Guglie di argilla, un castello medievale e sentieri della Via del Sale: i Calanchi di Nivione, meta da weekend in Lombardia

Nell’Oltrepò Pavese, a poca distanza da Varzi, i Calanchi di Nivione formano un paesaggio di creste argillose e versanti erosi che interrompe le vigne con qualcosa di radicalmente diverso. Il percorso ad anello attraversa la Valle Staffora, sale fino a borghi quasi deserti, e raggiunge le rovine di un castello Malaspina del XII secolo. Tre ore di cammino. Al ritorno, salame DOP.

Quando si pensa ai calanchi italiani, vengono in mente le crete senesi, le Badlands lucane o l’Appennino tosco-emiliano. Non di solito la Lombardia. Eppure a pochi chilometri da Varzi, nella Val Staffora, un’erosione millenaria ha prodotto uno dei paesaggi argillosi più compatti del nord Italia: guglie affilate, versanti scoscesi color ocra e grigio, creste strette che d’autunno si stagliano contro le faggete del circondario.
I Calanchi di Nivione sono poco conosciuti anche da chi vive in provincia di Pavia.
Questo non è necessariamente un problema.

Val Staffora e l’Oltrepò che nessuno conosce

Varzi è un borgo medievale di circa tremila abitanti lungo la Via del Sale, la mulattiera storica che collegava la costa ligure alla Pianura Padana portando sale, spezie e merci tra Genova e le città padane. I Malaspina la controllarono per secoli: Federico Barbarossa assegnò loro il feudo nel 1164, e il marchesato di Varzi durò fino all’arrivo di Napoleone. Il borgo conserva i portici del Quattrocento lungo la Via del Mercato e una torre, la Torre delle Streghe, legata a un processo per stregoneria del 1460.ValStaffora_Cecima

I Calanchi di Nivione si trovano tra la Valle Staffora e la Valle Curone, a cavallo di due bacini idrografici. Siamo nell’Appennino Ligure-Piemontese al confine tra Lombardia e Liguria, a circa 490 metri di quota.

La geologia: la pioggia sull’argilla per milioni di anni

I calanchi sono il risultato di un processo erosivo specifico: acqua piovana che scorre su rocce argillose impermeabili, incidendo solchi profondi e creando creste affilate. Il fenomeno richiede argille particolari, di origine marina, depositate in sedimenti marini e poi sollevate dai movimenti tettonici dell’Appennino.

L’Oltrepò Pavese è uno dei territori della Lombardia con la più alta densità di calanchi: ricercatori dell’Università di Pavia e di altri atenei hanno identificato e mappato sistematicamente queste formazioni nell’area, studiando i ritmi di erosione e la loro risposta alle precipitazioni stagionali. I calanchi di Nivione rappresentano uno dei complessi meglio sviluppati della zona: brevi in altezza, ma compatti nella distribuzione, con un impatto visivo immediato.

Il Castello di Nivione: i Malaspina e la fine del 1368

Nel bosco sopra la borgata di Nivione, quasi nascosto dalla vegetazione, c’è quello che resta del Castello di Nivione, costruito dai Malaspina tra il XII e il XIII secolo. La data più antica associata alla struttura è il 1164, in coincidenza con la concessione del feudo imperiale. Il castello aveva una pianta irregolare, un’unica grande sala e una hall sotterranea coperta da una volta a botte.castello-nivione

Nel 1368 le truppe di Voghera lo distrussero. Non fu mai ricostruito. Oggi è una rovina abbandonata nel bosco, catalogata dalla Regione Lombardia con un grado di rischio elevato per il cedimento strutturale della volta e l’umidità delle pareti. Raggiungerla richiede un breve fuori percorso dal sentiero principale.

Il percorso ad anello

Il punto di partenza è il ponte sullo Staffora, appena fuori da Varzi. Da qui il percorso più diffuso è l’anello lungo di circa 13 km con 380 metri di dislivello positivo e una durata indicativa di 3 ore e 45 minuti; chi preferisce una versione più contenuta trova varianti tra gli 8 e i 9 km con dislivello tra i 170 e i 370 metri, percorribili in circa 2-3 ore. La difficoltà è classificata media (E), con un tratto su cresta che richiede attenzione e buona stabilità.

L’itinerario sale verso la Valle di Nivione, raggiunge un valico e prosegue su sterrato panoramico. Scende poi verso Castagnola, risale attraverso il bosco fino al crinale con vista sulla Val Staffora, attraversa i calanchi, passa per la borgata di Nivione e il castello, e rientra su Varzi per strada asfaltata.
Il terreno argilloso diventa scivoloso con la pioggia. Scarpe da trekking con buona suola sono necessarie; le sneaker fanno rimpianti.

Cosa si mangia: Varzi DOP e vino

Il salame di Varzi era già noto nel XVI secolo. Oggi è DOP e si trova in tre versioni che corrispondono a tre stadi di stagionatura e pezzatura: il salametto (piccolo, consumo veloce), la filzetta (intermedia), il crespone (grande, stagionatura lunga). Si mangia tradizionalmente con la micca, il pane locale a pasta compatta. I salumifici artigianali di Varzi permettono acquisti diretti.fette-salame-varzi

I vini sono quelli dell’Oltrepò Pavese DOC: Bonarda, frizzante e tannico, è il rosso più diffuso; il Pinot Nero dell’Oltrepò ha una storia lunga e qualità riconosciuta a livello internazionale; il Buttafuoco è il più robusto. In autunno, la Sagra della Castagna si tiene a Pietragavina, piccola frazione tra i boschi a pochi chilometri da Varzi.
I ristoranti del centro storico propongono anche ravioli di brasato e agnolotti fatti a mano, tipici della cucina contadina della pianura padana riletta in chiave appenninica.

Info pratiche

Calanchi di Nivione — partenza da Varzi (PV), Lombardia
Come arrivare: In auto da Milano circa 1h40 via A7 e SS461. Da Pavia circa 1h10. Non ci sono collegamenti diretti in treno: la stazione più vicina è Voghera (35 km), da cui si prosegue in auto o bus locale.
Periodo migliore: primavera (aprile-maggio) e autunno (ottobre-novembre) per i colori e le temperature. Estate è possibile ma caldo. Evitare con terreno bagnato se non si ha esperienza.
Mappe: disponibili su Komoot e Wikiloc con tracce GPS (ricerca: “anello calanchi Nivione”).
Info locali: Comune di Varzi, tel. +39 0383 545011.

Foto https://catalogo.beniculturali.it/, https://www.visitpavia.com/

Leggi anche:
Oltrepò Pavese in autunno: trekking nel weekend tra vigne rosse, borghi e le colline della Pinot Nero
Le mura misteriose e la città perduta, questo eremo sulle montagne umbre è fra i più belli d’Italia: benvenuti a Sant’Erasmo
Fortezza Guaita a San Marino: il castello che domina il Monte Titano

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...