</p>
<h2>Il ritorno alla luce dopo decenni di buio</h2>
<p>Dal <strong>1995</strong> lo Spasimo ha ripreso a respirare con un ritmo diverso. Il Comune di Palermo ha avviato un recupero che ne ha fatto un <strong>centro culturale attivo</strong>, sede di concerti, mostre, proiezioni cinematografiche all&#8217;aperto e rassegne teatrali. La navata priva di copertura, che per secoli era stato un limite da nascondere, è diventata il <strong>punto di forza del luogo</strong>: la luce cambia ora per ora, la pioggia entra, e il vento attraversa le arcate ogivali.</p>
<p>Sul lato sinistro della navata si riconoscono ancora le cappelle laterali (tra cui l<strong>a Cappella Basilicò</strong>), con i blocchi in pietra di tufo e le nervature delle volte che si interrompono bruscamente, come se i costruttori fossero usciti per pranzo e non fossero mai più tornati. Sul fronte nord, invece, il <strong>chiostro</strong> è parzialmente conservato e ospita spesso installazioni temporanee.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675834" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg" alt="Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, Sicilia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-Santa-Maria-dello-Spasimo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-Santa-Maria-dello-Spasimo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-Santa-Maria-dello-Spasimo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-Santa-Maria-dello-Spasimo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Per capire Santa Maria dello Spasimo bisogna fermarsi, alzare gli occhi alle nervature spezzate, leggere il cielo attraverso le arcate e lasciare che i cinque secoli di storia si depositino con la calma che desiderano.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il lago dolomitico con i villaggi sommersi sul fondo: Alleghe, la val Cordevole e l&#8217;autunno tra i larici</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lago-alleghe-dolomiti-bellunesi-frana-1771-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 18:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="749" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/attività_estive.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lago-alleghe" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/attività_estive.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/attività_estive-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/attività_estive-1024x639.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/attività_estive-768x479.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">La notte dell&#8217;<strong>11 gennaio 1771</strong> Alleghe non aveva un lago.<br />
Aveva una valle stretta, il torrente Cordevole che scorreva nel fondovalle e una serie di piccoli villaggi distribuiti lungo le sponde: Marin, Riete, Fusine, Sommariva, Torre, Costa, Peron.<br />
Alle ore tarde di quella notte, una frana enorme si staccò dal <strong>Monte Piz</strong> e precipitò nel fondovalle.<br />
In pochi minuti il Cordevole fu sbarrato. L&#8217;acqua cominciò a salire.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-5.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675345" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-5.png" alt="alleghe-lago-foliage" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-5.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-5-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-5-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-5-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
In tre giorni raggiunse i <strong>35 metri di altezza</strong> e coprì tutto quello che c&#8217;era nel fondovalle. Quarantanove persone morirono. I sopravvissuti si trasferirono sulle alture. Il primo maggio dello stesso anno una seconda frana cadde nel lago appena nato, generando un&#8217;onda che raggiunse il paese di Alleghe e distrusse la canonica.<br />
<strong>Nei mesi successivi l&#8217;acqua si stabilizzò</strong> e nacque quello che vediamo oggi: un lago di sbarramento naturale di circa un chilometro di lunghezza, a 965 metri di altitudine, con il Monte Civetta che si specchia nell&#8217;acqua verde da uno dei versanti più scenografici delle Dolomiti.<br />
Sul fondo ci sono ancora i villaggi sommersi.</p>
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<h2 dir="ltr">Il lago oggi: geometria e colore</h2>
<p dir="ltr">Il Lago di Alleghe si trova nella val Cordevole, nell&#8217;Agordino bellunese, in quello che oggi è Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO come parte delle Dolomiti.<br />
Ha una forma allungata, orientata nord-sud, con il paese di Alleghe sulla sponda orientale e la strada che risale verso Caprile sulla sponda occidentale.<br />
Le acque sono di un verde chiaro che tende all&#8217;azzurro nelle ore di luce alta, con riflessi che cambiano completamente tra mattina e pomeriggio. Il colore dipende dalla profondità, dalla composizione del fondale e dall&#8217;angolo della luce sulle Dolomiti circostanti.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/20170618_170345.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675338" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/20170618_170345.jpg" alt="lago-alleghe-diga" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/20170618_170345.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/20170618_170345-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/20170618_170345-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/20170618_170345-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il Monte Civetta</strong> a ovest e le pareti rocciose che scendono verso il lago a nord sono il fondale naturale che ha reso questo lago uno dei più fotografati delle Alpi orientali. Non è una questione di dimensioni: Alleghe è piccolo rispetto ai grandi laghi alpini. È una questione di proporzioni tra l&#8217;acqua, le rocce verticali e il cielo.</p>
<h2 dir="ltr">L&#8217;autunno: il momento dei larici e dei riflessi</h2>
<p dir="ltr">Alleghe in estate è affollata. I turisti del Civetta, gli appassionati di mountain bike del comprensorio, le famiglie con i bambini.<br />
In autunno, da settembre in avanti, il ritmo cambia.<br />
I larici delle pendici intorno al lago virano verso il giallo intenso dalla seconda settimana di ottobre, mentre i faggi dei boschi più bassi aggiungono tonalità ramate e arancioni. Il contrasto con le rocce grigie del Civetta e del Piz è quello che rende il foliage dolomitico diverso da qualsiasi altro foliage alpino.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675342" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta.jpg" alt="claudio pra_LUNA APPOGGIATA A PUNTA CIVETTA_Monte Civetta" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il lago in ottobre restituisce riflessi particolarmente intensi</strong>: l&#8217;aria è più ferma che in estate, la luce è bassa e laterale nelle ore mattutine, e le temperature fredde della notte producono spesso una nebbia leggera che all&#8217;alba si posa sull&#8217;acqua prima di dissolversi.<br />
<strong>La finestra migliore</strong> è tra il <strong>10 e il 25 ottobre</strong>, quando i larici sono al massimo del colore e i faggi non hanno ancora perso le foglie. Le giornate successive alla pioggia, con il cielo che si schiarisce e la luce cristallina, sono quelle in cui le fotografie riescono meglio.</p>
<h2 dir="ltr">Il giro del lago: 5 km, due ore, nessuna difficoltà</h2>
<p dir="ltr">Il percorso principale del lago di Alleghe è un anello di <strong>5 km</strong> che segue le due sponde e permette di vedere il lago e il paese da tutte le angolazioni.<br />
Si parte da Alleghe, si percorre la sponda orientale verso sud, si attraversa il ponte alla fine del lago, si risale la sponda occidentale verso nord e si torna al punto di partenza attraverso la ciclopedonale che corre accanto alla strada verso Caprile.<br />
<strong>Fondo:</strong> asfalto, sterrato e sentiero nel bosco. Adatto a tutti, cani compresi.<br />
<strong>Durata:</strong> circa due ore a passo tranquillo, con le soste per le fotografie.<br />
<strong>Il punto migliore del percorso</strong> è la sponda occidentale nella parte meridionale del lago, dove il paese di Alleghe si specchia nell&#8217;acqua con il Civetta sullo sfondo. È il punto più fotografato del comprensorio.</p>
<h2 dir="ltr">Le escursioni in quota: il Rifugio Coldai e il Lago Coldai</h2>
<p dir="ltr">Per chi vuole salire, l&#8217;escursione più classica è quella al <strong>Rifugio Coldai</strong>, a <strong>2.132 metri</strong>, sulla cresta che separa la val Cordevole dalla val di Zoldo.<br />
Si sale con la <strong>funivia di Alleghe</strong> fino a Piani di Pezzè, poi si prosegue a piedi fino al rifugio. Il dislivello dalla funivia è di circa <strong>300 metri</strong>, il tempo circa <strong>1h30</strong>.Dal Rifugio Coldai si raggiunge in pochi minuti il <strong>Lago Coldai</strong> stesso: un bacino glaciale a 2.143 metri, con la parete nord del Civetta sullo sfondo, considerata una delle più difficili delle Alpi. In autunno il lago è spesso deserto, il colore dell&#8217;acqua è intenso e la parete del Civetta nei giorni limpidi appare in tutta la sua verticalità.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675341" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1.jpg" alt="alleghe-bergamin_alessandro1" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>La funivia non funziona tutto l&#8217;anno</strong>: verificare le date di apertura sul sito del comprensorio Ski Civetta prima di pianificare la salita.<br />
Sulla sponda est del lago, raggiungibile con una breve deviazione dal giro del lago, si trova il sentiero per <strong>Bramezza</strong>, nel comune di Rocca Pietore: un piccolo villaggio in quota con le case in pietra tipiche dell&#8217;Agordino, praticamente disabitato, con viste sul lago e sulla val Cordevole che pochissimi turisti raggiungono.<br />
È il tipo di deviazione che allunga l&#8217;escursione di un&#8217;ora e cambia completamente la qualità dell&#8217;esperienza.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto da Belluno:</strong> statale SS203 Agordinana verso Agordo, poi SS203 fino a Cencenighe e infine SS203 che risale gli ultimi tornanti verso Alleghe. Circa <strong>50 km</strong>, un&#8217;ora di guida.<br />
<strong>Da Venezia:</strong> autostrada A27 fino a Belluno, poi SS203 verso Agordo e Alleghe. Circa <strong>130 km</strong>, 1h45.<br />
<strong>Da Trento:</strong> attraverso Predazzo e la Val di Fassa, poi Falcade e Caprile verso Alleghe. Circa <strong>90 km</strong>, 1h30. Strada panoramica che attraversa le Dolomiti di Fassa.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675340" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta.jpg" alt="roberto sorama MONTE PORE E CIVETTA_Monte Pore e monte Civetta" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>In pullman:</strong> autobus di linea da Belluno verso Agordo e Alleghe con Dolomiti Bus. Verificare orari su dolomitibus.it.<br />
<strong>Parcheggio:</strong> a pagamento nel centro di Alleghe e lungo le sponde del lago. In autunno di solito non ci sono problemi di disponibilità.<br />
Per chi vuole combinare Alleghe con un itinerario cicloturistico nelle stesse Dolomiti, il pezzo sulla <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/civetta-superbike-bici-dolomiti-alleghe-val-zoldo/" data-wpel-link="internal">Civetta Superbike</a> racconta i percorsi in bici che attraversano questa vallata, e per chi sale verso la Val di Zoldo e il Monte Pelmo <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/mondeval-selva-di-cadore-uomo-preistorico-escursione/" data-wpel-link="internal">il pezzo sul Mondeval</a> racconta l&#8217;altra faccia di queste Dolomiti.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Alleghe, provincia di Belluno, Veneto, Dolomiti Bellunesi UNESCO<br />
<strong>In pullman:</strong> Dolomiti Bus da Belluno, dolomitibus.it<br />
<strong>Giro del lago:</strong> anello 5 km, 2 ore, tutto l&#8217;anno, cani ammessi<br />
<strong>Funivia Alleghe-Piani di Pezzè:</strong> verificare apertura stagionale su skicivetta.it<br />
<strong>Rifugio Coldai:</strong> aperto da giugno a ottobre. Da Piani di Pezzè, 1h30 a piedi<br />
<strong>Lago Coldai:</strong> raggiungibile dal Rifugio Coldai in 10 minuti a piedi<br />
<strong>Periodo migliore in autunno:</strong> 10-25 ottobre per il foliage dei larici<br />
<strong>Parcheggio:</strong> a pagamento in centro Alleghe, libero nelle aree laterali</p>
<p dir="ltr">Foto Canva,  visitdolomitibellunesi.com/, https://alleghe-dolomiti.it/, agordinodolomiti.it/</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sospeso tra cielo e terra, questo borgo abruzzese poco noto vanta tantissimi secoli di storia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cansano-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 16:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i boschi della Maiella, Cansano custodisce una storia millenaria che profuma di pietra calcarea e aria sana]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cansano.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cansano, Abruzzo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cansano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cansano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cansano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cansano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>A 835 metri sul livello del mare, nel cuore dell&#8217;Appennino abruzzese, <strong>Cansano</strong> è uno di quei paesi che sembrano trattenere il fiato. Il nome ricorre raramente nella maggior parte delle guide turistiche, ma basta davvero solo affacciarsi sul suo belvedere naturale per capire che stiamo parlando di un posto che ha vissuto secoli di storia (e senza l&#8217;urgenza di raccontarli).</p>
<p>Sorge sul margine sud-orientale della <strong>Valle Peligna</strong>, nel territorio della provincia dell&#8217;Aquila, su uno sperone di roccia calcarea che domina la valle. A nord, la sagoma imponente della <strong>Majella</strong> (teneramente chiamano ancora dai locali &#8220;la Madre&#8221;) chiude l&#8217;orizzonte con le sue pareti grigie e nevose per gran parte dell&#8217;anno.</p>
<p>Il piccolo centro abitato conta oggi poche centinaia di abitanti, ma la sua struttura racconta tutt&#8217;altra densità di vita: le case si appoggiano le une alle altre lungo vicoli acciottolati che salgono verso la <strong>chiesa del Santissimo Salvatore</strong> (o San Salvatore), edificio di origine medievale (documentato dal 1183) con tracce di interventi successivi, ricostruito dopo il terremoto del 1706.</p>
<h2>Il borgo che guarda la Majella dall&#8217;alto</h2>
<p>Cansano appartiene all&#8217;area del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/valle-orfento-abruzzo/" data-wpel-link="internal">Parco Nazionale della Majella</a></strong>, uno degli ecosistemi montani più integri dell&#8217;Europa centrale, riconosciuto <strong>Geoparco UNESCO</strong> nel 2021. Il territorio circostante è quindi un archivio naturale di rocce, fossili e morfologie che raccontano centinaia di milioni di anni di storia geologica.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Case-di-Cansano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675721" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Case-di-Cansano.jpg" alt="Case nel borgo di Cansano " width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Case-di-Cansano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Case-di-Cansano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Case-di-Cansano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Case-di-Cansano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La pietra calcarea su cui sorge il paese è la stessa che forma le grandi pareti della Majella e che millenni di erosione hanno modellato in forre, grotte e pianori. Percorrendo le strade che attraversano l&#8217;altopiano, si capisce perché questa zona fosse strategica per i pastori della transumanza. Il <strong>Tratturo Magno</strong>, la grande via erbosa che collegava L&#8217;Aquila a Foggia e che per secoli ha guidato la migrazione stagionale delle greggi, passa a pochi chilometri da qui.</p>
<p>Una rotta che era certamente economica, ma anche (e per alcuno aspetti soprattutto) culturale: lungo i tratturi nascevano santuari, fiere, scambi. L&#8217;UNESCO ha riconosciuto la <strong>transumanza come patrimonio immateriale dell&#8217;umanità</strong> nel 2019, e questo altopiano ne è uno dei capitoli più vivi.</p>
<h2>Strade di pietra e memoria medievale</h2>
<p>L<strong>&#8216;impianto urbano</strong> di Cansano riflette la logica difensiva tipica dei borghi fondati tra il X e il XII secolo. Le abitazioni si serrano compatte attorno al nucleo centrale, le finestre sono strette, i portali in pietra grigia portano ancora stemmi e iscrizioni che indicano famiglie nobiliari locali o semplici date di costruzione. Qualche casa conserva i resti di una torre, altri edifici mostrano archi a sesto acuto inglobati nei muri più recenti.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Cansano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675723" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Cansano.jpg" alt="Passeggiando nel centro storico Cansano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Cansano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Cansano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Cansano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Centro-storico-Cansano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La storia del paese è invece legata a doppio filo con quella del feudo medievale che controllava l&#8217;altopiano, conteso tra potenze ecclesiastiche e famiglie baronali. Tracce di questa stratificazione si leggono nei catasti antichi e in qualche documento dell&#8217;<strong>Archivio di Stato dell&#8217;Aquila</strong>, ma soprattutto nell&#8217;architettura minore.</p>
<p>Il lavatoio pubblico, la fontana e la piccola cappella votiva all&#8217;angolo di un vicolo sono tutti elementi che in altri contesti sarebbero scomparsi sotto strati di cemento. Qui, invece, resistono con una <strong>naturalezza disarmante.</strong></p>
<h2>Il parco, i pascoli e la fauna selvatica</h2>
<p>Il contesto naturale è forse l&#8217;argomento più forte per chi raggiunge questo angolo d&#8217;Abruzzo. L&#8217;altopiano delle Cinquemiglia, che prende il nome dall&#8217;antica unità di misura per indicare la sua estensione, in primavera si copre di fiori selvatici che tingono i prati di giallo, viola e bianco. In <strong>autunno</strong>, i faggi alle sue spalle virano verso l&#8217;arancione e il bronzo con una progressione cromatica che rende ogni mattina diversa dalla precedente.</p>
<p>La <strong>fauna</strong> del Parco Nazionale della Majella include lupi appenninici, camosci d&#8217;Abruzzo, cervi e, più raramente, l&#8217;orso marsicano. L&#8217;<strong>avifauna</strong> è altrettanto ricca: qui nidificano il falco pellegrino e l&#8217;aquila reale, e durante le migrazioni autunnali i cieli diventano una rotta preferenziale per decine di specie. Della serie che anche chi non è un birdwatcher incallito rimane colpito da quello spettacolo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Cansano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675724" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Cansano.jpg" alt="Paesaggio di Cansano, Abruzzo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Cansano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Cansano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Cansano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Paesaggio-Cansano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La rete sentieristica del parco raggiunge Cansano attraverso <strong>percorsi</strong> che si snodano tra boschi di faggio e radure, con dislivelli accessibili a escursionisti di media esperienza. Il Club Alpino Italiano segnala e manutiene diversi tracciati in zona, con riferimenti utili sul portale ufficiale. Tornando al paese verso l&#8217;ora del tramonto, la luce radente tinge di rosso e oro le facciate in pietra con un effetto che <strong>nessun filtro fotografico riuscirebbe a imitare.</strong></p>
<p><em>Foto di copertina: Di Nicandro66 di Wikipedia in italiano &#8211; Trasferito da it.wikipedia su Commons da LPLT., Pubblico dominio; Canva</em></p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il &#8220;Giappone d&#8217;Italia&#8221; e i larici dorati: la magia autunnale ai Laghi di Fusine e nella foresta Millenaria</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/laghi-fusine-autunno-foliage/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 06:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1100" height="733" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/4-1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="fusine-autunno-friuli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/4-1.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/4-1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/4-1-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/4-1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><br><br><p data-path-to-node="15">Esistono angoli d&#8217;Italia capaci di trasportare chi li visita in <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="64">atmosfere esotiche e lontane</b>. I <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="96">Laghi di Fusine</b>, incastonati nelle Alpi Giulie in provincia di Udine, sono uno di questi luoghi straordinari. Durante i mesi autunnali,<br />
il contrasto tra l&#8217;acqua cristallina e i boschi dorati ricorda in maniera sorprendente i <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="321">paesaggi tradizionali del Giappone</b>.<br />
I grandi alberi di larice e faggio sfumano verso <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="406">tonalità accese</b> che vanno dal giallo canarino all&#8217;arancione bruciato.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/6-1.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675271" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/6-1.png" alt="fusine-foliage-autunno-friuli" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/6-1.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/6-1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/6-1-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/6-1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Il maestoso anfiteatro roccioso del <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="512">Monte Mangart</b> fa da sfondo a un quadro naturale di rara armonia.<br />
Questo specchio d&#8217;acqua alpino rappresenta una delle <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="630">mete più suggestive</b> da esplorare quando le temperature iniziano a scendere.</p>
<h2 data-path-to-node="16">I laghi e i colori dell&#8217;autunno</h2>
<p data-path-to-node="17">Il complesso ecologico di Fusine comprende due <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="47">bacini principali d&#8217;origine glaciale</b>. Si distinguono il <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="103">Lago Superiore</b> e il <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="123">Lago Inferiore</b>, collegati tra loro da brevi tratti di bosco e da piccoli specchi d&#8217;acqua intermedi.<br />
In autunno, quando il vento si placa, la superficie dei bacini diventa uno <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="298">specchio perfetto</b>. I <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="319">larici dorati</b> e le pareti calcaree delle montagne si riflettono nell&#8217;acqua creando <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="402">giochi di luce mozzafiato</b>.<br />
La trasparenza del fondo permette di scorgere i <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="477">tronchi sommersi</b> e la flora subacquea con estrema nitidezza. La <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="541">luce radente del mattino</b> e del tardo pomeriggio esalta le sfumature calde del fogliame rendendo ogni scorcio indimenticabile.<br />
In realtà, <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/tarvisio-foliage-itinerari-da-ottobre-a-novembre-foresta-millenaria/" data-wpel-link="internal"><strong>tutto il tarvisiano in autunno è magico</strong></a>.</p>
<h2 data-path-to-node="18">Passeggiate nei dintorni</h2>
<p data-path-to-node="19">L&#8217;area offre <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="13">itinerari adatti a ogni livello</b> di allenamento e preparazioni differenti. Il percorso più celebre è il <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="116">giro ad anello dei due laghi</b>, un sentiero pianeggiante che permette di percorrere le sponde di entrambi i bacini.<br />
Questa camminata richiede circa <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="262">due ore di cammino</b> e consente di apprezzare le diverse angolazioni del paesaggio senza particolari difficoltà fisiche.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/5-1.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675272" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/5-1.png" alt="fusine-foliage-autunno-friuli" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/5-1.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/5-1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/5-1-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/5-1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Per chi desidera allungare l&#8217;escursione, dal Lago Superiore parte il sentiero che sale verso il <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="477">Rifugio Zacchi</b>. Immerso in una <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="508">secolare foresta di abeti</b>, questo tracciato permette di guadagnare quota e ammirare il bacino di Fusine dall&#8217;alto. L&#8217;escursione regala <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="643">scorci unici sull&#8217;intera catena</b> del Mangart e sui boschi tinti dai colori autunnali.</p>
<h2 data-path-to-node="20">Storie e leggende da tenere in mente</h2>
<p data-path-to-node="21">La bellezza cupa e affascinante di questi luoghi ha alimentato nel tempo <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="73">racconti popolari e storie antiche</b>. Una delle leggende più radicate narra che dove oggi sorgono i laghi un tempo si estendesse una <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="204">verde vallata abitata da pastori</b>.<br />
A causa della grande avidità degli abitanti, una <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="287">violenta tempesta</b> e una spaventosa frana sommersero il villaggio creando le conche che oggi ospitano l&#8217;acqua.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-3.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675274" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-3.png" alt="fusine-autunno-friuli-storie" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-3.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-3-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-3-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/3-3-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Si racconta che nelle notti più fredde d&#8217;autunno si possano ancora udire i <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="472">lamenti delle antiche anime</b> imprigionate sul fondo del lago.<br />
Oltre al mito, l&#8217;area di Fusine vanta anche un <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="580">primato meteorologico reale</b> molto particolare. La conca è infatti considerata uno dei <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="666">punti più freddi d&#8217;Italia</b> durante la stagione fredda, con inversioni termiche record che trasformano rapidamente il paesaggio con le prime gelate.</p>
<h2 data-path-to-node="22">Cosa mangiare: frico!</h2>
<p data-path-to-node="23">Un&#8217;escursione autunnale al fresco della montagna trova la sua <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="62">conclusione ideale a tavola</b>. La <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="94">cucina del Tarvisiano</b> riflette la vicinanza geografica e culturale con la Carinzia austriaca e la Slovenia.<br />
I ristoranti e i rifugi della zona propongono <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="248">piatti ricchi e corroboranti</b> ideali dopo una giornata di cammino.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/frico.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675276" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/frico.png" alt="frico" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/frico.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/frico-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/frico-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/frico-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Tra le specialità spicca il <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="342">frico tradizionale</b>, un tortino a base di formaggio Montasio e patate soffritto in padella.<br />
Molto apprezzati sono anche i <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="463">cjarsons artigianali</b>, tipici agnolotti ripieni con un contrasto unico tra dolce e salato. Non mancano mai i <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="571">gulasch di selvaggina</b> accompagnati da una porzione di polenta calda di granoturco.<br />
Per concludere il pasto in dolcezza si consiglia di assaggiare uno <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="721">strudel di mele</b> arricchito con cannella e pinoli.</p>
<h2 data-path-to-node="24">Come arrivare</h2>
<p data-path-to-node="25">Raggiungere i Laghi di Fusine è semplice sia in auto sia utilizzando i <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="71">mezzi di trasporto pubblici</b>. Per chi viaggia in macchina occorre percorrere l&#8217;autostrada A23 fino all&#8217;<b data-path-to-node="25" data-index-in-node="173">uscita di Tarvisio</b>.<br />
Da lì si prosegue lungo la <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="220">strada statale 54</b> in direzione del valico confinato con la Slovenia per pochi chilometri. Sulla destra si trovano le <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="337">indicazioni ben segnalate</b> per la Valromana e la strada che sale direttamente ai laghi.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-3.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675275" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-3.png" alt="fusine-autunno-come-arrivare" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-3.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-3-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-3-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/1-3-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Per chi sceglie i mezzi pubblici, la <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="461">stazione ferroviaria di riferimento</b> è quella di Tarvisio Boscoverde.<br />
Dalla stazione partono <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="553">autobus locali di linea</b> che collegano il centro abitato con l&#8217;imbocco della valle nei mesi d&#8217;apertura.</p>
<h2 data-path-to-node="26">Info pratiche</h2>
<p data-path-to-node="27"><b data-path-to-node="27" data-index-in-node="0">Dove:</b> Tarvisio (UD), Friuli Venezia Giulia, nel complesso dei Laghi di Fusine all&#8217;interno delle Alpi Giulie a circa 930 m di quota.<br />
<b data-path-to-node="27" data-index-in-node="394">Quando:</b> Da fine settembre a inizio novembre per ammirare il foliage e i larici dorati; la tarda primavera e l&#8217;estate offrono ottime condizioni per il trekking.<br />
<b data-path-to-node="27" data-index-in-node="554">Orari:</b> L&#8217;area naturale dei laghi è accessibile liberamente tutto l&#8217;anno; i sentieri e il giro dei laghi sono visitabili in autonomia. <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="688">Biglietto:</b> Accesso gratuito. Durante i mesi estivi o nei weekend di alta affluenza può essere attivo un pedaggio di sosta per i parcheggi in quota.<br />
<b data-path-to-node="27" data-index-in-node="836">Da abbinare:</b> Tarvisio (10 km), con la ciclabile Alpe Adria; Santuario del Monte Lussari (15 km), raggiungibile in telecabina per un panorama unico sulle Alpi Giulie.<br />
<b data-path-to-node="27" data-index-in-node="1002">Consiglio:</b> Indossa scarponcini con suola scolpita antiscivolo — le radici affioranti e le foglie umide lungo il lago diventano scivolose. Porta abbigliamento pesante a strati e una bevanda calda: la conca è in ombra e le temperature scendono rapidamente.</p>
<p data-path-to-node="29"><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
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<p data-path-to-node="30,0,0"><strong><a class="ng-star-inserted" href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/garda-trentino-autunno-sentieri/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahgKEwjSr5v_8KKXAxUAAAAAHQAAAAAQwgI" data-wpel-link="internal">Garda Trentino in autunno: i migliori sentieri panoramici</a></strong></p>
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<p data-path-to-node="30,1,0"><strong><a class="ng-star-inserted" href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/avventura/lago-tovel-autunno/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahgKEwjSr5v_8KKXAxUAAAAAHQAAAAAQwwI" data-wpel-link="internal">Autunno al Lago di Tovel: sentieri, colori e mistero tra le Dolomiti di Brenta</a></strong></p>
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<p data-path-to-node="30,2,0"><strong><a class="ng-star-inserted" href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cammini/i-cammini-da-fare-in-autunno-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahgKEwjSr5v_8KKXAxUAAAAAHQAAAAAQxAI" data-wpel-link="internal">I Cammini da fare in autunno in Italia</a></strong></p>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Laghi, valli alpine e il treno autunnale più bello d&#8217;Europa: l&#8217;Alto Piemonte in ottobre</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/alto-piemonte-autunno-foliage-laghi-valli-ossola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 05:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=675499</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono posti che in estate sembrano quasi troppo affollati per essere goduti davvero, e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1300" height="867" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alpe-devero-scaled-e1791470289520.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="alpe devero-piemonte-autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alpe-devero-scaled-e1791470289520.jpg 1300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alpe-devero-scaled-e1791470289520-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/alpe-devero-scaled-e1791470289520-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><br><br><p dir="ltr">Ci sono posti che in estate sembrano quasi troppo affollati per essere goduti davvero, e che in ottobre tornano a essere se stessi. Il <strong>Lago Maggiore</strong>, il <strong>Lago d&#8217;Orta</strong> e le <strong>Valli dell&#8217;Ossola</strong> appartengono a questa categoria. Quando i boschi si accendono e l&#8217;aria si fa tersa, l&#8217;Alto Piemonte offre qualcosa di difficile da trovare altrove: paesaggi alpini a pochi passi dall&#8217;acqua, borghi medievali lungo i sentieri, e un&#8217;infrastruttura outdoor che funziona bene anche fuori stagione.<br />
Il <strong>Distretto Turistico dei Laghi</strong> raggruppa questo territorio in un&#8217;offerta coerente che in autunno tiene aperte cabinovia, bike park, parchi avventura e terme, con eventi che animano i borghi fino a novembre. Ottobre è il mese migliore per arrivarci.</p>
<h2 dir="ltr">Trekking tra boschi e alta quota</h2>
<p dir="ltr">Quando l&#8217;aria si fa limpida e le temperature si addolciscono, camminare diventa il modo più onesto per capire questo territorio. I sentieri d&#8217;alta quota e le passeggiate a mezzacosta offrono scorci che in estate, con la nebbia estiva sul lago, non sempre si vedono.<br />
In <strong>Valle Divedro</strong>, da <strong>San Domenico di Varzo</strong> si sale in cabinovia fino all&#8217;<strong>Alpe Ciamporino</strong> (aperta ancora nel weekend del 10 e 11 ottobre) e da lì si percorre il &#8220;Sentiero dei Fiori&#8221; fino alla conca dell&#8217;<strong>Alpe Veglia</strong>. In autunno i colori caldi dei prati e dei larici creano un contrasto netto con la parete grigia del <strong>Monte Leone</strong> (3.552 m), la vetta più alta delle Alpi Lepontine. L&#8217;anello di circa 12 km si chiude tornando lungo il Torrente Cairasca fino a Ponte Campo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-foliage-piemonte-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675505" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-foliage-piemonte-1.jpg" alt="lago-foliage-piemonte" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-foliage-piemonte-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-foliage-piemonte-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-foliage-piemonte-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-foliage-piemonte-1-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel vicino <strong>Parco Naturale dell&#8217;Alpe Devero</strong> l&#8217;itinerario più riuscito parte dall&#8217;Alpe Devero, raggiunge l&#8217;<strong>Alpe Crampiolo</strong> e tocca due laghi di carattere completamente diverso: il <strong>Lago delle Streghe</strong>, dalle acque limpidissime, e il <strong>Lago di Codelago</strong>, con la sua vista sul Grande Est del Devero. L&#8217;anello di 8,5 km è accessibile e ben segnato.<br />
Scendendo di quota, sulle alture del Lago Maggiore il <strong>Sentiero dei Castagni</strong> collega <strong>Stresa</strong> a <strong>Belgirate</strong> lungo antiche mulattiere, attraverso borghi collinari e boschi di castagni che in ottobre sono al massimo del colore. Otto chilometri con vista continua sul Verbano.</p>
<h2 dir="ltr">In bici tra i passi del Giro d&#8217;Italia</h2>
<p dir="ltr">L&#8217;autunno è la stagione più sottovalutata per pedalare in questo territorio. Le temperature sono quelle giuste, le strade meno trafficate e il foliage sui versanti rende anche le salite più dure una questione estetica oltre che atletica.<br />
L&#8217;itinerario più iconico porta a <strong>Macugnaga</strong>, in fondo alla <strong>Valle Anzasca</strong>, di fronte alla parete Est del <strong>Monte Rosa</strong> (4.634 m). Si parte da <strong>Vogogna </strong>(foto sotto), borgo medievale tra &#8220;I Borghi più Belli d&#8217;Italia&#8221;, e si sale per 31 km attraverso i caratteristici paesi walser. Macugnaga, Bandiera Arancione del Touring Club, è il punto di arrivo naturale.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/08/vogogna-castello-piemonte.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672051" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/08/vogogna-castello-piemonte.jpg" alt="vogogna-castello-piemonte" width="1200" height="905" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/08/vogogna-castello-piemonte.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/08/vogogna-castello-piemonte-300x226.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/08/vogogna-castello-piemonte-1024x772.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/08/vogogna-castello-piemonte-768x579.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Più tecnico ma ugualmente affascinante è il <strong>Passo della Colma di Arola</strong>, che collega il <strong>Lago d&#8217;Orta</strong> alla Valsesia. Il punto di partenza è <strong>Omegna</strong>, città natale di <strong>Gianni Rodari</strong>, con il tour ad anello di 79 km che tocca anche <strong>Orta San Giulio</strong>, altro borgo tra i più belli d&#8217;Italia.<br />
Per chi preferisce il mountain bike, il <strong>Sando Bikepark</strong> a San Domenico di Varzo è aperto nel weekend del 10 e 11 ottobre con la pista Local Flow, tracciato in terra adatto sia per chi vuole affinare la tecnica sia per chi cerca semplicemente un pomeriggio di discese tra i boschi.</p>
<h2 dir="ltr">Il Treno del Foliage: da Domodossola a Locarno</h2>
<p dir="ltr">Dal <strong>10 ottobre al 15 novembre</strong> riparte il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/i-treni-del-foliage-2026-date-prezzi-e-7-percorsi-in-italia-per-vedere-la-magia-dellautunno-dal-finestrino/" data-wpel-link="internal">Treno del Foliage</a></strong>, uno dei viaggi ferroviari più celebrati d&#8217;Europa. La <strong>Ferrovia Vigezzina-Centovalli</strong> collega <strong>Domodossola</strong> a <strong>Locarno</strong> in circa due ore, percorrendo 52 chilometri a scartamento ridotto attraverso la <strong>Valle Vigezzo</strong>: ponti ad arco sulle gole, gallerie brevi, borghi in pietra e boschi che in questo periodo dell&#8217;anno sono al massimo del colore.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/treno-foliage-scaled-e1791470248979.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675502" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/treno-foliage-scaled-e1791470248979.jpg" alt="treno-foliage" width="1300" height="867" /></a><br />
Il New York Times lo ha inserito tra i tragitti ferroviari da fare almeno una volta nella vita. Il viaggio è lento per definizione, ed è esattamente il punto.</p>
<h2 dir="ltr">Parchi avventura e adrenalina tra i castagni</h2>
<p dir="ltr">Chi non vuole fermarsi a guardare il foliage ma preferisce attraversarlo a qualche metro d&#8217;altezza ha diverse opzioni. Il <strong>Cannobio Adventure Park</strong> nella <strong>Valle Cannobina</strong> propone percorsi tra ponti sospesi e zip line nei weekend di ottobre. A Trarego Viggiona, il <strong>Wonderwood Lago Maggiore</strong> si trasforma in &#8220;Wonderboo&#8221; per Halloween fino al 1° novembre.<br />
Al <strong>Lago Maggiore Aquadventure Park</strong> di Baveno l&#8217;offerta spazia tra arrampicata, percorsi aerei, paintball e falconeria. Sul <strong>Mottarone</strong> (1.492 m) l&#8217;<strong>Alpyland</strong>, pista da bob su rotaia lunga 1.200 m, è aperto tutto l&#8217;anno.<br />
Per chi vuole qualcosa di più estremo, la <strong>Lago Maggiore Zipline</strong> ad Aurano offre 1.850 metri di volo panoramico ad oltre 120 km/h nel cuore della <strong>Valle Intrasca</strong>.</p>
<h2 dir="ltr">Gli eventi di ottobre: sagre, trail e mostre</h2>
<p dir="ltr">Il calendario del Distretto dei Laghi in ottobre è più fitto di quanto ci si aspetti. Per tutto il mese la festa transfrontaliera <strong>Lo Pan Ner</strong> riaccende i forni comunitari con pani tradizionali e prodotti locali. Il <strong>17 e 18 ottobre</strong> a <strong>Santa Maria Maggiore</strong> torna <strong>Fuori di Zucca</strong> (21ª edizione), con mostre, degustazioni e giochi di strada legati alla zucca. Lo stesso weekend, il <strong>17 e 18 ottobre</strong>, parte la <strong>Ultra Trail del Lago d&#8217;Orta (UTLO)</strong>, con quattro percorsi tra 12 e 58 km tra boschi e vette con vista sul Cusio.<br />
Il <strong>31 ottobre e 1° novembre</strong> a <strong>Baceno</strong> si chiude con <strong>MeleMiele</strong>, storica mostra-mercato di mele e miele dell&#8217;Ossola. Le <strong>Terme di Premia</strong> nella <strong>Valle Antigorio</strong> aprono straordinariamente anche il 31 ottobre dalle 20:30 a mezzanotte per una serata nelle acque calde.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare e dove trovare informazioni</h2>
<p dir="ltr">Il territorio è raggiungibile in treno da Milano o Torino con cambio a Domodossola o Verbania. In auto dall&#8217;autostrada A26 (Verbania-Gravellona Toce) si raggiunge facilmente qualsiasi punto del distretto.<br />
Per il calendario completo degli eventi, gli itinerari e le prenotazioni: <a href="http://distrettolaghi.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">distrettolaghi.it</a><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/6-2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668955" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/6-2.png" alt="rocca-angera-lago-maggiore-castello" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/6-2.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/6-2-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/6-2-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/6-2-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">FOTO <b>Alpe Devero<i> </i></b><i>(Archivio Fotografico Distretto Turistico dei Laghi &#8211; Foto di Marco Benedetto Cerini)</i><br />
FOTO <b>Valle Antrona </b><i>(Archivio Fotografico Distretto Turistico dei Laghi &#8211; Foto di Marco Benedetto Cerini)</i><br />
FOTO <b>Il Treno del Foliage</b><b> &#8211; Vigezzina Centovalli </b><i>(Archivio Fotografico Distretto Turistico dei Laghi &#8211; Foto di Marco Benedetto Cerini)</i></p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/spiagge-fra-le-montagne-isole-misteriose-angoli-romantici-7-laghi-del-piemonte-da-vedere-in-estate/" data-wpel-link="internal">7 laghi del Piemonte da vedere: spiagge tra le montagne, isole misteriose e angoli romantici</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/gita-sul-lago-maggiore-in-primavera-cosa-fare-e-gli-itinerari-piu-belli/" data-wpel-link="internal">Gita sul Lago Maggiore in primavera: cosa fare e gli itinerari più belli</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/sport/trekking/lautunno-e-la-miglior-stagione-per-il-trekking" data-wpel-link="internal">L&#8217;autunno è la stagione migliore per il trekking: 6 motivi per camminare in ottobre</a></strong></p>
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		<title>Rocce a picco, corsi d&#8217;acqua e boschi dorati: il canyon più spettacolare della Toscana nell&#8217;atmosfera dell&#8217;autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/orrido-di-botri-toscana-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 06:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della Lucchesia, dove la Garfagnana stringe le mani all’Appennino, esiste una gola calcarea[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="803" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/toscana-botri.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="toscana-botri" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/toscana-botri.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/toscana-botri-300x201.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/toscana-botri-1024x685.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/toscana-botri-768x514.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p data-path-to-node="7">Nel cuore della Lucchesia, dove la Garfagnana stringe le mani all’Appennino, esiste una gola calcarea scavata per millenni dalle acque dei torrenti Mariana e Ribellino.<br />
L’<b data-path-to-node="7" data-index-in-node="171">Orrido di Botri</b> è una riserva naturale statale di rara bellezza, spesso descritta come il canyon più imponente della Toscana.<br />
Se durante i mesi estivi le sue acque offrono un riparo dal caldo, è con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno che la gola assume un fascino quasi fiabesco.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-toscna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675251" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-toscna.jpg" alt="orrido-botri-toscana" width="1200" height="795" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-toscna.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-toscna-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-toscna-1024x678.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-toscna-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
I faggi, gli aceri e i carpini che aggrappano le proprie radici alle pareti verticali di roccia sfumano dal verde brillante ai toni del ruggine, dell&#8217;ambra e dell&#8217;oro, creando un contrasto cromatico spettacolare con il grigio della pietra e l&#8217;azzurro limpido delle pozze d&#8217;acqua.</p>
<h2 data-path-to-node="9">Tra natura selvaggia e l&#8217;ombra di Dante</h2>
<p data-path-to-node="10">L&#8217;atmosfera sospesa e selvaggia dell&#8217;Orrido ha alimentato nei secoli storie e suggestioni. Si racconta che persino <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="115">Dante Alighieri</b>, durante la sua permanenza in Lucchesia, si sia ispirato a questo orrido spacco naturale per descrivere i <strong>paesaggi scoscesi e cupi dell&#8217;Inferno nella Divina Commedia.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675249" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri.jpg" alt="orrido-botri" width="1200" height="625" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-300x156.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-1024x533.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></strong><br />
Passeggiare lungo i sentieri che lambiscono la riserva nei mesi autunnali permette di cogliere dettagli che in estate sfuggono: il profumo intenso del sottobosco, il volo dei rapaci, come l&#8217;aquila reale che nidifica sulle pareti più alte, e il suono costante del torrente che rimbomba tra le pareti di roccia.</p>
<h2 data-path-to-node="12">Come esplorare l&#8217;Orrido di Botri in autunno</h2>
<p data-path-to-node="13">La gola interna vera e propria e l&#8217;alveo del torrente sono soggetti a periodi di chiusura stagionale (generalmente da inizio autunno per tutelare l&#8217;incolumità dei visitatori e la fauna della riserva). Tuttavia, il territorio circostante offre una rete di sentieri escursionistici ideali per ammirare il canyon dall&#8217;alto durante la stagione del foliage:<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/botri-valle-orrido.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675253" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/botri-valle-orrido.jpg" alt="botri-valle-orrido" width="1200" height="794" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/botri-valle-orrido.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/botri-valle-orrido-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/botri-valle-orrido-1024x678.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/botri-valle-orrido-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<b data-path-to-node="14,0,0" data-index-in-node="0">Il Sentiero dei Poeti e dei Briganti:</b> Un itinerario ad anello che parte dalle vicinanze di Ponte a Serraglio o Bagni di Lucca e permette di camminare tra boschi di castagni secolari con scorci panoramici sulla fenditura dell&#8217;Orrido.<br />
<b data-path-to-node="14,1,0" data-index-in-node="0">L&#8217;Anello di Monte Fato:</b> Per gli escursionisti che cercano un po&#8217; più di dislivello, questo percorso regala viste a volo d&#8217;uccello sulla Riserva e sulle vette dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano tinte dai colori autunnali.</p>
<h2 data-path-to-node="15">Info pratiche per la visita</h2>
<p data-path-to-node="16,0,0"><b data-path-to-node="16,0,0" data-index-in-node="0">Dove si trova:</b> Comune di Bagni di Lucca (LU), frazione di Montefegatesi.<br />
<b data-path-to-node="16,1,0" data-index-in-node="0">Abbigliamento consigliato:</b> Scarponi da trekking con suola vibram o ben scolpita (le foglie bagnate possono risultare molto scivolose) e abbigliamento a strati.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-pareti.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675254" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-pareti.jpg" alt="orrido-botri-pareti" width="1100" height="792" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-pareti.jpg 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-pareti-300x216.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-pareti-1024x737.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/orrido-botri-pareti-768x553.jpg 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
<b data-path-to-node="16,2,0" data-index-in-node="0">Punti d&#8217;appoggio:</b> Il vicino borgo termale di Bagni di Lucca e la Garfagnana offrono eccellenti tappe enogastronomiche per degustare necci con ricotta, zuppe di farro e piatti a base di castagne e funghi porcini dell&#8217;Appennino.</p>
<p data-path-to-node="16,0,0">Foto <a href="https://www.orridodibotri.info/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.orridodibotri.info/</a>, VisitTuscany</p>
<p data-path-to-node="16,0,0"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p data-path-to-node="16,0,0"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/valle-del-diavolo-trekking-dove-vedere-i-geyser-in-toscana/" data-wpel-link="internal"><strong>La Valle del Diavolo, dove vedere i geyser in Toscana</strong></a></p>
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		<title>Oltrepò Pavese in autunno: trekking nel weekend tra vigne rosse, borghi e le colline della Pinot Nero</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/oltrepo-pavese-autunno-foliage-trekking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 05:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Poco più a sud del corso del Po si stende un territorio collinare straordinario e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="772" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Territorio-oltrepo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Territorio-oltrepo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Territorio-oltrepo.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Territorio-oltrepo-300x232.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Territorio-oltrepo-768x593.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p data-path-to-node="60">Poco più a sud del corso del Po si stende un territorio collinare straordinario e spesso ancora poco affollato. L&#8217;<b data-path-to-node="60" data-index-in-node="114">Oltrepò Pavese</b> rappresenta il cuneo della Lombardia incastonato tra Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria.<br />
Durante la stagione autunnale, le sue dolci dorsali collinari si tingono di sfumature d&#8217;arancio, giallo e rosso rame. La vicinanza con l&#8217;area metropolitana milanese rende questa zona la meta ideale per <b data-path-to-node="60" data-index-in-node="420">evadere dal caos urbano</b>.<br />
I filari di Pinot Nero, Bonarda e Barbera disegnano geometrie perfette lungo i pendii.<br />
L&#8217;atmosfera rilassata dei borghi e il profumo del mosto rendono l&#8217;autunno il periodo più affascinante per una gita fuori porta.</p>
<h2 data-path-to-node="61">Un mosaico di vigne e boschi appenninici</h2>
<p data-path-to-node="62">La conformazione geografica dell&#8217;Oltrepò Pavese varia rapidamente mano a mano che si sale verso l&#8217;Appennino. La fascia della prima collina è dominata dai <b data-path-to-node="62" data-index-in-node="154">vigneti a perdita d&#8217;occhio</b> e dalle tenute vitivinicole storiche. Salendo oltre i seicento metri di quota, le viti lasciano il posto a <b data-path-to-node="62" data-index-in-node="288">fitti boschi di castagni</b>, querce e faggi.<br />
Questa varietà di ecosistemi garantisce uno spettacolo di foliage cromaticamente unico e variegato.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/faggeta-anello-s-zeno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675300" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/faggeta-anello-s-zeno.jpg" alt="faggeta-anello-s-zeno" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/faggeta-anello-s-zeno.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/faggeta-anello-s-zeno-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/faggeta-anello-s-zeno-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Tra le valli Versa, Scuropasso e Staffora si aprono punti d&#8217;osservazione da cui è possibile spaziare fino alla Pianura Padana.<br />
Nelle limpide giornate di ottobre, lo sguardo si spinge verso nord raggiungendo persino la catena delle Alpi.</p>
<h2 data-path-to-node="63">Le escursioni da fare sulle colline pavesi</h2>
<p data-path-to-node="64">Il territorio offre numerose opportunità per <b data-path-to-node="64" data-index-in-node="45">passeggiate ed escursioni di ogni difficoltà</b>. Per chi desidera camminare tra i filari, l&#8217;<b data-path-to-node="64" data-index-in-node="134">Anello di San Zeno</b> nei pressi di Montù Beccaria permette di percorrere facili percorsi poderali con scorci continui sui vigneti dorati.<br />
Un itinerario di maggior respiro storico è il tratto della <b data-path-to-node="64" data-index-in-node="329">Via del Sale</b>, l&#8217;antica direttrice commerciale che univa Pavia al mare di Liguria.<br />
Ripercorrere il sentiero che da Varzi sale verso il Monte Bogleglio permette di immergersi nei colori dei boschi appenninici. Un&#8217;altra camminata molto suggestiva è la salita al <b data-path-to-node="64" data-index-in-node="588">Pietra Corva</b>, uno sperone roccioso di peridotite che svetta sopra i boschi e ospita un celebre giardino botanico alpino.<br />
Gli amanti del trekking urbano e della storia possono invece percorrere i sentieri che collegano i castelli di Zavattarello, Oramala e Nazzano.</p>
<h2 data-path-to-node="65">Storie e leggende dei castelli dell&#8217;Oltrepò</h2>
<p data-path-to-node="66">L&#8217;Oltrepò Pavese è una terra di confine da sempre contesa da famiglie nobiliari e feudi storici. A testimonianza di questo passato rimangono imponenti <b data-path-to-node="66" data-index-in-node="151">manieri e fortificazioni medievali</b> sparsi sui crinali. Il <b data-path-to-node="66" data-index-in-node="209">Castello di Zavattarello</b>, una rocca in pietra interamente restaurata, domina la Val Tidone con la sua presenza maestosa.<br />
Una celebre leggenda narra che all&#8217;interno delle sue sale vaghi ancora il fantasma di Pietro Dal Verme, signore del castello avvelenato nel XV secolo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Oramala_castello.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675299" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Oramala_castello.jpg" alt="Oramala_castello" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Oramala_castello.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Oramala_castello-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Oramala_castello-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Oramala_castello-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Poco distante sorge il <b data-path-to-node="66" data-index-in-node="504">Castello di Oramala</b>, antica dimora della famiglia Malaspina che nel Medioevo ospitò poeti e trovatori provenienti dalla Francia.<br />
Tra le mura di queste fortezze, avvolte dalle nebbie autunnali, si respira un fascino d&#8217;altri tempi che arricchisce ogni camminata.</p>
<h2 data-path-to-node="67">Enogastronomia: il regno del Salame di Varzi e della Bonarda</h2>
<p data-path-to-node="68">La tradizione culinaria dell&#8217;Oltrepò Pavese è ricca, genuina e legata ai prodotti della terra. Il re indiscusso degli antipasti è il <b data-path-to-node="68" data-index-in-node="133">Salame di Varzi DOP</b>, un insaccato artigianale a grana grossa stagionato nelle cantine naturali della Val Staffora. I primi piatti vedono protagonisti i <b data-path-to-node="68" data-index-in-node="285">risotti di stagione</b>, cucinati con la zucca Berrettina di Lungavilla o sfumati con il Pinot Nero locale. <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-675302 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg" alt="fette-salame-varzi" width="1000" height="813" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-300x244.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/fette-salame-varzi-768x624.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>Imperdibili sono gli <b data-path-to-node="68" data-index-in-node="408">agnolotti Pavesi</b>, una pasta ripiena al stufato di stracotto di manzo servita con il suo sugo di cottura o in brodo. In autunno i ristoranti della fascia alta propongono piatti a base di <b data-path-to-node="68" data-index-in-node="594">funghi porcini e tartufi</b> raccolti nei boschi appenninici.<br />
Per accompagnare i pasti si può scegliere tra l&#8217;esuberanza di una <b data-path-to-node="68" data-index-in-node="718">Bonarda dell&#8217;Oltrepò Pavese frizzante</b> o l&#8217;eleganza dei grandi spumanti Metodo Classico a base di Pinot Nero. Per finire in dolcezza si consiglia un assaggio di <b data-path-to-node="68" data-index-in-node="878">Torta di Mandorle di Varzi</b> abbinata a un calice di Sangue di Giuda.</p>
<h2 data-path-to-node="69">Info pratiche</h2>
<p data-path-to-node="70"><b data-path-to-node="70" data-index-in-node="0">Dove:</b> Oltrepò Pavese (PV), Lombardia, fascia collinare a sud del fiume Po tra i 150 e i 1.000 m di quota.<br />
<b data-path-to-node="71" data-index-in-node="0">Come arrivare:</b> In auto tramite la A7 uscita Casei Gerola o la A21 uscita Voghera o Broni-Stradella, proseguendo verso le valli interne (Val Tidone, Val Versa, Val Staffora). In treno fino a Voghera o Broni, da cui si proseguono con bus extraurbani.<br />
<b data-path-to-node="72" data-index-in-node="0">Quando:</b> Da fine settembre a metà novembre per godere del massimo del foliage tra le vigne e nei boschi d&#8217;Appennino; ottima anche la primavera.<br />
<b data-path-to-node="73" data-index-in-node="0">Orari:</b> I borghi e le strade poderali sono liberamente accessibili tutto l&#8217;anno; i castelli come Zavattarello e Oramala sono visitabili nei fine settimana con orari stagionali.<br />
<b data-path-to-node="74" data-index-in-node="0">Biglietto:</b> L&#8217;ingresso guidato al Castello di Zavattarello o di Oramala prevede un biglietto di circa 6-8 euro.<br />
<b data-path-to-node="75" data-index-in-node="0">Da abbinare:</b> Varzi (35 km da Voghera), borgo medievale famoso per i portici e il salame; la Certosa di Pavia (40 km verso nord), magnifico complesso monastico del Rinascimento; il borgo di Fortunago (20 km), tra i più belli d&#8217;Italia.<br />
<b data-path-to-node="76" data-index-in-node="0">Consiglio:</b> Porta con te scarpe da trekking impermeabili o stivali leggeri se intendi camminare nei vigneti: la terra argillosa dell&#8217;Oltrepò diventa molto adesiva con la rugiada mattutina. Porta un piccolo box termico per acquistare i salumi e i formaggi tipici nelle botteghe storiche dei borghi.</p>
<p data-path-to-node="70">Foto Alessandro Vecchi &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5243381, classeseoltrepopavese.it, https://www.consorziovarzi.it/</p>
<p data-path-to-node="78"><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
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		<title>I boschi del foliage dove andare questo weekend 11-12 ottobre: i posti dove i larici sono già oro</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-dolomiti-questo-weekend-ottobre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 18:18:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo momento, nelle Dolomiti, i larici stanno diventando giallo oro. Non è un modo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1400" height="933" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/foliage-weekend-italia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="foliage-weekend-italia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/foliage-weekend-italia.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/foliage-weekend-italia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/foliage-weekend-italia-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/foliage-weekend-italia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><br><br><p dir="ltr">In questo momento, nelle Dolomiti, i larici stanno diventando giallo oro.<br />
Non è un modo di dire, è il momento dell&#8217;anno in cui succede, e <strong>dura circa tre settimane.</strong><br />
<strong>Chi va questo fine settimana trova il picco. </strong>Chi aspetta il weekend dopo lo trova ancora.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Treno-Foliage-2026.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674030" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Treno-Foliage-2026.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Treno-Foliage-2026.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Treno-Foliage-2026-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Treno-Foliage-2026-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Treno-Foliage-2026-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Oltre al <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/news/treno-foliage-2026/" data-wpel-link="internal">Treno del Foliage 2026</a>, ecco 6 posti</strong> ordinati da quelli al picco adesso a quelli che arriveranno tra una-due settimane.</p>
<h2 dir="ltr">Adesso: weekend 11-12 ottobre</h2>
<p dir="ltr"><strong>1. Lago di Alleghe, Dolomiti Bellunesi</strong><br />
I larici intorno ad Alleghe sono al picco nella prima metà di ottobre. Il Monte Civetta si specchia nel lago verde. Il giro del lago è un anello di 5 km, due ore, adatto a tutti.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/civetta-alleghe-panorama.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675343" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/civetta-alleghe-panorama.jpeg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/civetta-alleghe-panorama.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/civetta-alleghe-panorama-300x169.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/civetta-alleghe-panorama-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/civetta-alleghe-panorama-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lago-alleghe-dolomiti-bellunesi-frana-1771-autunno/" data-wpel-link="internal">Guida al Lago di Alleghe</a></p>
<p dir="ltr"><strong>2. Monte Pelmo e Val di Zoldo</strong><br />
Larici gialli, faggi ramati, i prati che ingialliscono sotto le pareti del Pelmo. Il giro della base è uno dei percorsi più scenografici delle Dolomiti in questa stagione.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/monte-pelmo-val-di-zoldo-escursioni-giro/" data-wpel-link="internal">Guida al Monte Pelmo e Val di Zoldo</a></p>
<p dir="ltr"><strong>3. Bosco nel Parco, Lago di Dobbiaco</strong><br />
In Alta Pusteria i larici cingono il lago. Tra il 10 e il 20 ottobre il contrasto tra il bosco giallo, il lago scuro e le cime dolomitiche è al massimo.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/dormire-nel-bosco-in-autunno-quattro-posti-in-italia-dove-il-foliage-entra-letteralmente-in-camera/" data-wpel-link="internal">Guida al dormire nel bosco con il foliage</a></p>
<h2 dir="ltr">Tra una settimana: weekend 18-19 ottobre</h2>
<p dir="ltr"><strong>4. Cartizze e Valdobbiadene</strong><br />
Nelle Colline del Prosecco il foliage è quello della Glera: la vite vira verso il giallo-oro tra il 15 e il 25 ottobre. Non larici ma vigneti, un paesaggio completamente diverso dall&#8217;alpino.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669260" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05.jpg" alt="sentiero-vigneti-prosecco" width="1200" height="844" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05-1024x720.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05-768x540.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Associazione_Colline_05-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cartizze-colline-prosecco-autunno-weekend-veneto-percorsi/" data-wpel-link="internal">Guida al weekend nel Cartizze</a></p>
<h2 dir="ltr">Tra due settimane: fine ottobre</h2>
<p dir="ltr"><strong>5. Sentiero delle Tane, Labante, Appennino bolognese</strong><br />
Le faggete dell&#8217;Appennino bolognese raggiungono il picco tra il 20 ottobre e il 5 novembre. Il Sentiero delle Tane attraversa i boschi dove si nascondevano i partigiani, in autunno è completamente diverso dall&#8217;estate.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666519" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante.jpg" alt="grotte-di-labante" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/monoliti-grotte-e-una-cascata-bizzarra-nel-sentiero-delle-tane-scopri-lautunno-dellappennino-bolognese/" data-wpel-link="internal">Guida al Sentiero delle Tane</a></p>
<p dir="ltr"><strong>6. Morbegno in Cantina, Valtellina</strong><br />
I vigneti della Valtellina in autunno virano dal verde al rosso-arancione, come ad esempio la <strong>Val di Mello qui sotto nella foto.</strong> Nebbiolo sui terrazzamenti eroici, il Canyon del canyon del lago, il Civetta sullo sfondo. E da sabato 25 ottobre le cantine storiche di Morbegno riaprono per il terzo weekend di degustazioni.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667587" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6.jpeg" alt="terrazze-valtellina" width="1920" height="1080" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6.jpeg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6-300x169.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6-1024x576.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6-768x432.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/05/Qkoq6-1536x864.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/montagna/morbegno-cantina-2026-sforzato-storico-ribelle-anteprima/" data-wpel-link="internal">Guida a Morbegno in Cantina 2026</a></p>
<p dir="ltr"><strong>Un consiglio pratico:</strong> il foliage si fotografa nelle prime due ore dopo l&#8217;alba e nell&#8217;ora prima del tramonto. La luce piatta di metà giornata appiattisce i colori. <strong>Chi parte sabato mattina presto trova la luce giusta, </strong>e i parcheggi vuoti.</p>
<p dir="ltr">Foto Canva, APF Valtellina, Martino de Mori, https://appenninobolognese.cittametropolitana.bo.it/it</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/treni-foliage-2026-date-prezzi-percorsi/" data-wpel-link="internal"><strong>I treni del foliage 2026: date, prezzi e 7 percorsi dal finestrino</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/dormire-nel-bosco-italia-forest-bathing-chalets-foliage/" data-wpel-link="internal"><strong>Dormire nel bosco: quattro strutture dove il foliage entra in camera</strong></a></p>
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		<title>Sotto il marmo di una meravigliosa chiesa veneta c&#8217;è una cripta allagata che pochi conoscono</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cripta-di-san-zaccaria-venezia-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:06:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=675554</guid>

					<description><![CDATA[<strong>A pochi passi da Piazza San Marco, nascosta sotto i marmi di una delle chiese più ricche della Serenissima, una cripta medievale giace sommersa dall'acqua lagunare da secoli. Un luogo fuori dal tempo, con una storia lunga mille anni e un biglietto da 1 euro.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cripta di San Zaccaria, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Tutti immaginano <strong>Venezia</strong> come una città che galleggia. E in parte è vero, ma quel che in pochi sanno è che sotto alcune delle sue chiese più antiche si nasconde qualcosa di ancora più straordinario: spazi medievali dove l&#8217;acqua della laguna ha preso dimora fissa, trasformando ambienti sacri in qualcosa che assomiglia più a un sogno subacqueo che a un luogo di culto.</p>
<p>La<strong> cripta di San Zaccaria</strong> ne è forse l&#8217;esempio più eloquente, raggiungibile con qualche euro e una piccola dose di coraggio. Ci troviamo a un paio di minuti a piedi dal<strong> Palazzo Ducale,</strong> ma il flusso turistico che devasta Piazza San Marco lo supera quasi senza accorgersene. Eppure proprio in questo angolo che spesso passa in secondo piano sorge una delle chiese più importanti della storia della <strong>Serenissima</strong>, un edificio che custodisce secoli di potere, devozione e arte rinascimentale.</p>
<h2>L&#8217;abside che cambiò la storia dell&#8217;architettura veneziana</h2>
<p>La chiesa che vediamo oggi non è la prima. L&#8217;originale, infatti, risale al IX secolo, quando il doge <strong>Giustiniano Partecipazio</strong> volle costruire un luogo di culto dedicato a San Zaccaria, padre di Giovanni Battista, le cui reliquie erano state donate dall&#8217;imperatore bizantino Leone V. Per quattro secoli quella struttura rimase il cuore spirituale di un convento femminile strettamente legato alla nobiltà veneziana e alla figura del doge, tanto che ogni anno, nel giorno di Pasqua, il doge stesso si recava in visita portando in dono una preziosa<strong> berretta dorata alle monache.</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675559" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" alt="Chiesa di San Zaccaria, Venezia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Nel 1458 si decise di costruire una chiesa nuova, più grande e più ambiziosa, affiancandola all&#8217;edificio precedente. L&#8217;incarico andò ad <strong>Antonio Gambello</strong>, che progettò un&#8217;abside poligonale con cappelle radiali, una soluzione architettonica senza eguali a <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/san-francesco-deserto-isola-venezia/" data-wpel-link="internal">Venezia</a></strong>, unica nel panorama della città lagunare. Alla morte di Gambello fu invece <strong>Mauro Codussi</strong> a completare l&#8217;opera, firmando la facciata in pietra d&#8217;Istria che ancora oggi chiude scenograficamente il campo con la sua sequenza di archi sovrapposti.</p>
<h2>Scendere sotto il livello della laguna</h2>
<p>Se la superficie incanta, con un piccolo biglietto si accede alla<strong> Cappella di Sant&#8217;Atanasio</strong> e, soprattutto, alla cripta sottostante, che appartiene alla struttura originale del X-XI secolo. È qui che la Venezia più antica si manifesta nella sua forma più pura e più sconcertante. La cripta è <strong>quasi</strong> <strong>permanentemente allagata: </strong>l&#8217;acqua lagunare, che da secoli penetra dal sottosuolo, raggiunge tipicamente un livello di qualche decina di centimetri (variabile con le maree), coprendo il pavimento medievale con uno strato trasparente e immobile che riflette le colonne e le volte a crociera come uno specchio liquido.</p>
<p>Si cammina su <strong>passerelle di legno sospese</strong> sull&#8217;acqua, in un silenzio che ha la qualità di certi sogni lucidi: tutto visibile, tutto reale, ma comunque difficile da credere. Le colonne sono tozze e robuste e reggono volte di mattoni rossi che l&#8217;umidità ha consumato in modi irregolari, disegnando sfumature che vanno dal bruno al grigio azzurro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675562" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia.jpg" alt="Cripta di San Zaccaria a Venezia, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Romanceor &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>In quest&#8217;ambiente riposano i <strong>resti di 8 dogi della Repubblica di Venezia</strong>, figure che per secoli hanno governato una delle potenze marittime più influenti del Mediterraneo.</p>
<h2>Capolavori nascosti in superficie</h2>
<p>Usciti dalla cripta, vale la pena fermarsi nella<strong> navata principale</strong> per una delle opere più alte del Rinascimento veneziano. La <em>Sacra Conversazione</em> dipinta da <strong>Giovanni Bellini</strong> nel 1505, collocata nella seconda cappella a sinistra, irradia una luce dorata che sembra provenire dall&#8217;interno della tela, diversa da tutto ciò che si trova nelle chiese vicine.</p>
<p>I critici d&#8217;arte la conoscono come <em>Enthroned Madonna</em>, ma chiunque la veda capisce subito perché sia rimasta qui, in questa chiesa, per oltre cinque secoli. Attorno sorgono anche le <strong>cappelle di San Tarasio e Sant&#8217;Atanasio</strong>, quest&#8217;ultima parte del vecchio convento, dove le volte affrescate e i polittici gotici raccontano una stratificazione di gusti e committenze durata quattro secoli.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675564" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" alt="Dipinti nella chiesa di San Zaccaria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Venezia riserva le sue sorprese migliori a chi scende di livello, letteralmente. E forse vale la pena chiedersi quante altre città nascondono qualcosa di simile, appena sotto la superficie visibile che tutti fotografano.</p>
<p><em>Foto di copertina Di Didier Descouens &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Pietra, ulivi e ragù di cavallo: Ceglie Messapica, il borgo pugliese che conquista con i suoi sapori</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/si-trova-ceglie-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Nel cuore della Valle d'Itria, a metà strada tra Taranto e Brindisi, Ceglie Messapica custodisce trulli, torri medievali e una cucina che sa di radici antiche. Un borgo lento, concreto, dove la Puglia vera si mostra senza fronzoli.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1100" height="733" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/5-5.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="ceglie-messapica-borgo-puglia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/5-5.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/5-5-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/5-5-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/5-5-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><br><br><p>C&#8217;è un borgo in Puglia che non trovi cercando &#8220;Puglia da vedere&#8221; su Google. Niente spiagge bianche, niente affacci sul mare, nessuna presenza nelle classifiche dei posti più instagrammati del Salento.<br />Eppure chi arriva a <strong>Ceglie Messapica</strong> tende a fermarsi più del previsto — un&#8217;ora diventa una sera, una sera diventa una notte, una notte diventa un fine settimana.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674984" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2.jpg" alt="Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2" width="1280" height="854" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Ceglie_Messapica_-_Piazza_Plebiscito_-_2-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><br />Per capire <strong>si trova Ceglie in Puglia</strong> e cosa significa davvero visitarla, vale la pena partire da una constatazione semplice: qui la Puglia profuma di pietra calcarea e sugo di carne, non di frittura e aperitivi in spiaggia<br />Bisogna quindi capire cosa colloca questo borgo su quella mappa strana che è il tacco dello stivale.</p>

<h2>Un paese nel mezzo — e questo è già tutto</h2>
<p><strong>Ceglie Messapica</strong> sorge nella parte centrale della Puglia, nella zona di transizione tra la <strong>Valle d&#8217;Itria</strong> — quella dei trulli, per intenderci — e la piana tarantina. Non è un posto di passaggio nel senso banale del termine: è un crocevia storico, un luogo che i Messapi abitarono prima che arrivassero i Romani, e che conserva ancora la sua torre angioina come punto di orientamento del centro storico.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/2-8.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674988" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/2-8.png" alt="ceglie-messapica-borgo-puglia-centro" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/2-8.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/2-8-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/2-8-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/2-8-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a></p>
<p>Il tessuto urbano è compatto, bianco, costruito in pietra locale. Le strade strette del centro portano verso piccole piazze con bar che aprono presto e chiudono tardi, e l&#8217;accento che si sente non è quello del Salento ma qualcosa di più sordo, più interno.<br />Ceglie è uno di quei posti che si capisce meglio a piedi, girando senza meta, lasciando che siano le insegne delle macellerie e le finestre aperte a raccontare il resto.</p>
<h2>Tra mare e collina</h2>
<p>Una delle domande più frequenti su Ceglie riguarda il mare — quanto dista, quale costa è più vicina, se vale la pena abbinare le due cose. La risposta è più interessante di quanto sembri.<br /><strong>Ceglie Messapica dista circa 30 chilometri</strong> dal litorale adriatico. La costa più vicina è quella brindisina, con le spiagge di <strong>Ostuni Marina</strong> e <strong>Rosa Marina</strong> raggiungibili in meno di 40 minuti d&#8217;auto. Per chi vuole combinare entrambe le esperienze, Il Mediterraneo ionico, invece, è leggermente più lontano — <strong>Taranto</strong> si raggiunge in circa 35 chilometri verso ovest.<br />In estate, molti che scelgono Ceglie come base alternano mattine nel centro storico e pomeriggi in spiaggia, senza mai sentire il peso della distanza.</p>
<h2>Da Bari a Ceglie, attraversare la Puglia</h2>
<p>Chi arriva in aereo a Bari si trova davanti a una questione pratica: quanto ci vuole per raggiungere Ceglie? La risposta è circa <strong>un&#8217;ora e mezza</strong>, percorrendo poco più di 90 chilometri verso sud-est.<br />Il tragitto più comodo prevede la <strong>SS16</strong> in direzione Taranto, poi la deviazione verso Brindisi e infine la salita verso le colline su cui il paese si distende.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-674977" title="Strada di campagna pugliese con ulivi e muretti a secco verso il mare" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-39037173.jpg" alt="Strada di campagna pugliese con ulivi e muretti a secco verso il mare" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-39037173.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-39037173-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-39037173-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-39037173-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-39037173-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>La distanza è tutto sommato contenuta, ma è abbastanza da far sentire Ceglie in un&#8217;altra dimensione rispetto al capoluogo. Bari è rumore, porto, traffico — Ceglie è silenzio di campagna, ulivi centenari, masserie.<br />Fare questa traversata in primavera, quando i mandorli fioriscono e i muretti a secco costeggiano la strada come punteggiatura di pietra, è già parte del viaggio.<br />Chi preferisce i treni può puntare sulla stazione di <strong>Francavilla Fontana</strong>, a circa 12 chilometri, servita da Trenitalia con collegamenti da Bari e Taranto. Da lì, in taxi o con un&#8217;auto a noleggio, Ceglie è questione di un quarto d&#8217;ora.</p>
<h2>Provincia di Brindisi: un confine che inganna</h2>
<p><strong>Ceglie Messapica appartiene alla provincia di Brindisi</strong>, ma si trova quasi al confine con quella di Taranto — e questo crea una certa confusione geografica anche nei pugliesi stessi. Amministrativamente è brindisina, culturalmente è a cavallo tra le due province, e la sua cucina riflette questa doppia appartenenza.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674978" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320.jpg" alt="Piatto tipico pugliese con ragù di carne su tavolo in pietra rustico" width="1600" height="1067" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-36223320-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a><br />Il <strong>ragù di cavallo</strong>, piatto simbolo della tradizione locale, testimonia quanto Ceglie sia radicata in una Puglia rurale e interna che poco ha a che fare con le cartoline costiere.<br />Le macellerie del centro storico vendono carne di asino e cavallo con la stessa naturalezza con cui altrove si vende il prosciutto. Non è esotismo — è storia.<br />Questa collocazione di confine ha anche un vantaggio pratico: chi sceglie Ceglie come base può raggiungere facilmente sia <strong>Taranto</strong> che <strong>Brindisi</strong> in meno di un&#8217;ora, con due offerte culturali e paesaggistiche molto diverse tra loro.</p>

<h2>Una sosta gastronomica</h2>
<p>Ceglie è un posto dove l&#8217;itinerario si scioglie.<br />Arrivi con un programma — vedere la torre medievale, fare due fotografie, ripartire — e invece ti ritrovi seduto in una trattoria alle tre del pomeriggio con un bicchiere di <strong>Primitivo</strong> e nessuna fretta.<br />Il centro storico ha la dimensione giusta per essere esplorato in mezza giornata, ma offre abbastanza angoli nascosti da giustificare una permanenza più lunga.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/1-8.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674989" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/1-8.png" alt="ceglie-messapica-borgo-puglia-centro-sosta" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/1-8.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/1-8-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/1-8-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/1-8-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a></p>
<p>I vicoli bianchi di calce, la <strong>Collegiata di Sant&#8217;Anna</strong>, le botteghe dei ceramisti locali: un museo a cielo aperto è l&#8217;ultima cosa che sembra — è un paese vivo che accetta volentieri i visitatori senza mettersi in mostra.<br />Chi ama i cammini troverà interessante che il territorio di Ceglie fa parte dell&#8217;area percorsa dalla <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cammini/via-francigena-del-sud-tappe/" data-wpel-link="internal">Via Francigena del Sud</a>, il tracciato certificato a livello europeo che da Roma scende fino a Santa Maria di Leuca toccando il cuore della Puglia interna. Un dettaglio che trasforma il borgo in una tappa possibile per chi viaggia lentamente.<br /><br /></p>

<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Ceglie Messapica, provincia di Brindisi, Valle d&#8217;Itria, Puglia.<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto da Bari circa 90 km (1h 30 min) via SS16 e SS581. In treno fino a Francavilla Fontana (12 km), poi taxi o auto a noleggio.<br /><strong>Quando:</strong> Primavera e autunno per il centro storico; estate per chi vuole abbinare mare (30 km dalla costa adriatica).<img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-674979" title="Vicolo bianco del centro storico di Ceglie Messapica con vasi di fiori" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-11159803.jpg" alt="Vicolo bianco del centro storico di Ceglie Messapica con vasi di fiori" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-11159803.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-11159803-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-11159803-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-11159803-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-11159803-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br /><strong>Da abbinare:</strong> Rosa Marina e Ostuni Marina per il mare; Locorotondo o Martina Franca per un altro borgo della Valle d&#8217;Itria.<br /><strong>Consiglio:</strong> Pranzo in una delle trattorie del centro storico con ragù di cavallo e vino Primitivo locale — prenotare è sempre una buona idea, anche fuori stagione.</p>
<p>Foto Canva, Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons</p>
<p>Leggi anche <strong>Via Francigena del Sud: tutte le tappe da Roma a Santa Maria di Leuca</strong></p>
<ul>
<li>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/pescasseroli-abruzzo/" data-wpel-link="internal"><strong>Pescasseroli, il borgo abruzzese tra le montagne del Parco Nazionale</strong></a></p>
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		<title>Castagneti, tartufo e un borgo abbandonato di scalpellini: ottobre in Appennino con le escursioni gratis</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/valle-taro-ceno-escursioni-autunno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 17:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[appennino]]></category>
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		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=675454</guid>

					<description><![CDATA[C&#8217;è un Appennino che non finisce sulle cartoline e non compare spesso nei weekend consigliati.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="797" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Autunno-nei-boschi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Alta Val Taro e Val Ceno - Autunno nei boschi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Autunno-nei-boschi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Autunno-nei-boschi-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Autunno-nei-boschi-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Autunno-nei-boschi-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">C&#8217;è un Appennino che non finisce sulle cartoline e non compare spesso nei weekend consigliati. Le <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/val-ceno-in-autunno-appennini/" data-wpel-link="internal">Valli del Taro e del Ceno</a> stanno lì, nell&#8217;entroterra parmense, con i castagneti e le cascate e i borghi di pietra che sembrano disegnati per essere scoperti a piedi. Per qualche settimana ancora si possono percorrere con una guida abilitata, e senza spendere un euro.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Albareto-Credit-Nemesia-Studio-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675457" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Albareto-Credit-Nemesia-Studio-2.jpg" alt="Alta Val Taro e Val Ceno - Albareto - Credit Nemesia Studio (2)" width="1200" height="798" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Albareto-Credit-Nemesia-Studio-2.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Albareto-Credit-Nemesia-Studio-2-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Albareto-Credit-Nemesia-Studio-2-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Albareto-Credit-Nemesia-Studio-2-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il <strong>Passaporto TARO-CENO</strong> è l&#8217;iniziativa che ha animato l&#8217;estate e l&#8217;autunno di questo angolo di Emilia-Romagna, portando escursionisti e famiglie su sentieri che di solito rimangono fuori dai circuiti più battuti. Il programma si chiude il <strong>25 ottobre 2026</strong>, ma le date ancora aperte sono tra le più interessanti dell&#8217;intero calendario.</p>
<h2 dir="ltr">Le Valli del Taro e del Ceno: dove si trovano e perché vale la pena</h2>
<p dir="ltr">Le Valli del Taro e del Ceno si trovano a sud di Parma, lungo l&#8217;<strong>Appennino ligure-emiliano</strong>, in quella zona di confine tra la pianura padana e il mare che ha sempre avuto un carattere proprio. Comuni come <strong>Bardi</strong>, con il suo castello medievale che domina la confluenza dei due fiumi, o <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/bedonia-alta-val-taro-foresta-cultura-tartufo/" data-wpel-link="internal"><strong>Bedonia</strong></a> e <strong>Bore</strong>, più nell&#8217;entroterra, sono rimasti abbastanza lontani dal turismo di massa da conservare un&#8217;autenticità difficile da trovare altrove.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-fantasma-di-Lavacchielli-2.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675463" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-fantasma-di-Lavacchielli-2.jpeg" alt="Bardi (PR) - Villaggio fantasma di Lavacchielli (2)" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-fantasma-di-Lavacchielli-2.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-fantasma-di-Lavacchielli-2-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-fantasma-di-Lavacchielli-2-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-fantasma-di-Lavacchielli-2-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L&#8217;ottobre è il momento migliore: i <strong>castagneti</strong> sono al massimo del colore, le temperature permettono camminate vere senza il caldo estivo, e la stagione del <strong>tartufo</strong> è entrata nel vivo. Non servono attrezzature speciali né preparazione atletica elevata: la maggior parte delle uscite è adatta a chi cammina con regolarità.</p>
<h2 dir="ltr">Il Passaporto TARO-CENO: come funziona</h2>
<p dir="ltr">Il progetto rientra nell&#8217;iniziativa <strong>&#8220;Dal Taro al Ceno, Tra passaggi e paesaggi&#8221;</strong>, promossa da otto Comuni dell&#8217;area con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Il Passaporto è un libretto fisico disponibile gratuitamente negli <strong>Uffici IAT di Parma e della Valtaro e Valceno</strong>, e serve a raccogliere i timbri delle singole tappe.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675462" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-4.jpg" alt="Bardi (PR) - Foto di Stefano Grassi (4)" width="1200" height="999" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-4.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-4-300x250.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-4-1024x852.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-4-768x639.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Tutte le escursioni sono accompagnate da <strong>guide turistiche e guide ambientali escursionistiche abilitate</strong> (GAE). La partecipazione è gratuita, ma l&#8217;iscrizione è obbligatoria.</p>
<h2 dir="ltr">Le ultime escursioni: il programma di ottobre</h2>
<h4 dir="ltr">10 e 11 ottobre a Bore: la castagna come protagonista</h4>
<p dir="ltr"><strong>Sabato 10 ottobre</strong> il paese di <strong>Bore</strong> ospita &#8220;Corazze e Tesori&#8221;, un laboratorio per bambini dedicato alla castagna. L&#8217;idea è più originale di quanto sembri: partendo dall&#8217;Arte Povera e dalle sculture di <strong>Giuseppe Penone</strong>, i bambini lavorano con stuzzicadenti, lana e gusci per costruire mini-castelli e personaggi ispirati al bosco. Un modo concreto per spiegare ai più piccoli che cosa succede in autunno e perché certi frutti hanno un&#8217;armatura di spine.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Castagne.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675460" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Castagne.jpg" alt="Alta Val Taro e Val Ceno - Castagne" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Castagne.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Castagne-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Castagne-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Alta-Val-Taro-e-Val-Ceno-Castagne-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il giorno dopo, <strong>domenica 11 ottobre</strong>, la stessa Bore apre le porte agli escursionisti con &#8220;Bore e la magia delle castagne&#8221;. La guida <strong>Giuseppe Zanetti</strong> accompagna il gruppo dal centro del paese fino al <strong>Monte Costaccia</strong>, attraverso boschi di faggio e castagno, fino al <strong>Monte Mu</strong> e al <strong>Crocione</strong> che domina la <strong>Diga di Mignano</strong>. Circa tre ore di cammino, con rientro in tempo per la <strong>Sagra della Castagna</strong>. Ritrovo alle 9:00 nel parcheggio del centro.</p>
<h4 dir="ltr">11 ottobre ad Albareto: i mulini e il pane dei poveri</h4>
<p dir="ltr">Sempre l&#8217;<strong>11 ottobre</strong>, ma ad <strong>Albareto</strong>, la guida <strong>Davide Costa</strong> porta il gruppo &#8220;Nella storia della castagna, tra i mulini e Borgo Casale&#8221;.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-9.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675459" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-9.jpg" alt="Bardi (PR) - Foto di Stefano Grassi (9)" width="1200" height="1012" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-9.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-9-300x253.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-9-1024x864.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Foto-di-Stefano-Grassi-9-768x648.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il percorso risale verso i luoghi dove un tempo giravano le macine, raggiunge <strong>Borgo Casale</strong>, struttura ricettiva antica oggi in parte ristrutturata, e si addentra in un castagneto tra aneddoti e memorie legate a quello che per secoli è stato chiamato il &#8220;pane dei poveri&#8221;. Difficoltà media, durata circa tre ore e mezza. Ritrovo alle 8:30 al Palafungo di Albareto.</p>
<h4 dir="ltr">18 ottobre a Bedonia: sotto terra con il tartufo</h4>
<p dir="ltr"><strong>Domenica 18 ottobre</strong> a <strong>Bedonia</strong> tocca al laboratorio per bambini &#8220;L&#8217;Oro Invisibile&#8221;, dedicato al <strong>tartufo</strong>. Il punto di partenza è la sua natura quasi paradossale: un fungo che vive nascosto sottoterra in simbiosi con le radici degli alberi e che vale quanto oro. Ispirandosi all&#8217;opera di <strong>Alberto Burri</strong>, i partecipanti lavorano con argilla, sabbia e pigmenti per creare sculture tattili. Per chi ha bambini ed è in zona in quel fine settimana, è una delle uscite più riuscite del calendario.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-di-Cerreto-Val-Noveglia.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675464" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-di-Cerreto-Val-Noveglia.jpeg" alt="Bardi (PR) - Villaggio di Cerreto - Val Noveglia" width="1200" height="1006" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-di-Cerreto-Val-Noveglia.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-di-Cerreto-Val-Noveglia-300x252.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-di-Cerreto-Val-Noveglia-1024x858.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Bardi-PR-Villaggio-di-Cerreto-Val-Noveglia-768x644.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h4 dir="ltr">25 ottobre a Pellegrino Parmense: il gran finale</h4>
<p dir="ltr">Il programma si chiude <strong>domenica 25 ottobre</strong> a <strong>Pellegrino Parmense</strong> con &#8220;Pellegrino e il Tartufo&#8221;. I dettagli saranno pubblicati a breve su trekkingtaroceno.it, ma il tema è già abbastanza per capire di cosa si tratterà: tartufo, boschi e uno dei borghi più caratteristici della Valceno.</p>
<h2 dir="ltr">Come iscriversi</h2>
<p dir="ltr">Per le escursioni il programma completo e le iscrizioni sono su <strong>trekkingtaroceno.it</strong>. Per i laboratori per bambini si prenota al numero <strong>346 2128538</strong> oppure via e-mail a giuliamuratori1@gmail.com. Il Passaporto TARO-CENO è disponibile gratuitamente, fino a esaurimento scorte, negli Uffici IAT di Parma e della Valtaro e Valceno.</p>
<p dir="ltr">Foto Val Taro e Val ceno</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche:</strong><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/dentro-e-fuori-lappennino-in-treno-bici-e-a-piedi/" data-wpel-link="internal"><strong>Dentro e fuori l&#8217;Appennino parmense</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/8-itinerari-a-piedi-in-emilia-romagna-lontani-dalla-folla/" data-wpel-link="internal">I sentrieri da fare in autunno in Emilia Romagna</a></strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/dove-andare-a-raccogliere-le-migliori-castagne-ditalia/" data-wpel-link="internal"><strong>Dove andare a raccogliere la migliori castagne in Italia</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ben 600 anni sotto lo stesso cielo: questo è l&#8217;albero più misterioso d&#8217;Italia, legato allo streghe</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/quercia-delle-streghe-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 15:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>A Capannori, nella pianura lucchese, un'enorme quercia vive da sei secoli tra leggende di stregoneria e silenzi di campagna. Non è facile da trovare, ma chi ci arriva capisce perché la Toscana custodisce i suoi alberi monumentali come se fossero cattedrali.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Quercia-delle-streghe.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Quercia delle streghe, Toscana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Quercia-delle-streghe.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Quercia-delle-streghe-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Quercia-delle-streghe-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Quercia-delle-streghe-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Pochi chilometri separano il <strong>centro di Lucca</strong> da uno degli alberi più antichi della regione, ma nonostante questo la maggior parte dei turisti che affollano le mura medievali della città ignora completamente la sua esistenza. In zona, infatti, sorge la <strong>Quercia delle Streghe, </strong>che cresce da circa 600 anni nella tenuta della <strong>villa Carrara</strong>, a <strong>Capannori</strong>, raggiungibile dalla strada vicinale che scende da San Martino in Colle: un rettilineo di campagna dove il tempo sembra essersi fermato, tra casolari e filari di viti.</p>
<p>L&#8217;albero annuncia la propria presenza solo all&#8217;ultimo momento e trovarsi all&#8217;improvviso davanti a quel tronco massiccio, con i rami che si aprono verso l&#8217;alto come le dita di una mano gigante, è un&#8217;esperienza che scavalca qualsiasi descrizione.</p>
<h2>Un colosso verde tra le vigne di Capannori</h2>
<p>La quercia si trova in una tenuta agricola privata, incastonata nel paesaggio dolce della <strong>Piana di Lucca</strong>. Le dimensioni restano difficili da afferrare finché non ci si avvicina: il fusto è talmente largo che ci vogliono <strong>più persone per abbracciarlo</strong>, e la chioma copre un&#8217;area che in estate trasforma il suolo sottostante in un&#8217;isola d&#8217;ombra fitta. L&#8217;erba lì cresce più bassa, quasi schiacciata dall&#8217;ombra perpetua.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Il-Quercione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675488" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Il-Quercione.jpg" alt="Il Quercione della Toscan" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Il-Quercione.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Il-Quercione-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Il-Quercione-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Il-Quercione-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Guglielmo Giambartolomei &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Intorno, i filari si interrompono rispettosamente, come se anche i vignaioli avessero imparato nel tempo a trattare l&#8217;albero con una certa deferenza. Il contesto è quello della <strong>campagna lucchese più autentica</strong>: (quasi) senza cartelli turistici, senza corde di recinzione e senza didascalie plastificate.</p>
<h2>Sei secoli di storia, streghe e radici profonde</h2>
<p>Il nome è tutt&#8217;altro che casuale: nella tradizione popolare locale, le querce antiche erano considerate <strong>luoghi di ritrovo per i <em>sabba</em></strong>, i raduni notturni delle streghe. Questa, per la sua età, le sue dimensioni e la posizione isolata ai bordi della tenuta, è diventata nei secoli un <strong>punto di riferimento</strong> per le leggende della zona. Gli anziani del paese le attribuiscono ancora oggi una certa aura: un albero che &#8220;sa&#8221; qualcosa, anche se resta oscuro esattamente cosa.</p>
<p>Sei secoli di vita significano anche sei secoli di storia avvolti attorno a quelle radici. La quercia era già adulta quando le grandi famiglie lucchesi costruivano le loro ville di campagna; era già vecchia quando Napoleone<strong> ridisegnava i confini d&#8217;Europa. </strong>Ha attraversato siccità, gelate, guerre e abbandoni, restando lì, immobile, mentre tutto il resto cambiava.</p>
<h2>Un patrimonio silenzioso: gli alberi monumentali in Toscana</h2>
<p>La Quercia delle Streghe non è un caso isolato in una regione che conta ben <strong>165 esemplari ufficialmente riconosciuti</strong>. Tra questi figurano l&#8217;<strong>Abete bianco di Abetone Cutigliano,</strong> quasi trecentenne e alto 46 metri, le sequoie del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/non-categorizzato/castello-sammezzano-toscana-restauro-storia/" data-wpel-link="internal">castello di Sammezzano</a></strong>, i cipressi di Bolgheri, e castagni, tigli, sugheri e platani dispersi tra piccoli comuni che spesso non superano i 5.000 abitanti.</p>
<p>Un quarto di questi alberi cresce proprio in quei piccoli borghi fuori rotta, lontani dalle guide più frequentate. È lì che la tutela ambientale si mescola con la <strong>memoria collettiva</strong> nel modo più efficace: per decreto ma soprattutto perché la gente li ha protetti per generazioni, considerandoli parte integrante della comunità.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Capannori.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675489" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Capannori.jpg" alt="La zona di Capannori" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Capannori.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Capannori-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Capannori-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Capannori-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>La particolarità della Quercia delle Streghe, rispetto ad altri esemplari più celebri, sta proprio nel<strong> livello di anonimato</strong> che ancora riesce a conservare. Quella differenza si sente nel momento in cui ci si arriva, magari nel tardo pomeriggio di ottobre, quando la luce radente del tramonto colora il <strong>tronco di un arancio caldo</strong> e i rami proiettano ombre lunghe sull&#8217;erba umida.</p>
<p><em>Foto di copertina: Di SonOfMySorrow &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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<div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div>
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		<title>Il Grand Canyon della Puglia esiste, è lungo 12 km e ci vivono aquile reali e avvoltoi egiziani</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/gravina-laterza-canyon-puglia-avvoltoio-escursioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[canyon]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nome non aiuta a capire cosa ci si trovi davanti. Gravina suona come qualcosa[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="868" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-puglia.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="gravina-laterza-puglia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-puglia.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-puglia-300x217.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-puglia-1024x741.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-puglia-768x556.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Il nome non aiuta a capire cosa ci si trovi davanti.<br />
<strong>Gravina</strong> suona come qualcosa di piccolo, locale, da taccuino di viaggio dell&#8217;entroterra.<br />
Non come un canyon profondo 200 metri con pareti di calcare bianco che scendono verticali per chilometri, e i rapaci che volano in cerchio a metà altezza tra il bordo e il fondo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/panorama-gravina-laterza-puglia.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675404" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/panorama-gravina-laterza-puglia.png" alt="panorama-gravina-laterza-puglia" width="1200" height="826" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/panorama-gravina-laterza-puglia.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/panorama-gravina-laterza-puglia-300x207.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/panorama-gravina-laterza-puglia-1024x705.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/panorama-gravina-laterza-puglia-768x529.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
La <strong>Gravina di Laterza</strong> è il canyon più grande della Puglia — e uno dei più profondi d&#8217;Europa.<br />
Si trova in provincia di <strong>Taranto</strong>, nel cuore del <strong>Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine</strong>, e la maggior parte dei turisti che vanno in Puglia non ne ha mai sentito il nome.</p>
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<h3 dir="ltr">Dove si trova il canyon di Laterza?</h3>
<p dir="ltr">La Gravina di Laterza si trova nel comune di <strong>Laterza</strong>, nella provincia di Taranto, a circa <strong>40 km da Taranto</strong> verso nord-est e a <strong>60 km da Matera</strong>.<br />
Siamo nell&#8217;area dell&#8217;<strong>arco ionico pugliese</strong>: il territorio che si estende tra il Golfo di Taranto e le Murge, dove la roccia calcarea è stata incisa nel corso di millenni dall&#8217;erosione delle acque piovane e dei torrenti stagionali, producendo una serie di canyon che i locali chiamano gravine e che costellano tutta questa porzione di Puglia.<br />
La gravina più famosa — quella di Laterza — si sviluppa per <strong>12 km</strong>, raggiunge una larghezza massima di <strong>500 metri</strong> e scende fino a <strong>200 metri</strong> di profondità.<br />
Il fondo del canyon non si vede dal bordo: bisogna avvicinarsi molto, o scendere.</p>
<h3 dir="ltr">Perché si chiamano gravine?</h3>
<p dir="ltr">La parola <strong>gravina</strong> deriva probabilmente dal latino medievale e indica, in senso tecnico, una incisione erosiva a pareti sub-verticali nella roccia calcarea o calcarenitica.<br />
In tutta la Puglia ionica esistono decine di gravine: alcune piccole e poco profonde, ricchissime di insediamenti rupestri risalenti al Paleolitico e all&#8217;Alto Medioevo; altre profonde più di 200 metri, selvagge e quasi inaccessibili nel fondo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/canyon-gravina-laterza-puglia.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675403" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/canyon-gravina-laterza-puglia.png" alt="canyon-gravina-laterza-puglia" width="1200" height="814" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/canyon-gravina-laterza-puglia.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/canyon-gravina-laterza-puglia-300x204.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/canyon-gravina-laterza-puglia-1024x695.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/canyon-gravina-laterza-puglia-768x521.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">La differenza tra una <strong>gravina</strong> e un canyon nel senso americano del termine è principalmente di scala e di genesi: entrambi sono prodotti dall&#8217;erosione, ma i canyon dell&#8217;Arizona si sono formati principalmente per l&#8217;erosione fluviale in roccia sedimentaria orizzontale, mentre le gravine pugliesi sono incisioni carsiche in un altopiano calcareo, prodotte dall&#8217;erosione delle acque che hanno trovato le vie di scorrimento attraverso fratture nella roccia.<br />
Il risultato visivo è simile: pareti verticali, roccia chiara, fondi scuri con vegetazione densa.<br />
Ma la Puglia non ha i colori rossi dell&#8217;Arizona — ha il bianco e il grigio del calcare mediterraneo, e la macchia che cresce sulle pareti fino a dove la luce arriva.</p>
<h3 dir="ltr">Esiste davvero un Grand Canyon in Puglia?</h3>
<p dir="ltr">Sì, anche se il paragone va calibrato.<br />
Il Grand Canyon dell&#8217;Arizona è lungo <strong>446 km</strong> e raggiunge <strong>1.800 metri</strong> di profondità.<br />
La Gravina di Laterza è lunga <strong>12 km</strong> e profonda <strong>200 metri</strong>.<br />
Le dimensioni sono diverse — ma l&#8217;impatto visivo, soprattutto affacciandosi sul bordo per la prima volta, non lo è così tanto.<br />
La verticalità delle pareti di calcare bianco, la larghezza della fenditura che si apre ai piedi, la vegetazione sul fondo che sembra una foresta in miniatura vista dall&#8217;alto: sono tutti elementi che producono lo stesso effetto disorientante che si prova guardando un canyon vero.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675402" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza.png" alt="gravina-laterza" width="1200" height="832" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-300x208.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-1024x710.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/gravina-laterza-768x532.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La Gravina di Laterza è considerata uno dei canyon più grandi d&#8217;Europa — e in Italia non ha paragoni.<br />
Il confronto con l&#8217;Africa che appare nel titolo della sezione ha una ragione precisa: le pareti calcaree bianche, la vegetazione mediterranea rada sul bordo e i rapaci in volo continuo sulle correnti d&#8217;aria calda producono un&#8217;atmosfera che ricorda certi paesaggi del Maghreb o dell&#8217;Anatolia.<br />
Non dell&#8217;Appennino italiano.</p>
<h3 dir="ltr">L&#8217;Oasi LIPU e il capovaccaio</h3>
<p dir="ltr">Dal <strong>1999</strong>, l&#8217;<strong>Oasi LIPU di Laterza</strong> gestisce un&#8217;area di protezione di <strong>800 ettari</strong> nel cuore del Parco delle Gravine.<br />
La ragione principale dell&#8217;istituzione dell&#8217;oasi è la presenza di specie ornitologiche rare che nelle pareti della gravina trovano uno degli ultimi habitat italiani adatti alla nidificazione.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/capovaccaio-oasi-gravina-laterza.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675400" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/capovaccaio-oasi-gravina-laterza.jpg" alt="capovaccaio-oasi-gravina-laterza" width="1200" height="742" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/capovaccaio-oasi-gravina-laterza.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/capovaccaio-oasi-gravina-laterza-300x186.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/capovaccaio-oasi-gravina-laterza-1024x633.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/capovaccaio-oasi-gravina-laterza-768x475.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il <strong>capovaccaio</strong> (Neophron percnopterus), noto anche come avvoltoio egiziano, è il simbolo dell&#8217;oasi.<br />
È uno dei rapaci più rari d&#8217;Italia: la sua presenza stabile come nidificante nella Gravina di Laterza è una delle poche rimaste nel Paese.<br />
Il capovaccaio è riconoscibile per il piumaggio bianco e nero e per la testa gialla e nuda: un uccello che sembra antico, e lo è — nella mitologia egizia era sacro.<br />
Nidifica nelle nicchie delle pareti rocciose e si nutre prevalentemente di carogne.<br />
Lungo i 12 km di pareti rocciose, nelle numerose grotte e nella fitta vegetazione, nidificano anche: <strong>aquila reale</strong>, <strong>nibbio reale</strong>, <strong>falco pellegrino</strong>, <strong>poiana</strong>, <strong>gheppio</strong>.<br />
Per il birdwatching, il periodo migliore è <strong>marzo-giugno</strong> — quando i rapaci sono attivi sui nidi e le correnti d&#8217;aria calda li portano a quote osservabili dai sentieri sul bordo.</p>
<h3 dir="ltr">Quali sono le escursioni consigliate nella Gravina di Laterza?</h3>
<h4 dir="ltr">Il sentiero sul bordo del canyon</h4>
<p dir="ltr">Il percorso più accessibile segue il margine superiore della gravina, permettendo di affacciarsi sulle pareti e osservare il fondo dall&#8217;alto.<br />
È adatto a tutti i livelli di esperienza, non richiede attrezzatura tecnica e offre i punti panoramici migliori per il birdwatching.<br />
La lunghezza varia a seconda del tratto scelto — il Centro Visita dell&#8217;Oasi LIPU è il punto di partenza naturale.</p>
<h4 dir="ltr">L&#8217;anello di 11 km</h4>
<p dir="ltr">Il percorso circolare completo misura circa <strong>11 km</strong> e richiede un&#8217;intera mattinata o un pomeriggio.<br />
Alterna tratti sul bordo superiore con sezioni che avvicinano la vegetazione della macchia mediterranea sulle pareti.<br />
Fondo prevalentemente sterrato, con tratti rocciosi.<br />
Scarpe da trekking consigliate — con il terreno bagnato alcuni tratti diventano scivolosi.</p>
<h4 dir="ltr">La discesa al fondo del canyon</h4>
<p dir="ltr">Per i trekker più esperti e allenati è possibile partecipare a <strong>escursioni guidate</strong> che scendono fino al fondo della gravina.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/escursioni-gravina-laterza-puglia.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675405" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/escursioni-gravina-laterza-puglia.png" alt="escursioni-gravina-laterza-puglia" width="1200" height="916" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/escursioni-gravina-laterza-puglia.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/escursioni-gravina-laterza-puglia-300x229.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/escursioni-gravina-laterza-puglia-1024x782.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/escursioni-gravina-laterza-puglia-768x586.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Questi percorsi sono più impegnativi, soprattutto per la ripida risalita, ma restituiscono la prospettiva di camminare tra le pareti di roccia bianca levigata dall&#8217;acqua.<br />
La discesa al fondo non si fa in autonomia — è necessario affidarsi alle guide autorizzate dell&#8217;Oasi LIPU o alle associazioni locali di escursionismo.</p>
<h4 dir="ltr">La Grotta Croce</h4>
<p dir="ltr">All&#8217;interno del canyon si trova la <strong>Grotta Croce</strong>, una cavità naturale nelle pareti rocciose.<br />
È uno dei punti di interesse geologico e storico del percorso — le grotte della gravina furono utilizzate come rifugi e luoghi di culto dalle popolazioni rupestri medievali.</p>
<h3 dir="ltr">Flora: cosa cresce nelle pareti</h3>
<p dir="ltr">La conformazione della gravina crea microclimi diversi a seconda dell&#8217;esposizione e della quota.<br />
Sul bordo superiore cresce la <strong>macchia mediterranea</strong> tipica delle Murge: lentisco, mirto, cisto, rosmarino selvatico.<br />
Più in basso, nelle zone ombrose delle pareti, si sviluppano comunità vegetali più rare: <strong>querce trojane</strong> (Quercus trojana), specie endemica dell&#8217;area balcanica e pugliese, e il <strong>gigaro pugliese</strong>, un fiore esclusivo della Puglia che cresce nelle gravine dell&#8217;arco ionico.<br />
Il fondo del canyon, che non riceve sole diretto per molte ore, ospita vegetazione più fresca e umida, con felci e muschi che colorano di verde scuro la roccia bagnata dai ristagni d&#8217;acqua invernali.</p>
<h3 dir="ltr">Come arrivare</h3>
<p dir="ltr"><strong>Da Taranto:</strong> SS7 che attraversa Massafra, Palagiano e Castellaneta. Dopo aver superato Castellaneta, circa 8 km, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Laterza. Dopo aver attraversato il paese si arriva all&#8217;Oasi, nell&#8217;estrema periferia sud.<br />
<strong>Da Matera:</strong> circa 60 km verso ovest, sulla SS7.<br />
<strong>Da Bari:</strong> autostrada A14 uscita Gioia del Colle, poi SP99 verso Laterza. Circa 90 km.<br />
<strong>Parcheggio:</strong> l&#8217;Oasi dispone di un parcheggio nella zona di accesso.<br />
<strong>Centro Visita LIPU:</strong> punto di partenza per i sentieri, informazioni e prenotazione escursioni guidate.<br />
<strong>Contatti Oasi LIPU Laterza:</strong> verificare su lipu.it per orari e prenotazioni delle escursioni guidate al fondo del canyon.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Laterza, provincia di Taranto, Puglia — Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine<br />
<strong>Oasi LIPU di Laterza:</strong> 800 ettari, istituita 1999, sentieri naturalistici e Centro Visita<br />
<strong>Sentieri:</strong> percorso sul bordo (facile), anello 11 km (medio), discesa al fondo con guida (impegnativo)<br />
<strong>Escursioni guidate al fondo:</strong> solo con guide autorizzate, prenotare in anticipo su lipu.it<br />
<strong>Periodo migliore per il birdwatching:</strong> marzo-giugno per i rapaci nidificanti. Autunno per la migrazione<br />
<strong>Stagione:</strong> tutto l&#8217;anno. Primavera e autunno per le condizioni migliori. Evitare il fondo in estate nelle ore centrali<br />
<strong>Da abbinare:</strong> Laterza centro storico e MuMa (Museo della Maiolica); Matera a 60 km; Colobraro a circa 80 km</p>
<p dir="ltr">Foto https://www.lipu.it/, https://cealaterza.it/</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/colobraro-basilicata-fattucchiere-paese-iella-sogno-notte/" data-wpel-link="internal"><strong>Colobraro, Basilicata: il borgo che porta jella e il festival delle masciare</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/padule-di-fucecchio-palude-toscana-escursioni/" data-wpel-link="internal"><strong>Padule di Fucecchio: la palude toscana con la garzaia più grande del centro Italia</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Campanili e mura antiche che riemergono dalle acque: l&#8217;autunno al Lago di Fiastra tra leggende, foliage e canyon da fiaba</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lago-fiastra-autunno-borgo-sommerso-trekking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 18:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore ruggente delle Marche, incastonato tra le vette selvagge del Parco Nazionale dei Monti[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="960" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-di-fiastra.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lago-di-fiastra" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-di-fiastra.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-di-fiastra-300x150.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-di-fiastra-1024x512.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-di-fiastra-768x384.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-di-fiastra-1536x768.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p data-path-to-node="19">Nel cuore ruggente delle Marche, incastonato tra le vette selvagge del <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="185">Parco Nazionale dei Monti Sibillini</b>, il <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="225">Lago di Fiastra</b> offre uno degli spettacoli più surreali e magnetici d&#8217;Italia.<br />
Questo bacino artificiale, nato negli anni Cinquanta per la produzione di energia idroelettrica, durante i mesi estivi incanta per le sue acque di un turchese quasi tropicale. Tuttavia è con l&#8217;arrivo dei mesi autunnali che accade la vera magia.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-fiastra-autunno-visita.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675354" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-fiastra-autunno-visita.jpg" alt="lago-fiastra-autunno-visita" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-fiastra-autunno-visita.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-fiastra-autunno-visita-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-fiastra-autunno-visita-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/lago-fiastra-autunno-visita-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Quando il livello del lago scende progressivamente dopo la stagione estiva, dagli abissi iniziano a riaffiorare le <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="663">mura del borgo sommerso</b>. Un vero e proprio paese fantasma riemerge lentamente, regalandoci un viaggio nel tempo sospeso tra memoria e suggestione.</p>
<h2 data-path-to-node="20">Il borgo che riaffiora dalle acque turchesi</h2>
<p data-path-to-node="21">La storia di questo lago è legata a doppio filo alla vita della vallata e ai suoi antichi abitanti. Nel 1955 la costruzione della imponente diga sbarrò il corso del fiume Fiastrone, allagando la vallata e sommergendo l&#8217;antico abitato. Intere famiglie dovettero abbandonare case, stalle e stradine di pietra per lasciare spazio all&#8217;acqua.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Fiastra_da_lontano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675349" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Fiastra_da_lontano.jpg" alt="Lago_di_Fiastra_(da_lontano)" width="1280" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Fiastra_da_lontano.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Fiastra_da_lontano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Fiastra_da_lontano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Lago_di_Fiastra_da_lontano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><br />
Durante la stagione autunnale il volume del bacino si riduce drasticamente, mettendo a nudo i <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="463">perimetri delle vecchie abitazioni</b>.<br />
Camminando lungo le sponde prosciugate è possibile scorgere chiaramente fondamenta di pietra, ponticelli traforati, antichi muri di contenimento e ciò che resta del vecchio ponte.<br />
La visione di queste pietre immerse tra i <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="721">boschi di latifoglie dorati</b> crea un contrasto cromatico ed emotivo che conquista immediatamente chiunque arrivi sulle sponde.</p>
<h2 data-path-to-node="22">Trekking da fiaba tra le Lame Rosse e la Gola del Fiastrone</h2>
<p data-path-to-node="23">Un&#8217;escursione al Lago di Fiastra rappresenta l&#8217;occasione perfetta per esplorare alcuni dei sentieri più spettacolari dell&#8217;intero Appennino centrale. Il tracciato più famoso e gettonato parte proprio dalla diga e conduce fino alle magnifiche <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="241">Lame Rosse</b>, definite da molti il Canyon delle Marche.<br />
Si tratta di imponenti formazioni rocciose di ghiaia e argilla rosata scalfite dagli agenti atmosferici, che in autunno risaltano magnificamente tra i faggi color rame. La camminata richiede circa <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="492">tre ore tra andata e ritorno</b> ed è accessibile anche a famiglie con un minimo di allenamento.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/lago-pilato-sibillini.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673521" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/lago-pilato-sibillini.png" alt="lago-pilato-sibillini" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/lago-pilato-sibillini.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/lago-pilato-sibillini-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/lago-pilato-sibillini-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/lago-pilato-sibillini-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
Per chi cerca un&#8217;avventura più dinamica e selvaggia, il sentiero scende verso la <b data-path-to-node="23" data-index-in-node="666">Gola del Fiastrone</b>, dove il fiume si snoda tra pareti calcaree altissime e muschi bagnati. L&#8217;atmosfera fresca e cupa del canyon autunno regala scatti fotografici straordinari, immersi in una natura primordiale e silenziosa.</p>
<h2 data-path-to-node="24">Storie, maghe e leggende dei Monti Sibillini</h2>
<p data-path-to-node="25">La terra che circonda il bacino di Fiastra è impregnata di miti antichi e racconti popolari tramandati di generazione in generazione. I Monti Sibillini prendono infatti il nome dalla leggendaria <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="195">Sibilla Appenninica</b>, profetessa incantatrice che secondo i racconti abitava in una grotta segreta sulla vetta del monte omonimo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/magalotti_fiastra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-675357 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/magalotti_fiastra.jpg" alt="magalotti_fiastra" width="900" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/magalotti_fiastra.jpg 900w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/magalotti_fiastra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/magalotti_fiastra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a>Si narrava che la Sibilla regnasse su un mondo sotterraneo popolato da fate, creature magiche e cavalieri giunti da ogni parte d&#8217;Europa per scoprirne i segreti. Ancora oggi le nebbie mattutine che strisciano a fior d&#8217;acqua intorno ai <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="558">ruderi del borgo sommerso</b> sembrano rievocare le antiche malìe della maga.<br />
Oltre al mito, il territorio circostante conserva gioielli storici tangibili come il vicino <b data-path-to-node="25" data-index-in-node="724">Castello di Magalotti </b>(nella foto), una fortezza che domina il lago dall&#8217;alto offrendo una vista panoramica impagabile su tutto il bacino e sui monti circostanti.</p>
<h2 data-path-to-node="26">I sapori d&#8217;autunno della tavola marchigiana</h2>
<p data-path-to-node="27">Dopo un&#8217;intensa giornata di cammino lungo le sponde o sui sentieri in quota, la tradizione gastronomica locale offre ristoro con piatti ricchi e genuini. La cucina dell&#8217;alto maceratese è un trionfo di <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="201">ingredienti della terra e caccia</b>. Il piatto simbolo per eccellenza è rappresentato dai <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="288">vincisgrassi</b>, la tradizionale lasagna marchigiana cotta al forno con un ragù ricco di carni miste e rigaglie.<br />
Molto apprezzati nei mesi autunnali sono anche i primi piatti a base di <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="470">fettuccine ai funghi porcini</b> e tartufo nero cavato nei boschi circostanti.<br />
Tra i secondi piatti dominano gli spezzatini di cinghiale in umido, l&#8217;agnello alla brace e i <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="638">formaggi pecorini di fossa</b> ad alta stagionatura serviti con miele di volata.<br />
Per concludere in bellezza la giornata è d&#8217;obbligo assaggiare i <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="779">calcioni marchigiani</b> o le ciambelline al mosto, il tutto accompagnato da un calice di calmo e strutturato <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="885">Vernaccia di Serrapetrona DOCG</b> o un rosso dei Colli Maceratesi.</p>
<h2 data-path-to-node="28">Info pratiche</h2>
<p data-path-to-node="29"><b data-path-to-node="29" data-index-in-node="0">Dove:</b> Fiastra (MC), Marche, all&#8217;interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a circa 680 m di quota.<br />
<b data-path-to-node="30" data-index-in-node="0">Come arrivare:</b> In auto tramite la superstrada SS77 Val di Chienti uscendo a Camerino o Sarnano, proseguendo poi lungo la strada provinciale SP98 in direzione Fiastra; circa 35 km da Macerata. Mezzi pubblici non frequenti, consigliata l&#8217;auto.<br />
<b data-path-to-node="31" data-index-in-node="0">Quando:</b> Da metà ottobre a fine novembre per ammirare il livello basso dell&#8217;acqua, i resti del borgo e il foliage sui monti; la primavera offre ottime fioriture.<br />
<b data-path-to-node="32" data-index-in-node="0">Orari:</b> Il lago e le sponde sono liberamente accessibili tutto l&#8217;anno; i sentieri per le Lame Rosse si percorrono in autonomia durante le ore di luce.<br />
<b data-path-to-node="33" data-index-in-node="0">Biglietto:</b> Accesso gratuito.<br />
<b data-path-to-node="34" data-index-in-node="0">Da abbinare:</b> Santuario di Macereto (15 km), imponente opera rinascimentale isolata sugli altipiani; Camerino (20 km), città universitaria dal ricco patrimonio culturale; San Ginesio (20 km), inserito tra i borghi più belli d&#8217;Italia.<br />
<b data-path-to-node="35" data-index-in-node="0">Consiglio:</b> Per avvistare i resti del borgo sommerso cammina lungo la sponda settentrionale verso la frazione San Lorenzo al Lago. Indossa scarponcini con suola vibram per il sentiero delle Lame Rosse, poiché il terreno ghiaioso può risultare molto instabile.</p>
<p data-path-to-node="29">Foto Canva, https://letsmarche.it/, Helvio ricina, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons, Marcosibillini97, CC BY-SA 3.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0&gt;, via Wikimedia Commons, https://www.comune.fiastra.mc.it/,  <a href="https://discoverfiastra.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://discoverfiastra.it/</a></p>
<p data-path-to-node="37"><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
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<p data-path-to-node="38,2,0"><strong><a class="ng-star-inserted" href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cammini/i-cammini-da-fare-in-autunno-in-italia/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahgKEwjnjdv676SXAxUAAAAAHQAAAAAQhAE" data-wpel-link="internal">I Cammini da fare in autunno in Italia</a></strong></p>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ottobre tinge d&#8217;arancio i boschi più vicini a Roma: il luogo dove vedere il foliage più emozionante del Lazio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-monte-livata-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 14:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>A 70 chilometri da Roma, una montagna del Lazio si trasforma ogni autunno in una tavolozza di rossi e gialli che quasi nessuno si aspetta di trovare così vicino alla capitale. Monte Livata accende i boschi dei Simbruini in un silenzio che sa di resina e terra bagnata.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Monte Livata, Lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>A circa 1.400 metri di quota, nel cuore del <strong>Parco Regionale dei Monti Simbruini</strong>, l&#8217;autunno non arriva piano, ma tutto in una volta, con una settimana di piogge fredde e poi un mattino di luce radente che trasforma ogni faggio in una fonte di calore. Siamo a <strong>Monte Livata</strong>, una montagna del comune di <strong>Subiaco</strong>, nel Lazio profondo, a meno di 90 minuti da Roma. Uno posto dove il <strong>foliage</strong> è uno di quegli spettacoli che sembrano riservati a chi conosce la strada giusta.</p>
<p>La zona confina con i piccoli borghi di <strong>Vallepietra</strong>, <strong>Jenne</strong> e <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cervara-di-roma-lazio/" data-wpel-link="internal"><strong>Cervara di Roma</strong>,</a> nomi che già suonano come qualcosa di antico. E in effetti la storia di questo territorio è lunga: il <strong>Parco dei Simbruini</strong>, il più esteso del Lazio con oltre 30.000 ettari di boschi, fu istituito nel 1983 e protegge uno dei lembi di Appennino centrale ancora relativamente intatti, con fauna selvatica che include il lupo e diverse specie di rapaci.</p>
<p>Quello che non ci si aspetta, però, è la <strong>qualità della luce</strong>: i faggi qui hanno tronchi chiari e riflettono il giallo e il rosso delle chiome creando un effetto di profondità visiva difficile da fotografare senza che la scena risulti comunque memorabile. Tra <strong>fine ottobre e i primi di novembre,</strong> la saturazione cromatica raggiunge il picco, e anche solo fermarsi in uno degli spiazzi lungo la strada (alcuni attrezzati con tavoli e bracieri ad uso libero) regala una prospettiva che pochi si immaginano possibile a <strong>così poca distanza dalla città.</strong></p>
<h2>La montagna della capitale in autunno</h2>
<p>Monte Livata deve il soprannome di <strong>&#8220;Montagna della Capitale&#8221;</strong> alla sua posizione. Si raggiunge in circa un&#8217;ora e mezza dall&#8217;uscita della <strong>A24 Roma–L&#8217;Aquila</strong> a Vicovaro Mandela, attraverso una serie di tornanti che salgono veloci e già nell&#8217;ultimo tratto segnalano che qualcosa sta cambiando. Il paesaggio si fa stretto, la luce filtra diversamente e l&#8217;asfalto comincia a risuonare sotto le ruote in modo più cavo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-autunno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675440" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-autunno.jpg" alt="Il Monte Livata in autunno" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-autunno.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-autunno-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-autunno-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Monte-Livata-autunno-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La vetta fa parte di un sistema orografico che include il <strong>Monte Autore</strong> (1.855 m), una delle cime più alta del gruppo, e si sviluppa su un altopiano che in inverno ospita anche impianti sciistici. D&#8217;estate e d&#8217;autunno quella conformazione si traduce in ampie radure aperte, comodi punti di sosta e sentieri ben segnalati. Con gli impianti fermi e pochi turisti, l&#8217;atmosfera autunnale è del tutto diversa rispetto ai mesi invernali: più silenziosa e più propria.</p>
<p>La vegetazione dominante è la <strong>faggeta</strong>, con esemplari che in certi punti raggiungono dimensioni ragguardevoli, affiancata da <strong>carpini</strong>, <strong>aceri</strong> e <strong>castagni</strong> nelle quote più basse. È questa varietà a rendere il foliage cromaticamente ricco: a differenza di una monocultura forestale, i <strong>colori si sovrappongono per strati</strong>, con le prime sfumature dorate che compaiono già a metà ottobre sulle querce più esposte, mentre i faggi più alti tengono il loro rosso fino a novembre inoltrato.</p>
<h2>Quando i faggi diventano oro</h2>
<p>Il momento migliore cade quasi sempre tra <strong>l&#8217;ultima settimana di ottobre</strong> e i primi dieci giorni di novembre, ma la finestra esatta dipende dalle temperature di settembre. Anni con estati prolungate spostano il picco anche di dieci giorni in avanti. Vale la pena monitorare le <strong>previsioni meteo</strong> della settimana precedente: dopo una notte sotto i 5 gradi, la trasformazione accelera visibilmente.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Monte-Livata.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675441" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Monte-Livata.jpg" alt="Faggi di Monte Livata" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Monte-Livata.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Monte-Livata-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Monte-Livata-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Monte-Livata-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La luce del mattino presto, radente e ancora bassa sull&#8217;orizzonte, è quella che valorizza di più i colori. Arrivare entro le 9.00 equivale perciò a trovare i raggi del sole che attraversano le chiome ancora trasparenti. Nel pomeriggio la luce si ammorbidisce e i toni virano verso l&#8217;ocra e il rame, diversi ma altrettanto efficaci.</p>
<p>Per chi vuole abbinare al paesaggio anche una nota culturale, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/subiaco-lazio/" data-wpel-link="internal">Subiaco</a></strong> dista pochi chilometri ed è un borgo medievale con un&#8217;identità storica notevole. Ospita il <strong>Sacro Speco</strong>, un complesso monastico rupestre dedicato a San Benedetto, scavato nella roccia sopra la valle dell&#8217;Aniene.</p>
<h2>Sentieri tra i colori e pause tra i castagni</h2>
<p>I sentieri attorno a Monte Livata sono adatti a<strong> escursionisti di ogni livello</strong>. Il percorso più frequentato in autunno segue il crinale tra la zona degli impianti e il bosco di faggi verso nord, con dislivelli contenuti e fondo sterrato compatto.</p>
<p>Per chi preferisce restare a bassa quota, i <strong>boschi del Parco dei Simbruini</strong> offrono diversi anelli nella faggeta, alcuni accessibili anche a bambini piccoli. Poco prima di raggiungere la quota più alta, ci si imbatte spesso in famiglie che hanno allestito il pranzo sui tavoli di legno negli spiazzi attrezzati, con legna da ardere disponibile e bracieri fissi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sentieri-Monte-Livata.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675442" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sentieri-Monte-Livata.jpg" alt="Sentieri di Monte Livata, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sentieri-Monte-Livata.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sentieri-Monte-Livata-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sentieri-Monte-Livata-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sentieri-Monte-Livata-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>È un&#8217;abitudine locale che sopravvive da decenni, e che dice qualcosa sul rapporto diretto e senza filtri che i romani mantengono con questa montagna. Se si arriva da queste parti per il foliage, vale la pena sapere che il Lazio autunnale offre altri scenari paragonabili: la<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-faggeta-del-monte-cimino-tuscia/" data-wpel-link="internal">faggeta del Monte Cimino in Tuscia</a></strong>, per esempio, aggiunge il fascino di alberi centenari riconosciuti dall&#8217;UNESCO, un&#8217;esperienza diversa ma ugualmente intensa.</p>
<p>L&#8217;ultima ora di luce a Monte Livata, con il sole che si abbassa oltre il crinale e i faggi che diventano quasi trasparenti, è quella che rimane più impressa.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/san-donato-val-di-comino-lazio/" data-wpel-link="internal">Tra vicoli silenziosi e vette incontaminate: questo borgo del Lazio è la fuga perfetta nel verde</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/isola-martana-tuscia/" data-wpel-link="internal">Segreti e misteri dell’Isola Fantasma della Tuscia, meraviglia al centro di un immenso lago vulcanico</a></strong></li>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il borgo che porta il nome di due innamorati: la tragica leggenda di Pierosara</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/pierosara-borgo-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 04:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono luoghi che sembrano custodire una storia già nel proprio nome. Pierosara, minuscolo borgo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1361" height="635" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="pierosara" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara.jpeg 1361w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-300x140.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-1024x478.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-768x358.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1361px) 100vw, 1361px" /><br><br><p>Ci sono luoghi che sembrano custodire una storia già nel proprio nome. <strong>Pierosara</strong>, minuscolo borgo del territorio di <strong>Genga</strong>, nelle <strong>Marche</strong>, è uno di questi. A leggerlo sembra quasi l’unione di due nomi, <strong>Piero e Sara</strong>, e secondo una leggenda tramandata da secoli <strong>sarebbe proprio così</strong>.<br />
Il paese sorge a circa 394 metri di altitudine, su un colle roccioso immerso nel <strong>Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi</strong>. Da qui lo sguardo raggiunge due profonde incisioni dell’Appennino marchigiano: da una parte la Gola di Frasassi, attraversata dal Sentino, dall’altra la Gola della Rossa, modellata dall’Esino. Oggi Pierosara è un piccolo borgo raccolto tra mura medievali, porte e case in pietra. Un tempo, però, era un <strong>castello strategico</strong> conosciuto nei documenti come Castello Petroso o <em>Castrum Petrosum</em>, probabilmente esistente già prima dell’anno Mille.<br />
Alla sua storia documentata si sovrappone <strong>una vicenda molto più romantica e drammatica.</strong> È la leggenda di Piero e Sara, appunto, i due innamorati che, secondo la tradizione locale, avrebbero lasciato al paese non soltanto il ricordo della loro storia, ma anche il suo nome attuale.</p>
<h2>Piero e Sara, la leggenda che avrebbe dato il nome al borgo</h2>
<p>La vicenda ci riporta idealmente nel <strong>Medioevo</strong>, quando il paese era ancora conosciuto come Castel Petroso. Secondo la leggenda, nel castello viveva <strong>una giovane chiamata Sara, promessa sposa a un castellano di nome Piero</strong>. Di lei si sarebbe però innamorato il <strong>conte di Rovellone</strong>, feudatario del vicino Castello di Rotorscio.<br />
Il sentimento non era ricambiato e Sara era già legata a Piero. <strong>Il signore decise allora di rapirla</strong>. Una notte riuscì a entrare nel castello e a prendere con sé la giovane, ma gli abitanti si accorsero rapidamente di quanto stava accadendo. Le porte della rocca furono chiuse per impedire la fuga e ne nacque uno scontro con gli uomini del feudatario.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675306 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-3.jpg" alt="pierosara" width="1280" height="850" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-3.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-3-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-3-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-3-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><br />
<strong>Messo alle strette, il conte avrebbe ucciso Sara</strong>. Poco dopo arrivò Piero, deciso a soccorrere la donna che amava, ma<strong> anche lui venne colpito mortalmente</strong>. La leggenda racconta che il giovane riuscì a raggiungere Sara e <strong>morì accanto a lei</strong>, dopo un ultimo abbraccio.<br />
Proprio per ricordare quella tragica vicenda, <strong>Castel Petroso avrebbe assunto il nome di Pierosara</strong>, unendo per sempre i nomi dei due giovani.<br />
Il racconto appartiene naturalmente alla <strong>sfera della leggenda</strong>, ma la storia di Piero e Sara resta comunque una delle tradizioni più caratteristiche (e commoventi) del borgo.</p>
<h2>Da Castrum Petrosum a Pierosara, un castello tra due gole</h2>
<p>Al di là della leggenda, Pierosara ebbe realmente un ruolo importante nel controllo di questa parte dell’Appennino marchigiano. <strong>La posizione spiega gran parte della sua fortuna</strong>. Il castello si trovava infatti tra la valle del Sentino e quella dell’Esino, in un punto dal quale era possibile sorvegliare l’accesso alla Gola di Frasassi e alla Gola della Rossa.<br />
Non conosciamo con precisione il momento della sua fondazione, che viene generalmente collocata <strong>prima dell’anno Mille</strong>. L’ipotesi è che la zona potesse avere già in precedenza<strong> una funzione di controllo del territorio</strong>, vista anche la relativa vicinanza all’antico centro romano di <em>Tuficum</em>, nei pressi dell’attuale Albacina.<br />
Le prime testimonianze certe risalgono alla seconda metà del X secolo. Il territorio di Castel Petroso compare in documenti del 975 e successivamente nei diplomi imperiali legati a Ottone II e Ottone III. Nel 981 viene attestato il gastaldato di Castel Petroso, inserito in un sistema amministrativo e militare di grande importanza per questa zona di confine.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675304 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-2.jpg" alt="pierosara" width="800" height="1200" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-2.jpg 800w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-2-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-2-683x1024.jpg 683w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-2-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><br />
Nei secoli successivi <strong>il castello entrò nell’orbita dell’Abbazia benedettina di San Vittore alle Chiuse</strong>, altro luogo fondamentale per la storia della vallata. Nel 1212 passò sotto il controllo del Comune di Fabriano, che ne acquisì successivamente la piena proprietà.<br />
Pierosara mantenne comunque a lungo una propria organizzazione locale. Il governo del castello era affidato ai cosiddetti Capoquattro, quattro uomini scelti periodicamente, mentre il paese disponeva anche di un proprio sigillo legato a San Sebastiano, patrono della comunità.<br />
Con l’Unità d’Italia perse definitivamente la sua autonomia amministrativa ed <strong>entrò a far parte del Comune di Genga</strong>.</p>
<h2>Cosa vedere a Pierosara tra mura medievali e panorami</h2>
<p>La struttura del borgo conserva ancora oggi diverse tracce del suo passato di roccaforte contro gli intrusi e i nemici. Pierosara era organizzata secondo <strong>un doppio sistema difensivo</strong>, con una prima cerchia destinata a proteggere l’abitato e una parte interna più fortificata. <strong>Dell’antico castello rimangono tratti delle mura, le porte d’accesso e soprattutto la torre</strong> che occupa la parte più alta del paese.<br />
Il torrione a pianta quadrata, costruito su uno sperone di roccia, aveva funzioni di avvistamento e difesa. La sua posizione permetteva infatti di controllare un territorio molto ampio e gli accessi alle gole. All’interno del nucleo medievale si trova anche la <strong>Chiesa di San Sebastiano</strong>, dedicata al patrono del paese, mentre tra vicoli e case in pietra si aprono diversi scorci verso il paesaggio circostante.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675307 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-4.jpg" alt="pierosara" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-4.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-4-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-4-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/pierosara-4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><br />
È proprio la posizione a rappresentare uno dei motivi principali per visitare Pierosara. <strong>Il paese si trova nel cuore del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi</strong>, un territorio attraversato da sentieri e caratterizzato da boschi, pareti calcaree e gole profonde.<br />
Dai dintorni del borgo partono anche itinerari escursionistici che consentono di raggiungere punti panoramici sulla Gola di Frasassi. Alcuni percorsi, però, presentano tratti impegnativi e richiedono esperienza e attrezzatura adeguata, quindi è sempre opportuno informarsi preventivamente sulle condizioni e sulla difficoltà del sentiero.</p>
<h2>Come arrivare a Pierosara e cosa vedere nei dintorni</h2>
<p>Pierosara è una <strong>frazione del Comune di Genga, in provincia di Ancona</strong>, e si trova nell’entroterra marchigiano, non lontano dalle principali attrazioni della zona di Frasassi. Chi arriva in auto dalla costa può utilizzare l’A14 Adriatica e proseguire poi lungo la viabilità diretta verso l’entroterra e la SS76 della Val d’Esino, seguendo le indicazioni per Genga e Frasassi. La zona di Genga è servita anche dalla ferrovia, attraverso la stazione di Genga-San Vittore Terme. Per raggiungere Pierosara dalla stazione occorre però organizzare il successivo trasferimento su strada.<br />
La visita può facilmente diventare parte di un <strong>itinerario di una giornata</strong>. A pochi chilometri si trovano le celebri <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/grotte-di-frasassi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal"><strong>Grotte di Frasassi</strong></a>, uno dei complessi carsici più spettacolari d’Italia, mentre a San Vittore Terme si può visitare<strong> l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse</strong>, considerata uno degli esempi più importanti dell’architettura romanica delle Marche.<br />
Poco distante si trova anche il <strong>Tempio del Valadier</strong>, costruito all’interno di una cavità naturale della montagna, altra tappa tra le più conosciute del territorio di Genga e tra le <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/chiese-italiane-immerse-natura/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">chiese italiane incredibili e isolate nella natura</a>.</p>
<p><strong>Foto</strong> <a href="https://www.frasassiexperiences.com/it/pierosara/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">FrasassiExperiences.com</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Segreti e misteri dell&#8217;Isola Fantasma d&#8217;Italia, meraviglia al centro di un immenso lago vulcanico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/isola-martana-tuscia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 14:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Nel mezzo del lago di Bolsena, in Lazio, galleggia un'isola che non puoi visitare. L'Isola Martana custodisce rovine, leggende di sangue regale e una natura selvaggia che la rende, proprio per questo, irresistibile da osservare.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Isola Martana, Lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sul Lago di Bolsena ci sono due misteriose isole: una, la <strong>Bisentina</strong>, ha ospitato papi e cardinali, ha chiese affrescate, giardini curati, persino un porto; l&#8217;altra, la <strong>Martana,</strong> sembra esistere in un&#8217;altra dimensione temporale. Più piccola, più scura e più silenziosa, è avvolta da pareti di roccia vulcanica che sul versante nord precipitano a strapiombo nell&#8217;acqua senza nessuna spiaggia e senza nemmeno un approdo comodo.</p>
<p>L&#8217;<strong>Isola Martana</strong> si osserva e si circumnaviga, dunque, e senza mai calpestarla. Sì, è attualmente inaccessibile perché privata, ma forse è proprio questo a renderla magnetica.</p>
<p>Il Lago di Bolsena si trova nel Lazio settentrionale, in provincia di Viterbo, ed è <strong>il più grande lago vulcanico d&#8217;Europa</strong>. Ha un&#8217;acqua limpida e profonda, un fondo irregolare come solo i crateri sanno essere, e le sue rive sono puntellate da borghi medievali che guardano la superficie come se aspettassero qualcosa. La Martana sorge a poca distanza dalla riva su cui si affaccia <strong>Marta</strong>, il borgo che le ha prestato il nome (o forse è il contrario, ma nessuno lo sa con certezza).</p>
<h2>L&#8217;isola che si guarda ma non si tocca</h2>
<p>La Martana ha una superficie modesta, una vegetazione così fitta da sembrare impenetrabile anche dall&#8217;esterno, e un profilo basso e irregolare che in certi mesi sembra quasi scomparire nella foschia del mattino. Vista dall&#8217;acqua, colpisce per il contrasto tra le <strong>rocce nere e la vegetazione sovrastante</strong>: lecci, ulivi, oleandri, arbusti fitti e uno strato vegetale che nasconde quasi tutto quello che c&#8217;è sotto.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Martana.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675384" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Martana.jpg" alt="Martana, isola della Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Martana.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Martana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Martana-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Martana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;unico modo per avvicinarsi è salire su uno dei battelli che effettuano il tour delle isole partendo da Bolsena o Capodimonte. Le imbarcazioni circumnavigano la Martana senza mai attraccare: si gira intorno, si osservano le pareti e si ascolta la guida che racconta. È una delle poche esperienze in Italia in cui il <strong>non poter scendere aumenta l&#8217;intensità di quello che si vede.</strong></p>
<h2>Una morte che ha cambiato la storia d&#8217;Italia</h2>
<p>Qui, nel <strong>535 d.C.</strong>, finì la vita di <strong>Amalasunta</strong>, regina dei Goti e figlia di Teodorico il Grande. La storia è densa di tradimenti politici, alleanze spezzate e calcoli imperiali sbagliati. Amalasunta aveva governato il regno ostrogoto d&#8217;Italia come reggente del figlio minorenne <strong>Atalarico,</strong> cercando di mantenere vivi i legami con Bisanzio e con la cultura romana.</p>
<p>Quando il figlio morì giovane, lei tentò di consolidare il potere associandosi al cugino <strong>Teodato</strong>, che invece la fece imprigionare e poi uccidere proprio su quest&#8217;isola. La sua morte diede all&#8217;imperatore Giustiniano il pretesto formale per lanciare la <strong>guerra gotica</strong>, il conflitto che avrebbe devastato la penisola italiana per vent&#8217;anni e di fatto concluso la presenza ostrogota in Italia.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-Lago-di-Bolsena.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675385" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-Lago-di-Bolsena.jpg" alt="L'Isola Martana sul Lago di Bolsena" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-Lago-di-Bolsena.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-Lago-di-Bolsena-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-Lago-di-Bolsena-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Isola-Martana-Lago-di-Bolsena-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Un singolo omicidio su un&#8217;isola di pochi ettari ha innescato, perciò, <strong>uno dei conflitti più lunghi e distruttivi dell&#8217;alto Medioevo. </strong>Sul versante nord dell&#8217;isola si vedono ancora le rovine di una torre che, secondo la tradizione locale, sarebbe proprio quella della prigionia di Amalasunta.</p>
<h2>Pareti di roccia, uccelli migratori e due villette dimenticate</h2>
<p>La geologia della Martana è quella tipica dell&#8217;area, <strong>roccia vulcanica</strong> di origine laziale formatasi migliaia di anni fa durante l&#8217;attività dei vulcani che hanno modellato tutta questa porzione del Lazio.</p>
<p>Le pareti settentrionali sono le più spettacolari, lucide nei punti in cui l&#8217;acqua le lambisce continuamente, con sfumature che vanno dal grigio scuro al quasi-nero. La vegetazione è rimasta intatta per decenni di abbandono e protezione implicita. Questo ha trasformato l&#8217;isola in un<strong> rifugio straordinario per gli uccelli</strong>: specie migratrici la usano come tappa, quelle stanziali vi nidificano indisturbate.</p>
<p>Alzando lo sguardo dalle pareti rocciose verso la cima, tra i rami dei pioppi si intravedono edifici e ville private, abbandonate e semi-inghiottite dalla vegetazione. Hanno cornicioni scrostati, finestre oscurate da rami cresciuti all&#8217;interno e tetti ancora in piedi. Sono il segno che qualcuno, in un&#8217;epoca recente e borghese, aveva provato a fare dell&#8217;isola qualcosa di domestico.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Marta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675386" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Marta.jpg" alt="Marta, borgo della Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Marta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Marta-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Marta-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Marta-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Di fronte alla Martana, lungo la rotta del battello, appare il profilo del borgo di <strong>Marta</strong> con le sue case affacciate sull&#8217;acqua ed è uno degli scorci più puliti del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lago-di-bolsena-tuscia-lazio/" data-wpel-link="internal">Lago di Bolsena</a></strong>, quel tipo di veduta che non ha bisogno di filtri per sembrare dipinta.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Questa grotta nelle Marche è così grande da poter contenere il Duomo di Milano</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/grotte-di-frasassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 04:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Scendere nelle Grotte di Frasassi significa entrare in un paesaggio che sembra appartenere a un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="853" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="grotte di frasassi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p>Scendere nelle <strong>Grotte di Frasassi</strong> significa entrare in un paesaggio che sembra appartenere a un altro mondo. La luce naturale scompare, la temperatura si abbassa e, poco alla volta, davanti agli occhi si aprono <strong>enormi sale sotterranee popolate da colonne di pietra, guglie, laghetti e concrezioni dalle forme sorprendenti</strong>.<br />
Siamo a <strong>Genga</strong>, in provincia di Ancona, all’interno del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Sotto le montagne dell’Appennino marchigiano si sviluppa un vasto sistema di cavità e gallerie, plasmato dall’acqua nel corso dei millenni. Le dimensioni sono tali da far perdere facilmente il senso delle proporzioni. <strong>Alcune stalagmiti raggiungono l’altezza di un palazzo di diversi piani</strong>, mentre dal soffitto pendono formazioni lunghe diversi metri. In altri punti, invece, lo stillicidio ha creato strutture sottilissime che ricordano candele, organi, cascate o castelli.<br />
Un mondo quasi da fantasy, rimasto nascosto per milioni di anni e diventato accessibile al grande pubblico relativamente da poco. Andiamo a scoprirlo.</p>
<h2>Come si sono formate le Grotte di Frasassi</h2>
<p>Il paesaggio sotterraneo di Frasassi è il risultato di un <strong>processo geologico lentissimo</strong>, legato all’azione dell’acqua sulle rocce calcaree. La formazione delle cavità è stata favorita anche dalla risalita di acque sulfuree mineralizzate, che lungo le fratture della roccia si sono incontrate con le acque bicarbonate provenienti dalla falda del torrente Sentino. Nel tempo questo processo ha contribuito a scavare e ampliare gli ambienti sotterranei.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675197 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-3.jpg" alt="grotte di frasassi" width="1452" height="968" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-3.jpg 1452w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-3-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1452px) 100vw, 1452px" /></a><br />
All’interno delle grotte il lavoro dell’acqua non si è però mai fermato. Le gocce che attraversano il calcare trasportano piccole quantità di minerali e, depositandole lentamente, danno origine alle concrezioni. Dal soffitto crescono verso il basso le <strong>stalattiti</strong>, mentre dal pavimento si innalzano le <strong>stalagmiti</strong>. In alcuni casi le due formazioni finiscono per incontrarsi, creando <strong>vere e proprie colonne</strong>.<br />
È un processo che richiede tempi lunghissimi e che ha dato vita a forme molto diverse tra loro: <strong>colate di calcite, vaschette, cristalli, guglie e strutture dalle dimensioni monumentali</strong>.</p>
<h2>La scoperta delle grotte e dell’Abisso Ancona</h2>
<p>Le esplorazioni speleologiche nell’area di Frasassi iniziarono diversi decenni fa. Già nel 1948 era stata individuata la Grotta del Fiume, successivamente esplorata da diversi gruppi speleologici marchigiani.<br />
La scoperta destinata a cambiare la storia del sito arrivò però nel <strong>1971</strong>, quando gli speleologi del CAI di Ancona individuarono una <strong>nuova cavità sul monte sovrastante la gola</strong>. Dopo una <strong>discesa di circa 140 metri</strong> si trovarono di fronte a uno spazio enorme, oggi conosciuto come <strong>Abisso Ancona</strong>, uno degli ambienti più impressionanti dell’intero complesso.<br />
Nel dicembre dello stesso anno il Gruppo Speleologico CAI di Fabriano riuscì poi a collegare la Grotta del Fiume con la Grotta Grande del Vento, facendo emergere la vastità del sistema sotterraneo. Pochi anni dopo iniziò anche la valorizzazione turistica delle cavità. <strong>Il complesso venne aperto al pubblico il 1° settembre 1974</strong>, consentendo per la prima volta ai visitatori di attraversare una parte di questo straordinario mondo ipogeo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675199 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5.jpg" alt="grotte di frasassi" width="1280" height="1920" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5-683x1024.jpg 683w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5-768x1152.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-5-1024x1536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<h2>Giganti di pietra, &#8220;spade&#8221; e &#8220;castelli&#8221;: cosa si nasconde nelle Grotte di Frasassi</h2>
<p>Il percorso turistico comincia proprio nell’Abisso Ancona, una cavità dalle dimensioni difficili da percepire a occhio nudo. Per rendere l’idea della sua grandezza viene spesso utilizzato un paragone particolarmente efficace: <strong>al suo interno potrebbe trovare spazio persino il Duomo di Milano</strong>. È qui che si incontrano anche alcune delle formazioni più spettacolari delle grotte. I cosiddetti Giganti sono <strong>stalagmiti che raggiungono circa 20 metri di altezza</strong>, tanto da sembrare vere torri di pietra.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675196 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-2.jpg" alt="grotte di frasassi" width="1280" height="853" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-2.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-2-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-2-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><br />
Il percorso continua poi verso altre sale e ambienti sotterranei, tra cui la <strong>Sala 200</strong>, la <strong>Sala delle Candeline</strong>, dove piccole stalagmiti sono disposte all&#8217;interno di uno specchio d’acqua, la <strong>Sala dell’Orsa</strong> e la <strong>Sala dell’Infinito</strong>. Le concrezioni sono state battezzate dagli speleologi in base alla loro forma. Tra le più conosciute c’è la <strong>Spada di Damocle</strong>, una stalattite lunga circa <strong>7,40 metri</strong>, mentre l’<strong>Obelisco</strong> è una stalagmite che raggiunge i <strong>15 metri</strong>. Ci sono poi le <strong>Canne d’Organo</strong>, le <strong>Cascate del Niagara</strong> e il<strong> Castello delle Streghe</strong>, chiamato così per l&#8217;ombra sinistra che appare illuminando la formazione in una determinata angolazione.<br />
Il risultato è un paesaggio continuamente diverso, dove forme naturali e giochi di luce trasformano ogni sala in uno scenario differente.</p>
<h2>Un ambiente sotterraneo ancora in continua trasformazione</h2>
<p>Uno degli aspetti più affascinanti delle Grotte di Frasassi è che il loro paesaggio non è immobile. <strong>Le concrezioni continuano infatti a formarsi ancora oggi</strong>. L’acqua filtra attraverso la roccia e, goccia dopo goccia, deposita nuovo materiale calcareo, modificando lentamente stalattiti e stalagmiti.<br />
All’interno delle cavità si incontrano anche <strong>piccoli laghi, vasche naturali e pozzi</strong>, alcuni dei quali raggiungono profondità considerevoli e permettono all’acqua di raggiungere livelli carsici inferiori. Il sistema sotterraneo ospita inoltre <strong>forme di vita adattate a condizioni molto particolari</strong>, caratterizzate dall’assenza di luce naturale e da una temperatura pressoché costante.<br />
Il complesso si sviluppa per decine di chilometri, ma <strong>solo una piccola parte è accessibile attraverso il percorso turistico</strong>. Il resto rimane territorio di esplorazione speleologica. Per chi vuole vivere un’esperienza più avventurosa sono disponibili anche <strong>percorsi Speleo Avventura</strong>, accompagnati da guide esperte e al di fuori delle normali passerelle turistiche.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-675198 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-4.jpg" alt="grotte di frasassi" width="1452" height="968" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-4.jpg 1452w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-4-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/grotte-di-frasassi-4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1452px) 100vw, 1452px" /></a></p>
<h2>Cosa vedere nei dintorni delle Grotte di Frasassi</h2>
<p>Una visita alle grotte può essere abbinata facilmente alla <strong>scoperta del territorio di Genga e della Gola di Frasassi</strong>. A poca distanza si trova l’<strong>Abbazia di San Vittore delle Chiuse</strong>, edificio romanico risalente all’XI secolo e considerato uno degli esempi più importanti di architettura romanica delle Marche. Nel complesso dell’abbazia è ospitato anche il <strong>Museo Speleo Paleontologico e Archeologico</strong>, dove è conservato il celebre<strong> ittiosauro di Genga</strong>, un rettile marino lungo circa tre metri vissuto nel Giurassico superiore, circa 150 milioni di anni fa.<br />
Un altro luogo particolarmente suggestivo è il <strong>Tempio Valadier</strong>, costruito all’interno di una cavità nella montagna e raggiungibile attraverso un sentiero in salita. Accanto si trova anche <strong>l’antico eremo di Santa Maria Infra Saxa</strong>.<br />
Il territorio circostante è inoltre attraversato da <strong>sentieri e percorsi escursionistici</strong> che permettono di esplorare il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi anche in superficie.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-660011 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier.jpg" alt="Tempio del Valadier" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2025/12/Tempio-del-Valadier-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Tutte le info utili sulla visita</h2>
<p>Le Grotte di Frasassi si trovano <strong>nel Comune di Genga, in provincia di Ancona</strong>. Sono tra le <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/grotte-italiane-visita-principianti-senza-attrezzatura/" data-wpel-link="internal">grotte italiane più belle da visitare senza attrezzatura</a>: il percorso turistico si sviluppa per circa <strong>1.500 metri</strong> ed è attrezzato con <strong>passerelle e gradini.</strong> La visita è sempre guidata e dura indicativamente <strong>poco più di un’ora</strong>.<br />
All’interno delle grotte la temperatura rimane stabile <strong>intorno ai 14 °C durante tutto l’anno</strong>. Anche nei mesi estivi si consiglia quindi di portare una <strong>felpa o una giacca leggera</strong> e indossare <strong>scarpe comode</strong>, possibilmente con una buona aderenza.<br />
Chi desidera esplorare aree normalmente escluse dal percorso turistico può invece scegliere uno dei due <strong>itinerari Speleo Avventura</strong>, affrontati con guide specializzate e con casco, tuta e lampada frontale forniti dall’organizzazione.<br />
Per chi arriva in auto, Genga è raggiungibile dalla SS76, seguendo poi le indicazioni per Frasassi e San Vittore. Chi percorre l’autostrada A14 può uscire ad Ancona Nord e proseguire in direzione Roma-Fabriano. Le grotte sono raggiungibili anche in treno attraverso la linea Ancona-Roma, utilizzando la stazione di Genga-San Vittore Terme.<br />
Prima della visita si consiglia di consultare il sito ufficiale delle Grotte di Frasassi per <strong>verificare orari, disponibilità dei turni e tariffe aggiornate</strong>, soprattutto nei weekend e nei periodi di maggiore affluenza turistica.</p>
<p><strong>Foto</strong> <a href="https://www.frasassi.com/?l=it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">sito ufficiale Grotte di Frasassi</a>, Canva</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monoliti, grotte e una cascata bizzarra: nel Sentiero delle Tane scopri l&#8217;autunno dell&#8217;Appennino bolognese</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/monoliti-grotte-e-una-cascata-bizzarra-nel-sentiero-delle-tane-scopri-lautunno-dellappennino-bolognese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 18:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioniù]]></category>
		<category><![CDATA[sentieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Grotte di Labante sono le cavità in travertino più antiche d&#8217;Italia, formate nei secoli[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="748" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-tane-Orrido_di_Gea.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="sentiero-tane-Orrido_di_Gea" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-tane-Orrido_di_Gea.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-tane-Orrido_di_Gea-300x224.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-tane-Orrido_di_Gea-768x574.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p dir="ltr">Le <strong>Grotte di Labante</strong> sono le cavità in travertino più antiche d&#8217;Italia, formate nei secoli dall&#8217;acqua della sorgente di San Cristoforo che ha depositato strato su strato di calcare, costruendo dal niente due grotte su cui scorre ancora oggi la cascata.<br />
Chi arriva alle grotte per la prima volta quasi sempre si ferma, guarda l&#8217;acqua che cade, fotografa il laghetto naturale e risale in macchina.<br />
<strong>Il Sentiero delle Tane </strong>comincia esattamente dove quasi tutti si fermano.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675208" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane.jpg" alt="sentiero-delle-tane" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">L&#8217;anello, che collega le grotte all&#8217;Abbazia medievale di Labante, ai villaggi abbandonati o semi-abbandonati dell&#8217;Appennino bolognese e alle formazioni rocciose chiamate Tane, è <strong>una delle escursioni più complete dell&#8217;area metropolitana di Bologna.</strong><br />
Difficoltà media, boschi densi, pochi turisti e un&#8217;atmosfera che cambia completamente rispetto ai percorsi più frequentati dell&#8217;Appennino romagnolo.</p>
<p dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere sportoutdoor24.mom alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
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<h2 dir="ltr">Le Grotte di Labante: punto di partenza e arrivo</h2>
<p dir="ltr">Prima di descrivere il sentiero vale la pena capire cosa sono le grotte, perché non sono quello che la maggior parte dei visitatori si aspetta.<br />
Le grotte di travertino di Labante si sono formate grazie alla sorgente di San Cristoforo: l&#8217;acqua che emerge ricca di carbonato di calcio deposita lentamente il travertino sulle rocce, costruendo formazioni che crescono di qualche millimetro ogni anno.<br />
<strong>Sono tra le più grandi grotte in travertino d&#8217;Italia</strong> e la cascata che vi scorre sopra è parte integrante della struttura, non un elemento separato.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666519" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante.jpg" alt="grotte-di-labante" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/grotte-di-labante-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Le grotte non si visitano all&#8217;interno se non per un piccolo tratto e non è possibile fare il bagno nelle pozze naturali.<br />
A quelle sulla sinistra si accede arrampicandosi sulle rocce con l&#8217;aiuto di corde e appigli; quelle sulla destra, dove si crea un laghetto, sono osservabili da un ponte in legno.<br />
<strong>L&#8217;ingresso è gratuito, sempre aperto.</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/grotte-labante-castel-daiano-bologna/" data-wpel-link="internal">Il pezzo dedicato alle Grotte di Labante</a> racconta storia, geologia e dettagli pratici della visita — incluso come arrivare e cosa aspettarsi in ogni stagione.</p>
<h2 dir="ltr">Il percorso: dall&#8217;Abbazia ai monoliti, passando per i boschi partigiani</h2>
<p dir="ltr">Il sentiero si percorre in circa <strong>3-4 ore. </strong>L&#8217;anello completo misura poco meno di <strong>10 km</strong> con un dislivello moderato.<br />
<strong>Punto di partenza:</strong> parcheggio di Labante, nei pressi delle grotte. Coordinate e traccia GPS disponibili su Wikiloc e AllTrails cercando &#8220;Sentiero delle Tane Labante&#8221;.<br />
<strong>Il senso consigliato,</strong> dopo aver visitato le grotte, è salire verso l&#8217;Abbazia di Labante e poi procedere verso le Tane, tornando infine alla cascata.<br />
Alcuni escursionisti preferiscono il senso opposto: il cartello all&#8217;inizio del tratto delle Tane riporta &#8220;tratti difficili&#8221; — ma si tratta di una difficoltà reale solo con il <strong>fondo bagnato</strong>.<br />
Con terreno asciutto il percorso è accessibile a tutti.</p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/1-34.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666518" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/1-34.png" alt="grotte-di-labante-casteldaiano" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/1-34.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/1-34-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/04/1-34-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>Prima tappa — Abbazia di Labante:</strong><br />
Dopo una breve salita il sentiero si apre su un prato e porta ai ruderi dell&#8217;imponente <strong>Abbazia di Labante,</strong> un monastero benedettino medievale che fu anche luogo di sosta per i viandanti sulla via tra Emilia e Toscana.<br />
Oggi sono rovine, ma il contesto è suggestivo: l&#8217;erba alta intorno, il bosco che riprende possesso dei muri, le pietre sbozzate che raccontano una storia di abbandono lento.</p>
<p dir="ltr"><strong>Seconda tappa — Povolo e il Mulino:</strong><br />
Proseguendo sul sentiero si raggiunge la piccola frazione di <strong>Povolo</strong> e il suo mulino abbandonato sul corso d&#8217;acqua.<br />
I villaggi dell&#8217;alta valle del Reno hanno una caratteristica comune: case in pietra, poca gente, paesaggi che sembrano fermi a cinquant&#8217;anni fa.</p>
<p dir="ltr"><strong>Terza tappa — Le Tane del Paroletto:</strong><br />
Il punto più caratteristico dell&#8217;intero anello.<br />
Le <strong>Tane del Paroletto</strong> sono cavità naturali nelle formazioni rocciose, non grotte elaborate come Labante, ma anfratti e ripari sotto pareti di pietra che il bosco ha quasi inghiottito.</p>
<p dir="ltr"><strong>Durante la Seconda Guerra Mondiale questi boschi furono rifugio dei partigiani,</strong> che usarono le tane come nascondigli dalle truppe tedesche. La storia è ancora viva nella toponomastica locale: alcuni siti portano i nomi dei gruppi che vi si rifugiarono.<br />
La <strong>Tana dell&#8217;Istrice</strong> è uno dei punti più caratteristici del percorso.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-bologna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675206" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-bologna.jpg" alt="sentiero-delle-tane-bologna" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-bologna.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-bologna-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/sentiero-delle-tane-bologna-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Quarta tappa — I monoliti:</strong><br />
Seguendo il sentiero <strong>152/A</strong> con l&#8217;indicazione &#8220;Le Tane&#8221;, si raggiungono alcune formazioni rocciose isolate, i <strong>monoliti,</strong> che offrono il punto panoramico migliore dell&#8217;intero percorso.<br />
Vista sull&#8217;Appennino bolognese, silenzio, e in autunno i colori del foliage che avvolge tutto.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ritorno alle grotte:</strong><br />
Dal punto dei monoliti si prosegue sul sentiero <strong>152</strong> che riporta alle Grotte di Labante, completando l&#8217;anello.</p>
<h2 dir="ltr">Cosa incontri lungo il sentiero</h2>
<p dir="ltr">Il territorio è parte della <strong>Rete Natura 2000,</strong> area IT4050028 Grotte e Sorgenti Pietrificanti di Labante, e ospita una fauna diversificata: caprioli, istrici (da qui il nome di alcune tane), volpi e diversi rapaci.<br />
Il bosco è prevalentemente di roverella, castagno e faggio nelle quote più alte.<br />
<strong>In autunno il foliage sui versanti nord del percorso è tra i più intensi dell&#8217;Appennino bolognese.<br />
</strong>La stagione ideale è <strong>primavera e autunno,</strong> in estate il caldo può rendere il tratto a bassa quota poco gradevole, in inverno il fondo bagnato rende le sezioni più ripide tecnicamente impegnative.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto da Bologna:</strong> prendere la SP569 verso Vignola e poi salire verso <strong>Castel d&#8217;Aiano, </strong> circa <strong>45-50 km</strong>, un&#8217;ora di guida.<br />
Il parcheggio si trova nei pressi delle Grotte di Labante, segnalato dalla strada provinciale.<br />
<strong>In auto da Modena:</strong> direzione Vignola, poi SP569 verso Castel d&#8217;Aiano, circa <strong>55 km</strong>.<br />
<strong>Con i mezzi pubblici:</strong> non ci sono collegamenti diretti, è un percorso che richiede l&#8217;auto.<br />
<strong>Cosa portare:</strong> scarpe da trekking (obbligatorie, soprattutto con terreno umido), acqua sufficiente per 3-4 ore, giacca leggera nelle stagioni di transizione.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Labante, comune di Castel d&#8217;Aiano, città metropolitana di Bologna<br />
<strong>Lunghezza:</strong> circa 9-10 km ad anello<br />
<strong>Dislivello:</strong> moderato, circa 300-350 m D+<br />
<strong>Difficoltà:</strong> facile-media, tratti difficili solo con fondo bagnato<br />
<strong>Durata:</strong> 3-4 ore<br />
<strong>Partenza:</strong> parcheggio Grotte di Labante<br />
<strong>Sentieri:</strong> 152 e 152/A (CAI)<br />
<strong>Tracce GPS:</strong> disponibili su Wikiloc e AllTrails cercando &#8220;Sentiero delle Tane Labante&#8221;<br />
<strong>Grotte di Labante:</strong> ingresso gratuito, sempre aperto, non si entra all&#8217;interno<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> primavera e autunno, evitare con pioggia recente<br />
<strong>Cani:</strong> ammessi al guinzaglio</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://appenninobolognese.cittametropolitana.bo.it/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Appenninobolognese</a>, Canva, Rosapicci, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons, Luciano Bernardi – Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=84773068, <a href="https://www.casteldaianotrekking.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Castekdaianotrekking</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Otto castelli nel raggio di 10 km e i fossili di balena sui sentieri: Carpaneto Piacentino, il borgo della Val Chero</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/otto-castelli-nel-raggio-di-10-km-e-i-fossili-di-balena-sui-sentieri-carpaneto-piacentino-il-borgo-della-val-chero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 06:11:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[La Val Chero non ha una grande reputazione turistica. Non ha un nome che circola[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="788" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/carpaneto-piacentino-eilia.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="carpaneto-piacentino-e,ilia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/carpaneto-piacentino-eilia.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/carpaneto-piacentino-eilia-300x197.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/carpaneto-piacentino-eilia-1024x672.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/carpaneto-piacentino-eilia-768x504.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">La Val Chero non ha una grande reputazione turistica.<br />
Non ha un nome che circola sulle guide nazionali, non è la prima cosa che viene in mente quando si dice &#8220;Piacenza&#8221; — che già di suo non è la prima cosa che viene in mente quando si dice &#8220;Emilia&#8221;.<br />
Eppure il territorio di <strong>Carpaneto Piacentino</strong> — capoluogo della valle, circa <strong>6.500 abitanti</strong>, a mezz&#8217;ora di auto da Piacenza verso le colline — ha una concentrazione di cose interessanti per metro quadro che pochi borghi della provincia replicano.</p>
<p dir="ltr"><strong>Otto castelli nel raggio di 10 km.</strong> Una riserva geologica con fossili di balena del Pliocene. La basilica romanica più curiosa della provincia. Il Gutturnio. La Coppa Piacentina DOP.<br />
Il tutto in un territorio che i turisti del fine settimana non hanno ancora scoperto — o almeno, non ancora tutti.</p>
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<h2 dir="ltr">Il borgo: il castello che è diventato Municipio</h2>
<p dir="ltr">La visita a Carpaneto parte dal <strong>castello</strong> che, presenta un porticato con capitelli di arenaria e fregi degli Scotti — la potente famiglia ghibellina piacentina che tenne il controllo del borgo per secoli. Nel 1435 il castello fu ceduto ad Alberto Scotti, denominato re direttamente dal Duca di Milano.<br />
Oggi il castello ospita il <strong>Municipio</strong> e la scuola elementare — una delle convivenze tra storia e quotidianità più disinvolte dell&#8217;Emilia.<br />
La <strong>Chiesa dei Santi Fermo e Rustico</strong> — patroni e protettori di Carpaneto, la cui festa si celebra il 9 agosto — ha origini antichissime e conserva opere d&#8217;arte sacre di pregio.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/palazzo-scotti.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674940" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/palazzo-scotti.jpeg" alt="carpaneto-palazzo-scotti" width="1200" height="759" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/palazzo-scotti.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/palazzo-scotti-300x190.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/palazzo-scotti-1024x648.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/palazzo-scotti-768x486.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Palazzo Scotti</strong> è l&#8217;altro edificio storico del centro: le prime notizie certe risalgono al 1321, quando le milizie ghibelline di Galeazzo Visconti si impegnavano a eliminare i capisaldi della resistenza guelfa disseminati nel piacentino.<br />
Il <strong>Mulino di Rezzano</strong> e la <strong>Chiesa di Cimafava</strong> — nelle frazioni — completano il quadro di un borgo che racconta sette secoli di storia locale senza bisogno di museificarla.</p>
<h2 dir="ltr">La Coppa Piacentina: perché Carpaneto è la capitale</h2>
<p dir="ltr">Carpaneto è capoluogo della Val Chero e della coppa piacentina — il salume DOP che insieme alla pancetta e al salame compone la triade della norcineria piacentina.<br />
La <strong>Coppa Piacentina DOP</strong> si produce da maiale allevato in Emilia-Romagna e Lombardia, stagionata almeno 180 giorni in cantine naturali.<br />
Il territorio di Carpaneto è uno dei centri produttivi storici — e la <strong>Festa della Coppa</strong>, la prima domenica di settembre, è il momento in cui questa tradizione diventa evento pubblico.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/coppa-piacentina.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674935" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/coppa-piacentina.png" alt="coppa-piacentina" width="859" height="488" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/coppa-piacentina.png 859w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/coppa-piacentina-300x170.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/coppa-piacentina-768x436.png 768w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /></a><br />
L&#8217;altra grande occasione è il <strong>Gutturnio Festival</strong> — l&#8217;ultima domenica di aprile — dedicato al vino rosso frizzante dei Colli Piacentini, blend di Barbera e Croatina che prende il nome da un&#8217;antica coppa romana usata per il vino trovata nelle campagne piacentine.</p>
<h2 dir="ltr">I castelli nei dintorni: un circuito da fare in bici o in auto</h2>
<p dir="ltr">Il territorio di Carpaneto è punteggiato di castelli — alcuni visitabili, altri privati, tutti fotogenici.<br />
<strong>Il Castello di Magnano</strong> — a circa 10 km da Carpaneto — è uno degli esempi più significativi di fortificazione della zona, sia per la particolare posizione, sia per la struttura semplice e insieme movimentata dall&#8217;andamento irregolare delle mura.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano_-_2023-09-13_12-48-19_001.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-674932 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano_-_2023-09-13_12-48-19_001.jpg" alt="Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano" width="1200" height="808" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano_-_2023-09-13_12-48-19_001.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano_-_2023-09-13_12-48-19_001-300x202.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano_-_2023-09-13_12-48-19_001-1024x689.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Carpaneto_Piacentino_-_Castello_di_Magnano_-_2023-09-13_12-48-19_001-768x517.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il Castello di Zena</strong> — nella frazione omonima — ha una sala con affreschi del &#8216;700 e una chiesa di San Prospero con pregevoli opere d&#8217;arte sacre. Di proprietà privata, ospita eventi e cerimonie.<br />
<strong>Il Castello di Cerreto Landi</strong> — fortilizio a pianta quadrata, massiccio con tre torri quadrate e una quarta sul fronte d&#8217;ingresso che presenta ancora gli incastri del ponte levatoio; circondato da un parco, conserva ancora integro il suo passato.<br />
<strong>Il Castello di Travazzano</strong> e la <strong>Torre Confalonieri</strong> completano il circuito locale.<br />
Per chi viene da fuori, la logica più efficiente è collegare Carpaneto con <strong>Castell&#8217;Arquato</strong> — Borghi più Belli d&#8217;Italia, a circa 10 km — che con la sua Rocca Viscontea, il Palazzo del Podestà e il Museo Geologico Cortesi (fossili di balena inclusi) completa il quadro della Val d&#8217;Arda e della Val Chero in un solo itinerario.</p>
<h2 dir="ltr">La Riserva del Piacenziano: i fossili nei calanchi</h2>
<p dir="ltr">Una delle cose più sorprendenti del territorio di Carpaneto è quella che non si vede ad occhio nudo — o meglio, che si vede solo se si sa cosa cercare.<br />
La <strong>Riserva Naturale Geologica del Piacenziano</strong> è stata istituita nel 1995 a tutela del cospicuo patrimonio di reperti fossili del Pliocene.<br />
Facente parte di questa riserva, il territorio di Carpaneto è un&#8217;area nota per la presenza di numerosi fossili che possono essere trovati lungo i sentieri che partono dal borgo.<br />
I calanchi della zona — quelle <strong>formazioni argillose grigio-azzurrognole</strong> che erodono le colline in creste e guglie — custodiscono reperti di un&#8217;era in cui qui c&#8217;era il mare.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/iserva-piacenziano.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674937" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/iserva-piacenziano.png" alt="riserva-piacenziano" width="862" height="672" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/iserva-piacenziano.png 862w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/iserva-piacenziano-300x234.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/iserva-piacenziano-768x599.png 768w" sizes="(max-width: 862px) 100vw, 862px" /></a><br />
Nella parte inferiore affiora lo stratotipo del Piacenziano, ricco in malacofaune fossili; qui vennero rinvenuti nel 1831 i resti di un rinoceronte e di un delfino nel 1842.<br />
Il <strong>Museo Geologico Cortesi</strong> a Castell&#8217;Arquato — a 10 minuti in auto — è il punto di riferimento per capire cosa si trova nei calanchi: documenta la storia geologica del bacino padano con una ricca collezione di fossili del Piacenziano; spiccano gli emozionanti resti di balenottere e delfini ritrovati sulle pendici calanchive circostanti.</p>
<h2 dir="ltr">Vigolo Marchese: la basilica più curiosa del piacentino</h2>
<p dir="ltr">A <strong>6 km da Carpaneto</strong> in direzione Castell&#8217;Arquato, la piccola frazione di Vigolo Marchese custodisce qualcosa che sorprende chiunque non se lo aspetti.<br />
Il complesso medievale di Vigolo Marchese è un gioiello dell&#8217;arte romanica. La chiesa di San Giovanni Battista e il piccolo battistero facevano parte di un monastero benedettino dell&#8217;XI secolo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa_di_San_Giovanni_Vigolo_Marchese_CastellArquato_-_facciata_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674938" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa_di_San_Giovanni_Vigolo_Marchese_CastellArquato_-_facciata_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20.jpg" alt="Chiesa_di_San_Giovanni_(Vigolo_Marchese,_Castell'Arquato)_-_facciata,_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20" width="1200" height="886" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa_di_San_Giovanni_Vigolo_Marchese_CastellArquato_-_facciata_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa_di_San_Giovanni_Vigolo_Marchese_CastellArquato_-_facciata_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20-300x222.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa_di_San_Giovanni_Vigolo_Marchese_CastellArquato_-_facciata_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20-1024x756.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Chiesa_di_San_Giovanni_Vigolo_Marchese_CastellArquato_-_facciata_lato_nord_e_battistero_2_2022-07-20-768x567.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">La basilica romanica è sormontata da una torre militare riadattata a campanile, risalente al 1008, voluta dal Marchese Umberto d&#8217;Orta. Il battistero a pianta circolare è senz&#8217;altro più antico della chiesa — sorse probabilmente come tempietto pagano in età romana, diventa poi cappella dedicata a Santo Stefano e infine Battistero.<br />
Il dettaglio più curioso: vanto del piccolo centro è la famosa <strong>Torta di Vigolo Marchese,</strong> una delle ricette segrete meglio custodite del luogo, prodotta nel panificio accanto al complesso romanico.<br />
Una torta dolce con una ricetta tenuta segreta, venduta nel panificio accanto a una chiesa dell&#8217;anno 1000 — è esattamente il tipo di dettaglio che rende il piacentino difficile da sintetizzare.</p>
<h2 dir="ltr">Le escursioni: calanchi, Rocca d&#8217;Olgisio e Via Francigena</h2>
<p dir="ltr"><strong>Il sentiero dei fossili</strong> — percorribile a piedi o in MTB dai calanchi di Val Chero — è il percorso più originale del territorio: si cammina tra le formazioni argillose cercando fossili di molluschi e altre specie marine del Pliocene.<br />
Non è un percorso segnato come sentiero ufficiale — è più una logica di esplorazione lenta dei calanchi intorno al Chero.<br />
<strong>La Rocca d&#8217;Olgisio</strong> — a circa 15 km verso la Val Tidone — è uno dei complessi fortificati più antichi del piacentino, difeso da sei cinte murarie, con un pozzo di cinquanta metri, un magnifico loggiato cinquecentesco e il mastio con saloni affrescati. Culla di due sante (Faustina e Liberata) nel VI secolo, monastero, dimora nobiliare, rifugio per partigiani.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/fiume-trebbia-parchidelducato.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674515" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/fiume-trebbia-parchidelducato.png" alt="fiume-trebbia-parchidelducato" width="1200" height="890" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/fiume-trebbia-parchidelducato.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/fiume-trebbia-parchidelducato-300x223.png 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/fiume-trebbia-parchidelducato-1024x759.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/fiume-trebbia-parchidelducato-768x570.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>La Via Francigena</strong> tocca questo territorio — la zona rientra nel percorso della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e della ippovia Via Francigena.<br />
Chi percorre la Via Francigena nel tratto piacentino trova Vigolo Marchese come tappa naturale.<br />
Per chi vuole inserire Carpaneto in un itinerario più ampio del piacentino — verso <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/val-nure-piacenza-grazzano-visconti-gropparello-lago-bino/" data-wpel-link="internal">la Val Nure con Grazzano Visconti</a> </strong>e il Lago Bino, o verso la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/parco-fluviale-trebbia-piacenza-percorsi-birdwatching/" data-wpel-link="internal">Val Trebbia con il Castello di Rivalta.</a></strong></p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto da Piacenza:</strong> SP6 verso Fiorenzuola d&#8217;Arda, poi SS9 e SP462 verso Carpaneto — circa <strong>30 km, 30 minuti</strong>.<br />
<strong>In auto da Milano:</strong> A1 uscita <strong>Fiorenzuola d&#8217;Arda</strong>, poi SP462 verso Carpaneto — circa <strong>90 km, 1 ora</strong>.<br />
<strong>In auto da Parma:</strong> SP9 verso Fidenza, poi A1 verso Fiorenzuola, poi SP462 — circa <strong>65 km, 45 minuti</strong>.<br />
<strong>In treno:</strong> stazione di <strong>Fiorenzuola d&#8217;Arda</strong> sulla linea Milano-Bologna (alta velocità), poi taxi o auto a noleggio per i 15 km fino a Carpaneto. Non ci sono collegamenti bus frequenti.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Carpaneto Piacentino, provincia di Piacenza, Val Chero, Emilia-Romagna<br />
<strong>Castello e Municipio:</strong> centro del borgo, visita esterna libera<br />
<strong>Museo Geologico Cortesi (fossili):</strong> Castell&#8217;Arquato, a 10 km — verificare orari su museogeologico.it<br />
<strong>Vigolo Marchese:</strong> 6 km da Carpaneto verso Castell&#8217;Arquato — complesso romanico visitabile, Torta di Vigolo al panificio accanto<br />
<strong>Rocca d&#8217;Olgisio:</strong> circa 15 km verso Val Tidone — verificare aperture stagionali<br />
<strong>Gutturnio Festival:</strong> ultima domenica di aprile<br />
<strong>Festa della Coppa:</strong> prima domenica di settembre<br />
<strong>Periodo:</strong> tutto l&#8217;anno per il borgo; primavera e autunno per i sentieri; settembre per la Festa della Coppa</p>
<p dir="ltr">Foto Tiziana coppetti, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons, https://visitpiacenza.it/, Di Parma1983 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=123052742, Lunardini per https://scopripiacenza.it/</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/8-itinerari-a-piedi-in-emilia-romagna-lontani-dalla-folla/" data-wpel-link="internal"><strong>I sentieri da fare in autunno in Emlia</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/vernasca-val-darda-piacenza-vigoleno-castelletto/" data-wpel-link="internal"><strong>Vernasca, Val d&#8217;Arda: Vigoleno, il Vin Santo più raro e il Castelletto</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Acqua ovunque, ruscelli tra le case: Rasiglia è la Venezia dell&#8217;Umbria, un borgo unico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/rasiglia-umbria-borgo-ruscello-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 18:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.mom/?p=674869</guid>

					<description><![CDATA[<strong>A pochi chilometri da Foligno, un piccolo borgo medievale in Umbria ha costruito la sua identità sull'acqua: ruscelli che scorrono tra le case, mulini ancora in piedi, un silenzio rotto solo dal gorgoglio delle sorgenti. Rasiglia è uno di quei posti che si visitano per caso e restano impressi per sempre.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-acque.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="rasiglia-acque" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-acque.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-acque-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-acque-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-acque-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>L&#8217;Umbria è piena di borghi arroccati su colline, costruiti per difendersi, per tenere il mondo a distanza. <strong>Rasiglia</strong> fa il contrario: è un borgo che si è aperto all&#8217;acqua, che l&#8217;ha lasciata entrare tra le case, scorrere sotto i vicoli, alimentare mulini e fontane per secoli.<br />Chi arriva qui per la prima volta — e spesso lo fa quasi per caso, percorrendo la strada che sale da <strong>Foligno</strong> verso la montagna — si trova davanti qualcosa di difficile da categorizzare: né una spa, né un parco naturale, né un museo a cielo aperto. È semplicemente un paese vivo, attraversato dall&#8217;acqua come un&#8217;arteria.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-umbria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674875" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-umbria.jpg" alt="Rasiglia-umbria" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-umbria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-umbria-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-umbria-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-umbria-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Proprio qui si trova quello che molti cercano digitando &#8220;borgo ruscello Italia&#8221;: questo piccolo abitato della <strong>Valle di Rasiglia</strong>, in provincia di Perugia, a circa 700 metri di quota, è diventato uno dei riferimenti del genere.<br /><strong>Meno di duecento abitanti,</strong> qualche decina di case in pietra grigia e rosa, e quell&#8217;inconfondibile colonna sonora — lo sciabordio continuo dei canali che dividono i vicoli come fossero strade parallele.</p>

<h2>Un villaggio medievale costruito sull&#8217;acqua</h2>
<p>La posizione di Rasiglia è tutt&#8217;altro che casuale. Il borgo sorge alle pendici del <strong>Monte Pale</strong>, dove affiorano abbondanti sorgenti carsiche che da secoli alimentano il sistema idrico del paese.<br />L&#8217;acqua qui è stata <strong>la ragione stessa dell&#8217;insediamento umano</strong>, la fonte di energia che ha mosso mulini, gualchiere e opifici per centinaia di anni.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674876" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia.jpg" alt="rasiglia" width="1200" height="788" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-300x197.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-1024x672.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-768x504.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le prime testimonianze dell&#8217;abitato risalgono al Medioevo. L&#8217;acqua veniva incanalata con una precisione ingegneristica sorprendente per l&#8217;epoca — fossati, canali sopraelevati, bacini di raccolta — e il sistema funziona ancora oggi in larga parte come allora.<br />Passeggiando tra i vicoli <strong>si incontrano lavatoi coperti, ruote di mulino ancora parzialmente integre e canalette</strong> che corrono a fianco dei muri come fossero corrimano liquidi.<br />La pietra locale, color cenere con venature ocra, assorbe la luce del pomeriggio in modo particolare.<br />In primavera, quando la portata delle sorgenti è al massimo, l&#8217;acqua ha quella trasparenza lievemente verdastra dei torrenti appenninici, e il contrasto con la pietra asciutta delle facciate crea una palette cromatica che nessun filtro fotografico riesce a migliorare.</p>

<h2>Il segreto delle sorgenti: perché Rasiglia è diversa da tutti gli altri borghi</h2>
<p>Quello che rende Rasiglia speciale è sì l&#8217;acqua, ma soprattutto la scala umana del tutto. Ci sono altri borghi italiani attraversati da canali, eppure qui nulla intimidisce.<br />Il paese è piccolo abbastanza d<strong>a poterlo girare a piedi in meno di un&#8217;ora</strong>, grande abbastanza da sembrare autentico e abitato, mai un set teatrale.<br />Le sorgenti principali si trovano appena fuori dall&#8217;abitato, raggiungibili in pochi minuti a piedi.<br />Da lì parte il percorso ad anello che accompagna il visitatore lungo i canali principali, toccando i punti più caratteristici: i mulini restaurati, la <em>rosta</em> — la chiusa medievale che regolava il flusso d&#8217;acqua verso i diversi opifici — e i lavatoi dove le donne del paese si ritrovavano fino agli anni Sessanta del Novecento.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-umbria-visita.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674873" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-umbria-visita.jpg" alt="rasiglia-umbria-visita" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-umbria-visita.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-umbria-visita-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-umbria-visita-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-umbria-visita-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il borgo ha conosciuto un lento spopolamento nel dopoguerra, ma negli ultimi anni <strong>ha ritrovato vitalità grazie al turismo di prossimità</strong> e ai residenti che hanno scelto di recuperare le vecchie case.<br />Rasiglia attira soprattutto chi cerca qualcosa di diverso dai soliti circuiti — lontano dai grandi numeri di Assisi o Spoleto — e vuole il piacere di un posto dove ancora si sente l&#8217;odore dell&#8217;erba bagnata e ci si siede su un muretto ad ascoltare l&#8217;acqua correre.</p>

<h2>Cosa scoprire passeggiando tra i canali</h2>
<p>Il <strong>percorso ufficiale dei ruscelli</strong> — segnalato e percorribile in autonomia — si sviluppa per circa due chilometri e tocca tutti i punti di interesse del borgo.<br />Si parte dalla <strong>sorgente</strong> <strong>principale</strong>, si seguono i canali verso il centro, si risale verso il vecchio mulino del grano e si torna attraverso il nucleo medievale.<br />Lungo il tracciato si incontrano alcune delle strutture più antiche: il <strong>mulino del Costone</strong>, parzialmente restaurato, e le vasche di decantazione utilizzate un tempo per la lavorazione dei tessuti.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-borgo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674874" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-borgo.jpg" alt="rasiglia-borgo" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-borgo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-borgo-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-borgo-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-borgo-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>In estate l&#8217;acqua è fresca anche nelle ore più calde,</strong> e molti visitatori si fermano a immergere le mani nei canali aperti. In autunno, quando i faggi del monte Pale virano al giallo e all&#8217;arancio, il percorso acquista una luce diversa, più calda e raccolta.<br />Vale la pena fermarsi anche nella <strong>piccola chiesa parrocchiale,</strong> affacciata sulla piazza principale: l&#8217;interno è essenziale, quasi spoglio, con una pala d&#8217;altare che secondo la tradizione locale risale al Cinquecento.</p>
<h2>Nei giochi d&#8217;acqua di Rasiglia: un pomeriggio tra mulini e lavatoi</h2>
<p>Il modo migliore per capire Rasiglia è dedicarle un pomeriggio intero, senza fretta. Arrivare verso le quattro, quando i pullman dei turisti di passaggio sono già ripartiti, e girare il borgo quasi per conto proprio. L&#8217;ora d&#8217;oro trasforma le canalette in specchi dorati e la pietra diventa calda come terracotta.<br />Chi volesse abbinare la visita a una camminata più lunga può salire lungo i sentieri verso il <strong>Monte Pale</strong> e le faggete soprastanti — terreno ideale per chi è già alle prime armi con il trekking e vuole <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cammini/6-cammini-di-pochi-giorni-in-italia-itinerari-brevi-per-iniziare/" data-wpel-link="internal">avvicinarsi ai cammini dell&#8217;Appennino umbro</a>.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-e-le-sue-sorgenti-umbria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674878" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-e-le-sue-sorgenti-umbria.jpg" alt="Rasiglia e le sue sorgenti umbria" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-e-le-sue-sorgenti-umbria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-e-le-sue-sorgenti-umbria-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-e-le-sue-sorgenti-umbria-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/Rasiglia-e-le-sue-sorgenti-umbria-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il periodo migliore per visitare Rasiglia va da aprile a ottobre: la primavera porta la portata massima delle sorgenti, l&#8217;estate regala la frescura naturale rispetto alla pianura rovente, l&#8217;autunno il foliage.<br />D&#8217;inverno il borgo si svuota quasi del tutto, ma per chi ama i posti fuori stagione — silenziosi, autentici, con la nebbia che sale dalla Valle Umbra — anche un weekend di novembre ha il suo fascino.<br />La prossima volta che ti trovi sulla Flaminia o sull&#8217;Umbra a cercare qualcosa di diverso dal solito centro storico affollato, prendi la deviazione per Rasiglia. L&#8217;acqua ti spiegherà il resto da sola.</p>

<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Rasiglia, frazione del comune di Foligno (PG), Umbria, a circa 700 m di quota nella Valle di Rasiglia.<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto dall&#8217;uscita Foligno della E45 (SS3bis), poi strada provinciale verso Rasiglia; circa 15 km dal centro di Foligno. I collegamenti con mezzi pubblici frequenti sono assenti.<br /><strong>Quando:</strong> Aprile–ottobre per le condizioni migliori; la primavera garantisce la massima portata delle sorgenti, l&#8217;autunno offre il foliage del Monte Pale.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-come-arrivare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674877" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-come-arrivare.jpg" alt="rasiglia-come-arrivare" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-come-arrivare.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-come-arrivare-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-come-arrivare-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/rasiglia-come-arrivare-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br /><strong>Orari:</strong> Il borgo è accessibile liberamente tutto l&#8217;anno; il percorso dei ruscelli è visitabile in autonomia.<br /><strong>Biglietto:</strong> Accesso gratuito.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Foligno (15 km), con il centro storico e la Cattedrale di San Feliciano; Montefalco (25 km), per vino Sagrantino e panorama sulla Valle Umbra.<br /><strong>Consiglio:</strong> Porta scarpe con suola antiscivolo — alcuni tratti del percorso lungo i canali sono lastricati e scivolosi con l&#8217;umidità. E portati un thermos: in bassa stagione i bar restano chiusi.</p>
<p>Foto https://rasigliaelesuesorgenti.com/</p>
<p><strong>Leggi anche</strong> </p>
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<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/canyon-in-italia/" data-wpel-link="internal"><strong>Canyon in Italia: le gole più spettacolari della penisola</strong></a></p>
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</li>
</ul>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel Lazio c&#8217;è una faggeta patrimonio UNESCO che ogni autunno si trasforma in un incendio di colori</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/foliage-faggeta-del-monte-cimino-tuscia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 10:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Sul Monte Cimino, a due passi da Viterbo, una delle faggete più antiche d'Europa si tinge ogni ottobre di sfumature impossibili. Patrimonio UNESCO dal 2017, custodisce alberi millenari e tracce di un insediamento dell'età del bronzo. Un'esperienza che merita il viaggio.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Faggeta del Monte Cimino, Lazio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggeta-del-Monte-Cimino-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggeta-del-Monte-Cimino-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggeta-del-Monte-Cimino-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>A nord-est di Viterbo, prima che la Tuscia lasci il posto alle colline umbre, il <strong>Monte Cimino</strong> sale fino a 1053 metri con una discrezione da antico signore del paesaggio. In ottobre, visto dalla strada, sembra che qualcuno abbia versato un secchio di pigmenti caldi sulla sommità: rosso mattone, arancio bruciato, giallo ocra e chiazze di verde ancora ostinate.</p>
<p>Il foliage della <strong>Faggeta Vetusta del Monte Cimino</strong> riconosciuta dall&#8217;UNESCO è tra i più spettacolari del Centro Italia. Siamo nella Tuscia, nei pressi del <strong>borgo di Soriano nel Cimino</strong>, uno di quei paesi con un castello medievale che incombe sulla piazza e i vicoli che odorano di pietra umida. La faggeta ricopre l&#8217;intera vetta del monte e una parte di essa è protetta da una Zona Speciale di Conservazione all&#8217;interno della <strong>Riserva Naturale Lago di Vico</strong>.</p>
<p>La parola <em>vetusta</em> non è retorica: gli alberi qui hanno centinaia di anni, tronchi larghi quanto un abbraccio impossibile e radici che affiorano dal terreno come dita ossute. L&#8217;atmosfera, quindi, è quella di un posto che ha visto <strong>passare tutto senza fretta</strong>.</p>
<h2>Un bosco che sembra dipinto a mano</h2>
<p>Il foliage del Monte Cimino segue tempi propri, mai identici da un anno all&#8217;altro. Di solito tra la <strong>seconda metà di ottobre e i primi giorni di novembre</strong> le chiome dei faggi raggiungono la saturazione cromatica massima: quel momento in cui la luce del mattino, radente e dorata, attraversa le foglie già rosse e trasforma il bosco in qualcosa di difficilmente descrivibile senza sembrare esagerati.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggi-del-Monte-Cimino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675161" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggi-del-Monte-Cimino.jpg" alt="Faggi del Monte Cimino, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggi-del-Monte-Cimino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggi-del-Monte-Cimino-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggi-del-Monte-Cimino-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Faggi-del-Monte-Cimino-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>I faggi (<em>Fagus sylvatica</em>) sono piante da sottobosco evolute in piante dominanti, capaci di creare una volta così fitta da lasciare il suolo quasi privo di arbusti. In autunno, prima di perdere le foglie, producono questa <strong>reazione cromatica</strong> innescata dal freddo e dalla riduzione della luce. La clorofilla si degrada e i pigmenti gialli e rossi, sempre stati presenti, emergono finalmente. Al Cimino la combinazione di altitudine, umidità e microclima vulcanico produce sfumature <strong>particolarmente intense</strong>.</p>
<h2>Sotto i faggi, la storia si stratifica</h2>
<p>La faggeta sarebbe già sufficiente a giustificare il viaggio. Ma il Monte Cimino porta con sé anche uno strato storico di rara densità. Sulla cima, a quota massima, si trovano i resti di un antico insediamento della <strong>tarda età del bronzo</strong>, databile intorno al 1150 a.C. Un sito di circa 50.000 metri quadrati, individuato nel 1890 e poi oggetto di scavi sistematici dal 1976, con campagne di ricerca che proseguono ancora oggi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sassi-Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675162" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sassi-Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg" alt="Dentro la Faggeta del Monte Cimino" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sassi-Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sassi-Faggeta-del-Monte-Cimino-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sassi-Faggeta-del-Monte-Cimino-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Sassi-Faggeta-del-Monte-Cimino-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Sopravvive anche una <strong>torre medievale</strong> che sovrasta la vetta, testimonianza di un controllo strategico su un territorio che, in epoca pre-romana e poi romana, aveva una rilevanza geopolitica difficile da ignorare. In sostanza, camminare da queste parti equivale a calpestare<strong> oltre 3.000 anni di storia sovrapposti</strong>. Gli escursionisti che arrivano in cima spesso si fermano più per questa sensazione di <strong>stratificazione temporale</strong> che per lo sforzo fisico in sé, che pure c&#8217;è ma è ampiamente nella portata di chi ha un <strong>minimo di allenamento.</strong></p>
<h2>I sentieri tra gli alberi e il panorama sulla Tuscia</h2>
<p>I percorsi che attraversano la faggeta partono principalmente dal versante di Soriano nel Cimino e si snodano tra <strong>alberi secolari</strong> senza mai diventare tecnici nel senso alpinistico del termine. L&#8217;accesso al bosco è piacevole anche per chi non ha esperienza specifica di trekking, a patto di indossare <strong>scarpe adatte</strong> e portare con sé qualcosa di caldo, perché all&#8217;ombra del bosco la temperatura scende rapidamente.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675163" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg" alt="Percorsi nella Faggeta del Monte Cimino" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Faggeta-del-Monte-Cimino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Faggeta-del-Monte-Cimino-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Faggeta-del-Monte-Cimino-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/10/Foliage-Faggeta-del-Monte-Cimino-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Dalla vetta, nelle giornate terse di inizio autunno, il panorama abbraccia un pezzo consistente della Tuscia. Il <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lago-di-vico-lazio/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Vico</strong></a> appare talvolta in basso come uno specchio grigio-blu circondato da boschi, e nelle condizioni migliori si intravede il profilo del <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/lago-di-bolsena-tuscia-lazio/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Bolsena</strong></a> più lontano. È un paesaggio che racconta la geologia vulcanica del Lazio meglio di qualsiasi spiegazione: calderoni, anelli di tufo e acqua che riempie dove un tempo era fuoco.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/sasso-menicante/" data-wpel-link="internal">Nel cuore d’Italia c’è un sasso gigantesco che trema al tocco di una mano: la roccia più inquietante della Tuscia</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/parco-delle-cascate-di-chia-del-fosso-castello-lazio/" data-wpel-link="internal">C’è un posto, nel bel mezzo di un bosco del Lazio, che ha fatto innamorare persino Pier Paolo Pasolini</a></strong></li>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Le dolci colline del Cartizze d&#8217;autunno, un weekend nel Veneto tra borghi e vigneti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/cartizze-colline-prosecco-autunno-weekend-veneto-percorsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 05:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cartizze è prima di tutto un nome che compare in etichetta. Un nome che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="633" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Il <strong>Cartizze</strong> è prima di tutto un nome che compare in etichetta.<br />
Un nome che indica il Prosecco più pregiato — e più caro — della denominazione di Valdobbiadene: il <strong>Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG</strong>, prodotto in una zona così piccola e così specifica che i suoi vigneti hanno un valore per ettaro paragonabile a certi Grand Cru borgognoni.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673280" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg" alt="Sentiero escursionistico tra vigneti eroici e bosco nelle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene" width="1600" height="1067" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p dir="ltr">Ma Cartizze è anche un posto. Tre frazioni di collina — <strong>San Pietro di Barbozza</strong>, <strong>Santo Stefano</strong> e <strong>Saccol</strong> — circoscrivono un territorio di <strong>107 ettari</strong> che i produttori locali chiamano il <strong>Pentagono d&#8217;Oro</strong>.<br />
Pendii ripidi, esposti a sud, protetti a nord dal massiccio del Monte Cesen, con suoli di marne, arenarie e argille che trattengono l&#8217;umidità e danno alle uve un&#8217;acidità che le altre zone della denominazione non riescono a replicare. Arrivano ma costare 4 milioni di euro per ettaro (ultime quotazioni 2026).<br />
Strade strette, fienili in pietra, qualche cappella votiva e la vigna dappertutto — anche dove la pendenza renderebbe sensato qualsiasi altro uso del suolo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669265" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_.jpg" alt="cartizze" width="1000" height="707" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_-300x212.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_-768x543.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
<strong>In autunno la Glera diventa gialla.</strong> I filari che in estate sono verdi coperture si trasformano in un mosaico oro-rame che, nelle giornate di sole basso, prende una qualità cromatica difficile da fotografare senza semplificarla.<br />
<strong>È il momento giusto per arrivarci, e starci.</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere sportoutdoor24.mom alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.mom" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 dir="ltr">Il vino: perché il Cartizze è diverso</h2>
<p dir="ltr">Prima di parlare del posto vale la pena capire perché quel nome in etichetta costa quello che costa.<br />
Il <strong>Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG</strong> si produce quasi esclusivamente nella versione <strong>Dry</strong> — con un residuo zuccherino tra i 17 e i 32 g/L che non appesantisce ma accompagna.<br />
Al naso: mela, pera, albicocca, agrumi e rosa. In chiusura, un finale di mandorla glassata che nei Prosecchi di pianura non c&#8217;è.<br />
La differenza rispetto al Prosecco standard non è solo di qualità tecnica — è di carattere.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669286" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano-come-fare" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il Cartizze non è esuberante come molti Prosecchi commerciali.</strong> Ha una complessità più raccolta, più verticale.<br />
È quello che succede quando le radici devono scendere in profondità per trovare l&#8217;acqua in un pendio a 30-40% di inclinazione — e lo trovano nelle argille che il Mare Pannonico ha lasciato qui qualche milione di anni fa.</p>
<h2 dir="ltr">Sabato mattina: San Pietro di Barbozza e il Colle Colesel</h2>
<p dir="ltr">Il punto di partenza naturale di un weekend nel Cartizze è la <strong>Piazza di San Pietro di Barbozza</strong> — la frazione più accessibile in auto, con parcheggio.<br />
Vale fermarsi prima di camminare.<br />
<strong>VignArte</strong> è un&#8217;installazione permanente di sculture lignee disseminate tra i vigneti della frazione — opere realizzate durante simposi di scultura sul territorio, che convivono con le viti con la stessa naturalezza delle cappelle votive.<br />
Non è una galleria d&#8217;arte — è qualcosa che si trova camminando tra i filari senza cercarlo.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-8.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669287" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-8.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano-tappe" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-8.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-8-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-8-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-8-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Da San Pietro si cammina verso <strong>Santo Stefano</strong> — meno di due chilometri su strada asfaltata stretta, dove si incrocia quasi solo chi lavora le vigne.<br />
Il borgo ha una piazza, una trattoria, qualche casa in pietra — e da qui si vedono i vigneti del Pentagono d&#8217;Oro nella loro configurazione più rappresentativa.<br />
<strong>Il Colle Colesel</strong> — tra Santo Stefano e Saccol — è il punto panoramico più silenzioso di tutto il Cartizze.<br />
Alcune panche in legno ricavate da tronchi, nessuna struttura, nessun servizio.<br />
La vista spazia sulla valle del Cartizze dall&#8217;alto: filari che scendono a precipizio, le frazioni bianche tra il verde-oro delle viti, le Prealpi Venete sullo sfondo.<br />
<strong>Al tramonto è uno dei posti più belli del Veneto.</strong></p>
<h2 dir="ltr">Il Eremo di Sant&#8217;Alberto: la salita che ti ripaga</h2>
<p dir="ltr">Alle pendici di San Pietro di Barbozza, raggiungibile con una salita di circa 20 minuti a piedi dal centro della frazione, si trova l&#8217;<strong>Eremo di Sant&#8217;Alberto</strong> — uno dei punti panoramici più alti e meno frequentati del Cartizze.<br />
La piccola chiesa è tra gli edifici di maggior rilievo storico del territorio.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669251" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" alt="cammino-prosecco-sentiero" width="1200" height="959" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_140052-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_140052-1024x818.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_140052-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
La vista da lassù abbraccia l&#8217;intera area del Cartizze, il Piave nella pianura sottostante e, nelle giornate limpide, le cime delle Dolomiti bellunesi.<br />
Non è un percorso segnalato come sentiero ufficiale — si sale seguendo il sentiero dalla piazza.<br />
<strong>Meglio le scarpe da trekking che i mocassini.</strong></p>
<h2 dir="ltr">L&#8217;Osteria Senz&#8217;Oste: il posto più bizzarro</h2>
<p dir="ltr">Sulla strada che attraversa il Cartizze, in una posizione panoramica tra i vigneti, si trova l&#8217;<strong>Osteria Senz&#8217;Oste</strong> — un luogo che funziona esattamente come il nome suggerisce.<br />
Tavolini all&#8217;aperto, nessun personale, distributori automatici per vino, formaggi, salumi e altri prodotti del territorio.<br />
Si prende, si paga, ci si siede.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-12.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669296" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-12.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-12.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-12-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-12-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-12-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>La particolarità non è il meccanismo</strong> — è che funziona, e che la qualità dei prodotti nei distributori è quella del territorio vero.<br />
Cartizze a bicchiere, Grana Padano, sopressa veneta, un dolce locale.<br />
Il panorama sui vigneti dall&#8217;Osteria è uno dei più fotografati delle Colline del Prosecco.<br />
<strong>Arrivare nel tardo pomeriggio</strong> — quando la luce è bassa e i filari proiettano ombre lunghe — è meglio che andarci all&#8217;ora di pranzo.</p>
<h2 dir="ltr">Domenica: Follina e l&#8217;Abbazia cistercense</h2>
<p dir="ltr">A circa <strong>15 km da Valdobbiadene</strong>, <strong>Follina</strong> è il borgo più elegante del circondario e uno dei più belli del Veneto.<br />
<strong>L&#8217;Abbazia cistercense</strong> — fondata nel XII secolo — è il monumento principale: un complesso romanico con un chiostro del 1200 di rara qualità, con le colonnine in pietra e il giardino interno al centro.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669291" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-4.jpg" alt="colline-sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-4.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-4-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-4-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/camminofoto-4-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
I monaci cistercensi hanno costruito qui seguendo i principi di semplicità e rigore dell&#8217;Ordine — e il risultato è un&#8217;architettura che dopo ottocento anni non ha bisogno di restauri per sembrare contemporanea.<br />
Il borgo intorno all&#8217;abbazia ha conservato la struttura medievale: vicoli stretti, case in pietra, qualche bottega artigiana.<br />
<strong>L&#8217;Hotel Villa Abbazia</strong> — cinque stelle, unico nel circondario — è la base logistica ideale per chi vuole dormire nell&#8217;area senza rinunciare al comfort.</p>
<h2 dir="ltr">Cison di Valmarino e Castel Brando</h2>
<p dir="ltr">A pochi chilometri da Follina, <strong>Cison di Valmarino</strong> è tra i Borghi più Belli d&#8217;Italia — con il centro storico medievale ben conservato e il <strong>Castel Brando</strong> che lo domina dall&#8217;alto.<a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Ciglione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669133" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Ciglione.jpg" alt="Ciglione-colline-prosecco" width="1000" height="741" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Ciglione.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Ciglione-300x222.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/Ciglione-768x569.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Il castello, uno dei più grandi e antichi del Veneto, ospita oggi un hotel di charme con ristorante e wellness, ma è visitabile anche solo per la struttura.<br />
<strong>La vista dalla terrazza del castello sul Quartier del Piave</strong> — la pianura punteggiata di borghi fino al fiume — vale la salita.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare e come muoversi</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto:</strong> autostrada <strong>A27 Venezia-Belluno</strong>, uscita <strong>Treviso Nord</strong>, poi direzione Valdobbiadene — circa <strong>60 km da Venezia</strong>, <strong>90 km da Padova</strong>, <strong>120 km da Milano via A27</strong>.<br />
<strong>In treno:</strong> linea <strong>Venezia-Belluno</strong> fino a <strong>Treviso</strong>, poi treno regionale verso <strong>Montebelluna</strong> e bus per Valdobbiadene.<br />
Oppure treno fino a <strong>Conegliano</strong> (sull&#8217;alta velocità) e bus per Follina e Valdobbiadene.</p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669252" src="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg" alt="cammino-prosecco" width="1200" height="895" srcset="https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_135920-300x224.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_135920-1024x764.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.mom/app/uploads/2026/06/20230714_135920-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>Per muoversi nell&#8217;area del Cartizze</strong> l&#8217;auto è quasi obbligatoria — le frazioni distano pochi chilometri l&#8217;una dall&#8217;altra ma le frecce del trasporto pubblico non coprono le strade di collina.<br />
<strong>Alternativa sostenibile:</strong> noleggio bici a Valdobbiadene e percorso in sella tra le frazioni — con salite impegnative ma panorami che giustificano la fatica.<br />
SO24 ha già mappato i percorsi cicloturistici dell&#8217;area nel <a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" data-wpel-link="internal">pezzo su Valdobbiadene in bici</a>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Quando andare:</strong> ottobre è il momento migliore — vendemmia appena conclusa, foliage della Glera in corso, strutture ancora aperte, temperatura ideale per camminare.<br />
Evitare i weekend del <strong>Valdobbiadene Prosecco Superiore Festival</strong> (primavera) se si vuole tranquillità.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Cartizze — San Pietro di Barbozza, Santo Stefano, Saccol — comune di Valdobbiadene, provincia di Treviso, Veneto<br />
<strong>Parcheggio:</strong> piazza di San Pietro di Barbozza (punto di partenza consigliato)<br />
<strong>Osteria Senz&#8217;Oste:</strong> su strada tra le frazioni, distributori automatici, aperta sempre<br />
<strong>Colle Colesel:</strong> tra Santo Stefano e Saccol, panche panoramiche, accesso libero<br />
<strong>VignArte San Pietro di Barbozza:</strong> installazioni permanenti nei vigneti, accesso libero<br />
<strong>Eremo di Sant&#8217;Alberto:</strong> salita a piedi da San Pietro di Barbozza, ~20 minuti, scarpe da trekking<br />
<strong>Abbazia di Follina:</strong> apertura variabile, verificare prima di partire<br />
<strong>Castel Brando Cison di Valmarino:</strong> hotel e ristorante, visite su prenotazione<br />
<strong>Periodo:</strong> ottobre per foliage; primavera per fioritura; estate più affollata</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Martino De Mori,</a> Giuliano Vantaggi</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" data-wpel-link="internal"><strong>Valdobbiadene in bici: percorsi nelle terre del Prosecco</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/" data-wpel-link="internal"><strong>Cammino delle Colline del Prosecco: 51 km in 4 tappe tra vigneti UNESCO e abbazie</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/viaggi/italia/farra-di-soligo-unesco-colline-prosecco-dove-andare/" data-wpel-link="internal"><strong>Farra di Soligo: il cuore segreto delle Colline del Prosecco UNESCO</strong></a></p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.mom/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
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