I laghi, il borgo medievale falso, il castello vero: la magia della Val Nure

La Val Nure scende dall\'Appennino piacentino verso il Po attraverso castelli, borghi e vigneti. All\'ingresso, Grazzano Visconti — un borgo neogotico costruito nel 1900 dal padre di Luchino Visconti — è riconosciuto \"Città d\'Arte\" nonostante non abbia un mattone medievale autentico. A metà valle, il Castello di Gropparello arroccato su uno sperone ospita il primo parco emotivo d\'Italia. In alta valle, a Ferriere, due laghi glaciali si raggiungono in tre ore di cammino. Tre cose molto diverse, tutte nella stessa valle.

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La Val Nure non è famosa.
Non ha un nome che circola sulle guide nazionali, non compare nelle classifiche delle valli più belle dell’Appennino, non ha una destinazione di punta che fa da traino alle altre.
Ha però tre cose che insieme non trovi da nessun’altra parte.
Un borgo medievale costruito dal padre di Luchino Visconti nel 1900 — falso storico dichiarato, riconosciuto “Città d’Arte” dalla Regione Emilia-Romagna nel 1986.
Un castello medievale autentico, arroccato su uno sperone di roccia, che ospita il primo parco emotivo d’Italia.
E, in alta valle, due laghi glaciali di origine morenica raggiungibili con una camminata di tre ore.
È una valle che non sembra una sola cosa — perché non lo è.

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Grazzano Visconti: il falso storico che ti cattura

All’ingresso della Val Nure, a 14 km da Piacenza, sorge uno dei paradossi più riusciti dell’architettura italiana del Novecento. Grazzano Visconti.
La presenza del Castello è documentata dal 1400. Solo nel Novecento Giuseppe Visconti ebbe l’idea di trasformare e valorizzare il piccolo agglomerato e l’artigianato locale, regalando ai visitatori il magico borgo in stile neo-medievale.Grazzano_Visconti_borgo

Giuseppe Visconti di Modrone — nobile milanese, padre del regista Luchino Visconti — progettò un borgo medievale che non esisteva: vie lastricate, case con guglie e bifore, torri merlate, botteghe artigiane in ferro battuto, ceramica e legno.
Un raro esempio di architettura revivalistica coniugata alla passione per la scenografia e il costume e all’amore per le tradizioni.
Il risultato è così convincente da essere stato riconosciuto nel 1986 “Città d’Arte” dalla Regione Emilia-Romagna — un riconoscimento solitamente riservato ai centri storici autenticamente medievali.
All’interno del borgo si trovano il Museo delle Cere, che ospita le statue di personaggi legati alla storia piacentina, e il Museo delle Torture, piccolo ma completo.

Il castello originale — quello vero, quattrocentesco — è visitabile con guida il sabato, la domenica e i festivi.
È proprietà privata: l’accesso non è garantito in ogni giornata, e verificare prima è la regola.
Il castello ha il suo fantasma: Aloisa, moglie di un soldato, morta per il dolore del tradimento del marito. È conosciuta come protettrice degli innamorati, e alcuni visitatori le lasciano vicino piccoli doni.
Il borgo è percorribile tutto l’anno, gratuitamente.
Il parcheggio davanti all’ingresso è a pagamento — 4 euro per le auto.
Da Piacenza si raggiunge in autobus: dalla stazione partono corse giornaliere.

Castello di Gropparello: il maniero medievale vero con il parco delle fiabe

A metà della Val Nure, su uno sperone roccioso che si affaccia sul torrente Vezzeno, il Castello di Gropparello è tutto quello che Grazzano Visconti non è: autentico, antico, con una storia militare precisa tra guelfi e ghibellini.
Arroccato su uno sperone roccioso nella Val Vezzeno, è uno dei manieri più antichi e suggestivi dell’Emilia-Romagna, tutt’oggi abitato.
La visita include la torre, le sale storiche con architettura medievale originale, e la taverna dove si mangia cucina piacentina tradizionale.
Durante l’anno vengono organizzati diversi eventi speciali, come rievocazioni storiche e cene medievali.castello-gropparello

Il Parco delle Fiabe — definito il primo parco emotivo d’Italia — è l’altra anima del castello: un percorso nel bosco intorno al maniero pensato per bambini, con personaggi fantastici, prove di coraggio e atmosfere da racconto medievale.
Ha il suo fantasma, naturalmente. La leggenda di Rosania affascina i visitatori di tutte le età.
Il Castello di Gropparello è raggiungibile da Piacenza in circa 40 minuti in auto risalendo la Val Nure.

I laghi di Ferriere: l’alta valle glaciale

La terza tappa si trova nell’alta Val Nure, nel comune di Ferriere, dove la valle si stringe tra boschi e si avvicina all’Appennino ligure.
Una comoda stradina sterrata, chiusa al traffico dei mezzi motorizzati, congiunge Canadello — a 3 km da Ferriere — al Lago Moo. Il sentiero n. 021 taglia alcuni tornanti, portando alla conca più estesa dell’Appennino piacentino dove si trova il Lago Moo a circa 1.100 m.
Il Moo è ormai quasi estinto: il laghetto, ormai in estinzione per l’invasione della flora palustre, si è formato per i meccanismi geologici prodotti dal ghiaccio che scendeva dal Monte Ragola. lagho-moo

Il Lago Bino è invece integro: questo specchio d’acqua si presenta come una piscina naturale, frutto di depositi dovuti all’antica presenza glaciale.
Lungo il percorso si nota la fioritura di numerosi ranuncoli e tritoni che danno un senso ancestrale al paesaggio.
L’alternativa è il Lago Nero — raggiungibile con un anello di 7,5 km dall’altra parte del crinale, circa 4 ore di cammino totale.lago-bino

Il secondo percorso parte da Pertuso (15 minuti da Ferriere in auto), con parcheggio nei pressi del campo da calcio. Da qui parte il sentiero, prima su strada asfaltata e poi su sterrato che in 40 minuti porta a Prato Grande, e da lì in poco più di una mezz’ora al Lago Bino.
Tempo totale andata/ritorno: circa 3 ore.
Al Rifugio Prato Grande, in alcuni momenti dell’anno, è possibile fare una sosta pranzo — verificare l’apertura prima di partire.

I salumi e il vino: la ragione per fermarsi a tavola

La Val Nure fa parte dei Colli Piacentini — territorio dei tre salumi DOP piacentini: Coppa Piacentina, Pancetta Piacentina e Salame Piacentino.
I vini sono il Gutturnio, blend di Barbera e Croatina, e l’Ortrugo — vino bianco frizzante quasi sconosciuto fuori dalla provincia ma con una propria identità.
La Val Nure è territorio che fin dal Medioevo fu snodo delle vie commerciali che dalla Pianura Padana portavano ai porti della Liguria.
Quella stessa posizione di passaggio che ha portato salumi e vini ha anche costruito una tradizione gastronomica che si trova negli agriturismi e nelle osterie di fondovalle.
Per chi vuole approfondire la provincia piacentina con una logica di turismo lento, borghi e natura, il pezzo sul turismo lento nell’Emilia di Parma, Piacenza e Reggio inquadra il territorio con la stessa logica della Val Nure: lentezza, natura, cibo e identità territoriale.

Info pratiche

Dove: Val Nure, provincia di Piacenza, Emilia-Romagna — da Piacenza verso l’Appennino
Come arrivare: autostrada A1 uscita Piacenza Sud, poi SP654 di Val Nure verso Vigolzone, Gropparello e Ferriere
Grazzano Visconti: SP654 km 14 da Piacenza — parcheggio 4 euro, borgo aperto tutto l’anno, castello visitabile sab/dom/festivi con guida
Castello di Gropparello: circa 40 min da Piacenza — castellodigropparello.net per biglietti e orari
Lago Bino da Pertuso: parcheggio al campo da calcio di Pertuso, 15 min da Ferriere — 3 ore A/R
Anello Lago Nero da Selva: 7,5 km, circa 4 ore — punto di partenza Selva, vicino Ferriere
Rifugio Prato Grande: verificare apertura prima di partire
Periodo: tutto l’anno per Grazzano Visconti; primavera-autunno per i sentieri; estate per i laghi
Info: https://www.valnure.info/

Foto https://www.castellodigropparello.net/

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