Novembre nei boschi italiani: quattro posti dove l’autunno dura ancora e si cammina quasi soli

Ottobre finisce e con lui finisce anche la maggior parte degli articoli sul foliage. Ma i boschi italiani a quote medie restano spettacolari per buona parte di novembre, e con un vantaggio che ad ottobre non esiste: quasi nessun altro. Dai faggi a forma di candelabro in Abruzzo ai larici centenari del Trentino, quattro destinazioni precise per chi vuole ancora una scusa per uscire.

C’è una regola non scritta nel turismo autunnale italiano: tutti si precipitano nei boschi tra la seconda metà di ottobre e il primo weekend di novembre, poi spariscono.
Eppure a novembre inoltrato, soprattutto tra i 900 e i 1.400 metri di quota, il foliage nelle faggete italiane non è finito. I colori cambiano, diventano più cupi e metallici, ma restano. E i parcheggi sono vuoti.
Quattro posti specifici dove vale la pena andarci proprio adesso.

1. Bosco di Sant’Antonio, Abruzzo: i faggi a candelabro di

Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, sopra Pescocostanzo in provincia dell’Aquila, esiste una faggeta di 550 ettari che la maggior parte degli italiani non sa che esiste. Si chiama Bosco di Sant’Antonio, è a circa 1.300 metri di quota e ha una caratteristica che la rende unica nel centro Italia: molti dei suoi faggi e aceri hanno la forma a candelabro, il risultato di una tecnica di potatura medievale chiamata capitozzatura che veniva praticata per secoli e ha dato alle piante una silhouette contorta e teatrale.bosco-s-antonio
Dentro il bosco c’è un Eremo medievale di Sant’Antonio, datato tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, con una piccola chiesa e un campanile a vela. Il sito ha origini ancora più antiche: in epoca romana era un bosco sacro dedicato a Giove.
Il sentiero più accessibile è il numero 10, circa 2,85 km con 70 metri di dislivello, un’ora di cammino tranquillo. Il fondo può essere scivoloso con le foglie bagnate: scarpe con suola robusta, non sneaker.
Come arrivare: da Pescocostanzo seguire la SP55 verso la scuola di sci di fondo, dove c’è il parcheggio di partenza.
Foto parcomajella.it

2. Scalinata dei Larici Monumentali, Val di Rabbi (Trentino)

Val di Rabbi è una valle laterale della Val di Sole, nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio. Poco sopra la Malga Prà di Saènt, a quota tra i 1.781 e i 1.988 metri, esiste un percorso segnalato di 1,8 km che porta a incontrare più di venti larici antichi cresciuti su terreno roccioso ed esposto. Hanno nomi propri, forme contorte, alcune sono strutture a doppio tronco o ad arco. Il più famoso si chiama Grande Arco.val-di-rabbi
I larici in autunno diventano giallo oro, poi arancio: è uno dei pochi alberi delle conifere a perdere gli aghi in inverno, e il momento della transizione, tra fine ottobre e metà novembre, è visivamente preciso come pochi spettacoli naturali.
Il giro è di circa un’ora, con 243 metri di dislivello, difficoltà media. In novembre il percorso può avere tratti con neve o ghiaccio nelle zone d’ombra: meglio verificare le condizioni meteo prima di partire e portare scarponi alti.
Come arrivare: in auto da Malè lungo la strada della Val di Rabbi fino a Còler, dove c’è il parcheggio. A piedi dalla malga si raggiunge il sentiero 106. In treno: linea Trento-Malè, poi bus B640 fermata Somrabbi.
Foto valdirabbi.com-Instagram

3. Foresta Umbra, Gargano: i faggi che nessuno si aspetta in Puglia

La Foresta Umbra è una delle cose più improbabili della Puglia: una faggeta di circa 11.000 ettari a 700-800 metri di quota nel cuore del Gargano, nel mezzo di una regione che nell’immaginario collettivo è fatta solo di mare, ulivi e calcare bianco. È uno dei boschi più antichi e intatti dell’Italia meridionale, tutelato all’interno del Parco Nazionale del Gargano.
A novembre, quando il litorale garganico è già in ibernazione turistica, la faggeta è ancora percorribile e quasi deserta. I colori durano fino a metà mese alle quote più basse, dove crescono anche roverelle, cerri, aceri e tassi. La fauna include caprioli, cinghiali e rapaci, con avvistamenti più frequenti proprio in autunno.Foliage e sentieri nella Foresta Umbra
Il Centro Visitatori del Parco nella Foresta Umbra, sulla SP52 tra Vieste e Monte Sant’Angelo, è il punto di partenza per diversi sentieri segnalati di difficoltà variabile. Ci sono percorsi brevi da 45 minuti e itinerari più lunghi di 3-4 ore.
Come arrivare: da Foggia o San Severo verso Monte Sant’Angelo, poi SP52 in direzione Vieste. In treno la stazione più vicina è Foggia; da lì autobus per il Gargano con cambio a Manfredonia.

4. Bosco del Cansiglio, tra Veneto e Friuli: la faggeta dell’Altopiano

L’Altopiano del Cansiglio si trova al confine tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino, a circa 1.000-1.200 metri di quota, tra le province di Treviso, Pordenone e Belluno. La faggeta del Cansiglio è tra le più estese del nordest italiano: circa 7.000 ettari di bosco che in autunno diventano una sequenza di giallo, rosso e arancio visibile anche dall’autostrada A27 nelle giornate limpide.
A novembre le temperature scendono e le foglie rimangono sugli alberi ancora per qualche settimana alle quote più basse, mentre in quota il bosco è già spoglio ma la luce radente del mattino sui tronchi bianchi dei faggi crea un effetto visivo completamente diverso, meno pittoresco ma più austero.Ottobre in Veneto
Il Piano del Cansiglio è la parte più accessibile, con sentieri segnalati e percorsi per famiglie. Per chi vuole qualcosa di più impegnativo, il Sentiero delle Filandette porta verso i margini del bosco con affaccio sulle Prealpi trevigiane.
Come arrivare: da Vittorio Veneto (Treviso) si sale verso Farra d’Alpago e poi verso il Piano del Cansiglio. Da Pordenone si sale da Budoia. L’accesso in auto è comodo; in pullman le corse sono limitate e stagionali.

Cosa portare a novembre nei boschi

Le condizioni cambiano velocemente in quota a novembre. Qualche indicazione pratica valida per tutti e quattro i posti: strati termici invece di un unico capo pesante, scarpe impermeabili con suola antiscivolo (le foglie bagnate sono insidiose quanto il ghiaccio), torcia frontale perché il buio arriva prima delle 18. Un bastoncino da trekking, anche uno solo, aiuta in discesa su terreno bagnato.
Per i boschi del Sud (Abruzzo, Gargano) le temperature a novembre sono ancora miti di giorno ma scendono bruscamente dopo il tramonto: partire la mattina presto e prevedere il rientro nel primo pomeriggio.

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